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25.07.04
 
domande esistenziali

mio padre non vuole, ripeto: non vuole, che sulla sua macchina si abbassino i finestrini. la macchina di mio padre non ha l'aria condizionata. in macchina di mio padre si muore dal caldo. il fatto è che, parole sue, che ripete da 30 anni e passa, non vuole rischiare il torcicollo.
ora se guidasse a 200 all'ora, capirei. ma mio padre rispetta tutti i limiti di velocità (anche quelli che non esistono) e va in macchina come sul triciclo. tanto per dire: non supera gli autobus, anche quelli fermi al capolinea. che sembra un'esagerazione, ma un giorno gliel'ho dovuto dire io che la 72 era ferma al capolinea perché lui era lì, fermo, ad aspettare che ripartisse. e per superarla abbiamo dato la precedenza a tutta la popolazione degli ebrei in marcia verso la terra promessa, approfittando poi di quando si sono separate le acque del mar rosso, per uscire da sto loop in cui io sacramentavo e lui sporgeva il testone per controllare se arrivava qualcuno. tutto questo perché mio padre è così ligio al dovere di automobilista (e non solo) che dà la precedenza anche chi è fermo al semaforo 500 metri prima.
ora, come gli fa a venire il torcicollo se lo superano anche gli apecar? e perché io mi ostino a dire di sì quando quei due sciamannati mi invitano fuori a pranzo?
(vado a farmi venire il torcicollo sulla ciclabile del naviglio)

Auro  [ parole ]









Ci si deve ricordare di te?