<< Luglio 2003 - Tentativi Di Fuga - Settembre 2003>>
31.08.03
 
tempo di vendemmia

andare in bici nell'oltrepò pavese ha un suo perché, che per me (che detesto il vino) non corrisponde proprio alla gioia della vendemmia.
ci sono salite e solite discese, ma sono strade nuove e sconosciute, che fa piacere vedere scivolare via.
e poi ho un buon passo in piano e in dolce salita, dovrei solamente smettere di fumare. e anche quello in salita migliorerebbe.

Auro - 00:17 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
29.08.03
 
il rumore della testa

la mia testa fa le bolle. la mia testa fa delendelon. la mia testa corre veloce e si sentono i meccanismi degli ingranaggi cigolare e sudare la ruggine.
la mia testa è pesante e leggera.
la mia testa se ne fotte di quello che dicono le altre parti del corpo. ogni tanto le sgrida: tu, pugno!, dovresti alzarti più spesso. voi, gambe, dovreste camminare più lentamente in modo da dare modo agli occhi di guardarle le vetrine, non di sfiorarle... te, piccolo e idiota mignolo del piede destro, smettila di sbattere contro qualsiasi cosa, che poi mi tocca pure pensare a che bestemmie nuove usare...
la mia testa è anarchica: vorrebbe essere altrove e fa il suono della locomotiva, vorrebbe dormire e fa il suono delle ninnananne dei bimbi - quelle che vengono appese sopra le culle. vorrebbe che tutto il mondo tacesse, che tutto si fermasse. vorrebbe non doversi mai mettere in gioco, mai ascoltare le ragioni degli altri. vorrebbe che ci fosse il silenzio assoluto per udire solo il suo di rumore. quello di una testa normale, ma un po' confusa.

Auro - 00:16 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
27.08.03
 
i segni del bene

ogni tanto mi chiedo perche' ciò che fa stare bene costi sempre così tanto. il prezzo della testa, delle mente, del cuore, dello stomaco. del sangue, della saliva, del sudore, dell'adrenalina. i compromessi, le scommesse perse in partenza, il chiudere gli occhi per non voler vedere.
e c'e' sempre qualcosa che te li tiene sbarrati gli occhi, che non e' impossibile decidere di non vedere il cameriere che ti porta il conto della scelta.

mi hai detto che esagero. che non ci sono mai scelte che non si possono ricontrattare. spero che sia così, ma che se per caso, per puro caso - giusto per distrazione di dio, quella che ha ragione sono io, per te ci sia l'eventualità di non vedere il conto che ti verrà presentato.
chiudi pure gli occhi: tutto va bene. spero per te che tutto vada bene, che tu sia felice, che tu abbia più fortuna, che anche se ferisce sia solo un graffio, una piccola screpolatura sulla tua pelle perfetta. quella che strideva con i miei lividi, le cicatrici e le piaghe.
spero che sia cosi' per te, perche' se poi cercheranno di metterti la pinza per tenerti gli occhi spalancati, io non avro' alcun rimorso, alcun rimpianto, alcuna remora ad aiutarli ad alzarti la palpebra, ad infilarti l'arco di acciaio fra il bulbo e la parte molle dell'occhio (quella che io ho sempre arrossata), a stringere la molletta e a fare attenzione che non ti si strappino le ciglia. le tue meravigliose ciglia.

Auro - 00:15 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
26.08.03
 
augurissimi tata-iso!

