<< Febbraio 2003 - Tentativi Di Fuga - Aprile 2003>>
31.03.03
 
auro e il cibo/4

la nonna di un mio ex era pugliese. quando ero a casa loro a mangiare sta santissima donna si faceva uno sbattimento pauroso per prepararmi le polpette al sugo. ora, io sinceramente non so se sia proprio un piatto pugliesepugliese... ma lei me lo ha sempre venduto come tale e come tale me lo sono sempre gustato. per un mio compelanno mi ha regalato scorta di polpette al sugo per tre mesi.
subito dopo un momento di crisi, io e il mio ex eravamo a casa dei suoi a parlare di come vedevamo il nostro futuro. la tipa e' entrata in sala all'improvviso, mi ha vista e ha esclamato "sei qui? che bello, sei tornata! stasera, polpette al sugo!". e quella sera e' stata quasi una sera normale. anche la mia finta suocera sembrava contenta. a me la nonna di l. manca un po'. la finta suocera gia' di meno.

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il porco, la luce bianca, gli orsetti lavatori

io non ho paura: bel film, bello. che non fa rimpiangere il libro, anzi ti fa venire voglia di rileggerlo (soprattutto se lo hai letto molto tempo fa).
avevo lasciato salvatores nel futuro di nirvana (che aveva lasciato in me un indelebile tratto androgino) e lo ritrovo nel passato dei miei primi anni.
mi sono piaciute le canottiere anni settanta e i vestiti di maria che poi sono come i miei di quando ero piccola (pero' i miei occhiali erano diversi, forse peggiori). il senso di libertà del giallo del grano, del blu del cielo in netta contrapposizione con il buio del sottoterra. impossibile decidere di stare a metà. o sopra o sotto. il grano coi papaveri, le formiche e i recinti da scavalcare versus la terra e l'umido, la sete, la fame e la voglia di formaggino.
mi accorgo che crescere in citta' non e' proprio come crescere provincia. e che non bastano le vacanze in umbria al kinderheim per decidere da che parte stare.

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29.03.03
 
alcune volte, dopo aver pagato 7 euro e rotti, un film lo vedi lo stesso, ma vorresti andartene...

l'altra sera parlavo con marquant del fatto che muccino stia sulle palle a molte persone. ho fatto la mia considerazione: muccino sta sulle palle alla gente perche' fa film che sono proprio come e' la vita. la nostra vita, la nostra esperienza. nel bene e nel male, soprattutto nel male.
davanti a "ricordati di me" sono rimasta impietrita (avevo gia' scritto a proposito). molte delle scene del film erano prese dalla mia vita e traslate in la' coi tempi.
mi sono sentita spiata e trafugata. ho visto rubati i miei migliori giorni di crisi di coppia: le liti e le urla, le notti in bianco e quelle passate sul divano "perche' e' meglio cosi', perche' in questo letto non c'e' piu' posto per due". soprattutto le urla. la rabbia. l'umiliazione (soprattutto quella). il fatto di vedere tutto quello che si e' costruito ridotto a pezzetti. e poi l'incontro casuale dopo anni, dopo l'acqua che e' andata sotto i ponti e ha curato molte ferite, senza ricicatrizzarle. lo sguardo indietro dopo essersi salutati. lo sguardo che incrocia quello dell'altro. ci ho visto anche le feste ai tempi dell'universita', i tempi a casa di m. e quelli poi a casa di f.. ma anche gli anni del liceo, quelli del mio incredibile isolazionismo, della mia asocialita', del mio "non riuscire a inserirmi" (terminologia con cui molti spiegavano il mio continuo stato al limite dell'autismo). e il "che c'e' vo'" che mi sono ripetuta per anni, sbagliando quasi sempre poi il modo per farcela. e non farcela mai.
ho smesso di chiedermi come mai si possono e si riescono a fare film cosi'. che prendono dentro e ti lasciano quel senso di "quello sono io" (un altro esempio, per me, lampante di questo e' stato "io ballo da sola"). ho smesso di chiedermelo perche' ho capito che in una forma o nell'altra non sono altro che film che raccontano. e molto spesso vedere su uno schermo la propria vita fa male. un male porco.
i film possono essere belli o brutti, piacere o non piacere. nessun dubbio su questo, ma chissa' come mai, quelli che piacciono di meno sono sempre quelli che ci mettono contro il muro di quello che avremmo preferito non vivere e che vorremmo dimenticare e che ci fanno incazzare perche' invece sono proprio "come quella volta che...".
[nota per marquant: non e' proprio quello che avevo in mente... ma quasi.]

