<< Maggio 2003 - Tentativi Di Fuga - Luglio 2003>>
30.06.03
 
e poi capita che ti ricordi all'ultimo...

che per fattori contingenti puoi dormire un po' di più. e ti svegli che ti senti più rilassata, più conscia e consapevole. non sei più incazzata perche' hai elaborato il fatto che non ne vale proprio la pena e ringrazi il cielo di aver chiesto in tempi non sospetti a un amico di farti una promessa.
non ti trucchi, metti i jeans e un corto vestitino di seta sopra. i sandali alti, controlli di avere tutto in borsa e poi stacchi il pc e ricomincia tutto da capo. ma chi se ne frega.
ieri ero al mare, stavo crogiolando di tranquillità, che e' il desiderio che esprimo sempre quando vedo la scia di un aereo o quando dico qualcosa contemporaneamente a qualcun altro: esprimi un desiderio! io mi dico in silenzio "voglio essere tranquilla" e chiunque - credendo di aver capito tutto di me, anche ciò che lo riguarda - cerchi di vendermi come una persona pragmatica di maniera rimanga in città: io me ne vado al mare.

Auro - 18:42 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
 
monte rosso 2003

cosa mi porto a casa? tanta stanchezza negli occhi, una macchina stanca e vecchia che pero' ce la fa ancora, il cd che sto ascoltando adesso, due o tre bottigliette d'acqua (calda), una borsa piena di cose che non ho messo e di cose da lavare. un po' di carnagione biscotto da mischiare con la restante parte color mozzarella. bagni lunghi ma mai troppo in un mare brodo trasparente. la torta tipica spezina di carla, tutta la voglia di informare di walter. quella salita dove imelda si e' rifiutata di andare avanti. la compagnia, i sorrisi e la pazienza di marquant, matte e ale. un desiderio lungo tre anni esaudito.
e tutto il resto e' incazzatura del momento che passera'. perche' le incazzature che durano più di una notte sono da dedicare solo a chi se le merita sul serio.

Auro - 18:41 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
27.06.03
 
il potere dei buoni motivi personali

5_n.gifsofri. adriano. in carcere da molto, troppo tempo. soprattutto visto che non si capisce bene se ci debba stare o se no. i giudici sono un po' indecisi, lo sono stati per tutti questi anni. e quindi per il benessere della nostra società, sofri resta in carcere, che non si mai. paghi lui "che non si sa bene cosa abbia fatto, in che misura, in quale modo" per tutti quelli che escono dal carcere anche se hanno ammazzato qualcuno.
del resto, lui non ha mai chiesto la grazia. l'hanno chiesta in centomila altri per lui, la stanno chiedendo i blogger, ma lui mica ha mai chiesto la grazia. avra' i suoi buoni motivi. un buon motivo potrebbe sapere di essere innocente. ma non li posso sapere i suoi buoni motivi.
del resto c'e' chi si fa le leggi su misura per non andare neanche a un processo, anche lui avra' i suoi buoni motivi. questi già li intuisco di più.
e comunque sofri adriano. quello per cui abbiamo messo sui baveri delle nostre giacche il fiocco giallo, dopo aver messo quello rosso dell'aids, e prima di mettere sui nostri siti quello blu.
sofri adriano che scrive articoli molto belli per quotidiani e giornali, quello che descrive la vita in carcere, quello che riesce sempre a dire qualcosa che non suona mai banale.
sofri adriano. e basta.
"Mi tocca dire che dell’ipotesi di dare a un mio omonimo la direzione di qualche giornale in pectore non ho mai sentito parlare prima di leggerla sui giornali. Lo dico perché il mondo in cui viviamo è tale che qualcuno potrebbe provare nuove malevolenze nei miei confronti, e non ne sento il bisogno. Né di invidie: di invidiabile ho una cella singola che, benché riconosciuta da tutti i miei coinquilini come la peggiore della casa, corrisponde bene al mio singolare stato d’animo. È l’unico posto che, immeritatamente, occupo: se si volesse rivaleggiare con me, la posta è questa. E anche se non fossi così alle strette, mi chiedo se accetterei ancora, non dico di dirigere qualcosa, ma di avere una responsabilità sia pure effimera sia pure di un’altra sola persona. Mi dico di sì, solo se si trattasse di portare sulla canna di una bicicletta in una strada fiancheggiata da eucalipti una ragazza consenziente coi capelli lisci e lunghi in un mezzogiorno di vento e di sole." [Adriano Sofri, Il foglio, 10 aprile 2003]

Auro - 18:40 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
25.06.03
 
lunga e diritta

oggi ho rischiato di morire in autostrada. sul serio. o almeno credo, non me lo ricordo tanto bene. ma so che stavo per morire. e non e' una bella sensazione.
la morte ha l'acne e le puzza pure il fiato.
stasera sto a casa e rifletto sulla mia vita.

