<< Giugno 2003 - Tentativi Di Fuga - Agosto 2003>>
31.07.03
 
consigli di lettura

questo e questo.
mentre leggevo i due articoli ero in ufficio da sola, per la prima volta in anticipo su tutti. era luce e silenzio: di mattino il sole batte da questa parte, di pomeriggio dall'altra parte. silenzio del telefono ancora addormentato, silenzio della gente che e' in ritardo. era odore di pioggia, finestra aperta e lo sguardo verso il nespolo che cresce davanti alle nostre vetrate.
strano che esista la libertà: cioe', libertà è un concetto che diamo per scontato sempre, tranne quando ci lasciano veramente liberi e allora li' si' che la sentiamo la differenza e forse un po' ci spaventa.
mentre leggevo i due racconti ho pensato che se dovessi scegliere mai una persona al mondo a cui vorrei far vedere quanto e' bello il sole di mattina su questa moquette carta da zucchero, quanto sono allegri i passeri sul "nostro" nespolo, quanto e' strana la portinaia del palazzo di fronte, quanto e' stordito il tipo che si lava i denti tutti i giorni alla finestra guardandoci lavorare... sì, insomma, se dovessi mai scegliere mai una persona al mondo (vicina o lontana) a cui mostrare tutto cio, io una scelta l'avrei fatta.

Auro - 19:00 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
30.07.03
 
...sull'orlo del pomeriggio siedo al bar lorenteggio...

si' lo so che gira gira la ruota, che il bicchiere si svuota
che l'amore non dura e che ti trovi la sera con gli amici di sempre a fare a gara a chi si sente più solo
ma io in fondo vivo, vivo vivo son vivo...
e non saro' certo un santo ma nemmeno un estinto
ma ora voglio parlare voglio far divertire, proprio mi fa morire...
"Senza neanche una lira", FolcOrselli

Auro - 18:59 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
29.07.03
 
mi sono informata

...dicono che ricrescono.
la cosa piu' spassosa era vedere la tipa ridere mentre mi segava via 3 anni di vita e 40 centimetri di cellule morte in 2 secondi.

Auro - 18:58 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
 
intimismo non-so-piu'-a-che-numero-ero-arrivata

io non ho voglia di niente. e spero che mi passi in fretta.
e non ci sono scuse, non ci sono pensieri lontani, realta' vicine che possano darmi pace. ho paura di complicare tutto quello che effettivamente e' cosi' semplice, ad esempio complicare la vita.
che e' un po' un liev-motif del momento: complicarmi tutto anche dover scegliere se tenermi una complicazione che conosco per non cercarne un'altra.
spesso dico che la vita se fosse facile non sarebbe interessante: vaffanculo, e' una bella balla che mi racconto perche' io una vita facile non la voglio, o meglio la vorrei, ma non sono capace di averla.
e complicazioni, sempre complicazioni: il challenge continua e io mi sento sempre vivere, sempre di corsa, sempre in affanno.
io non so cosa sia una vita tranquilla. o meglio io non so piu' cosa sia una vita tranquilla. l'ho avuta una vita tranquilla e poi me la sono persa per strada.
deve essere una distorsione delle cose che mi sono fatta da sola. e comunque e' inutile: io la vita me la complico. e non e' intelligente far difendere la mia Zion dall'attacco delle seppie da qualcuno che invece e' tutto sfriccicarello e con le farfalle in testa. perche' poi gli devo spiegare che a me le farfalle fanno male e mi sento idiota, stanca e stufa. e pure noiosa.
devo andare in ferie e staccare tutto.

Auro - 18:57 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
24.07.03
 
dimmi dove abiti, ti dirò chi sei...

ho sempre abitato nella zona dove abito adesso... a parte la parentesi coi miei subito dopo la maturità e rari soggiorni da amici/condivisioni in zona navigli.
amavo via marghera quando ero piccola: il galli era pieno di persone che mi volevano bene, che mi avevano visto crescere - prima la spesa con la nonna con la signora galli che mi dava i fruttini come resti da dieci lire, poi fabio che palpava il culo alle clienti e per cui io e la s. abbiamo perso gli occhi, prezioso tempo allo studio e soprattutto abbiamo preso chili a furia di comprare tenerezze al limone.
c'era il mozzo, la mia pizzeria preferita.
c'era l'osterietta, che io chiamavo orsacchiotta.
all'angolo c'era govoni marmitte, che io chiamavo giovani marmotte.
ai tempi passava ancora il 15 non il 24 (è statao solo cambiato il numero, del resto). spesso io e mia sorella quando dovevamo andare dalla mamma in ufficio lo vedevamo all'angolo di ravizza e iniziavamo a correre... fino all'edicola di piazza piemonte: sul 15 e poi dalla mamma in corso magenta.