Auro - 12:18 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
28.03.03
 
correre correre

sono stanca di fare troppo. di non fare nulla. voglio tacere per un po', voglio godermi gli amici. voglio godermi come sto, quando sto bene. e non correre correre piu' veloce delle macchine... correre correre e non sapere dove andare...

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27.03.03
 
questione di punti di vista

oggi alessandro robecchi durante la rassegna stampa di radiopop: "resta il fatto che la porta-aerei americana ormeggiata a largo dell'irlanda, quella che si chiama Gran Bretagna"... ne ho approfittato della coda in tangenziale per scrivermela...

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auro e il cibo/3

adoro le cose che possono essere mangiate con le mani. mi piace l'idea di stare sul divano ad ascoltare musica e mettere le mani nel piatto e mangiare. ad esempio, l'idea della pasta fredda estiva e' decisamente intrigante, da questo punto di vista. certo, si pacciuga, ma poi ci si puo' sempre lavare le mani. mi piacciono anche i piatti comunardi in cui tutti partecipano. come i tiramisu' delle cenazze o gli zigni' eritrei. o il couscous. trovo questi piatti fortemente socializzanti e amichevoli. alcuni dei miei amici non approvano queste mie scelte di vita. io rispetto le loro e loro le mie. ma resto dell'idea che mangiare lo zigni' con la forchetta sia un pochetto snob.

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il signor rossi e la costituzione

bello! non ha vecchi monologhi (a parte una canzone fatta e rifatta... ma e' una!), improvvisa molto su un canovaccio comunque definito. lo spettacolo dura due ore e quasi e mezza pieno (escluso l'intervallo). ci sono delle chicche strepitose.
il signor rossi ha lavorato molto, soprattutto su se stesso. e' meno egocentrico, meno buffone (nel senso di caotico e stantio), piu' buffone (nel senso di fo). ti attrae e ti trascina, violento e delicato. sa farti ridere non amaro sulla guerra, sulla vita di ogni giorno, sul signor gigetto e sul signor andrea giugliotti. anzi il pezzo su giugliotti e' proprio bello (io l'ho seguito per un po' rossi e non glielo avevo mai sentito fare, ma non vorrei sbagliare).
e' l'unico comico (ometto di dire "di sinistra" perche' nessun comico puo' essere di destra: la risata e l'ironia e' di sinistra. i comici di destra solitamente siedono in parla-mento-mento-parlo) che io conosca che ha ancora lo spirito di ringraziare il pubblico (assai giovine, nevvero) a pugno alzato.
se trovate posto andatelo a vedere. magari non avrete proprio i posti in quarta fila (in pochi possono!... ghghghghhghhh). ma che bello, che bello. che bello!

Auro - 12:16 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
25.03.03
 
auro e il cibo/2

a me non piace la verdura cotta. soprattutto la verdura verde cotta. a me la verdura verde piace poco anche cruda, ma vi prego, cotta... bietole, broccoli, verza, cavolo, spinaci, fagiolini, piselli, crauti. impressionanti. mettiamola cosi', innanzitutto puzzano. c'e' poco da dire. chi piu' chi meno, ma sono tutte cose che puzzano dannatamente. il peggior ricordo che ho della mensa delle elementari era proprio il giorno dei finocchi cotti. la puzza saliva fino al secondo piano dove si trovava la mia aula.
poi imho non e' cibo eticamente corretto: non e' gustoso, saporito, e' privo di consistenza e di appeal. mi sono sempre chiesta come faccia la gente a mangiare i pizzoccheri, i cannelloni di magro, la salamella coi crauti. mah.