quasi in concomitanza con l'anniversario di blogger, oggi la iso compie quattro anni.
le ho comprato un osso nuovo e uno di quei cosi burrosi di marca che i cani non dovrebbero mangiare, ma che per una volta tanto si puo' permettere di sbaffarsi. si' quelle bustelle con dentro non si sa bene cosa, che puzzano e fanno impressione...
in questi quattro anni la tata "per eccellenza" mi ha insegnato un sacco di cose: che ci sono cose che si fanno con completa incoscienza e che poi impari a non fare piu' (tipo, appunto, prendere un cane), che per alcune cose non ci sono orari, non ci sono vincoli, non ci sono scuse, ma solo delle responsabilità. che avere un qualcosa che respira, mangia e dorme che dipende unicamente da te puo' farti sentire stanca, depressa, ogni tanto anche un po' cogliona, ma che alla fine ripaga di tutto e quando torno a casa e mi fa le feste, dio! esiste qualcosa a questo mondo che mi fa sentire bene... ho imparato anche che non c'è nessuno che ti ascolta come un cane, che ti conforta quando piangi e che si compiace quando ridi.
la mia tata ha quattro anni e ne passeremo ancora un sacco assieme: mi sembra un'ottima prospettiva per il futuro.

Auro - 00:15 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
24.08.03
 
quello che ci piace in vacanza

(ultimo post sulle ferie, che domani si torna in ufficio)
ci piacciono i giardini di parigi, le sue vie, i suoi alberi, ci piacciono i suoi negozi, le sue case nel marais, ci piace la metropolitana e gli autobus, ci piacciono gli amici e le insalate. ci piace il burgul (o come diavolo si scrive) con il cerfoglio, ci piace la parabola, ci piace anche l'île de la temptation. ci paice l'idea che quando entri nei negzi e parli la gente non ti prende per turista e ti tratta con rispetto, in modo umano e poco supponente. ci piace comprare libri, andare al cinema a vedere in anteprima sugli altri un film che deve per forza piacere a tutti. ci piace decidere che oggi non ci va e cambiare programma. ci piace l'odore della biancheria appena uscita dalla lavatrice e avere la consapevolezza che il detersivo francese ha un'altro profumo rispetto a quello italiano. ci piace dire "cavolo, li' ci si deve andare per forza" e poi non ci si va, ma non fa niente. ci piace vivere bene un ritardo di un aereo giocando a carte, facendo cabaret aspettando la navetta per cadorna, ci piace tornare e stupirsi che milano sia vuota.
ci piacciono le discese lunghe e ripide, che si frena, ma il vento lo senti. ci piacciono le persone che ti danno una mano a spostare la bici, a issarla sui treni, a tenerla ferma. ci piacciono le passeggiate sul mare. ci piace scendere da san pietro con il vento in faccia, urlare a squarciagola in galleria e fregarsene allegramente di essere in reggiseno perche' fa troppo caldo. ci piace fare gli elefanti di mare sul bagnasciuga di bonassola. ci piacciono le telenovelas che vivi da spettatore solo nei campeggi. ci piace l'odore di iodio la mattina presto, la focaccia e il cielo che si macchia di rosso al tramonto. ci piace camminare sul bagnasciuga la sera. ci piace tornare in posti che si sono già visti, in altre situazioni, e ricordarle, le situazioni, con un po' di malinconia, ma senza paranoie. ci piace che ci sia sempre una persona con cui scherzare, ridere, immusonirsi, incazzarsi e urlare (una volta sola, pero') e che, non si sa bene come, sopporta. e che si sopporta (è una cosa positiva, capito?).
ci piace tornare a milano che poi la sera piove e tu hai la macchina che non va e sei uscita in bici. e tutto sembra fatto apposta, uno stacco che ti avvisa che un periodo e' finito, che ne sta iniziando un altro e che non c'e' nulla di sbagliato in tutto quello che hai fatto.

