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<< Febbraio 2003
- Tentativi Di Fuga
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| 31.03.03 |
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| 29.03.03 |
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alcune volte, dopo aver pagato 7 euro e rotti, un film lo vedi lo stesso, ma vorresti andartene... |
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l'altra sera parlavo con marquant del fatto che muccino stia sulle palle a molte persone. ho fatto la mia considerazione: muccino sta sulle palle alla gente perche' fa film che sono proprio come e' la vita. la nostra vita, la nostra esperienza. nel bene e nel male, soprattutto nel male.
davanti a "ricordati di me" sono rimasta impietrita (avevo gia' scritto a proposito). molte delle scene del film erano prese dalla mia vita e traslate in la' coi tempi.
mi sono sentita spiata e trafugata. ho visto rubati i miei migliori giorni di crisi di coppia: le liti e le urla, le notti in bianco e quelle passate sul divano "perche' e' meglio cosi', perche' in questo letto non c'e' piu' posto per due". soprattutto le urla. la rabbia. l'umiliazione (soprattutto quella). il fatto di vedere tutto quello che si e' costruito ridotto a pezzetti. e poi l'incontro casuale dopo anni, dopo l'acqua che e' andata sotto i ponti e ha curato molte ferite, senza ricicatrizzarle. lo sguardo indietro dopo essersi salutati. lo sguardo che incrocia quello dell'altro. ci ho visto anche le feste ai tempi dell'universita', i tempi a casa di m. e quelli poi a casa di f.. ma anche gli anni del liceo, quelli del mio incredibile isolazionismo, della mia asocialita', del mio "non riuscire a inserirmi" (terminologia con cui molti spiegavano il mio continuo stato al limite dell'autismo). e il "che c'e' vo'" che mi sono ripetuta per anni, sbagliando quasi sempre poi il modo per farcela. e non farcela mai.
ho smesso di chiedermi come mai si possono e si riescono a fare film cosi'. che prendono dentro e ti lasciano quel senso di "quello sono io" (un altro esempio, per me, lampante di questo e' stato "io ballo da sola"). ho smesso di chiedermelo perche' ho capito che in una forma o nell'altra non sono altro che film che raccontano. e molto spesso vedere su uno schermo la propria vita fa male. un male porco.
i film possono essere belli o brutti, piacere o non piacere. nessun dubbio su questo, ma chissa' come mai, quelli che piacciono di meno sono sempre quelli che ci mettono contro il muro di quello che avremmo preferito non vivere e che vorremmo dimenticare e che ci fanno incazzare perche' invece sono proprio "come quella volta che...".
[nota per marquant: non e' proprio quello che avevo in mente... ma quasi.] |
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Auro - 12:18
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[ i primi tentativi ] |
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| 28.03.03 |
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| 27.03.03 |
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il signor rossi e la costituzione |
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bello! non ha vecchi monologhi (a parte una canzone fatta e rifatta... ma e' una!), improvvisa molto su un canovaccio comunque definito. lo spettacolo dura due ore e quasi e mezza pieno (escluso l'intervallo). ci sono delle chicche strepitose.
il signor rossi ha lavorato molto, soprattutto su se stesso. e' meno egocentrico, meno buffone (nel senso di caotico e stantio), piu' buffone (nel senso di fo). ti attrae e ti trascina, violento e delicato. sa farti ridere non amaro sulla guerra, sulla vita di ogni giorno, sul signor gigetto e sul signor andrea giugliotti. anzi il pezzo su giugliotti e' proprio bello (io l'ho seguito per un po' rossi e non glielo avevo mai sentito fare, ma non vorrei sbagliare).
e' l'unico comico (ometto di dire "di sinistra" perche' nessun comico puo' essere di destra: la risata e l'ironia e' di sinistra. i comici di destra solitamente siedono in parla-mento-mento-parlo) che io conosca che ha ancora lo spirito di ringraziare il pubblico (assai giovine, nevvero) a pugno alzato.
se trovate posto andatelo a vedere. magari non avrete proprio i posti in quarta fila (in pochi possono!... ghghghghhghhh). ma che bello, che bello. che bello! |
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Auro - 12:16
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[ i primi tentativi ] |
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| 25.03.03 |
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auro e il cibo/2 |
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a me non piace la verdura cotta. soprattutto la verdura verde cotta. a me la verdura verde piace poco anche cruda, ma vi prego, cotta... bietole, broccoli, verza, cavolo, spinaci, fagiolini, piselli, crauti. impressionanti. mettiamola cosi', innanzitutto puzzano. c'e' poco da dire. chi piu' chi meno, ma sono tutte cose che puzzano dannatamente. il peggior ricordo che ho della mensa delle elementari era proprio il giorno dei finocchi cotti. la puzza saliva fino al secondo piano dove si trovava la mia aula.
