stamattina mi sono svegliata presto. ho portato giu' la iso alle 7 meno un quarto. sono tornata a casa dopo un venti minuti. mi sono preparata, ho fatto il caffé, la doccia, fonata i capelli. sento alla radio che ci sono casini con lo sciopero. nel frattempo ho iniziato a mandare sms gratuiti. mi affaccio alla finestra e c'e' l'esodo dei cristiani da bande nere a primaticcio. io prendo la bicicletta. non ci sono cazzi.
[voce interna] auro hai il portatile, cosa cazzo vai in bicicletta?
[voce esterna] muchèla, che tanto chissenefrega...
[sms in entrata] non ho parafanghi e mantellina...
[sms in uscita] neanche io.
soluzione: io sono sul pianerottolo. bici, portatile, zainetto. giacca, stivali, guanti e sciarpa. un saluto alla iso, una girata di chiavi, due piani di scale. e il delirio. una fila ordinata di formichine incazzate e bestemmianti, una fila disordinata di macchine che sanno solo suonare il clackson. la mamma del piano di sotto urla contro il figlio che vuole saltare nelle pozzanghere, io ho lo strano sentore che farei bene a passare in bici nella stessa pozzanghera e bagnare lei (che si incazzerebbe) e lui, il bimbo (che avrebbe qualcosa da raccontare agli amichetti a scuola).
strada, automobilisti che non sanno usare i retrovisori, io che son li' che se fosse per me mi trasformerei in michael douglas in un giorno di ordianria follia. e invece me la rido e vado a prendere la ciclabile. sulla ciclabile uno non mi dà la precedenza e volo a terra. vabbé, ho un unico obiettivo: arrivare in ufficio, il prima possibile, il più asciutta possibile. il più viva possibile.
mi ri-isso sulla bici, metto i guanti nel portapacchi. penso che ci potrebbe essere una canzone da canticchiare in questo momento, una canzone adatta, intendo. ma non mi viene in mente nulla. eppure una canzone per oggi, per quella sensazione ci deve essere...
nel frattempo e' cominciato il grande evento, quello tanto atteso, la grande rivelazione... quello che mai e poi mai ci si potrebbe aspettare di sentire pronuciato dalla mia voce: io odio il mio cellulare. intendo dire, ha un sacco di cose bellissime, 500 numeri di rubrica, tiene quasi un centinaio di sms... e' tutto lucine e polifonica... insomma un signore. solo che se ricevi un sms e non lo leggi, lui ti manda lo squillo di reminder ogni 5 minuti (sia chiaro, questa funzione NON si puo' eliminare, e' insita nella bastardaggine dell'aggeggio...).
mezz'ora di rally fra il pavé di milano e per 6/7 volte sto squillo del cazzo (voce interna, tono di confessione: sì, ti odiato, lo ammetto, ti ho anche insultato, giuro, l'ho fatto... ma non era colpa tua, era colpa del cellulare...). una tipa in bici ferma con me al semaforo del carrobbio me lo ha fatto pure notare: "guarda che ti squilla il cellulare...". me ne sono accorta, cazzo!
ultimo mezzo chilometro. ufficio. buio. silenzio, sono da sola. non c'è nessuno. pregusto una giornata solissima, cazzeggio, tutti i miei colleghi saranno bloccati... accendo il pc, attacco le casse e... It's too bad, but that's me what goes around comes around, you'll see that I can carry the burden of pain 'cause it ain't the first time that a man goes insane and when I spread my wings to embrace him for life I'm suckin' out his love, 'cause I, I'll never be nobody's wife [anouk]...
okkei, non e' che siano proprio proprio tutti tutti rimasti a casa...
buona giornata di sciopero. |