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24.05.03
 
forse non lo sai ma pure questo Ŕ amore

io il sabato d˛ una mano a un amico che ha un banco di vestiti al mercato, per lo piu' abiti femminili. da noi vengono scolaresche, madri e figlie, padri separati e figlie, ragazze con il cane, amiche, sorelle. vengono anche molte coppie. quasi sempre lei prova qualcosa, lui aspetta, guarda, guidica. lui ogni tanto tifa per l'acquisto, ogni tanto stronca qualsiasi velleitÓ di acquisto. alcune volte Ŕ capitato che lui scongliasse l'acquisto e poi mi dicesse piano "passo a prenderlo dopo, tienilo via". mi sono sempre immaginata le scuse che lui avrebbe dovuto inventare per tornare furtivo da me e soprattutto mi sono sempre immaginata il momento (splendido) in cui lui rivelava l'acquisto e scopriva il regalo.
il sessanta per cento delle cose che vendiamo non mi piace; il venti per cento delle cose mi piace ma fa parte della categoria "vorrei ma non posso: il girofianchi non me lo permette", il restante venti per cento me lo sono giÓ comprato.
oggi sono arrivati un lui e una lei. lei straordinaria: alta, bella, lunghi capelli rossi con gli occhi verdi, quella che non chiamiamo "strafiga anche con un sacco di iuta addosso". lei ha provato un vestito di seta indiana che abbiamo messo fuori oggi per la prima volta. 20 euro. fa parte del venti per cento "vorrei ma non posso". lei aveva indosso questo vestito che le stava benissimo, lui scuoteva la testa. lei si guardava allo specchio. lo specchio rifletteva lui che scuoteva la testa. lei aveva gli occhi brillanti di voglia di comprare il vestito. lui scuoteva la testa. lei ha detto "mi sta bene". lui scuoteva la testa. a lei si sono spenti gli occhi. Ŕ andata a cambiarsi. lui ha smesso di scuotere la testa, mi ha offerto una sigaretta e mi ha chiesto se ci fossimo giÓ conosciuti, lei Ŕ tornata vestita dei suoi jeans e della sua maglietta benetton, ha detto "a me piace". lui ha ricominciato a scuotere la testa. lei non lo ha comprato. lui l'ha presa per mano e se ne sono andati.
io sono andata a fare pausa caffe', dopo aver riappeso il vestito. ho scavalcato la transenna e ho attraversato la strada. mentre attraversavo, ho visto che stavano entrando nel mio stesso bar: lui che trascinava lei per il braccio, urlandone "eri come nuda, sembravi una puttana, una lurida troia". lei stava zitta.
mentre prendevo il caffe', lei era seduta al tavolino zitta con lui, poi lui Ŕ sceso in bagno. rimasta sola lei parlava sottovoce con gli occhi pieni di rabbia.
per un attimo ho avuto l'impulso di correre a riprendere il vestito e regalarglielo. poi ho pensato che nelle storie degli altri non si ha alcun diritto di entrare. ho finito il caffe', le ho sorriso e sono tornata a vendere gonne di seta e borse di cotone.

Auro - 13:36 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
21.05.03
 
io non so scegliere

io non so scegliere se sia meglio uscire una sera con un'amica e raccontarle tutto o se sia meglio andare al cinema. solitamente cerco di combinare le due cose. io non so scegliere se sia meglio stare a casa a fare le pulizie o andare al lago di notte a vedere le luci, a passeggiare sul lungolago. io non so scegliere se pensare con il cuore o con il cervello. se dare retta ai miei occhi o alle mie orecchie. io non so scegliere se sia meglio il muro dietro il quale mi sono barricata o il vuoto che spesso mi ha tradito. io non so scegliere se guardare al mio futuro o restare nel passato. io non so scegliere se vivere come piace a me o vivere il senso di colpa di tutto quello che non ho potuto fare nel frattempo, mentre mi dimenticavo affetti, amicizie e di controllare l'estratto conto.
nessuno mi chiede di scegliere. ma io sono usurata dai dubbi, dalle domande, dalle paranoie.