poi imho non e' cibo eticamente corretto: non e' gustoso, saporito, e' privo di consistenza e di appeal. mi sono sempre chiesta come faccia la gente a mangiare i pizzoccheri, i cannelloni di magro, la salamella coi crauti. mah. |
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Auro - 12:15
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| 24.03.03 |
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| 21.03.03 |
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[scusate i termini] sono fuori dalla grazia di dio |
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oggi mi ero ripromessa di non parlare piu' di guerra. avrei voluto un blog pieno di pace. avevo riletto la cronaca di roma e mi sembra tutto cosi' lontano: l'entusiasmo, i ricordi, i pensieri pure. e mi ero detta: il blog avra' solo dentro cose belle. non perche' non esistano cose brutte, ma il blog avra' dentro solo cose belle.
questo ovviamente non implicava che mi disinterassi, che mi volessi parare gli occhi. e infatti stasera ho acceso al radio e poi la televisione. e porca puttana, mi sono incazzata, mi sono preoccupata, mi sono fottutamente sentita una merda. una merda per aver pensato che i colori di roma servissero, una merda per aver pensato che la bandiera appesa alla finestra servisse, una merda per aver cercato di sentirmi parte di qualcosa.
l'hanno chiamata colpisci e terrorizza: una bella cazzutissima forma di guerra preventiva a partire dal nome (perche' poi mai si devono battezzare le guerra io non l'ho mai capito). un missile (uno dei tanti, intendo) ha creato una colonna di fumo identica (o comunque molto simile) a quella di hiroshima.
avevamo fatto un bel lavoro nel novantuno a non farci vedere un cazzo, ma solo il videogame.
ho una voglia boia di paccare domani alla fiera e di andare a manifestazione. quasi quasi chiamo e dico vengo li' solo la mattina.
io stasera non so che fare. |
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Auro - 12:14
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| 20.03.03 |
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| 19.03.03 |
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| 18.03.03 |
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| 17.03.03 |
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| 12.03.03 |
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| 11.03.03 |
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e per fortuna che esiste il training autogeno |
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prendi una situazione, una situazione che tu conosci e hai conosciuto solo da un punto di vista.
poi mettici di mezzo il tempo, una delusione, un esaurimento nervoso, un po' di pace, altri amici, altri affetti.
poi una sera la situazione ritorna, ma dall'altro punto di vista. non piu' quello di una del gruppo, che tutti salutano, baciano e di cui tutti (grazie al fatto che hai quel moroso) hanno rispetto. assumi il punto di vista dell'ospite, sentiti come la bionda seduta al tavolo affianco o come quella al bancone che strepita per resta. sei la convenuta, quella che e' li' per una sera. li vedi, quegli amici, non vederti, oppure vederti e non sapere dove guardare, oppure vederti e chiedere a altri che fare. vedi il loro imbarazzo, talvolta.
assumi il punto di vista di chi dice io ho pagato e quindi adesso voi suonate anche per me e goditi il concertino e - alla fine - prendi la borsa, mettiti la giacca e torna a casa. senza aspettare l'ultimo cuba, l'ultima sigaretta, l'ultima chiacchiera, l'ultimo rum.
ho visto i loro ultimi cuba, li ho aspettati spartirsi i soldi, li ho visti la prima volta essere tesi e ubriachi. li ho visti festeggiare natale con mogli, morose, amanti e compagne. hanno mangiato a casa mia e io a casa loro. mi hanno vista ubriaca e dopo due minuti sobria. mi hanno vista - per primi - con gli occhi nuovi.
alcuni di loro sono dei geni e non lo sanno. o ne hanno solo paura. |
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Auro - 12:06
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| 07.03.03 |
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Principessa, vol. 3 |
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A grande richiesta va ora in onda una nuova puntata del telefilm Principessa, una coproduzione Auro tv (già ArtiqueCommunication) & x§ spa.
Avvisiamo che anche in questa puntata le versioni della coproduzione sono diverse per divergenze di opinioni fra le autrici: a voi scoprire le piccole differenze.
Principessa va all'ikea - Principessa ha ricevuto per posta il catalogo dell'Ikea ed e' rimasta abbagliata da tutto quel bendidio di lego svedese.
Quando la filippina le porta il te' delle cinque (ma alle sei, perchè così si rispetta l'orario inglese) Principessa le domanda: "Manila, ma secondo te non sarà il caso di cambiare arredamento? Ebbasta con tutta 'sta anticaglia! Qui ci potremmo posizionare una meravigliosa Leksvik, o un multicolore Kämpe!" proclama battendo il pugno su un sécretaire tardo Ottocento. Davanti alla faccia perplessa di Manila si persuade che il suo profondissimo pensiero sia condiviso.
