cosa ho imparato al seggio durante il ballottaggio. almeno le prime che mi vengono in mente.
- non c'è limite alla noia.
- esistono donne che con un limone in bocca forse potrebbero risultare ad occhio testosteronico effettivamente interessanti (anche se colpite da gravi forme di lordosi). a questo si collega il fatto che gli uomini (soprattutto in divisa) sono attratti da cose che non concepisco. proprio.
- il maschio milanese di zona zara/sondrio, invece, non mi subbuglia l'ormone manco a minacciarlo con la katana. sarà che l'età media era quella di mio padre.
- le donne milanesi usano sempre più spesso quelle assurde borse di plastica (dei colori più assurdi) a due manici con la chiusura di metallo a blocchetto. una mia collega (che ovviamente ce l'ha) dice che è firmata. io preferisco le mie borse del marcato, sembrano meno incartapecorite.
- la lotta fra stambecchi non è per forza patimonio esclusivo della val d'aosta.
- esistono mappe cognitive assurde per cui maria goretti può arrivare a farti pensare a io sono ok, tu sei ok. segue show cazzaro.
- le zanzare sentono l'odore della coccoina (unico collante permesso nel seggio), ne sniffano quantità industriali e alla fine pungono come se avessero assunto anabolizzanti.
- esiste l'anarchia. di quella di categoria "istituzionalizzata".
- alcuni vigili sono simpatici. alcuni vigili mangiano kebab.
(ho conosciuto un signore che aveva gli occhi profondi, le mani ferme e il sorriso di chi ci crede e te lo dice: sono del 1912 ma continuo a venire a votare, perché è giusto... alla faccia dei milanesi in riviera...
mi piace l'idea che possa essere stato partigiano...) |