<< Dicembre 2002 - Tentativi Di Fuga - Febbraio 2003>>
30.01.03
 
dai, silvio.... non fare cosi', parliamone...

poniamo il caso che a noi italiani non bastino tutti i tg che ci propinano perche' siamo effettivamente duri di comprendonio.
avresti ragione tu: non siamo a favore della guerra a stelle e a strisce perche' non ne sappiamo abbastanza.
ok, silvio, ti propongo un patto, un po' come Hannibal Lechter nel "Silenzio degli innocenti": uno scambio alla pari.
tu dici tutto sulla questione sme, sulla lodo mondadori, su mangano, sui fondi in svizzera, sulle tangenti, sul finanziamento ai partiti, su genova, sulla diaz, su bolzaneto, su carlo giuliani, sulla p2 e sulla mafia. e noi ci vediamo 24 ore no stop di informazione sulla guerra degli americani.
pero' silvio non ti ammalare quel giorno: il giorno della verita' vedi di esserci...
e poi silvio, stavolta vediamo di evitare errori di copione, facciamo che non sia un "qui pro quo".
deve essere un "do ut des".

Auro - 01:21 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
29.01.03
 
situazione

sara' che stamattina ho preso il caffe' d'orzo del bar di piazza erculea...
stavo valutando come e' cambiato questo blog nell'ultimo mese. e non mi piace.
non ci sono piu' docce. sono state trasformate in buchi della serratura. qui urge fare qualcosa. tipo sparire. chiudere baracca.
venerdi' c'e' la notte dei pubblivori all'Orfeo.
io ho un'elenco di cose da fare che non finisce piu'. ma la maggior parte di esse non e' urgente. anzi, sono quasi tutti surrogati di cose piu' importanti che non intendo fare.
le mie amicizie sono mirabolanti e presenti, le mie conoscenze anonime o pressanti.
dicono che non mi faccio mai sentire, che sono una paccara, che sono sempre a casa, che la mia vita sociale e' uguale allo zero assoluto. poi chi lo dice citofona a sorpresa a casa mia e chiede se puo' salire. e non si sa bene come io offro sempre caffe' e tisane ai frutti di bosco.
chi mi giudica inconcludente, forse sbaglia: non prendo decisioni perche' potrebbero cambiarmi la vita, o almeno complicarmela. e io adesso sono in equilibrio, precario. ma in equilibrio. sto bene come sto: nel limbo.
ho voglia di andare al cinema o di andare in un locale fumoso a parlare di cucina e di telefilm anni ottanta, ma so che se chiamassi d. per vederci stasera dopo l'ape coi colleghi questi miei progetti non corrisponderebbero molto coi suoi.

Auro - 01:13 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
27.01.03
 
considerazioni in una domenica con il cane

ma se i miei vicini votassero destra e frequentassero lo studio zeta? se fossero incazzati come delle belve per la musica che ascolto io?
ma se la iso non fosse viziata, ma semplicemente (come la proprietaria) molto esibizionista?
ma se tutta la vita fosse un fumetto? preferirei essere Linus, SprayLiz o Mafalda?
ma se tutto non fosse vero? se fossimo tutti dei Truman?
da dove nasce il senso di colpa umano per il quale le cose si nascondono, non si dicono, per il quale recitiamo a soggetto?
ma se tutti i problemi si potessero risolvere con un semplice ‹/problemi›?