Auro - 12:15 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
24.03.03
 
auro e il cibo/1

io e gli spaghetti non andiamo d'accordo. cioe' si', loro mi stanno molto simpatici, c'e' intesa di pensiero (gli spaghetti sono inequivocabilmente di sinistra e fondamentalmente anarcorivoluzionari) ma io non sono capace di arrotolarli (sempre per questioni ideologiche, ovvio: come si fa a dare un ordine agli anarcorivoluzionari mantenendo intatta la loro posizione politica?). se c'e' pasta corta (che puzza un po' di cattodestroide e quindi e' piu' facilmente legata al mio concetto di macchero' mo' te magno) e' decisamente meglio, se no faccio lo sforzo e mangio gli spaghetti.
[da una mail privata, chiedo venia al destinatario]

Auro - 12:14 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
21.03.03
 
[scusate i termini] sono fuori dalla grazia di dio

oggi mi ero ripromessa di non parlare piu' di guerra. avrei voluto un blog pieno di pace. avevo riletto la cronaca di roma e mi sembra tutto cosi' lontano: l'entusiasmo, i ricordi, i pensieri pure. e mi ero detta: il blog avra' solo dentro cose belle. non perche' non esistano cose brutte, ma il blog avra' dentro solo cose belle.
questo ovviamente non implicava che mi disinterassi, che mi volessi parare gli occhi. e infatti stasera ho acceso al radio e poi la televisione. e porca puttana, mi sono incazzata, mi sono preoccupata, mi sono fottutamente sentita una merda. una merda per aver pensato che i colori di roma servissero, una merda per aver pensato che la bandiera appesa alla finestra servisse, una merda per aver cercato di sentirmi parte di qualcosa.
l'hanno chiamata colpisci e terrorizza: una bella cazzutissima forma di guerra preventiva a partire dal nome (perche' poi mai si devono battezzare le guerra io non l'ho mai capito). un missile (uno dei tanti, intendo) ha creato una colonna di fumo identica (o comunque molto simile) a quella di hiroshima.
avevamo fatto un bel lavoro nel novantuno a non farci vedere un cazzo, ma solo il videogame.
ho una voglia boia di paccare domani alla fiera e di andare a manifestazione. quasi quasi chiamo e dico vengo li' solo la mattina.
io stasera non so che fare.

Auro - 12:14 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
20.03.03
 
un amico che mi raccontera' forse la guerra

mi fa impressione sentire cristiano in diretta in radio in questo momento. mi fa impressione pensare che sara' forse un mio amico a dirmi che e' cominciata la guerra. mi farebbe impressione che me lo dicesse chiunque, ma che sia un mio amico mi mette ancora piu' in ansia. ho voglia di chiamare chiunque e di invitare tutti a casa mia. stasera oltre a avere paura mi sento anche sola, per la prima volta da mesi.
nannanotte a tutti.

Auro - 12:13 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
19.03.03
 
fuor di metafora

in questo periodo le persone che mi circondano mi provocano sorrisi continui. anche quando mi trovo in "errore" o in "imbarazzo". fuor di metafora non mi incazzo piu' come prima. affronto tutto meglio, al meglio. oggi ho sorriso a uno che per me è un vip, oggi un mio amico mi ha dato della scema e io sono ancora qui che rido. l'altra sera ero con amici e mi sono sentita bene. stanotte ho mandato a g. (che vedo e sento pochissimo in questo periodo, non si sa bene per colpa di chi) un messaggio in cui le dicevo che ho paura della guerra e che questo timore mi sembra inverosimile e irrazionale e lei con la solita laconicità mi ha risposto tutt'altro. ho lasciato stare.
fuor di metafora mentre tutto là fuori sembra caos, io riesco a trovare gli incastri e i punti di chiusura. e mi sento piu' leggera.

