<< momenti - Tentativi Di Fuga - sono una cotoletta o un cordon blue? >>    
30.06.04
 
rammarico

io dovrei imparare ad ascoltare il jazz. non ho mai trovato nessuno che mi insegni ad ascoltarlo.
quello che so fare è mettere su uno dei pochi cd (perché poi c'è anche un problema di metodo: da quale partire? quindi ne ho comprati ben pochi...) e farmi fare la nanna dalla musica.
ma io non lo so ascoltare.
è uno dei miei più grossi rammarichi.
stasera dopo lo spettacolo di benni mi sento ancora più idiota.
qualcuno, cazzo, faccia qualcosa...
link vari: in questa pagina del sito di benni trovate degli estratti mp3 dello spettacolo. questo fa parte dello spettacolo, lo aveva fatto due anni fa al pini, adesso che ho letto il libro assume tutta un'altra dimensione...
lui lo accompagna al piano, magistralmente.
StefanoBenni.it, Musica90.net, ItalianJazzMusicians

Auro  [ musica ]

Non lo so, non credo che si possa *insegnare* ad ascoltare il jazz. Il jazz è una sconfinata e sorprendente visione dei sentimenti. Tutti i sentimenti.
C'è il jazz della solitudine, della riflessione, del narcisismo. C'è il jazz della confusione, dell'anarchia. C'è il jazz della gioia, dell'estasi, del tripudio. Spesso è singolare, e ti suona dentro l'anima di un uomo. Altre volte è una coppia, e senti l'anima del musicista che si rivolge dritta a te. Oppure è un baccano di idee, di pensieri e di presente.
Il jazz ce l'abbiamo tutti, dentro. E' solo un po' difficile da ascoltare se prima non hai mai sentito il tuo. Il jazz non si impara, si riscopre. Ogni volta.

esteban - 30.06.04 08:36

le sensazioni sono quelle.
quello che temo è il rischio di perdermi qualcosa...
that's it.

Auro - 30.06.04 08:56

...è dolcezza inespressa il jazz;
perchè ruvido a volte, tenace per lo più si espande e cresce,
non subito, per carità....non subito.
Suggerimenti:
oggi jazz - When I look in your eyes...Diana Krall

Ieri jazz - Ella fitzgerald e Luis Armostrong...il Best of

Nonchiamiamolo jazz - Yellow daffodils Malia
un sacco di jazz - Women in jazz (2 cd)

Buonascolto

fatafatata - 30.06.04 12:34

grazie... in attesa della playlist promessa...

Auro - 30.06.04 12:37

consigliuccio così. tu entra da ricordi/messaggerie/feltrinelli e prendi un cd blue note a caso registrato tra il 1945 e il 1952, anche '55 va. poi ripeti l'esperienza. così vai sul sicuro.

n. - 30.06.04 14:22

Posso un consiglio (senza alcuna presunzione)da uno che ascolta jazz da profano ? Tu prendi "A love Supreme" di John Coltrane. Chiudi le luci della stanza e lo ascolti, magari in cuffia che d'estate le finestre sono aperte e i vicini incazzosi ... Se alla fine ti alzi e non puoi fare a meno di rimetterlo su, allora un po' il jazz l'hai imparato ad ascoltare ... Il timore di perdersi qualcosa e' fondato ma non corretto: succede sempre anche a me quando vedo qualche mostra di pittura (ad es.) che mi piace. Certo che i gradi di fruizione sono diversi (a seconda di quanto conosci), ma ognuno (anche il piu' naif) ha la sua giustificazione nel godimento che ne deriva. that's it ;-)

P - 30.06.04 17:19

Mi trovo molto vicino al consiglio di P, per me Coltrane come Miles Davis possono portare a vivere "a pelle" quelle sensazioni che avvicinano un anima sensibile all' ascolto "profondo" di una musica così intima come il Jazz. Un ottimo inizio potrebbe essere un ascolto attento del Blues, vera radice della musica afroamericana da cui tutti hanno attinto e attingono tutt'oggi (vedi Clapton con l'ultimo My & Mr.johnson). Ascoltare e vivere il Jazz presuppone una conoscenza dei tempi della sua evoluzione e la strada e' una attenta lettura
delle biografie temporali degli artisti per comprendere quali sono le "dinamiche scatenanti" della loro musica.
Con affetto Jazz.....Ciao

pampurio - 01.07.04 08:53

sconcordo con i due amici qui sopra. iniziare ad ascoltare il jazz da love supreme è come dare pajata a uno che s'è appena fatto quattro anni di dieta. magari gli piace, ma magari gli viene pure una colica.

n. - 02.07.04 09:23









Ci si deve ricordare di te?