Auro - 01:12 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
 
come ti resuscito l'ego

basta una sera.
ti rimettono in moto la macchina, torni a casa e c'e' una cana che ti fa le feste. pascolando il cane trovi anche modo di sorridere perche' la signora che pascola il cane davanti a te cammina davvero in una maniera buffa. torni a casa, il cane si accoccola affianco a te e ti addormenti. ti svegli per puro caso 10 minuti prima che ti passino a prendere. non te la meni assolutamente per cosa indossare. scendi e scopri di non essere l'unica che ha bisogno di sigarette e di caffe'. sei in ritardo, ma scopri di non essere l'unica. l'autostrada e' quasi libera. non fa male darsi appuntamento davanti a un ospedale di cui non hai propriamente un bel ricordo. cerchi di definire la musica che stai per ascoltare e scopri (come in molti altri casi) di non sapere da che parte cominciare. vedi un amico che vedi sempre con piacere. entri in un locale che ti pare pure troppo bello per il paese in cui sta. incontri subito un amico che fra un po' salira' sul palco. ti dice che gli fa piacere vederti. ti prendi una rivincita morale e decidi che tornerai al caravanserraglio. la lemonsoda ha sempre lo stesso sapore, che ti piace sempre. inizia il concerto e comincia bene. ti accoccoli sulla sedia come piace a te, non menandotela anche se metti i piedi sulla sedia. fra un assolo e l'altro lollo sorride perche' arriva un amico che non vedi da tempo, che ti abbraccia di un abbraccio che sa di affetto e di lungo corso. gli dedicano "calcolo preciso" e ti si allarga il cuore perche' sai di cosa parla la canzone. ti dedicano "mese luce" e ti pare quasi un sogno che ti fa arrossire, e te ne accorgi. gipo ha la voce ma come al solito si dimentica le parole, le canzoni si susseguono, le parole si inseguono e carlo e' sempre come al solito "molto" entusiasta. il pubblico fa troppo casino, forse. le persone che hai coinvolto sono contente di essere li' e ti dici "meno male". e l'ansia passa. ti scopri ancora proprietaria in usufrutto di "mare mosso". il concerto finisce e fra un po' di chiacchiere e saluti devi scappare. scopri che una panda puo' avere l'antifurto. ti perdi, ovviamente, per legnano. scopri che si puo' guidare a fari spenti nella notte senza per forza vedere se e' cosi' difficile morire. arrivi a casa e finisci un romanzo e manco te ne accorgi. ti addormenti e dormi bene, profondamente e senza sogni.
non riesco a ricordare un brutto concerto degli aldiladidali'. forse anche questa e' una delle poche certezze che ho.
ci vuol talento a saper sprecare tempo - la piazzetta, aldiladidal?

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un cd in duecento parole

Trio Milonga, "Trio Milonga", 2002, autoprodotto.
Come al mio solito, musica di nicchia. Brani quasi esclusivamente sudamericani riarrangiati, attingendo dal repertorio di artisti più o meno famosi della prima metà del Novecento (il brano più "recente" è del 1969). Diciamo pure sconosciuti, soprattutto Rita Montaner, acclamata in Sudamerica come La ?nica di Cuba e il cui successo ha toccato anche l'America, ma che in Italia non è mai arrivata per via della censura fascista. E non ci sarebbe forse mai arrivata, se non fosse per il Trio Milonga.
Marcella (voce che Marco Paolini in occasione degli Appunti Partigiani 2001 ha definito "struggente"), Renzo e Camillo quando suonano stupiscono e incantano: fanno conoscere cose e luoghi, guidando chi li ascolta per mano e sorridendo sempre. Sanno prendersi poco sul serio e divertirsi di quello che fanno.
Nel cd e nella loro musica nulla non è stato studiato, dall'utilizzo di strumenti tradizionali alla ricerca storica dei brani: lo dimostra l'intro di "Rum e cocacola" in patois, come storia e giustizia musicale vogliono.
Il cd si conclude con due fuoriprogramma "Non partir" di Bracchi (di cui si conosce solitamente la versione strepitosa di Buscaglione) e il riarrangiamento del tema di Star Trek (usato come sigla di una trasmissione radiofonica).
Fuori dalle 200 parole: il cd si trova solo al "Libraccio". Se non c'e' lo procurano.

Auro - 01:11 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
23.01.03
 
tema in classe

descrivi come ti senti dopo aver scoperto di aver lasciato per piu' di 24 ore la luce interna della macchina accesa, cioe' quando scopri di avere la batteria scarica, troppo tardi per chiamare un meccanico, che - dopo una buona dose di occhi dolci - si presti a venirtela a riavviare, e ovviamente sei senza cavi (e non sapresti neanche da che parte cominciare ad usarli).
svolgimento:
sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota, sono un'idiota.
anche aver comprato "registrazioni moderne" di antonella ruggiero, dopo secoli di bramosia, adesso diventa una bazzecola.