Auro - 13:35 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
con il massimo rispetto "sorry, c'e' una bbbborssa..."

egregio dottor Martinelli, le scrivo con una mano sul cuore e una sul bracciolo del cinema in cui ieri ho visto "la piazza delle cinque lune". le scrivo perche' in precedenza avevo scritto sulla delusione di vajont e mi sembra carino raccontarle della mezzadelusione (miglioriamo!) del film che ho visto ieri sera.
dottor Martinelli, se vogliamo fare un documentario su fatti oggettivi e storici, facciamo un documentario; se vogliamo inserire un film in un determinato contesto storico o una storia che racconti determinati fatti storici, facciamo un film... la cosa presenta una piccola differenza: un conto e' scrivere una sceneggiatura per un documentario (moore insegna, no? insegna e impara anche come criticare il potere, in maniera piu' o meno condivisibile), un conto e' scrivere una sceneggiatura per un film. se poi vogliamo fare un ibrido (che, guarda caso, proprio come per vajont e' stata sua intenzione o coincidenza fatale in cui e' ri-cascato) almeno un po' di soldi per dei dialoghi decenti, spendiamoli... "che ragazzacci"? come puo' StefaniaRocca cogitare, gutturalmente e intellettualmente costruire una frase del genere? ragazzacci? persino mia nonna bigotta, nata due secoli fa, avrebbe detto un sano "ma che figli di puttana!"... spendiamo soldi anche per degli attori decenti, magari... dottor Martinelli, se la ragazzina hacker se la fosse evitata sarebbe stato meglio, in confronto la golino in rain man e' da oscar. dottor Martinelli, il fatto che giancarlo giannini ormai da tempo abbia solo due espressioni facciali (e' l'emulo nostrano di ChuckTexasRangerNorris in tal senso) lo sanno tutti e dal primo fotogramma l'alternarsi di faccia1 e faccia2 racconta allo spettatore come il film (???) andra' a finire, uno spoiler in un newsgroup non avrebbe saputo fare di meglio...
devo pero' dirle che ho visto un bel film, con un'ottima fotografia (sempre che io abbia ben capito cos'e' la fotografia in un film), con ottime ambientazioni e esemplari cambi di ripresa e di scena. devo dirle, inoltre, di aver visto un ottimo documentario, sicuramente frutto di una ricostruzione attenta e precisa, molto accurata, decisamente in aperta sfida con il potere costituito e quindi coraggioso.
alcune delle ipotesi di Saracini non sono evidentemente (lo dimostra l'articolo di oggi sul corriere della sera) poi cosi' impossibili, magari un po' azzardate, ma non cosi' improbabili: uno dei grandi pregi del suo documentario Ŕ indubbiamente quello di far venir voglia di leggere/vedere/conoscere/digerire qualsiasi cosa sul caso Moro.
pero' egregio dottor Martinelli, lei che ha l'intelligenza e la capacita' dalla sua parte lo capira', o si fa un documentario o si fa un film.

Auro - 13:35 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
20.05.03
 
disattenta

sono disattenta in quello che dico, nelle decisioni che prendo, nei sentimenti, nel leggere, nello scrivere, nell'ascoltare. sono disattenta quando mi vesto, quelle poche volte che mi trucco, quando mi pettino e fare la treccia diventa piu' facile. sono disattenta in quello che mangio, in quello che bevo, in quello che inalo. sono disattenta, con la testa fra le nuvole o sotto l'asfalto. inciampo mentre cammino, sbatto contro gli stipiti delle porte, perdo l'equilibrio. molto spesso lascio che le cose succedano senza che debba calcolarne i pro e i contro. non ho un pensiero buono per nessuno - mi dicono. in realta' per la maggior parte delle persone non ho alcun pensiero, quelli buoni li lascio per un amico che mi dice che sta male, per chi si confida con me e questo mi inorgoglisce, per chi si sta facendo l'ennesimo tso, per un'amica che non riesco a capire e per quell'altra che mi da' calci in culo per farmi muovere, per chi mi stringe di notte, per mia nipote che spero che cresca bene e senza troppi condizionamenti da mia sorella e per poche altre persone ancora. ma sono comunque disattenta: mi dimentico i compleanni e faccio gaffe. sono disattenta, ma felice in questo periodo. mica fara' male, vero?

