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13.10.03
 
bicchiere colmo

io mi sono sfracellata le palle. io mi sono veramente sfracellata le palle.
io non vivo in una società giusta e eticamente corretta (ciò non è molto distante dalla scoperta dell'acqua calda, lo ammetto), ma mi sono stramaledettamente rotta i coglioni della necessità disfattista del mondo di fare finta che tutto vada bene, alzare le spalle anche quando si ha pieno torto, annuire quando non si è d'accordo, leccare il culo a chiunque riteniamo abbia un minimo di potere ma non vorremmo che lo avesse (non riconoscendo ovviamente che il solo gesto di leccargli il culo alza il suo potenziale di potere di un grado).

io anniusco perché ho deciso che è il momento di annuire, io non dico ok se penso non sia ok, io se il tuo cane del cazzo lo stavo per investire perché tu proprietrio del cazzo del cane del cazzo non lo tieni legato non solo ti spaccherei la tua faccia del cazzo, ma ti denuncerei perché non sei in grado di fare una cosa e la fai lo stesso a scapito del tuo cane che sarà pure del cazzo ma non è colpa sua.
io non mi faccio problemi a dire alla madre (mentre parla al cellulare) del bambino che fa l'altalena sul tavolo che suo figlio rischia di farsi male e che soprattutto potrebbe evitare di parcheggiarlo ovunque perché deve telefonare.
quando sono in un negozio ho sempre un sorriso a disposizone e un "grazie", molto spesso anche un "buon lavoro" e un "cortesemente". e non perché voglio un trattamento migliore, ma perché credo sul serio che le persone che abbiamo davanti ci possano aiutare a vivere meglio.
a me stanno sul cazzo le persone che fanno le grandi coi ragazzi che vendono rose nei locali: non vuoi la rosa, diglielo. sarà insistente ma se ne andrà. non è scemo, stordito o ignorante. nella maggior parte dei casi è una persona che se potesse farebbe qualcosa d'altro, probabilmente meglio di me e di te messi assieme, nonostante il tuo gippone e il tuo vestito costoso.
io mi sono sfracellata i coglioni della televisione che ci fanno vedere, della maionese che fanno con il nostro cervello. mi sono sfracellata i coglioni di maurizio costanzo che mette a confronto la cornuta e la burrona che le ha messo le corna. delle persone che urlano perché le cose che dicono sono così piccole che bisogna fare la voce grossa per cercare di dare loro un senso.
quando ero piccola passavo il mio tempo a non voler ascoltare il mondo esterno. dicevano che avevo dei problemi di comunicazione: no, ero semplicemente molto avanti coi tempi. così avanti che, come va di moda dire adesso, avevo già fatto il giro.

Auro  [ i tentativi di clarence ]









Ci si deve ricordare di te?