Auro - 18:37 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
20.06.03
 
quello di cui io ho bisogno

quello di cui io ho bisogno non è lei, non è lui. non sono loro. non sono gli occhi che mi indagano e mi vorrebbero nuda senza più filtri e senza più le mie sacrosante inibizioni, le mani che mi cercano ma non sanno dove frugare, ma sono violente e esasperate.
quello di cui io ho bisogno non sono le promesse e gli inganni, nè altrui nè miei. non voglio ipocrisia, non voglio paura.
voglio una rivoluzione che sia totale, globale, il frantumarsi di un pensiero contro il mio restare ferma e immobile, la voglio come cartavetrata sugli spigoli, fiducia e abbandono.
voglio una vita che sia mia e non la vita degli altri nelle parole di altri.
sono stufa delle dimostrazioni sconclusionate, delle frasi di maniera e di cortesia, dei giochi ad effetto, delle gare a chi ce l'ha più lungo, della logica perversa da cui sto intimamente scappando e a cui il pubblico mi richiama costantemente. non amo le luci della ribalta, ma secondo loro per avere aria devi stare lì a adulare per guadagnarti la prima fila. e li' non si guarda in faccia nessuno. e continue dimostrazioni e apologie del sè. eccheppalle.
ti farei volare sulle onde sulla vita come un'altalena e parlare pure con i pesci come una sirena ti vorrei insegnare l'equilibrio sopra un mare che è sempre in tempesta per vivere il tuo tempo e starci bene dentro [...] ti direi hai ancora voglia di nuotare in questo mare aspettiamo l'aurora quando i più bei frutti saranno di tutti [...] ti farei volare sulle onde sopra un mare che è sempre tempesta sorridi ora guardami [vivere il mio tempo, litfiba]

Auro - 18:35 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
 
indirizzare la rabbia, indirizzare la massa

se non ci si incazza più con se stessi, con qualcuno ci si dovrà pur incazzare, no?
ieri la massa era bastarda, colorata, incazzata e tanta. un po' come la fanta.

Auro - 18:34 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
18.06.03
 
cena su terrazza con amici

bella serata. con gli amici che piacciono a me, che non sono solo loro, ma anche loro. ne mancava solo una.
ho portato anche la iso che si è comportata bene rispetto agli standard, forse in virtu' della terrazza. mentre ritornavo a casa ho cercato di spiegarle che noi due una casa cosi' non ce la potremo mai permettere, e spero che lo abbia capito.
nel frattempo ho avuto anche qualche pensiero carino e una tonnellata di pensieri astiosi. ma non me ne faccio cruccio perche' so che son stati ben ricambiati.
per il resto, beh, per il resto non riesco a togliermi dalla testa questo pezzo di mishima, ritrovato per caso in un vecchio quaderno: "non esiste nulla nella realtà delle cose che possa essere comparato ai miei desideri e alle mie aspirazioni. non esiste nessuna faccia che possa assomigliare a quella che io ho dipinto affianco a me. non esiste nessuna cosa che io possa dire per dare voce al mio silenzio.ho tagliato le mie vene con il dolore e con il mio silenzio e non posso farne carico a nessuno se non a chi spero entri in quel disegno e appoggi la sua testa sulla mia spalla" (yukio mishima).

Auro - 18:33 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
17.06.03
 
ma lo sa signorina che lei non potrà mai riuscire a fare l'avvocato?