Auro - 13:34 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
19.05.03
 
pugno chiuso, occhi lucidi: oggi avrei voluto essere a roma

ci sono delle cose che una persona nella vita vorrebbe fare perchÚ trova che siano cose giuste. io avrei voluto da sempre stringere la mano a luigi pintor e restare senza parole da dirgli, senza vergognarmene. Ŕ una persona per cui ho sempre avuto un rispetto (personale, ideologico e culturale) che poche altre mi hanno suscitato. oggi sarebbe stato giusto esserci.
ho letto questo post di strelnik.

Auro - 13:34 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
17.05.03
 
per tutto quello che e' successo dal 1971 a oggi...

man_prima_pintor.jpggrazie luigi. grazie mille.

Auro - 13:31 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
16.05.03
 
questione di scelta

mia sorella e' cosi' rompipalle che mia nipote non ne vuole sapere di nascere.

Auro - 13:30 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
seguire la massa, opporre la massa

critical_mass.jpgla massa si muove, ti prende, ti tocca. la massa e' prima arroccata e poi sparsa. rumorosa, festante, incazzosa e sorridente. la massa sono gli amici che non vedi da anni, alcuni li saluti, altri no. la massa si gira, ti piglia, t'affonda. la massa e' daltonica: non esiste il rosso, il verde dovunque. e corre, e va, pedala e fatica, perche' non c'e' ritmo, perche' la massa e' critica ma anarchica. la massa non ha tempo, non ha orario. la massa e' sorvegliata dai ghisa in divisa, che pero' ogni tanto sorridono e aiutano a non far passare le macchine. la massa e' tanta. dio quanto e' tanta, colorata e diversa. son facce, son voci, campanelli e capanelli. chi si ferma e' perduto. c'e' chi ha il casco, chi le borse sul portapacchi, chi ha le bici da cross, chi la graziella. chi ha quindici anni, chi ne ha sessanta, le mamma coi bimbi, i morosi che si tengono per mano, le femministe che urlano.
la massa oppone ruote, manubrio e freno a bacchetta a chi invece ha fretta e vuol correre. ma poi si ferma, urla e bestemmia. non puo' andare avanti, spaccare la massa. c'e' chi si trova nel mezzo faccia a faccia con uno bello incazzoso e chi si pente di non aver fatto in tempo a fotografare il momento. c'e' chi aspetta in macchina stranito e basito, chi si mette l'anima in pace, c'e' chi saluta dai balconi e urla e schiamazza.
la massa che gira milano, milano che respira, che prende il suo tempo, nel pedalare coerente e strano di 200 gambe. il giovedi' milano cambia faccia e stravince.

[dal manifesto di criticalmass] perche' non e' una manifestazione standard, non ha bisogno ne' di percorsi bollati ne' di celerini manganellati "di guardia", e' un semplice appuntamento di ciclisti che casualmente si ritrovano a percorrere tutti la stessa strada, magari lentamente... magari al centro della carreggiata... in una via solitamente trafficata... all'ora di punta...
[la foto Ŕ di macubu]

Auro - 13:27 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
13.05.03
 
l'ho cogitato oggi scrivendo una mail

se la vita ti ruba il piacere di dormire bene e di godere del tuo sonno, e' una vita puttana che deve essere cambiata.

Auro - 13:24 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
la metafora della cipolla

shrek1.jpgio sono shrek. piena di strati, di ossidanti armature, piena di cose che coprono cose. piena di fisime. piena di "la mia palude". piena di "voglio stare da sola".
giuro, ci sto lavorando, da piu' di un anno ormai. ma sono anche circondata da splendidi ciuchini a cui volere un sacco di bene. basta che non mi facciate fretta.

