lo so che sono buffa.
e sono ancora più buffa quando pedalo sotto la pioggia di un sabato in cui avrei dovuto lavorare al mercato e invece sono stata sotto una tettoia per 4 ore e non se ne è fatto nulla. sono buffa perché sorrido. mi fermo ai semafori e mi passo la mano sulla faccia. e sulle braccia. è una dimensione che sento mia. la maglietta che si appiccica alla pelle e fa le grinze con cui giocare quando puoi staccare le mani dal manubrio.
amo stare sul balcone e sentire l'aria che si muove, perdio, in questo luglio di afa che pare il cellophane attorno al collo.
amo la pioggia che lava le strade, amo l'odore che milano ha quando piove.
amo camminare sotto la pioggia e sentire i capelli che si bagnano, le suole umide e l'orlo dei pantaloni che gocciola.
una volta ho fatto il bagno in una piscina all'aperto mentre pioveva e mi son sempre detta che un bagno così sarà difficilmente replicabile. vedere dal di sotto i cerchi creati dalle gocce a contatto con la superficie che sa di cloro mischiato con la pioggia. uscire dall'acqua e restre lì sul bordo, a prendere ancora pioggia e a non sentire il freddo. vedere le foglie galleggiare sull'acqua e venire spostate dalla corrente che i cerchi concentrici creavano.
sotto la pioggia le lacrime si confondono e forse è più facile dimenticarle. sotto la pioggia le parole sussurrate perdurano e rimangono nell'aria, non cadono pesanti al suolo, ma galleggiano.
sotto la pioggia le urla arrivano in alto, sostenute dalla forza con cui le cose vengono dette e confessate.
sotto la pioggia le mani si stringono di più e non è solo il freddo, talvolta capita che sia amore il collante, talvolta.
stamattina dio era incazzato duro e il cielo alle 7 sembrava preannunciare l'apocalisse. ho mandato un sms a n. per avvisarlo. non si sa mai che lui non se ne fosse accorto. |