ma quanto non era bella via marghera? poi mi sono trasferita in periferia coi miei e via marghera e' diventata quella che e' adesso, un carnaio di macchine in terza fila, solo gelato di pessima qualità, troppe pizzerie, locali alla moda, marciapiedi congestionati dalla folla, dai motorini, dai rifiuti (soprattutto quelli umani, intendo).
poi c'e' stata quella che ancora (purtroppo) considero casa mia, poco piu' in la'. zona di uffici e case nuove. poca familiarità con le persone. pochi negozi. la persona che conoscevo meglio era la portinaia del palazzo affianco, ma solo perche' lei amava passare il tempo a guardarmi in casa. poi c'era il mio vicino (che lavorava sotto casa nostra in via marghera e che quindi conoscevo da una vita) con cui avevamo fatto famiglia. l'edicolante della metropolitana ci chiamava "la comune". ma a parte lui e poche altre persone non c'era molta vita sociale nel quartiere.
adesso, adesso abito in una via che e' tutto tranne che "milano". sotto casa ho un barbiere con ancora la sedia tradizionale, uno che ripara piccoli elettrodomestici, una cartoleria vecchia maniera, una legatoria, un'edicola (che meriterebbe solo questa un post a parte), due supermercatini, una latteria. incontro i negozianti per strada e ci salutiamo, quando porto a spasso la iso di pomeriggio almeno almeno scorrono una dozzina di scambi di sorrisi e di saluti.
poi c'e' il bar dello sport, il tabacchino che ormai sa che sigarette compro, la panettiera che mi tiene via il panfocaccia, l'egiziano pizzettaro, il negozio di ferramenta che e' piu' di un anno che mi para il culo nei momenti di panico: mi si incastra la chiave nella serratura, ho sbagliato a montare un pezzo del letto mi serve un buco qui, i filtri del condizionatore sono marci....
l'altro giorno stavo girando come un'idiota in macchina per cercare parcheggio non in zona lavaggio strada e mi ha fermato il farmacista: "sto andando via, a., due minuti e ti lascio il mio parcheggio".
i miei vicini di casa non sono particolarmente entusiasmanti, ma ci si saluta tutti, ci si aiuta quando c'e' la spesa da portare su. loro sopportano (piu' o meno) isotta, io sopporto il fatto che la signora del piano di sotto stenda in cortile dove io secondo loro non posso mettere la bici, e mi tocca issarla su per due piani di scale.
potrei abitare altrove, no. credo di no.
[grazie a n. per avermi dato l'idea o comunque un calcio in culo per scrivere questo post. era un po' che ci pensavo]

Auro - 18:56 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
22.07.03
 
che siccome che sono cecata

io non riesco a capire le persone. non e' un difetto di vista vero e proprio perche' io non riesco a vederle come sono ne' da vicino ne' da lontano. ma a distanza, come se avessi un periscopio. quando allontano da me le persone le rendo cosi' distanti che solo in qual momento le riesco a capire.
la maggior parte delle volte mi mancano, all'inizio, quando ne riconosco finalmente i pregi e i difetti. e mi rammarico di averle allontanate. poi il rammarico sparisce. nella maggior parte dei casi.
poi ci sono le persone che non allontano io, ma che si allontanano. queste le capisco ancora di meno, non perche' mi ritengo indispensabile, ma perche' vanno a finire in un luogo che non conosco e non so dove puntare il periscopio: continuo a chiedermi come fossero quelle persone.
questo per dirti che mi dispiace che tu abbia deciso di uscire dalla mia vita e che spero che la casa nuova, il nuovo lavoro, un futuro diverso siano belle cose, che ti rendano felice e che tu stia sempre bene. anche se non capirò mai perché tu te ne sia andata. la tua itaca.