Auro - 13:21 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
12.05.03
 
my actual mood

ho cercato su un tesauro online il termine "tired". questa e' la risposta: annoyed, asleep, beat, beat up, bored, broken-down, burned out, collapsing, consumed, distressed, dog-tired, done for, done in, drained, drooping, droopy, drowsy, empty, enervated, exasperated, fagged, faint, fatigued, fed up, finished, flagging, haggard, irked, irritated, jaded, narcoleptic, overtaxed, overworked, petered out, played out, pooped, pooped out, prostrated, run-down, sick of, sleepy, spent, stale, tuckered out, wasted, weary, whacked, worn, worn out.
auro come stai? sto esattamente come c'e' scritto qua sopra. distressed rende bene l'idea.

Auro - 13:21 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
11.05.03
 
cinque pensieri uno dietro l'altro

in questo periodo faccio cose di cui mi pento subito. in questo periodo non faccio delle cose e poi mi pento subito di non averle fatte. sono una sporca snob. mi piace dividere il letto con qualcuno ogni tanto. la iso ha bisogno di me.

Auro - 13:20 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
08.05.03
 
la Auro resta a casa

non sono andata a vedere il film, non sono andata alla festa di Laura. sono a casa. ho lavato meta' dei piatti, gli altri possono aspettare stanotte o domani, o magari sabato. anche domenica. in fondo sono ospiti a casa mia, sono miei, e magari almeno loro potranno fare quel cazzo che dico io.
io sono sempre cosi', dopo. sempre cosi', tutte le volte che varco quella porta e tutte le volte che esco da quella porta. sempre. intoccabile per il resto della giornata, a meno che non ci sia qualcuno che mi forza a uscire, io resto in casa.
tutte le volte mi chiedo cosa ci faccio io li', perche' non sono abbastanza forte, perche' ho bisogno di andarci. li' trovo sempre un sorriso, un caffe' caldo e protezione. ma vorrei sempre essere altrove, anche in ufficio. ma altrove.
tanti anni fa ero con la stea sulla sua clio in ritorno da un weekend rivelatore e bastardo, mina cantava "prendi una matita tutta colorata e disegna un lago azzurro buttaci i pensieri tutti i dispiaceri e sorridi al mondo intero".
io adesso so che quella porta non mi fa che bene, che quel caffe' non e' che una bella consuetudine che non mi fa perdere il sonno.
poi durante il rientro a casa faccio a piedi il centro e mi compro qualcosa, un libro, un cd, un paio di scarpe che poi mi faranno male, l'ennesima batteria di pennarelli colorati, una borsa (l'ennesima) inutile o, come oggi, un esercito di elastici per i capelli colorati. e vado a casa e chiudo la mia di porta.
io sto scommettendo con me stessa qualcosa che non ho mai conosciuto, ma non c'e' modo di vincere o di perdere senza pensare, senza dedicarmi del tempo, senza concedermi una sosta.
"mi hanno rovistato, mi hanno scoperchiato e mi hanno frugato dentro e hanno trovato solo gommapiuma per annientare gli urti, il rumore, la mia rabbia e la tua ipocrisia" - l. s., 23/06/1998

post del post: poi, poi ricevo la mail di anna e scoppio a piangere. finalmente.

Auro - 13:19 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
la Auro furente

la TelecomItalia Ŕ un'azienda inaffidabile, stupida e imbecille.

Auro - 13:14 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
06.05.03
 
inviamo e volentieri pubblichiamo

in risposta a giallodivino.
ciao, approfitto del tuo post per spiegare (forse... con me non si sa mai) la mia "recensione" a Tassinari. Il libro di Tassinari l'ho letto in un fiato. e probabilmente mi sono spiegata male nel mio post: il libro affronta un tema difficile da raccontare romanzato (come pensare a della fiction davanti alle foto e alle riprese di genova?) e nello stesso tempo pero' "chiede troppo a se stesso".
La via scelta da Carlotto (che ho letto, a differenza di Camilleri) Ŕ forse piu' facile (se mi permetti il termine): Rossini va al g8 e ne torna cambiato e cambiata e' la gente lo circonda, ma "il maestro di nodi" non e' un libro sul g8.
L'ho trovato sicuramente un libro che fa pensare e aiuta a ricordare (mi sembrava di averlo "palesato" nel mio post), quindi rinnovo a Tassinari il mio "chapeau" per l'iniziativa/sfida ("cio' non toglie che Tassinari abbia fatto un ottimo lavoro" eccetera eccetera, che schifo autocitarsi), ma se devo dire di aver letto il libro che mi sarei aspettata (io, Auro, da genova devastata psicologicamente - forse troppo per non esserci stata - e attaccata come una cozza alla mia rabbia e al mio sdegno), questo non lo posso dire.
Sul fatto che parlare di genova faccia bene sempre e comunque, beh... mi trovi d'accordo su tutta la linea.
un abbraccio, Auro