Auro - 00:14 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
 
quello che si mangia in vacanza

in puro stile giallodivino taroccato, senza poter eguagliare il maestro, la owner di questo blog sentenzia che...
se andate a parigi non provate neanche a entrare in un ristorante greco (non so come si chiami, ma e' uno dei tanti in zona saint michel/odeon) in cui il proprietario scrive le vostre ordinazioni sulle tovaglie di carta che ricoprono il vostro tavolo: il cibo è terribile. se vedete che il tipo fa così: scappate immediatamente!
buono invece il turco che sta a porte de clichy (non chiedetemi come ci siamo arrivati perche' non e' spiegabile), ma la domenica sera avra' solo due cose delle duecento che invadono il menu e le due cose che ha sono la stessa cosa, ma una è il doppio (in quantità) dell'altra. l'adattarsi pero' merita e costa poco.
nel marais affidatevi al cafone che ha una brasserie che non si capisce bene cosafaccia perche' e' un misto di arabo, eritreo, kasher, libanese, israeliano. pero' è decisamente buono! non mi ricordo come si chiama, ma e' praticamente all'angolo fra la vecchia via du temple e il quartiere ebraico.

quanto riguarda la liguria...
ad albisola c'e' una trattoria che fa bene da mangiare e in cui c'e' un cameriere carinissimo. e poi c'e' una gelateria spettacolare, dove pero' la fila la si fa come al reparto gastronomia dell'esselunga: con il numeretto.
sopra sori invece c'e' un ristorante splendido che si chiama "il serraglio" che non è molto "di passaggio", ma le cui focaccelle al formaggio meritano: sono una specie di gnocco fritto al forno, quindi non fritto, stracolmo di formaggissimo.
come al solito genailissima la panetteria di chiavari in piazzetta (in fondo al carrugio di destra, prima della salita del cimitero): una certezza da dieci anni a questa parte.
infine, da segnalare a moneglia il ristorante "le palme" (corso libero longhi, 4 - in piazzetta): dove si mangia bene, il servizio è così così (ma credo che dipendesse anche dal fatto che eravamo gli unici italiani non amici dei gestori) e però i piatti vengono presentati in maniera particolarissima (è tutto un conquibus di tegami, cocci, taglieri...): per circa 50 euro (non dico la cifra esatta, che ho offerto io!) abbiamo mangiato due antipasti (polpo con patate e bruschetta), un buon primo tradizionale (trenette al pesto, pesto con patate e fagiolini - vi guarderanno stranissimi se dopo aver chiesto il cucchiaio per tirare su le trenette lascerete nel coccio i fagiolini...), un invitantissimo fritto di calamaretti (che pero' han tutti quei ciuffi che mi mettono ansia) e una spettacolare degustazione di formaggi della zona con miele. nonche' vino, acqua e caffè.
anche lo stomaco è felice.

Auro - 00:13 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
 
quello che si legge in vacanza

avevo fatto delle previsioni sui libri che avrei letto in vacanza: ne avessi rispettate almeno la metà.
innanzitutto non sono andata oltre a pagina 100 di "Se una notte d'inverno un viaggiatore"... che palle. sono sempre la solita. dipende tutto dal mio umore. erano i primi giorni di bici, ero stanca e i campeggi non avevano luce per permettermi di leggere in pace. quindi l'ho abbandonato. in settimana lo rilascio seguendo il ring e poi me lo ricompro.
ho letto invece "Sono pazza di te" della Campo: divorato fra il viaggio in aereo per Parigi e le prime uscite da viaggiatrice nei parchi della ville lumière: mi è piaciuto un sacco sacco sacco.
il scondo giorno li' a parigi sono passata da gilbert e mi sono comprata i due di izzo che mi mancavano: "Chourmo" e "Solea". Chourmo l'ho letto in un soffio. Solea lo leggero' non appena rientrerà nelle mie mani (fino a stasera è ospitato in un'altra casa).
ho anche comprato "L'uomo che guardava passare i treni" di Simenon, che ho divorato in due mezze giornate.
poi appunto si e' partiti per la liguria e mi ero portato il suddetto Calvino e "Come si scrive un giallo" di Chesterton, ma appunto, Calvino ha fatto la fine che ha fatto e Chesterton (un Sellerio dalla copertina "ruvida") mi sembrava un delitto tirarlo fuori dal sacchetto di plastica e esporlo all'umidità, al vento, alla salsedine.
a Chiavari siamo entrati in una libreria dal libraio simpatico e di sinistra e ho comprato "Quando sono con te" di Linn Ullmann e "Fermento di luglio" di Caldwell. Ho letto in un altro soffio, alla luce dei campeggi di chiavari e di moneglia, il libro della ullmann che mi è piaciuto moltissimo e sto finendo il caldwell.
sono una lettrice felice.