Auro - 18:54 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
20.07.03
 
sabato di quiete, mare, sole e... carlo giuliani

bella giornata di sole e di mare in liguria: il luogo dove si e' stati e' top secret. prima che ci venga rubato...
fra il treno dall'amena località a genova (dove ci saremmo visti con ale e matte per cenare e rientrare assieme) e il treno per milano c'era il tempo per andare in piazza carlo giuliani. me la menavo a chiedere di farci un salto perche' ho sempre vissuto piazza carlo giuliani come una cosa che avrei voluto fare senza imporla ad altri.
pero' ci si va. ci sarei dovuta andare domani (oggi), magari in bici come avevo pensato all'inizio... pero' comunque siamo qui, abbiamo del tempo, abbiamo signore simpatiche che ci dicono che e' vicina a brignole, "andate sempre dritto e arrivate in piazza alimonda, dove ci sono stati i fatti di carlo giuliani [faccia fra l'imbarazzo e il complice], li' sulla destra ci sono le cose..." un grazie enorme alle signore simpatiche di genova.
ed e' piazza carlo giuliani, che le televisioni hanno sempre mostrato in maniera diversa, ribadendo il fatto che tutto dietro un obiettivo sembra diverso (anche dietro il mio, di obiettivo, sembra tutto diverso): piu' grande, piu' ampio, piu' circolare. e ci arrivi da una vietta, in cui un fruttivendolo mette in vetrina le sue offerte speciali, le finestre hanno persiane colorate e panni stesi sui fili e la piazza si apre, ma sembra solo un uscio socchiuso. e' un brutto posto per morire. e' la prima cosa che mi viene in mente. madonna che brutto posto per morire. chiaro, non ci sono bei posti per morire, ma cazzo...
io piazza carlo giuliani l'ho sempre vista nei filmati e nelle foto e la prospettiva nuova e reale mi sorprende, mi distrae e mi inganna. ma come e' potuto succedere tutto in questo poco spazio? ma come hanno fatto? anche lo slargo affianco a casa mia mi pare piu' grande...
la piazza oggi e' vuota e spoglia, ma domani sarà tutto bloccato per la manifestazione: lo dicono i cartelli della polizia e lo dice la polizia stessa che e' tanta a genova oggi e che e' passata sopra le nostre teste in elicottero piu' volte durante la giornata. in piazza carlo giuliani c'e' questa cancellata con i fiori, la fioriera zeppa, le lettere chiuse, le lettere plastificate, i biglietti dei treni, i nastri, le bandiere, le scritte sui muri. sulla mia borsa c'e' uno straccio di pace in meno da oggi pomeriggio.
torniamo verso la stazione, mi volto di nuovo, piazza carlo giuliani. ributto giu' il magone. e mi riprometto di smetterla di avere il nodo al cuore quando ci penso. che neanche io riesco a spiegarmelo il groppo che ho. io impotente, annichilita. io che non ho pensieri, ma solo rabbia, ancora.
io che ho ancora voglia di incazzarmi. ma non so più farlo.

Auro - 18:53 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
11.07.03
 
come te nessuno mai

ci sara' un momento in cui rimarra' solo l'amaro. sto masticando rabbia e dolore, non ho molto da dire se non cose che non interessano nessuno, che nessuno puo' capire, perche' hanno un solo destinatario che volutamente e' muto, sordo e pure cieco.
sono giorni, settimane, mesi e anni in cui le cose succedono e io non riesco neanche a seguirle. forse sarà che ho bisogno di fermarmi e finalmente sputare tutto. guardo molte delle mie amiche e dei miei amici felici, ebeti e forse invece è solo apparenza. l'apparenza che non riesco neache a invidiare loro. perche' e' la stessa che io che ho mostrato sapientemente e audacemente per anni, quella che non pensavo avrei mai potuto abbandonare, quella che invece adesso è diventata solo una scomoda compagna di sbronze.
"non reprimerti". ricordo lontano, troppo lontano: notte, macchina, le mie lacrime, quell'urlo, una promessa poi infranta e adesso perdonata. troppo lontano.
e io aspetto l'amaro. me lo ha promesso che arriverà. mi ha detto che dopo il panico, l'ansia, il senso di colpa, l'umiliazione, la frustrazione, la voglia di morire, l'orgoglio di non farlo mai e poi mai, la rabbia, la redenzione, la caduta e la consapevolezza, ci sarà l'amaro.
neanche una bustina di zucchero in quel caffé. così che possa veramente sputare tutto, non fermare il conato, non bloccare le lacrime perche' sono stufa di piangere. non avere impressione per lo sporco che ci sarà poi da pulire. dimenticare il mio igienismo interiore. che preferisce non avere il pavimento piuttosto che pulirlo.
e poi non ci sarà neanche bisogno di venirti a cercare perche' sarà tutto finito. e una volta per tutte "come te nessuno mai". promessa che ho fatto a me stessa e di cui ho aspettando per troppo tempo il piatto freddo della vendetta. ma non ci sarà vendetta.
"come te nessuno mai" perche' dopo tutto quell'amaro, ricomincero' a mettere lo zucchero nel caffe', a chiamare le cose con il loro nome e a respirare. e non ci saranno sensi di colpa, perche' non ci sarà più colpa.

