in questi giorni sto provando per l'ennesima volta la sensazione strepitosa della tensione mista a un entusiasmo, che finalmente ha ripreso un senso sempre più chiaro nella mia vita.
sono entusiasta, anche se esausta, di come sta procedendo il progetto, anche se a ritmi lenti. troppo lenti.
sono entusiasta anche quando mi dicono che un mio sogno può avverarsi.
sono entusiasta quando mia madre mi guarda chiedere a un commesso se hanno dei ferri da stiro e non mi dice "tu sei rincoglionita".
sono entusiasta di prendere il mio tempo per fare una spesa online che spero duri per un mese intero e finalmente mettere nel carrello i lacci degli anfibi, che per adesso sono senza lacci e quindi immettibili.
sono stanca di lavorare con questi ritmi e questa aurea di "it's up t you" spinto all'impossibile. ma, quando alzo la testa e c. mi sorride e mi dice "auro, ce la facciamo, dai... dormi stanotte, non ci pensare...", cazzo sorrido. e mi immagino i sogni che farò.
e sono pure entusiasta di conoscere domani persone che non conosco ancora ma che vedono alcune cose come me. e sono anche entusiasta dei fagottini al formaggio e pere che mangeranno (loro).
e poi crollerò, pavida e distrutta, sotto il peso di questa settimana, di un sabato merceologico che si preannuncia freddo. ma tanto domenica dormo e mi sveglierà solo il cellulare quando c. mi dirà, "cazzo, figa, culo, tette, dei tuoi story non si capisce una mazza" e gli risponderò "ti riferisci a quelli che ho scritto fra le tre e le cinque di notte?" |