"e poi ad un tratto l'amore scoppiò dappertutto" (fda)
ma anche questo, che va un po' contro alla teoria del "in ogni caso nessun rimorso":
Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle
persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per
essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più
riconoscibile, controllabile, ricattabile.
In questi ultimi tempi ho ripreso a studiare la chitarra. Mi ci sono dedicato
praticamente tutti i giorni. Certo, non riprenderò più la mano che avevo a
ventidue anni, però non la voglio mollare più, anche perché in fin dei conti è
una buona compagna, forse una delle più fedeli. Se la molli un attimo ti fa
subito i musi e ti manda a fare in culo, così sei costretto a dei recuperi
umilianti, molto più umilianti di quanto si debba fare con le donne.
Io credo che il giorno in cui avrò paura della morte, e vorrà dire che ci
comincio a pensare, sarà perché sono diventato finalmente adulto e allora
questo significherà che sono prossimo a morire.
Ho più della mia età, ho avuto tempi di invecchiamento più corti della media,
forse perché non ho mai rifiutato nessun tipo di esperienza.
Ho sempre impostato la mia vita in modo da morire con trecentomila rimorsi e
nemmeno un rimpianto. (fda)
FondazioneFabrizioDeAndré |