Auro - 01:11 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
 
un cd in duecento parole

Banda Bassotti, "Un altro giorno d'amore", 2001, Gridalo Forte.
Registrato nel 2001 al Villaggio Globale di Roma (giocando in casa) e mixato in Euskadi.
Lavoro live di un gruppo che e' indubbiamente "cultura di nicchia": di una nicchia assai incazzata. Musica definita dalla stessa BB ska (risvegliando termini ibernati come "redskin"), che non la manda a dire a nessuno, passando da Israele agli USA, dalla Resistenza Partigiana a quella Basca, da Berlusconi a Zapata.
Ascoltando il cd è impossibile non farsi coinvolgere dalla frenesia e dall'entusiasmo di un live trascinante e instancabile, risultato apparentemente inaspettato tenendo conto della sordina in cui per anni ha galleggiato la BB (la band si è formata nel 1981 fra "giunti tubi palanche" e ha prodotto il primo cd nel 1996 "Figli della stessa rabbia", non arrivando mai a una distribuzione capillare in Italia).
Il successo (pur sempre di nicchia) ripaga tutti gli sforzi e non mina l'autenticità dei suoni, dei testi e dell'impegno: un'ora e mezza di adrenalina pura e di istigazione a saltare.
Per chi si sente di nicchia è quantomeno da ascoltare, almeno in maniera critica. Non fosse altro che per: "Caput mundi", "Potere al popolo", "All are equal for the law" e una versione strabiliante di "Figli della stessa rabbia".

Auro - 01:10 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
 
inventario

tre pennarelli due mazzi di chiavi due stanze
lo stereo che manda gli aldila'didali'
pantaloni e magliette appassite
un quadro di federica filippi
dell'acqua e un romanzo di murakami
le mie quattro sigarette
e un catalogo dell'ikea
un vecchio biglietto del ducale
gli anfibi neri di sempre due foto
una sveglia e un letto
e in mezzo io che penso a me
tre pennarelli due mazzi di chiavi due stanze
pantaloni e magliette appassite
gli anfibi neri di sempre due tazze
[parafrasando i lacrus]

Auro - 01:10 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
21.01.03
 
riflessione domestica

la metà delle trentenni (con un range di tre anni) che conosco abita in due locali (per lo piu' in affitto); l'altra meta' abita o in case gigantesche (per lo piu' coi genitori) o in case mediograndi (per lo piu' con compagni mediamente benestanti).
io appartengo alla prima categoria.
se appartenessi alla prima alternativa della seconda abiterei comunque in due locali.
rispetto alla seconda alternativa: volenterosi benestanti possibilmente acculturati e proprietari di case abbastanza grandi da potersi permettere una stanza libreria cercasi.

Auro - 01:09 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
20.01.03
 
decalogo della metropolitana

A uso e consumo dei frequentatori della metropolitana (non solo quella milanese!) ho pensato di mettere giu' qualche caposaldo da tenere sempre in testolina...
1. quella di spalmare il burrocacao sul biglietto in modo da poterlo riutilizzare e' chiaramente una bufala creata dalla Labello: il primo emendamento del regolamento dei controllori dice di dare la multa a chi presenti un biglietto appiccicoso, unto e bisunto. fatti furbo, piuttosto monitora lo stato di inchiostrazione delle obliteratrici.
2. se proprio devi leggere durante il viaggio, sii cortese: lascia stare i giornali (li puoi leggere in ufficio, al bar, durante le pause sigaretta, quando volte), scegli un libro. Questo non solo aumenta la tua cultura, ma permette ai tuoi vicini di posto di vivere un po' meglio - soprattutto se leggi il giornale a mo' di lenzuolo. sempre per il benessere del vicino, scegli, se puoi, libri tascabili senza copertina rigida: gli spigoli altrui nelle proprie costole fanno male.
3. se non devi scendere "alla prossima", e' decisamente inutile che ti fermi davanti alla porta. spostati, perdio! in maniera altrettanto civile, evita - se proprio vuoi stare davanti alla porta - di cristonare contro chi, invece, deve scendere: e' un suo diritto!
4. per contro, se devi scendere "alla prima" (facendo un'unica fermata) e' inutile che - all'arrivo del treno - sulla banchina tu faccia a gara con gli altri colleghi-passeggeri per salire per primo: se sali per ultimo, sarai direttamente vicino alla porta. ogni tanto le leggi fisiche sembrano ostiche, ma sono molto piu' intuitive di quel che possa sembrare.
5. in metropolitana non si cucca, anche questo e' comprovato. evita sforzi inutili.
6. se proprio lo desideri, in alcune situazioni puoi consigliare le mosse al vicino di posto che sta giocando a "snake" sul cellulare. non e' consigliabile perseverare se il vicino e' un classico tamarro di periferia e si rivolge a te con l'appellativo di "stronzo".
7. quando non c'e' posto a sedere, scegli dove piazzarti sul vagone in base alla tua altezza e a quella dei tuoi vicini. se sei piu' basso/a di uno e sessanta, stare vicino a uno alto uno e novanta dall'aspetto trasandato significa essere in balia delle sue ascelle. se sei alto uno e novanta stare vicino a uno alto un metro e sessanta significa reprimere fortemente la voglia di usare la sua testa come appoggio.
8. l'osservazione della popolazione del vagone puo' farti sentire come Konrad Lorenz nel lago di Starnberg: un osservatore privilegiato della fauna locale.
9. se il treno si ferma dentro la galleria e ti prende il panico, per favore, non insultare il guidatore: magari soffre di claustrofobia pure lui e mica ci gode a farmarsi in galleria.
10. insegna a tuo figlio a togliersi lo zaino dalle spalle. altrimenti prima o poi si trovera' la sua amatissima antologia di italiano incastrata fra un canino e un incisivo, il quaderno ad anelli appeso ai lobi e tutto l'astuccio usato come piercing alla palpebra.