Il giorno dopo Principessa è al volante della sua Cinquecento, direzione Ikea di Corsico (MI).
Appena entrata, litiga con le hostess del Paradiso dei Bambini che si ostinano ad impedirle l'accesso alla stanza delle palle colorate.
Poi, sconsolata e innervosita, comincia a girare per lo spazio espositivo. Perde la testa per la poltrona Kimme e il poggiapiedi Slöinge, tanto da farci un pisolino, giusto per avere certezza della comodità; si innamora del giovane biondino che le dà informazioni sul design dello sgabello Bursjön ("Lei è un architetto svedese?" "Nossignora, interinale di Abbiategrasso"). Telefona al marito per sapere cosa ne pensa di cambiare il loro ampio letto matrimoniale a cassettoni con una branda a una piazza e mezzo su due metri di soppalco. Testa la resistenza di tutte le ante del guardaroba Pax e rimane senza parole al cospetto della finta lavatrice nella cucina Applad.
Poi decide di pranzare al ristorante scandinavo - sceglie il gustoso menù polpette-patate-salsa-di-mirtillo-maxi: viene rapita da quei sapori e chiede la ricetta all'addetta alla distribuzione. Quando scopre che potrà comprare la confezione della squisita pietanza al piano inferiore, Principessa si chiede che cavolo ci stia a fare Manila a casa sua.
Scende al piano inferiore e interagisce con un cliente bambino: l'odioso fanciullo ha afferrato l'ultimo accendigas di plastica colorata che voleva lei. "Signora pigli l'altro, questo l'ho preso prima io!", "Ragazzino, - gli sussurra sorridente Principessa - levati dai piedi, vai a giocare nella stanza delle pallette, tu che puoi".
E poi l'eden, l'oblio, il nirvana. Principessa resta in balia delle padelle Kurage, piatti Rättvik, tende Blomma e il pezzotto Indira. Ha preso un carrello disincagliandolo dagli altri con il cacciavite del coltellino svizzero che tiene sempre in borsa. Riempie il carrello di ogni articolo che le passa davanti agli occhi, acchiappa anche Viktig l'orsacchiotto e Spänd, il cane subacqueo.
Si presenta alla cassa sfinita e dimentica dell'angolo delle occasioni.
Tornata alla luce del sole, si fa aiutare da quattro solerti extracomunitari a ficcare tutto cio' che ha comprato nella 500, compresa la scarpiera Trones, il tavolino Laxne e la cassettierina Jerker. Quando la polizia la ferma a pochi metri dall'uscita dal parcheggio le fa la multa per trasporto fuori norma di quintali di arredi e di 50 confezioni da un chilo di polpette Köttbullar. |
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Auro - 12:05
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| 06.03.03 |
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| 03.03.03 |
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la finestra di fronte, il film |
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premetto che sabato ero stanca, incazzata e sversa al punto giusto (lo sapevo io che non sarei dovuta uscire. lo sapevo io che i sabati per me sono offlimits... l'avevo detto io!). premetto che manco gli stomaci delle amiche/conoscenti/sconosciute mi hanno aiutato a passare una bella serata. premetto anche che avevo anche la strana impressione che andare al cinema il sabatosecondospettacolofilmappenauscito in 15 (!!!) non fosse un'idea geniale (se andavano all'Orchidea altro che pullman: una gita scolastica!, C. docet). diciamo pure che dopo 2 mesi di arsura a milano sabato ha piovuto. eccheccazzo. quindi, premesso tutto questo il film non poteva che piacermi: non c'e' mai limite al peggio, mi dicevo. e invece il film non mi e' proprio piaciuto. appena finito ho detto "ma io non l'ho capito" e qualcuno mi ha anche detto "non c'e' niente da capire" (avrebbe potuto anche fare finta e ammiccare una qualsiasi spiegazione banale, giusto cosi' per non farmi sentire idiota...), ho detto a xe che volevo andare a casa e andando alla macchina ho cominciato a scherzare sui contenuti del film, quelli che c'erano intendo: roul bova (in versione intellettuale, per giunta affascinante) che per la prima volta in un film (non religioso) non scopa, le torte spettacolari di cui sono costellate le tavole imbandite dei personaggi (con scelte di montaggio che ricordano tanto la cameo), alcuni dialoghi che paiono presi dai segreti di peyton place.
se il mio videoregistrtore fosse funzionante, avrei passato la domenica a vedere ininterrottamente "le fate ignoranti" giusto cosi' per sentirmi meglio. e invece no, ho dormito, mangiato, mandato una sessantina di sms inutili, maligni e inconsulti a macubu, portato giu' la cana, mi sono fatta una buona dose di pippementali e ho anche fatto la massaia.
buona settimana! |
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Auro - 12:03
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