ogni tanto mi chiedo perche' ciò che fa stare bene costi sempre così tanto. il prezzo della testa, delle mente, del cuore, dello stomaco. del sangue, della saliva, del sudore, dell'adrenalina. i compromessi, le scommesse perse in partenza, il chiudere gli occhi per non voler vedere.
e c'e' sempre qualcosa che te li tiene sbarrati gli occhi, che non e' impossibile decidere di non vedere il cameriere che ti porta il conto della scelta.
mi hai detto che esagero. che non ci sono mai scelte che non si possono ricontrattare. spero che sia così, ma che se per caso, per puro caso - giusto per distrazione di dio, quella che ha ragione sono io, per te ci sia l'eventualità di non vedere il conto che ti verrà presentato.
chiudi pure gli occhi: tutto va bene. spero per te che tutto vada bene, che tu sia felice, che tu abbia più fortuna, che anche se ferisce sia solo un graffio, una piccola screpolatura sulla tua pelle perfetta. quella che strideva con i miei lividi, le cicatrici e le piaghe.
spero che sia cosi' per te, perche' se poi cercheranno di metterti la pinza per tenerti gli occhi spalancati, io non avro' alcun rimorso, alcun rimpianto, alcuna remora ad aiutarli ad alzarti la palpebra, ad infilarti l'arco di acciaio fra il bulbo e la parte molle dell'occhio (quella che io ho sempre arrossata), a stringere la molletta e a fare attenzione che non ti si strappino le ciglia. le tue meravigliose ciglia. |