Auro - 01:09 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
17.01.03
 
killing me softly

giovedi', 16/01/03 ore 21.47 [soundtrack: litfiba, lacio drom]
sono a casa in stato comatoso: ho fatto tutto di corsa, comprati gli occhiali, passate a ritirare le analisi (che non ho il coraggio di aprire), passata a dare i soldi a f. e a prendermi i cd che mi ha recuperato ("ci sei stasera? si festeggia il compleanno di a. in diretta in radio", ma sei coglione o cosa???), ho comprato due jeans veramente tamarri, ma erano in saldo. non sono passata all'ikea (domani quei poveri cristiani mangeranno uno in braccio all'altro). mi preparo per il corso di scrittura [intanto e' cambiata la colonna sonora: sinead o'connor, nothing compares 2 you], mi chiama l. e mi dice "niente corso". mi deprimo e mi metto a cercare di finire il puzzle (mi manca un terzo del cielo, ma devo soprattutto trovare modo di spostarlo prima della cena di domani). faccio un debole zapping, ascolto un po' di musica, finisco il libro di taibo. decido che libro incominciare adesso (credo di iniziare il simenon francese che mi ha mandato solimano). mangio i pomodori, prima che decidano di partire per le ferie (beati loro). inizio a duplicare un cd per u. scoprendo due secondi dopo aver schisciato "make" che e' lo stesso cd che ha appena comprato. fumo una camel dietro l'altra (tanto devo smettere...). [soundtrackchange: tolleranza zero, punkreas] e continuo a sentirmi in coma. non riesco manco a stare due minuti seduta, devo muovermi, fare scemate, tipo decidere di mettermi su uno smalto mentre digito (ideonaaaaaaaa!). il palmare mi segnala almeno 5 o 6 impegni in ritardo e un po' mi sgrida. ok, fra 5 minuti cerco le bollette per capire quanti soldi devono darmi (leggi: quanti soldi in meno del dovuto stanno cercando di sdoganarmi - oggi ho litigato ancora con il call center di infostrada), metto a posto casa e decido se e' meglio l'accoppiata speckmascarpone/funghi o quella carbonara/zucchine per la pasta di domani sera. [end's soundtrack: pop, afterhours].
lo smalto sulle unghie mangiate (le mie) mi fa schifo. priorita' numero uno: toglierlo e il resto poi si vedra'.

Auro - 01:08 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
16.01.03
 
innamorata

sono innamorata di come sto in questo periodo: che forse e' l'amore piu' bello che c'e'.
sconvolta da quello che succede, equilibrata e disponibile in maniera costruttiva nei rapporti con gli altri, in fissa con lo smettere di fumare.
in pace anche con le rughe e la cellulite.

