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27.04.04
 
piazza de angeli

il fatto che io sia una stordita non è una novità.
il fatto che io da brava stordita sia arrivata davanti alla mia banca proprio nel momento in cui stavano chiudendo per la pausa pranzo, mi sconvolge un po' ma vabbé, facciamoci forza... devo solo aspettare un'ora e un quarto... e del resto la questione conto corrente e' l'unico task improrogabile di queste ferie.
è una delle poche volte che sono nella "zona della mia infanzia" in pieno giorno e in orario lavorativo.
come al solito vado in mondadori. faccio la fila per avvisare che ho un libro mio in borsa. mi dicono di lasciarlo alle casse, alle casse non lo vogliono e dicono che non c'è problema. vabbé.
gironzolo fra i libri dicendomi continuamente che, visto che sto incassando l'assegno di infostrada che corrisponde alla metà dei soldi che dovrebbero darmi e che quindi mi sto arrendendo agli stenti, non devo comprare nulla.
vedo almeno dieci libri che vorei comprare. mi faccio forza e a fatica esco.
incredibilmente non mi fermano per controllare la borsa e così anche se ho il mio libro in borsa non ci sono schermaglie.
sotto il sole, davanti alle finestre a cui mi affacciavo da bimba, mi viene in mente che ieri sera s. mi ha detto che hanno aperto la nuova biblioteca rionale.
spero che facciano orario continuato e vado a darci un'occhiata.
il posto è splendido. chiunque della mia generazione (ma anche di quella di mia sorella) abbia frequentato la scuola elementare di piazza sicilia si ricorda le macerie dalla fabbrica DeAngeliFrua che albergavano davanti ai finestroni.
un coacervo di topi e scarafaggi (mia nonna diceva sempre "è la casa delle blatte", la cosa mi faceva ridere come quando diceva "è veloce come un torpedone elettrico") che attirava qualsiasi ragazzino che correva a casa (senza evitarsi la merenda dal panettiere di via Sacco o dalla signora Emma) dopo la scuola.
e adesso le macerie non ci sono più. c'è un giardino (non ancora aperto) e una splendida biblioteca rionale dove ci sono tutti i machiavelli (introvabili in libreria), ci sono grossissime lacune, ma ci sono splendide vetrate, un divertentissimo angolo bimbi e la bibliotecarie sembrano anche intelligenti...ho fatto la tessera, ho preso tre libri in prestito e ho fatto finta di non vedere quello che mi succede attorno, e che non riesco a gestire.
del resto sono malata e i riflessi lenti sono all'ordine del giorno.
e sono anche andata in banca e adesso sono anche piu' ricca. almeno apparentemente.

Auro  [ parole ]

una biblioteca comunale con tutti machiavelli, è una gran bella biblio. e parte bene. no? n.

n. - 27.04.04 20:09

respira a pieni polmoni l'odore di carta di una biblioteca in una giornata di sole in primavera...e'una fuga ad alta velocita' di cui non ti scorderai facilmente...

ubu - 27.04.04 21:37

in effetti e' una bella sensazione... avete entrambi ragione.

Auro - 27.04.04 23:49

ohhh ci passo appena posso,le macerie della fabbrica erano molto affascinanti, anche se non ho frequantato la scuola di p. Sicilia...grazie per la dritta

ulla - 28.04.04 00:44

ma dai... ci sono passata anch'io un paio di settimane fa, per caso, e siccome dove ci sono dei mattoni, del vetro e del metallo messi assieme io impazzisco, mi sono fermata a guardare cosa fosse. Avrei pensato ad uno show room di design, ad uno studio di architetti, ad un'azienda della new economy (vabbè, ok, della ex-post-pseudo new economy). Invece era una biblioteca... con i lucernari e il giardino, e una rara dose di silenzio intorno, a parte le mercedes della via Frua che si ostinavano a voler andare in centro (di sabato pom.??!! ebbene sì...).
Proprio perché era sabato pom. la biblio era chiusa, però mi piacerebbe entrarci e vedere com'è (prendere libri non se ne parla :)), ha un aspetto così accogliente, caldo, rilassato. Magari a forza di passarci davanti anche il ragazzo riccastro e mezzo deficiente cui davo ripetizioni e che abitava lì di fronte prima o poi per errore ci fa un giro... ;)

Xenia - 28.04.04 10:26









Ci si deve ricordare di te?