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auguri del papà

io con mio padre non ci parlo da qualche anno. cioe' si', ci scambiamo rapidi e fugaci momenti di dialogo di circostanza e ogni tanto lui mi parla dei suoi problemi di soldi (che si inventa) e si preoccupa sempre che io gli chieda ancora dei soldi. pero' sono anni che lui adesso non mi chiede come sto. posso anche dire la data in cui questa cosa e' cominciata. 12 dicembre 1998, quando sua figlia lo ha deluso in maniera irreparabile (su questa cosa ovviamente si potrebbe fare letteratura). io sono orgogliosa e non ho mai cercato di vedere le cose dalla sua prospettiva. e visto che lui ci stava mettendo i mattoni per quel muro che si e' creato fra noi, io ci passavo la malta. ed e' un muro che e' venuto su proprio bene. un bel muro portante. dovremmo esserne entrambi orgogliosi.
stamattina ero a un convegno, durante la pausa caffe' mi e' venuto in mente di chiamare a casa dei miei per dire a mia mamma di fargli gli auguri, visto che e' la festa del papa'. ha risposto lui e glieli ho fatti direttamente. ci e' rimasto anche un po' male, forse. alla sprovvista sicuramente: e' stata la prima volta che riceveva gli auguri per la festa del papa' da quando in terza elementare gli ho portato a casa un terribile posacenere (erano altri tempi, in cui le campagne contro il fumo non venivano fatte a sanremo e manco nelle scuole) fatto con il das e dipinto in maniera pressoche' orrida con le tempere. lui quel posacenere lo usa ancora, nonostante fumi molto meno.

Auro - 12:11 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
18.03.03
 
oggi dal tabaccaio fra un pacchetto di camel e uno di light

c'erano due signori che parlavano animatamente della guerra, uno dice all'altro: "se l'africa produce banane, esporta banane. se la brianza produce mobili, esporta mobili. se l'america produce guerra, cosa vuoi che esporti? le noccioline?". io e l'altro tipo eravamo fissi a guardarlo. mica c'aveva tutti i torti.

Auro - 12:11 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
17.03.03
 
ancora musica che parla di guerra

dai temporali ormai non piove nemmeno, la' dietro l'angolo non c'e' neanche il sereno, poco più in alto c'è l'aeroplano puzza di guerra neanche tanto lontano. guarda più in alto se c'e' l'aeroplano, puzza di guerra... per molti niente di strano
[enzo jannacci, l'uomo a meta']
appena passata su radiopop

Auro - 12:10 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
disertore

navigando random fra blog trovi questa e ti accorgi che la senti spesso alla radio e ogni volta ti dici "perche' non la metto sul blog?"
In piena facoltà egregio presidente le scrivo la presente che spero leggerà la cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro lunedì
Ma io non sono qui egregio presidente per ammazzar la gente più o meno come me io non ce l'ho con lei sia detto per inciso ma sento che ho deciso e che diserterò
Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me mia mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà
Quand'ero in prigionia qualcuno mi ha rubato mia moglie, il mio passato la mia migliore età domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò
Vivrò di carità sulle strade di Spagna, di Francia e di Bretagna e a tutti griderò di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi
Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro se vi divertirà e dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi io armi non ne ho
[Il disertore, di Ivano Fossati, testo di Boris Vian]

Auro - 12:10 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
12.03.03
 
se due per uno due due per due quattro due per tre sei due per quattro otto...

due constatazioni serali: io con uno che mi dice che ho un cane di merda (testuali parole) non ci esco e mi pento di esserci uscita tempo fa. isotta sarà anche un po' (tanto) stressante, esuberante e egocentrica (del resto e' mia!) ma di merda lo dice a sua sorella. l'altra considerazione è: mai farsi fregare da chi ti dice sai ricamare? ti ritroverai a dover fare uncinetto (visto che non sai ricamare) per circa 5 mesi.

Auro - 12:07 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
se due piu' due fa quattro...

rimango sempre più sorpresa da come (secondo un calcolo preciso, citazia. chi l'azzecca? francamente avverbio insopportabile e infatti non lo hai usato mai... e infatti non lo userò più...) riesco sempre a essere semplicemente idiota. e se non c'è qualcuno che mi ferma in tempo (prendendomi per la collottola, come nei fumetti o nei film d'azione) vado giù a rotoli in fondo al grand canyon. a metà fra la sana follia di thelma&louise e la ingenuità anniottanta dei morti ammazzati dai criminali del tenente colombo.