Auro - 00:12 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
12.08.03
 
parigi, terzo giorno

Parigi è bella e puttana. bella di colori, luci e scorci che ti sorprendono girato l'angolo. e puttana che ti fa innamorare ma non si fa baciare e non ti dà certezze. niente certezze, come il fidanzatino del muretto o l'amore quando hai trent'anni.
e te ne innamori cosi' tanto, di Parigi, che tutte le volte dici: "vorrei fare la mia trista e indolente vita qui. nella città dei poeti, degli artisti, dei matti". e poi pero' ti trovi a fuggire e a tornare a casa dove la luce è grigia e rararmente esistono abbaini e solai.
dove le strade sono medie, nè larghe nè strette e dove una via non si chiamerà mai "del gatto che pesca".
dove pero' è casa.

Auro - 00:11 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
09.08.03
 
(apro e chiudo parentesi)

lagaan.jpglagaan è un film incredibile. da vedere, assolutamente.
anche da rivedere. se si insiste.
forse potrebbe risultare un po' lungo, si consiglia quindi visione a casa su divano comodo e non sulle sedie di plastica del cortile del conservatorio.
pero' passano queste quattro ore, e magari nel frattempo capite anche che il corso di inglese funziona, perche' alcuni dialoghi sono in inglese, cosa che non fa perdere il filo, ma fa perdere un po' di particolari e di santissima [auro]ironia.
ah! durante il film bollywoodiano vi divertirete a scoprire i riferimenti a film hollywoodiani... e saprete per certo che i ragazzi della compagnia delle indie esistono sul serio.
poi, finito il film, se vi scoprite a muovervi come dei pupi siciliani e a canticchiare una cosa che ovviamente non sapete pronunciare, ma che vi ostinate a ripetere... se poi vi viene voglia di seguire un corso di danza hindi... se vi viene voglia di giocare a cricket... non preoccupatevi, va tutto bene.
e' solo lagaan.
nameste.

Auro - 00:09 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
08.08.03
 
quest'anno vado prima al mare...

io, adesso, ora, qui. e per una volta ancora mi scandalizzo del fatto che c'è chi possa scrivere le cose che penso, quelle che vivo, quelle che io non so dire e dirmi.
Frasi da dimenticare [Daniele Silvestri]
La notte io non dormo e se dormo sogno, parlo
e poi mi sveglio e nelle orecchie ho l'eco di un mio urlo
cose, da dimenticare... frasi, da dimenticare
Parole, suoni voci che pungono veloci
invidie, torti, gelosie, "non eravamo amici?"
frasi, da dimenticare...
Lo vedi... siamo ancora insieme non ci tradiamo più
forse perchè sappiamo che non ci conviene o non ci va più
Quest'anno vado prima al mare così ho tempo per pensare
e faccio scorta di pensieri che non bastano mai
ne voglio quattro sull'amore, due sul fatto che si muore
voglio avere tutto chiaro, giuro, vedrai
Ci sono troppe porte, per le mie braccia corte
le avevo chiuse tutte e invece adesso sono aperte
cose, da dimenticare... frasi, da dimenticare
Ma io io non mi sento pieno nemmeno un po'
e faccio ancora il pugno con la mano ma non lo userò
Quest'anno vado prima al mare così ho tempo per pensare
e faccio scorta di pensieri che non bastano mai
ne voglio quattro sul dolore, sulla gioia due parole
non commetterò più errori, giuro, vedrai
Lo vedi... siamo ancora insieme non ci tradiamo più
forse perchè sappiamo che non ci conviene o non ci va più
cose, da dimenticare... frasi, da dimenticare