Auro - 18:50 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
10.07.03
 
l'uomo della folla

questa l'ha scritta per me. in questi giorni, per me.
Grazie.
piccola precisazione: non e' l'abbia scritto per me, in quanto Auro. ma per me questo e' il periodo giusto per leggere questo e quindi mi pareva proprio che fosse scritto su mia commissione, ma ovviamente non e' stato scritto per Auro.

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole...
...Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame,peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così". E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima; ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. E hai pianto.
Dio quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore,perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore. "Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse". Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti.
Jack Folla

Auro - 18:49 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
09.07.03
 
intimista

l'altro ieri ho inciampato in un nugolo di polvere e ricordi. era li' dietro la porta della camera fra le valigie, vuote, e il cesto della biancheria, pieno. era li' e non l'ho visto, o almeno non me ne sono accorta e ci ho inciampato.
con l'urto il nugolo ha fatto rumore: un sonoro accordo di stratocaster. quello stesso accordo che ogni tanto mi svegliava nei pomeriggi di sole di domenica, quando mi appisolavo sul divano blu. forse era l'inizio di curva, che poi era un riarrangiamento di una canzone di tito. e comunque ci ho inciampato.
mi sono appoggiata allo stipite della porta, ho guardato il soffito, prima quello della camera, poi quello del corridoio, poi quello della camera, poi quello del corridoio.
"qualcosa qui deve cambiare..."
e stavolta ciò che deve cambiare non e' soltanto il colore delle pareti.

Auro - 18:48 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
07.07.03
 
state of art

in questo ultimo periodo vivo le cose cosi' come vengono, mi emoziono per poco, mi incazzo per molto meno.
sono ubriaca di cose, perennemente alla ricerca di altre, insoddisfatta di tutto, tranne di pochi scogli che mi sono ritrovata piacevolmente per la strada.
vivo di dubbi e di paraocchi con cui imboscarli.
non so prendere decisioni che durino piu' di due giorni. ho paura che la gente si affezioni a me, che conti su di me. che non si renda conto che le promesse che faccio, i tentativi che faccio possono andare a puttane da un momento all'altro.
mi rendo conto di comportarmi con le persone in maniera differente, perche' le vivo (le persone) in maniera differente e non so se questo sia giusto o meno, normale o meno. ma il cuore dice di si'. e mi perdonino tutti per l'aggressività, per la mia ottusità, per il mio sembrare disinteressata a tutto. non sono cosi', non lo sono mai stata.
lo sono diventata.
ho voglia di riposarmi su una sdraio al sole, con un mare di girasoli attorno. trovare la pace, se la pace esiste.

Auro - 18:47 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
 
non si può mai sapere

[post a blog unificati]
lui non è il mio fidanzato. anzi, ne sto cercando uno.

Auro - 18:47 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
06.07.03
 
i miei soliti pensieri sparsi

oggi si scherzava (ma mica tanto) sulle caratteristiche peculiari del proprio uomo perfetto. sono arrivata a distinguere fra caratteristiche sine qua non e caratteristiche bonus che rafforzerebbero la scelta (un po' come i driver dalla psicologia), ma che senza, vabbe' fannulla (e questo non è mica tanto come i driver di rafforzamento della psicologia evolutiva/sociale).
comunque sia chiaro, l'uomo perfetto per me (cioe' quello disegnato da queste caratteristiche) so perfettamente che non esiste, anche se il tipo che leggeva harry potter al parco oggi ci si avvicinava molto.
oggi al parco buona musica e un bel sole.
ho aggiunto altre foto sul photoblog... ancora la Cana, parco, pubblicità progresso and so on...

Auro - 18:46 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
03.07.03
 
miracoli che succedono sulo nelle stazioni dei treni

il neurone è stato smosso dal letargo:
Just The Way You Are (Billy Joel)
Don't go changing to try and please me, You never let me down before.
And don't imagine you're too familiar, And I don't see you anymore.
I wouldn't leave you in times of trouble, We never could have come this far.
I took the good times, I'll take the bad times, I'll take you just the way you are.
Don't go trying some new fashion. Don't change the color of your hair.
You always have my unspoken passion, Although I might not seem to care.
I don't want clever conversation, I never want to work that hard.
I just want someone that I can talk to, I want you just the way you are.
I need to know that you will always be, The same old someone that I knew.
What will it take till you believe in me, The way that I believe in you?
I said I love you and that's forever, And this I promise from the heart.
I could not love you any better, I love you just the way you are.
I don't want clever conversation, I never want to work that hard.
I just want someone that I can talk to, I want you just the way you are.
I said I love you and that's forever, And this I promise from the heart.
I could not love you any better, I love you just the way you are.
[a distanza di più di 12 anni, grazie fra']

Auro - 18:45 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]