chi abita in una via vicino a un deposito di tram sa cosa significa... alle 5 cominciano a passare i primi tram che devono raggiungere i capolinea. hanno il vantaggio che non c'e' molto traffico e corrono un po' più veloce del solito, non che ci voglia molto... poi arrivano alla curva (come quella che c'è sotto le mie finestre) e frenano. con quella delicatezza che li contraddistingue. tutto questo fino alle 6 e mezza.
abito qui da due anni e più. il rumore di tram non mi dà fastidio. semplicemente lo ignoro. non appartiene alle mie orecchie, passa veloce e intonso, ignorato e magari offeso perché vorrebbe che lo prendessi in considerazione.
ogni tanto me lo fanno notare, che passano i tram la mattina presto, le orecchie un po' più attente e meno abituate ne soffrono.
sono due giorni che non ignoro il rumore dei tram. siamo passati da 36 ore di veglia a 11 ore di nanna sul divano.
vecchi ricordi e vecchie consuetudini. che però stavolta so che hanno puzza di lavoro, scadenze, clienti, corse contro il tempo, responsabilità, autorevolezza, prospect 2005. hanno la puzza di 24 ore di straordinario da sabato a oggi.
e quindi sono tranquilla, o meglio meno spaventata, anzi direi che sto proprio bene.
conosco il motivo, ha un nome e un obiettivo, so che se ci sono io lì è perché sì, sono una cogliona, ma io sto dannatissimo lavoro lo so proprio fare (soprattutto quando il cliente dice "si vede proprio che ci mette esta e cuore, che è un lavoro ragionato, non improvvisato, che ci pensa. è la prima volta che prendiamo il target senza dover fare riunioni di studio con il fornitore" e a te viene solo in mnete che le risponderesti "signò, e chi ce l'avrebbe il tempo di fare, pure, le riunioni di studio?... che andrebbero fatte certo, ma si renda conto anche lei, io ho una cana da pascolare...") e comunque mi piace, mi fa dannare, non mi fa dormire, mi dà tensione, paura, timori, ma mi piace.
ma corre troppo questa volta e io non conosco nessun altro motivo per cui rinuncerei a un pranzo con un amico, a un'occasione splendida proposta da un amico (che ho sentito iersera e mi sembrava di parlare come cristiana f.), a uno spettacolo sulle biciclette, a finire il vassalli che sto leggendo e a un po' di pace interiore.
ho rimesso in ordine la tabella delle priorità: questa dannata scadenza prima di tutto, fare le coccole alla cana (che è quella che ci soffre di più di questo mio ping pong celebrale e fisico) e prestare attenzione a mettere una calza uguale all'altra. poi stasera si penserà a quell'occasione che non voglio comunque lasciare scappare. |