quando ero alla maturità, all'orale, il presidente della commissione mi ha chiesto come avrei voluto proseguire gli studi. non sapendo cosa rispondere, visto che non ne avevo la minima idea (ai tempi mi serebbe veramente piaciuto fare l'astronauta, la spazzina, la postina, la taxista, qualsiasi cosa, mi bastava uscire dall'incubo che per me sono stati gli anni del liceo) ho pensato alla cosa più ovvia che mi potesse venire in mente: "giurisprudenza". la sua risposta è stata quella che e' stata da me riportata qua sopra in grassetto.
al di là del fatto che il tipo era veramente uno capace di motivare le persone, al di là del fatto che non avevo bisogno di lui per sentirmi una merda ai tempi (la mia autostima era ai livelli minimi registrati in trent'anni di vita), al di là del fatto che in seguito gli ho augurato cose che normalmente riterrei amorali, proprio oggi pensavo che la maggior parte dei miei amici che ha fatto giurisprudenza non ha seguito la strada dell'avvocatura: ad esempio g. e p. fanno i copy, m. fa la consulente in uno studio contabile (e guadagna in un mese quello che io guadagno in un anno), f. fa il cacciatore di teste, m. dopo la laurea ha piantato tutto e adesso scrive articoli dalla sua casa in campagna per una rivista che parla di internet, a. è mamma felice e moglie cornuta.
mah. chissà se lui se ne e' accorto...

Auro - 18:30 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
12.06.03
 
il caldo che dà alla testa

è tutto il giorno che canticchio Aida di Rino Gaetano... inizio ad avere le traveggole. "i salari bassi la fame bussa il terrore russo Cristo e Stalin"... ma non è il caldo che mi ammazza. poi mi sono fatta spiegare per bene come funziona il timer del condizionatore. "Aida la costituente la democrazia e chi ce l'ha"... e quindi io fra un po' vado a casa, mi metto in poltrona, mi coccolo la cana e mi godo il fresco. "e poi trent'anni di safari tra antilopi e giaguari sciacalli e lapin"... e poi vado alla massa critica, e poi torno a casa, la stanza sarà fresca e accogliente. letto, nanna, tv con il timer inserito. e silenzio. "come sei bella... come sei bella... come sei bella... come sei bella... come sei bella... come sei bella... come sei bella... come sei bella... come sei bella...". solo silenzio.

Auro - 18:28 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
11.06.03
 
luci e ombre

in questi giorni "sto vivendo in corsivo", come ama dire marquant.
non sto tappandomi gli occhi, ma sto cercando in maniera del tutto semplice di dire quello che voglio dire, fare quello che voglio fare, senza programmare e con l'amore per l'impro che mi hanno passato endi, nico, ivan e la puma. non ho il loro pubblico che tiri ciabatte o che alzi il cartellino colorato. non ho inno che canti di albione e di otello.
ho solo Auro. che non è poco, ma non è tutto.
cosa mi manca? solo il tempo, forse. il coraggio sicuramente. qualche diottria per far tornare a fuoco quello che vedo ombra o poco chiaro. mi manca la fiducia da dare, mi manca la consapevolezza del fatto che è finito tutto. ma proprio tutto. e che adesso è solo effetto placebo.
ma per il resto... ho tutto.

Auro - 18:27 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
08.06.03
 
senza titolo

tu sei l'inverno dentro al cuore, sei l'estate che non c'è, tu sei la via che passa dentro me. [lacrus, dentro me]
in loop per tutto il tardo pomeriggio. a lottare contro il caldo, la voglia di cazzeggio e la voglia di partire.
oggi al parco ho provato molta invidia per il tipo in mezzo al praticello, con l'asciugamano, il libro, l'acqua e la bici. mi sono chiesta perche' l'anno scorso mi chiudevo in casa, invece di godermi il sole. e mi sono chiesta se avro' mai l'occasione per riprendermi quei giorni. diversi modi di vedere le cose.
giovedì, 5 giugno 2003: vivere le cose in maniera diversa, non pensare che tutto possa sempre essere come e' gia' stato, non credere a chi ti dice che esistono le cose che vanno bene o vanno male: le cose vanno come vanno.

Auro - 18:26 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
06.06.03
 
passeggiando in biciclettaaaaaaaa accanto a te, pedalare senza frettaaaaaaaaaaaa

oggi ho pensato che i pedoni molto spesso sono idioti, ne avevo già il sentore, ma stamattina ne ho beccato uno che me ne ha dato la matematica conferma. i pedoni con cane poi devono avere i neuroni un po' piu' lenti del solito (e lo so che qui mi tiro la zappa sui piedi).
mentre pedalavo (a velocità abbastanza sostenuta, visto che ero - come al solito - in ritardo) vedo da lontano signora con cane che passeggiava e pascolava il cane in mezzo alla pista ciclabile. tale pista ciclabile non solo e' separata dal marciapiede da una specie di cordolo, ma e' a senso unico, in quanto è posta affianco a un parchetto e da una parte si va in un senso, dall'altra parte del parchetto si va nell'altro. ho scampanellato un po' e la signora non si muoveva. non potendo più evitarla a causa del cordolo, mi sono fermata a due centimetri dal cane e le ho detto "signora, pero'... non mi sentiva suonare?". "non è colpa mia, usi le piste ciclabili. questa e' una corsia dedicata alle passeggiate dei cani". il tutto si svolgeva sotto un cartello stradale tondo, blu, con una bicicletta bianca.
sono rimasta inebetita e non ho avuto il coraggio di proferire parola.

