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24.07.03
 
dimmi dove abiti, ti dirò chi sei...

ho sempre abitato nella zona dove abito adesso... a parte la parentesi coi miei subito dopo la maturità e rari soggiorni da amici/condivisioni in zona navigli.
amavo via marghera quando ero piccola: il galli era pieno di persone che mi volevano bene, che mi avevano visto crescere - prima la spesa con la nonna con la signora galli che mi dava i fruttini come resti da dieci lire, poi fabio che palpava il culo alle clienti e per cui io e la s. abbiamo perso gli occhi, prezioso tempo allo studio e soprattutto abbiamo preso chili a furia di comprare tenerezze al limone.
c'era il mozzo, la mia pizzeria preferita.
c'era l'osterietta, che io chiamavo orsacchiotta.
all'angolo c'era govoni marmitte, che io chiamavo giovani marmotte.
ai tempi passava ancora il 15 non il 24 (è statao solo cambiato il numero, del resto). spesso io e mia sorella quando dovevamo andare dalla mamma in ufficio lo vedevamo all'angolo di ravizza e iniziavamo a correre... fino all'edicola di piazza piemonte: sul 15 e poi dalla mamma in corso magenta.

ma quanto non era bella via marghera? poi mi sono trasferita in periferia coi miei e via marghera e' diventata quella che e' adesso, un carnaio di macchine in terza fila, solo gelato di pessima qualità, troppe pizzerie, locali alla moda, marciapiedi congestionati dalla folla, dai motorini, dai rifiuti (soprattutto quelli umani, intendo).
poi c'e' stata quella che ancora (purtroppo) considero casa mia, poco piu' in la'. zona di uffici e case nuove. poca familiarità con le persone. pochi negozi. la persona che conoscevo meglio era la portinaia del palazzo affianco, ma solo perche' lei amava passare il tempo a guardarmi in casa. poi c'era il mio vicino (che lavorava sotto casa nostra in via marghera e che quindi conoscevo da una vita) con cui avevamo fatto famiglia. l'edicolante della metropolitana ci chiamava "la comune". ma a parte lui e poche altre persone non c'era molta vita sociale nel quartiere.
adesso, adesso abito in una via che e' tutto tranne che "milano". sotto casa ho un barbiere con ancora la sedia tradizionale, uno che ripara piccoli elettrodomestici, una cartoleria vecchia maniera, una legatoria, un'edicola (che meriterebbe solo questa un post a parte), due supermercatini, una latteria. incontro i negozianti per strada e ci salutiamo, quando porto a spasso la iso di pomeriggio almeno almeno scorrono una dozzina di scambi di sorrisi e di saluti.
poi c'e' il bar dello sport, il tabacchino che ormai sa che sigarette compro, la panettiera che mi tiene via il panfocaccia, l'egiziano pizzettaro, il negozio di ferramenta che e' piu' di un anno che mi para il culo nei momenti di panico: mi si incastra la chiave nella serratura, ho sbagliato a montare un pezzo del letto mi serve un buco qui, i filtri del condizionatore sono marci....
l'altro giorno stavo girando come un'idiota in macchina per cercare parcheggio non in zona lavaggio strada e mi ha fermato il farmacista: "sto andando via, a., due minuti e ti lascio il mio parcheggio".
i miei vicini di casa non sono particolarmente entusiasmanti, ma ci si saluta tutti, ci si aiuta quando c'e' la spesa da portare su. loro sopportano (piu' o meno) isotta, io sopporto il fatto che la signora del piano di sotto stenda in cortile dove io secondo loro non posso mettere la bici, e mi tocca issarla su per due piani di scale.
potrei abitare altrove, no. credo di no.
[grazie a n. per avermi dato l'idea o comunque un calcio in culo per scrivere questo post. era un po' che ci pensavo]

Auro  [ le ferie dei tentativi ]









Ci si deve ricordare di te?