si fermò un attimo per suggerire a Dio di continuare a farsi i fatti suoi
e scappò via con la paura di arrugginire, il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso fra la gente che si lascia piovere addosso.
[canzone del padre, fda]
la vita è strana. e ogni tanto mette la zampa dove non vorremmo mai che la mettesse.
la calma piatta ogni tanto fa bene, rilassa, ti lascia ascoltare musica bella con il fruscio degli alberi in sottofondo, ti porta a guardare con occhi diversi le cose, ti ricorda le tue responsabilità, ti fa godere quelle cose che non hai forse mai saputo godere, come la casa, gli amici, il tuo corpo, il silenzio, la musica, i libri, il cane e la tua indipendenza.
ogni tanto si inciampa in qualcosa, ma ci si rialza, perché basta dormirci sopra e ricordarsi che l'importante è quello che si vede nello specchio.
poi ricominciano i mezzucci, le minacce, la finta correttezza. e l'inciampo diventa - ancora una volta - rabbia. ci dormirò su stanotte e domani allo specchio vedrò le rughe, i capelli bianchi, gli occhi cisposi, ma sarà comunque Auro, che se ne frega di tutto e fa quello che vuole, indipendentemente dal fatto che gli altri le diano il permesso o meno, se proprio ci tengono a dire la loro.
non ho 8 anni, non ho bisogno che qualcuno decida per me. io faccio quello che mi pare. che ti piaccia o meno. ero convinta - sciocca - che almeno questo tu lo avessi capito. |