Auro - 18:25 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
04.06.03
 
domani mi prendo le mazzate

per la serie i déjà-vu.
classico dialogo del giorno prima con la g.
io: "ah, no... domani mica mi frega..."
lei: "giusto"
"insomma c'e' un limite a tutto"
"giusto"
"un po' d'orgoglio, un po' di sano orgoglio. mica puo' continuare cosi' ancora per molto. è più di un anno che vado avanti così"
"giusto"
classico dialogo del giorno dopo con la g.
lei: "allora come e' andata?"
io: "mi ha cazziato"
"giusto".

Auro - 18:23 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
03.06.03
 
il posto dell'anima

il dolce e l'amaro. o forse e' tutto amaro con la sana ironia e dissacrazione di chi vive e ne ha un sacco di voglia. la rappresentazione realista di un lavoro che diventa il quotidiano, il privato e ritrova la sua condizione che ci/gli è imposta: essere la vita di una persona. lavorare per pagare il mutuo, per permettersi una famiglia, per non dover rinunciare alla propria anima. al proprio luogo. e non e' questione della provincia, e non e' questione del sud. in questo film, come spesso nella vita, non vince nessuno: non vince chi ha lottato per i propri diritti, chi ha cercato di farsi da solo, chi ha lasciato tutto per andare al nord, chi voleva solo fare il suo lavoro. alla faccia degli ideali.
dove sta il dolce? sta negli occhi, nelle frasi, nei sorrisi, nelle mattine fredde quando ci si sveglia e non si è a letto da soli. sta nella famiglia, nell'amico con cui parlare su una panchina, sta nella sincerità e nel sapere perdonare. nelle colpe da espiare. sta anche nei simboli, anche se alla lunga "sfrantumano il cazzo".
poi vabbè magari ci si poteva evitare gli ultimi due minuti, così giusto per non cadere nel retorico che per tutto il film si è sapientemente toccato ma senza abusarne mai.

Auro - 18:22 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]
01.06.03
 
tentativo di incipit

lei aveva gli occhi chiari e lucidi, il trucco colava a picco sulle sue guance, sprofondando nelle pieghe delle occhiaie. erano molti giorni che non dormiva, se non si contano le ore che passava con la testa appoggiata sulla vetrina del bar della stazione, con una mug di caffé fra le mani e il giornale di due giorni prima. e lo sguardo attonito e stupido della cameriera, che passava a pulire i tavolini.
lei aveva le braccia aperte e le mani spalancate. appoggiate sul muro di marmo della sala partenze della stazione. la fronte appoggiata a quel freddo marmo dalle nervature color ferroviedellostato. lui stava a tre metri di distanza e la guardava. il ragazzino che li aveva intravisti con la coda degli occhi mentre correva dietro al treno, aveva pensato che fosse una specie di perquisizione: "magari era una spacciatrice", si era detto poi sul treno, mentre accendeva il walkman.
"prendiamo un caffé?". "ne ho presi una ventina, mentre ti aspettavo. sono tre giorni che ti aspetto". poi abbassò del tutto lo sguardo, chiuse gli occhi e inspirò. sentì il diaframma contorcersi e lo stomaco chiudersi. una volta per tutte.
lui era fradicio di sudore, ma il malfunzionamento dell'aria condizionata del treno era l'ultimo dei suoi pensieri. aveva davanti una statua di dolore, solo un minimo ricordo di quella donna che lo aveva stregato e lo aveva nutrito di futuro negli ultimi mesi. non c'erano più i capelli che si annodavano alle sue dita, che lo soffocavano nel sonno, quando condividevano ancora i cuscino dei motel; non c'erano più le labbra che lo avevano dissetato, circuito, seviziato ("sono capace di avere delle argomentazioni molto valide" gli aveva detto una notte in maremma, mentre gli slacciava i jeans). c'era solo un corpo squallido e pallido, che non aveva più ragione di entrare nel suo domani.

Auro - 18:21 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i primi tentativi ]