lei era li', un po' impacciata, ma dentro a uno sgargiante paltò rosso. aveva la borsa identica a quella che mia nonna ha nella foto fatta sul ponte di crescenzago. quella foto l'hanno fatta prima che io nascessi. l'altra più giovane, ma mica tanto, aveva un lanosissimo cardigan lungo bordeaux. la teneva a braccetto esattamente come l'altra teneva la borsa. la teneva a braccetto e le teneva la mano. quella più anziana sorrideva in maniera che pareva un po' isterica. io ero li' che aspettavo, in anticipo cronico come tutti i giovedi' in cui mi permetto di pensare a me. io ero li' che aspettavo e miope non mi ero accorta che si tenevano a braccetto e si tenevano entrambe le mani. si avvicinavano a me e riconoscevo nei loro visi tratti comuni, le investigavo curiosa e impertinente. le investigavo e mi parevano veramente fuori dal contesto di questa milano che puzza di inverno e di natale. con la luce grigia del tardo pomeriggio invernale e la pioggia noiosa e insistente. poi mi sono accorta. poi mi sono resa conto. la giovane parlava alla più anziana con le mani, con quello strano metodo che non ho mai capito, ma mi ha sempre affascinato, di toccare in differenti modi le diverse falangi per dire lettere, parole e cose. e l'altra rispondeva amorevole e sorrideva con il cuore, aggrappata da una parte alla sua borsa e dall'altra alla sua voce, al suo orecchio, ai suoi occhi. |