Auro - 13:13 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
05.05.03
 
i segni sul cuore, quelli che durano una vita

dopo questo non posso esimermi da dire cosa ne penso di "I segni sulla pelle" di Stefano Tassinari.
la doverosa premessa va a spendersi in bacio le mani a Nico che me lo ha (indirettamente, si capisce) consigliato e a Marco che me lo ha regalato.
e' difficile immaginare un libro su genova, inteso come g-otto, non come porto, carrugi e focaccia, che non abbia neanche una foto, e' difficile immaginare come sia possibile trarre da un fatto, da quel fatto, un romanzo. e' difficile pensarlo e e' difficile farlo. e' difficile anche dire che il romanzo in quanto tale non mi e' piaciuto, mannaggia!
i fatti, tutti quei fatti, sono ripresi l'uno dietro l'altro in rigoroso ordine cronologico, sembra di riveverlo. in alcuni punti ho sentito la stessa paura, la stessa rabbia, le stesse lacrime montare, lo stesso bisogno di urlare "io non appartengo a questo mondo"; in alcuni punti risuonano nelle orecchie le cronache di radiopop [che dovrebbe trovare posto in tutti gli scaffali e in tutte le wishlist], la voce di bosio interrotta, il silenzio che non era un buco radiofonico, ma l'etereo centrifugato di disillusione, paradossale confusione mentale, afasia e incredulita'.
a giovanna e a caterina (nonche' a alessandro, ovviamente) succedono veramente tutte. il tempo non corre in alcuni punti e viaggia nell'interspazio in altri. i discorsi sono impastati e la conclusione troppo frettolosa. in alcuni altri punti mancano dei pezzi e il libro, dal mio personalissimo punto di vista, non regge e arranca.
cio' non toglie che Tassinari abbia fatto un ottimo lavoro, e non e' ne' una leccata di culo, ne' una contrapposizione a cio' che ho appena scritto: il libro c'e' e deve esserci, e' giusto che sia cosi', perche' secondo me non c'e' molto modo di scrivere in maniera lucida e puntuale sul g-otto, di cui non e' possibile neanche fare una lucida e fedele cronaca.
ho pensato che, nella nostra societa' che vive di immagine, ci sono molti romanzi che parlano di crudelta' e di violenza, molti meno che riguardano fatti realmente accaduti. fra questi sono veramente pochi quelli scritti bene. non mi e' venuto in mente nessun romanzo, ad esempio, scritto sull'11 settembre (2001, intendo. non quello del 1973). ma magari mi sbaglio.
sul g-otto ho una quindicina di libri, cd di immagini e cronache, qualche vhs: ci aggiungo anche "I segni sulla pelle", in attesa che mio nipote e la nipote che sta arrivando siano abbastanza grandi. grandi per capire, per porsi domande. per reclamare il diritto di non appartenere a questo mondo e volerne uno, diverso e possibile.
riusciremo a dimenticare tutto questo senza dimenticare mai? - "I segni sulla pelle" di Stefano Tassinari, edito da Marco Tropea

post del post: e poi proprio oggi, questo.

Auro - 13:12 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
apologia della rasata di capo

oggi ci sto pensando seriamente. punti di riferimento: sinead o'connor, il soldato jane, la mia amica sonia, la sottoscritta in tempi passati. rasata. via tutti, piu' di trenta centimetri di capelli, un po' rossi, un po' castani, un po' bianchi (molti bianchi). tutti via. tanto poi ricescono (come dice f.: piu' forti e piu' belli di prima).
l'unica perplessita' e': poi che me ne faccio di tutti gli ammenicoli tipo elastici, mollette, mollettoni, pinze, bacchette cinesi che mi riempiono la casa?
altra perplessita': se decidessi di sposarmi domani, come potrei fare l'acconciatura in puro stile rococo' che viene prevista dal cerimoniale?
altra perplessita': ma lavorare ha questo effetto sempre, o solo dopo il rientro dalle ferie? posso rinsavire?

