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09.02.05
 
surreale

stasera ero in un teatro stracolmo per una finta matinée in cui odifreddi raccontava la sua alice nel paese delle meraviglie.
conosco odifreddi di nome, so che è un matematico e che ha scritto un libro che si intitola "il vangelo secondo la scienza". stasera prima di essere lì ero in feltrinelli e per un momento ho pensato di prenderlo. non l'ho fatto. e me ne pento. odifreddi è una persona carismatica e ironica, che merita.
in compenso il resto era veramente surreale.
il mio vicino di posto era una specie di village people con degli occhi bellissimi, che disegnava cose assai strane mentre odifreddi chiacchierava. aveva delle scarpe nere con la fibbia argentata e le calze tubolari blu.
i tipi che hanno suonato ravel a 4 mani erano la coppia più assurda del mondo. uno era un giocatore di sumo con la maschera carnevalesca di elton john; l'altro era una specie di jean reno sfigato (molto sfigato) e molto manieroso.
stefano bartezzaghi (il figlio) sembra n. imponantato. cioè n. senza la cresta, i tatuaggi, la sua apocalisse e le varie cose che n. si porta con sé.
e poi c'era m. vestito da ufficio-issimo con la camicia leggera azzurra e il gessato. e non che non mi facesse piacere, anzi... ma era così surreale.
e poi surreale è il mio atteggiamento talvolta. ma questa è una cosa che devo risolvere io.

Auro  [ parole ]









Ci si deve ricordare di te?