Auro - 00:08 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
05.08.03
 
inventario

Inventario, Lacrus
Tre chiodi due chiavi una stanza
lo stereo che manda Jacques Brel
camicie e rose appassite
un quadro di Giacomo Spazio del vino e un romanzo di Beckett
le mie quattro armoniche a bocca e un libro sui fiori di Bach
un vecchio biglietto dell'Elfo i neri stivali di sempre
due foto una sveglia ed un letto
e in mezzo io che penso a te

io ho un cellulare con 65mila colori, un pc a casa, uno in ufficio, un portatile di appoggio, un palmare, un cordless, una digitale e una vecchia manuale che non so usare.
compro due pacchetti di sigarette per volta. ne fumo uno al giorno. bevo due litri d'acqua al giorno di inverno, d'estate tre o quattro.
ho un forno rotto da quando l'ho comprato, un micronde, una cucina a quattro fuochi, una lavatrice che fa il ciclo da 32 minuti (non credo di aver mai usato un programma diverso), un frigorifero normale.
ho due televisioni ma un solo telecomando, tre sterei, due discman, piu' di centocinquanta cd, l'ultima volta che ho contato le cassette mi sono fermata a quota trecento. i libri non lo so, perche' non li ho mai contati: so che in coda ce ne sono 72 (contati oggi) e che no ho 7 da rilasciare.
ho un cane e un gatto-a-distanza. prima di Ecco-lo-Fusillo abbiamo avuto almeno almeno altri cinque gatti, ma non so piu' il numero preciso.
io e mia sorella abbiamo una madre in comune, poi il resto no.
da una parte vedo i diecidecimi, dall'altra solo otto, ma non conta: prima portavo occhiali da piu' di dodici diottrie. poi per fortuna sono andata a legnano. ho un buco nella retina tenuto su con lo scotch.
ho due tatuaggi, un piercing e la voglia insana di fare un brand, ma so che me la faccio passare in fretta: nel frattempo penso al terzo tatuaggio, so cosa voglio, ma non so dove lo voglio.
ho una marea di capelli, corti adesso. forse troppo. centocinquantotto centimetri li distanziano dal pavimento.
ho un letto a una piazza e mezzo. ho tre tavoli, quattro sedie, un divanoletto, una sedia enorme, una p.s.o.a. (poltrona sociale occupata autogestita) dalla iso: le ho fatto avere la notifica di sfratto, lei ha chiamato il sunia - sta stronza. ho anche uno sgabello.
non ho una casa mia perche' non me la posso permettere cosi' pago 600 euro al mese per un bilocale a 150 metri dalla metropolitana.
appesi ai muri ho due stampe dedicate di Dalla Costa, un quadro di Federica Filippi, alcuni poster, molte foto, la Stele di Rosetta di BrotherTheRaven e un po' di minchiate appese qua e là.
ho una macchina francese, una bicicletta di una multinazionale (sic!), da piccola avevo il monopattino in legno: adesso non l'ho piu' perche' mi sono schiantata un pomeriggio sulla discesa dei box. da piccola avevo anche i pattini a rotelle, ma non so dove siano finiti.
ho avuto due amori, due de[il]lusioni e qualche storia qui e là: piu' là che qua, ho fatto migliaia di chilometri.
ho almeno cinque passioni.
ho una dozzina di blog: tre attivi, gli altri che fanno solo numero e costume. ho 24 indirizzi email, tre domini intestati, circa quindicimila mail archiviate.
ho tre/quattro lavori. manco uno che mi piaccia sul serio. ho quattro colleghi a cui voglio bene.
ho un'amica da sempre e per sempre e una manciata di amici. la mia rubrica del cellulare è zeppa di conoscenti. e di numeri inutili.
ho troppi ricordi, poche certezze, troppe domande, zero risposte. pochi soldi, molte complicazioni, molta permalosità che sfido con molta autoironia. poco senso della misura. provo odio in maniera imbarazzante, mi si legge in faccia. quando amo qualcosa/qualcuno amo alla follia, quando non amo non sono in grado di fingere affetto. e tento la fuga...

