ti ho aspettato per un sacco di tempo. avrei voluto vederti sbucare fuori in mezzo ai pantaloni a righine con un mazzo di girasole e sentirti dire "ricominciamo tutto. insieme." e non l'hai mai fatto. poi ho smesso di aspettarti, di aspettare chiunque. ho solo ricominciato da me, con il timore di non saperlo fare. di non esserne in grado.
oggi sei sbucato fuori dalle gonne a righine, ma cavolo dovevano essere i pantaloni!!!... e soprattutto dove li hai lasciati i girasoli?, e hai solo sorriso. e ho capito che sì, ne sono stata in grado.
è stata dura, è stato faticoso, lento, ritmato, sincopato, ho inciampato spesso, ma ne è fottutamente valsa la pena. e ho avuto la conferma che - nonostante tutto - il silenzio serve, forse solo per rivedersi dopo due anni e sorridersi, abbracciarsi e esserne sereni.
non posso dimenticare che mi hai portato via le forse migliori cose che possedevo, la fiducia incondizionata negli altri, l'amare senza se e senza ma, la voglia e la forza di non farmi mai fottere dalla paura, non posso dimenticare nulla... l'umiliazione, il dolore, i graffi e le parole, non illudertene e non me ne illudo nemmeno io: ho semplicemente dato dei nomi diversi alle cose e ho iniziato a guardarle con occhi diversi. non saremo mai amici, ma almeno dovesse mai capitare di incrociarci non ci ignoreremo.
...e poi dai, ale, lei è così dannatamente diversa da me, così ben vestita, così ben pettinata, così ben truccata, così sicuramente poco camalla, che sì, meglio così... non so per te, ma per me di sicuro. |