<< ciao vecchia balena dagli occhiali rosa - Tentativi Di Fuga - libere tutte! >>    
29.08.04
 
l'emilia paranoica che mi piace

partire da casa alle sei di mattina, fino a corso sempione tentennare, poi redimersi. arrivare al binario e issare la bici, addormentarsi ancora prima che parta il treno accasciandosi sulle borse appoggiate nel sedile affianco.
scendere a modena e sapere perfettamente da che parte andare, ma chiedere lo stesso al passante. aver dimenticato a casa le fotocopie della cartina e quindi dover mettere in moto lo spinnaker, aver dimenticato a casa il contachilometri e pedalare senza la minima idea di quanto si sta macinando. la strada che inizia e iniziano i campi, le ville, i rustici, le pievi, ma soprattutto i campi. fare la bassa e non la statale. incrociare altri ciclisti che salutano e sorridono. e salutare e sorridere. e sempre più campi, e sempre meno macchine. e a ogni incrocio bestemmiare perché non c'è un cartello di direzione che sia uno. una signora che mena rogna, un signore che mi controlla. pregare che quella sia una secondaria, perché io quella non riesco mica a scalarla... aver creduto di arrivare da una parte e arrivare dall'altra.
d. che mi dice: "ma sei già arrivata?" e quando mi viene a prendere non ci crede. e io che mi sento una merda perché ci ho messo quasi mezz'ora in più di quanto avessi pensato. i suoi genitori che mi hanno adottata (e sfamata).
dormire. dormire. leggere poco, ma bene. in riva a un fosso.
modena e le pizzerie russe. modena e la mala russa. andare in piscina e sentirsi in emilia perché quando parte albachiara, tutti la cantano. e se dico tutti, intendo dire tutti. pedalare piano sulla statale che passano i tir e il fosso è a 30 centimetri dalla carreggiata. cenare a lume di candela sotto un gazebo sentondo che forse se ci fosse tutto questo a milano la vita sarebbe veramente bella. andare a una festa dell'unità come dio comanda. le tigelle, lo scalzagatti, la polenta fritta. comprare un'altra maglietta combattente. la musica del p., le chiacchiere con il p., quelle che non finiscono mai, anche se fa freddo.
andare, pedalare, parlare con velma, nannarla, chiederle sforzi che non si sa se si riescono a fare.
non sentire mai di essere sola. dormire, dormire, dormire.
la telefonata di r., la mail del f., enzo. scoprirlo di notte e restare sdraiata sul balcone a guardare le stelle per ore.
andare a ferrara per i buskers e sentirsi dire che si è uno stendardo.
vivere l'emilia di sinistra, vederle ovunque le cose di sinistra e sentire che l'aria è veramente diversa. anche quella che si respira, anche come la si respira.
ripartire quando nessuno ci crede e perdersi dopo 5 minuti. e scoprire che si fa molto prima sbagliando. un ponte di legno che pare il camel trophy. vedere da lontano il parcheggio della stazione e rendersi conto che per poco più di un quarto d'ora si è perso un treno che sarebbe stato comodo. sedersi e aspettare quello dopo. con calma. finire un libro, iniziarne un altro, salire sul treno, finire pure quel libro, smontare tutte le borse per pescarne un altro.
arrivare a milano, vedere che ci sono 33 gradi e tirare giù un cancher.

Auro  [ a forza di essere vento ]

divertita allora... :-)

GlaucoSimone - 29.08.04 20:49

Ho parlato oggi col proprietario. Intanto gli appartamenti non li hanno ancora venduti. Intanto.

annadeimiracoli - 30.08.04 19:18

se mi trovi un lavoro, quasi quasi... quello accanto al tuo mi è rimasto nel cuoriccione... ;o)

Auro - 30.08.04 19:21

direi che capita a proposito: qualcuno che passi il tempo con il mio gattino che si annoia. Dici che non è una cosa "regolare"?

annadeimiracoli - 30.08.04 22:54

ecco sì... appunto. regolare che sia (o non sia) parliamo dello stipendio, va'... ;o) mica vorrai pagarmi in croccantini, neh...?

Auro - 30.08.04 23:16









Ci si deve ricordare di te?