Auro - 00:07 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
04.08.03
 
cosa leggo quando leggo

"ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una sorta di strumento ottico offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe visto in se stesso" (Marcel Proust)
tempo fa leggevo tutto. prendevo i volantini e li leggevo, andavo in biblioteca e prendevo una quantità enorme di libri che divoravo, leggevo gli appunti, i giornali e qualsiasi cosa passasse sotto il mio sguardo. credo che fosse sintomo di un malessere che era profondo e lancinante. vivevo di carta stampata. ho letto i libri del sessantotto di mia mamma: avevo sedici anni e capivo molto poco. mi mettevo il walkman ed era isolamento, il limbo, il nirvana. lo stato perfetto: io e le cose che leggevo, del resto chi se ne frega.
poi ho avuto una specie di vita normale. leggevo tanto, ma un po' di meno. io e l. ci siamo letti dei libri a vicenda, io ho iniziato a cambiare punto di vista, sempre piu' spesso non erano cose stampate, ma sul monitor di un pc. pero' il malessere (almeno quel malessere) era passato, avevo trovato un modo (giusto o sbagliato che fosse) di interfacciarmi con l'esterno. e ho inizato a leggere in maniera sempre famelica, ma almeno ragionata. adesso alterno dei lunghi periodi di allergia ai libri (questo periodo e' uno di quelli) a momenti in cui non bastano mai.
io non sono in grado di leggere niente che non sia: crudele, trucido, violento, spietato, subdolo, cinico, ironico e surreale. che sia su carta o su monitor.
io odio leggere qualsiasi cosa puzzi di velleità letteraria, odio le storie criptiche, odio i romanticismi, le lunghe descrizioni che non lasciano spazio all'immaginazione del lettore. io non posso soffrire quelli che credono di dire quando non dicono nulla.
odio i giri di parole, gli alambicchi che filtrano e scremano. io voglio il vomito di lettere e di parole, voglio cose hard boiled, voglio leggere il putrido della vita. la vita.
mi piacciono il vero quotidiano, la fotografia stampata del sudore, dell'umore e dell'usmo degli umori, l'intimismo di chi ha bisogno di sputare, la parola sincera e non l'ipocrisia di chi pensa "cazzo" e scrive "perdindirindina".
quando leggo i blog di persone che conosco e non capisco cosa stiamo dicendo mi piace l'idea di chiamarli e di chiedere "ehi, tutto bene?".
il perbenismo scritto e l'autorità di chi pensa di averlo piu' lungo mi danno ai nervi.
tutto questo a differenza di quello che poi vivo. come vivo e cosa leggo sono due cose differenti e non posso chiedere alla gente di tenerne conto se poi quella che piu' spesso se ne dimentica sono proprio io.

Auro - 00:06 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
02.08.03
 
bologna e il kinderheim

Il 25 luglio del 2000 ero a Bologna per lavoro e ho scritto questo (lo avevo già messo sul vecchio blog). Cosa c'entra con il kinderheim? c'entra... c'entra...
La persona che dovevo incontrare in stazione ha il treno in ritardo. Faccio passare il tempo passeggiando nervosamente per i binari, la biglietteria, il salone informazioni e la sala d'aspetto.
Il buco nel muro, l'orma nel pavimento, la lapide, l'orologio con le lancette bloccate.
Sono stata spesso a Bologna. Anche il 2 agosto del 1980.
Andavo in vacanza ed ero arrabbiata perche' il treno era partito con mezz'ora di ritardo. Poi il treno si e' fermato poco prima della stazione di Bologna per 3 ore perche' mezz'ora prima era scoppiata la bomba.
Non so cosa abbia potuto capire di tutto cio' che accadde quel giorno in cui non avevo neanche 7 anni, ma so che ero incazzatissima.
E non mi e' ancora passata.

Auro - 00:05 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]