Auro - 12:06 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
11.03.03
 
e per fortuna che esiste il training autogeno

prendi una situazione, una situazione che tu conosci e hai conosciuto solo da un punto di vista.
poi mettici di mezzo il tempo, una delusione, un esaurimento nervoso, un po' di pace, altri amici, altri affetti.
poi una sera la situazione ritorna, ma dall'altro punto di vista. non piu' quello di una del gruppo, che tutti salutano, baciano e di cui tutti (grazie al fatto che hai quel moroso) hanno rispetto. assumi il punto di vista dell'ospite, sentiti come la bionda seduta al tavolo affianco o come quella al bancone che strepita per resta. sei la convenuta, quella che e' li' per una sera. li vedi, quegli amici, non vederti, oppure vederti e non sapere dove guardare, oppure vederti e chiedere a altri che fare. vedi il loro imbarazzo, talvolta.
assumi il punto di vista di chi dice io ho pagato e quindi adesso voi suonate anche per me e goditi il concertino e - alla fine - prendi la borsa, mettiti la giacca e torna a casa. senza aspettare l'ultimo cuba, l'ultima sigaretta, l'ultima chiacchiera, l'ultimo rum.
ho visto i loro ultimi cuba, li ho aspettati spartirsi i soldi, li ho visti la prima volta essere tesi e ubriachi. li ho visti festeggiare natale con mogli, morose, amanti e compagne. hanno mangiato a casa mia e io a casa loro. mi hanno vista ubriaca e dopo due minuti sobria. mi hanno vista - per primi - con gli occhi nuovi.
alcuni di loro sono dei geni e non lo sanno. o ne hanno solo paura.

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07.03.03
 
Principessa, vol. 3

A grande richiesta va ora in onda una nuova puntata del telefilm Principessa, una coproduzione Auro tv (già ArtiqueCommunication) & x§ spa.
Avvisiamo che anche in questa puntata le versioni della coproduzione sono diverse per divergenze di opinioni fra le autrici: a voi scoprire le piccole differenze.
Principessa va all'ikea - Principessa ha ricevuto per posta il catalogo dell'Ikea ed e' rimasta abbagliata da tutto quel bendidio di lego svedese.
Quando la filippina le porta il te' delle cinque (ma alle sei, perchè così si rispetta l'orario inglese) Principessa le domanda: "Manila, ma secondo te non sarà il caso di cambiare arredamento? Ebbasta con tutta 'sta anticaglia! Qui ci potremmo posizionare una meravigliosa Leksvik, o un multicolore Kämpe!" proclama battendo il pugno su un sécretaire tardo Ottocento. Davanti alla faccia perplessa di Manila si persuade che il suo profondissimo pensiero sia condiviso.
Il giorno dopo Principessa è al volante della sua Cinquecento, direzione Ikea di Corsico (MI).
Appena entrata, litiga con le hostess del Paradiso dei Bambini che si ostinano ad impedirle l'accesso alla stanza delle palle colorate.
Poi, sconsolata e innervosita, comincia a girare per lo spazio espositivo. Perde la testa per la poltrona Kimme e il poggiapiedi Slöinge, tanto da farci un pisolino, giusto per avere certezza della comodità; si innamora del giovane biondino che le dà informazioni sul design dello sgabello Bursjön ("Lei è un architetto svedese?" "Nossignora, interinale di Abbiategrasso"). Telefona al marito per sapere cosa ne pensa di cambiare il loro ampio letto matrimoniale a cassettoni con una branda a una piazza e mezzo su due metri di soppalco. Testa la resistenza di tutte le ante del guardaroba Pax e rimane senza parole al cospetto della finta lavatrice nella cucina Applad.
Poi decide di pranzare al ristorante scandinavo - sceglie il gustoso menù polpette-patate-salsa-di-mirtillo-maxi: viene rapita da quei sapori e chiede la ricetta all'addetta alla distribuzione. Quando scopre che potrà comprare la confezione della squisita pietanza al piano inferiore, Principessa si chiede che cavolo ci stia a fare Manila a casa sua.
Scende al piano inferiore e interagisce con un cliente bambino: l'odioso fanciullo ha afferrato l'ultimo accendigas di plastica colorata che voleva lei. "Signora pigli l'altro, questo l'ho preso prima io!", "Ragazzino, - gli sussurra sorridente Principessa - levati dai piedi, vai a giocare nella stanza delle pallette, tu che puoi".
E poi l'eden, l'oblio, il nirvana. Principessa resta in balia delle padelle Kurage, piatti Rättvik, tende Blomma e il pezzotto Indira. Ha preso un carrello disincagliandolo dagli altri con il cacciavite del coltellino svizzero che tiene sempre in borsa. Riempie il carrello di ogni articolo che le passa davanti agli occhi, acchiappa anche Viktig l'orsacchiotto e Spänd, il cane subacqueo.
Si presenta alla cassa sfinita e dimentica dell'angolo delle occasioni.
Tornata alla luce del sole, si fa aiutare da quattro solerti extracomunitari a ficcare tutto cio' che ha comprato nella 500, compresa la scarpiera Trones, il tavolino Laxne e la cassettierina Jerker. Quando la polizia la ferma a pochi metri dall'uscita dal parcheggio le fa la multa per trasporto fuori norma di quintali di arredi e di 50 confezioni da un chilo di polpette Köttbullar.

