sister c. ha scritto nel forum un po' di cose sull'identificarsi in quello che si legge.
in particolare dice che in alcune cose si ritrova così tanto, da sentirsi svuotata come donna in quanto facilmente replicabile nei personaggi di un romanzo.
no, non l'ho mai pensato, anche se leggo molto, se fagocito e se sudo (cosa che colpisce tutti quelli che leggono la mia bookshelf e poi decidono che sono o un uomo o psicopatica).
non ho mai pensato che qualcuno potesse svuotarmi di quello che ho, un po' perché mi ci sveglio quotidianamente, un po' perché comunque anche se malata e matta, credo di non essere molto diversa da qualsiasi altra persona.
anzi... il fatto di vedere in quello che leggo dei miei tratti peculiari, mi fa pensare che forse così matta non sono, che forse è veramente tutto un brutto scherzo della pubblicità, che ci vuole perfetti, donne perfette, che non piangono mai, che hanno successo nella vita e nel lavoro, che hanno un uomo che le ama, che hanno dei figli che hanno voluto. e quando hanno piu' di un uomo, il cornuto o non lo viene mai a sapere o se lo sa accetta tutto.
e non e' nemmeno la fiction, che non ci sono cazzi, insomma... una vede elisa di rivombrosa e si sente come lei.. grazie al cazzo, manco una ruga, manco un buco di cellulite... sfigata sarà sfigata, però non ha manco una ruga... vuoi mettere?
e poi nei libri non c'è l'ansia del genere, puoi essere uomo, donna, insieme di donna e di uomo... un ibrido e non metti in dubbio le tue abitudini sessuali...
e allora? a loora mi sta simpatica sidda, mi stanno simpatiche le vittime dei serial killer, mi sta simpatica (o simpatico) ahmed di ben jalloun... e mi assomigliano un po' con le loro idiosincrasie, le madri isteriche, i problemi sul lavoro, i fidanzati che non si capiscono mai, la mancanza di un obiettivo... e, ripeto, in un mondo in cui anche le mie amiche sembrano aliene, ma non è colpa loro (dovevo arrivare al punto di rottura, no?) preferisco ritrovarmi nelle pagine di un libro, forse sentirmi scolorita, ma parte di un mosaico, in cui non sia io a disperdermi, ma loro a conoscermi molto bene.
e io torno a leggere. |