Auro - 13:10 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
03.05.03
 
perche' mi mancano tantissimo...

28.jpggrazie a chi l'ha messa in radio mentre facevo la doccia. grazie a chi c'era allora, a chi c'e' (ancora) adesso. grazie a chi l'ha cantata con me. grazie a loro che ci sono stati in quel periodo, sperando di rivederli ancora dal vivo. una volta seriamente. grazie a chi sta da solo al comando.

un uomo solo al comando, fratelli di soledad.
c'Ŕ un uomo solo al comando piange poco quasi mai
i suoi sogni in bianco e nero li colorerÓ di blu
c'Ŕ chi Ŕ giunto al capolinea chi da lý Ŕ partito e va
sacha in poncho sta abbaiando mentre il disco suona giÓ e...
suona il disco e intanto si colora la musica di lotta e libertÓ
musica di balli e di pistole presto la mia voce sparerÓ
quattro uomini in vettura della banda di bonnot
sorprendenti come un film quelli dei fratelli marx
ci vediamo alla stazione o al deposito dei tram
bambi arriva fischiettando mentre il disco suona giÓ e...
suona il disco e intanto si colora la musica di lotta e libertÓ
musica di balli e di pistole presto la mia voce sparerÓ

Auro - 12:59 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
la auro in bicicletta

la auro in bicicletta chiacchiera, canticchia, pedala e si gode il primo sole di maggio.
e poi fra il lusco e il brusco, scopre che erano piu' di ventichilometri ad andare e altrettanti a tornare.

Auro - 12:58 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
01.05.03
 
just some things before leaving in a dÚcoupage staila

borsa pronta, sveglia puntata. voglia zero. occhi pesanti, che fanno male, ma non lo dico perche' poi sembra che mi lamenti sempre. confusione nelle parole e negli atti. voglia di vedere alcune persone, rigetto di vederne altre. mi spaventano molte cose, troppe cose. le ultime ore troppo caotiche, troppo piene, troppo vuote. nanna al cinema stasera. pizza buona. due giorni a bolzano e poi si vedra'. tagliato i capelli ma non si nota nemmeno. una piega inesistente. poca voglia di andare a farmi ribattere il tatuaggio. io odio la gente che non capisce quando parlo e non perche' io straparli, ma proprio perche' non ascolta. il livello di attenzione delle persone e' troppo basso. ma non e' possibile migliorarlo.
voglia di leggere ventimila libri. settanta libri che mi aspettano sulla libreria. mi sento il bianconiglio. oggi ho visto per il terzo giorno consecutivo l'uomo nudo e questo mi preoccupa perche' inizio a pensare che mi perseguiti e mi spii. ma tanto io parto, lui resta e chi se ne frega. la iso gelosa, la iso che ha bisogno di attenzione, la iso che mangia, la iso che non mangia. io come la iso.
ho voglia di urlare, di urlare, di urlare. ho voglia di chiudere la lista perche' io a loro non devo niente. ormai e' vecchia e sono grandi per trovarsi altri posti che non sia casa mia. voglia di ricevere visite a sorpresa.
respirare respiare respirare. devo ancora cambiare le lenzuola e poi vado a nanna una volta per tutte. nessuno sa che male porco fa. nessuno lo puo' sapere. io non posso conoscere il dolore di nessuno, fate il santo favore di non mettere il mio su un bilancino.
io voglio essere abbracciata. non sono prevedibile e non lo voglio essere. voglio parlare solo con me e intanto mi ronza in testa quella canzone di folco orselli. ma poi intanto penso che non ci sia bisogno che di una metamorfosi di tutto... libero dentro un mondo di parole vittima di un incantesimo dai cieli si ho detto dai cieli voglio tornare rospo [quintorigo]. e taccio.
signori ci si rivede venerdi' sera, forse.

Auro - 12:57 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]