Auro - 12:05 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
06.03.03
 
la regola d'oro per scegliere casa

prima di scegliere una casa fai un check accurato delle possibilita' di parcheggio in zona, controllando e monitorando l'andazzo soprattutto nei giorni di lavaggio strada.
ieri sera sono andata con l. all'old fox. per diversi motivi sono tornata a casa relativamente presto. mi e' andata bene: ho trovato un parcheggio lecito dopo solo 40 minuti (il top e' stato raggiunto un lunedi' notte quando ho girato come un'idiota per piu' di un'ora. chi offre di piu'?). adesso la macchina e' praticamente parcheggiata a due formate di metropolitana da casa e domani devo spostarla perche' li' lavano le strade. a un certo punto credo di aver pianto. ma ho rimosso tutto.

Auro - 12:04 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
03.03.03
 
la finestra di fronte, il film

premetto che sabato ero stanca, incazzata e sversa al punto giusto (lo sapevo io che non sarei dovuta uscire. lo sapevo io che i sabati per me sono offlimits... l'avevo detto io!). premetto che manco gli stomaci delle amiche/conoscenti/sconosciute mi hanno aiutato a passare una bella serata. premetto anche che avevo anche la strana impressione che andare al cinema il sabatosecondospettacolofilmappenauscito in 15 (!!!) non fosse un'idea geniale (se andavano all'Orchidea altro che pullman: una gita scolastica!, C. docet). diciamo pure che dopo 2 mesi di arsura a milano sabato ha piovuto. eccheccazzo. quindi, premesso tutto questo il film non poteva che piacermi: non c'e' mai limite al peggio, mi dicevo. e invece il film non mi e' proprio piaciuto. appena finito ho detto "ma io non l'ho capito" e qualcuno mi ha anche detto "non c'e' niente da capire" (avrebbe potuto anche fare finta e ammiccare una qualsiasi spiegazione banale, giusto cosi' per non farmi sentire idiota...), ho detto a xe che volevo andare a casa e andando alla macchina ho cominciato a scherzare sui contenuti del film, quelli che c'erano intendo: roul bova (in versione intellettuale, per giunta affascinante) che per la prima volta in un film (non religioso) non scopa, le torte spettacolari di cui sono costellate le tavole imbandite dei personaggi (con scelte di montaggio che ricordano tanto la cameo), alcuni dialoghi che paiono presi dai segreti di peyton place.
se il mio videoregistrtore fosse funzionante, avrei passato la domenica a vedere ininterrottamente "le fate ignoranti" giusto cosi' per sentirmi meglio. e invece no, ho dormito, mangiato, mandato una sessantina di sms inutili, maligni e inconsulti a macubu, portato giu' la cana, mi sono fatta una buona dose di pippementali e ho anche fatto la massaia.
buona settimana!

Auro - 12:03 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]