Auro - 01:07 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
13.01.03
 
un anno di single-aggio

sempre che non lo fosse gia' prima.
un anno da 5 ore passate al telefono fra urla, pianti, strepiti, e' colpa mia, e' colpa tua, ma perche', ma per come, tu non puoi fare questo, tu avresti dovuto, io ho detto che, io avrei voluto che tu... fra conati, calci, la bolletta che costa, teste contro gli stipiti, linee che cadevano permettendoci di stare male, cessi abbracciati, lividi, parole che graffiano, mal di testa che non passano, discorsi incazzosi e tenerezze che non ci eravamo mai permessi fino ad allora, finalmente un po' di verita': no non ti voglio vedere, no non chiamarmi piu', si' io ti voglio bene, forse non sono chi tu vorresti, forse non lo sono mai stata, perche'?... un anno in cui le risposte non ci sono state e non credo arriveranno mai (grazie l., almeno questo tu l'hai affrontato).
due grazie: per quel 25 aprile pieno di orgoglio e di consapevolezza, di un abbraccio che valeva tutto il mondo e che lui non ha mai visto. e per quel giorno di dicembre da mattomatteo, quando abbiamo fatto l'amore senza farlo e ci bastava cosi' poco per avere fiducia.
per il resto, spero sia felice.
spero di esserlo anche io. forse proprio perche' un anno fa ho preso quella cornetta e ho detto "basta".

Auro - 01:06 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
10.01.03
 
del perché dormo male

le persone devono sclerare. insomma il benessere esiste, certo, intendo dire quello dentro di benessere, non quello fuori, io parlo di quello vero.
non esistono momenti sempre positivi, l'energia dentro deve avere dei bassi se no non ci accorgerremmo degli alti (spero che il concetto sia chiaro).
se di giorno riusciamo a livellare il nostro stare verso l'alto, di notte dobbiamo avere questi cali di tensione.
ed e' per questo che facciamo i sogni brutti o dormiamo male.
certo, quando si sta tanto male si puo' avere un calo di tensione perenne, notturno e diurno. ma questo e' un altro paio di maniche.

Auro - 01:06 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
09.01.03
 
amore trivella

...secondo me l'amore finito e tristo si trasforma in una trivella. che crea un buco in cui poi ci si sta malino. poi si torna su. cambiati. e se arriva un'altra delusione la trivella sara' piu' grande. e il buco, di conseguenza. l'amore finito e tristo - quando non e' trivella - e' illusione che si e' imparato qualcosa (generalmente: "non mi fottono piu', sissi'. mai piu'"). ma poi si trasforma in trivella nuovamente e si scopre che quello che si e' imparato non era a non farsi piu' fottere, ma qualcos'altro. l'amore finito e tristo insegna sempre qualcosa. raramente ad amarsi di piu'.
[mio commento al blog di manu]

Auro - 01:05 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
07.01.03
 
bompressi

sempre dal sito di Massimo Carlotto, poesia di Erri De Luca per Ovidio Bompressi:
Ovidio B.
Assottigliati Ovidio,
Riduci a lisca il corpo
per una volta ancora.
I tuoi piedi veloci
sui picchi delle Apuane
ritornano reclusi
nei centimetri quadri.
Assottigliati Ovidio,
scomunica la fame,
raschia il fondo di carne
dalle ossa spolpate.
Dalla vita dei vinti
pretendono altra resa,
altra bandiera bianca
sopra il tuo sfinimento.
E' ruggine di legge,
ossido di rancori
la tua prigione ancora.
Batte il cucchiaio sulla scodella,
vuoto contro vuoto,
a bocca chiusa,
denti contro sbarre,
si replica la persecuzione
Erri De Luca

Auro - 01:04 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
 
gaber

"vorrei essere libero, libero come un uomo [...] la libertà è partecipazione"
Giorgio Gaber, La libertà, 1972
l'orgoglio di essere il signor G. e non farlo mai pesare.

Auro - 01:04 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]
 
liscia e piatta

"e la vita scorre liscia e piatta come il vento sopra l'acqua"... in questi giorni la vita e' andata cosi'.
non ricordavo neppure che potesse esistere questo. il capodanno non ha fatto male - almeno non come quello dell'ultimo anno, che forse dopo quello del 1999 e quello a casa di f., e' stato il peggiore della mia maggiore eta'. tutto liscio. il giorno amico di sonno, nanna, amici, poco parentado (come al solito), qualche sorpresa e sempre bella (a parte la scuola di inglese).
belle le ferie quando vanno cosi', anche la vita sembra piu' leggera.
ho meno rimorsi, piu' rabbia che non voglio pero' ascoltare. adesso sono un'animale ferito, incarognito, ma un'animale che la mattina si sveglia e che sia leone o gazzella corre e e' felice di farlo.
mi aspetta un periodino di rimaglio, di ricorrenze e di rigurgito, ma passera' anche questo. non so dove sia la chiave di volta, ma so che la chiave di volta la devo cercare dentro e dirle "grazie".

Auro - 01:03 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ Auro stanziale ]