<< Agosto 2003 - Tentativi Di Fuga - Ottobre 2003>>
29.09.03
 
mi scrive un libraio e er

cielo, mi scrive un libraio, mi scrive perche' ha visto il mio photoblog e ci ha riconosciuto la sua libreria, il suo "regno" come lo chiamo io.
mi ha scritto un libraio e io mi sento quasi bambina. con un grandissimo sogno nel cassetto.

"quanto lontano credi che potremo andare in questa direzione?" chiede carter a abbey. e in casa Auro in quel momento un urlo di dolore, uno strazio e un grido: "ma perche' tu esisti solo in una cazzutissima fiction, cazzo!". e poi giù in picchiata verso il pavimento, un salto nel vuoto alto ben trenta centimetri.
gli occhi dalla cana sono rivolti altrove, verso la sanità mentale. e io, stesa, prona e disfatta, aspetto un segno, una soluzione, una via, che ne so... un altro blackout.

Auro - 12:18 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
26.09.03
 
incontrarsi

questa settimana e' all'insegna del blog. anche la sera, anche nella socialità. e mi piace un sacco questa cosa.
mi piace un casino leggere le cose che la gente scrive, ci mancherebbe, mi piace sentire respirare da dietro lo schermo, mi piace anche un po' immaginarmi la scrivania, il contorno, il colore della muchetttttt, il parquet, tutto cio' che c'e' intorno allo schermo mentre scrive.
pero' mi piace anche sapere cosa c'è intorno al cervello che pensa quello che io leggo su uno schermo. il fatto di volersi conoscere, di voler dare un viso a un nome, una faccia a delle emozioni che hai letto è naturale e vero. tanto quanto, almeno, il fatto che la tecnologia è una brutta bestia e accellera tutto, soprattutto i giudizi sugli altri, la cui forma e sostanza non è visibile, se non dietro agli occhi e al sorriso. che dal blog mica si vedono.
probabilmente cambieranno le chiavi di lettura, ma si guadagna molto. chi non conosce ale, non può conoscere la sua risata, trascinante e genuina. non può conoscere i suoi occhi che parlano più di mille zabette nei ballatoi delle portinerie. e quindi non conosce ale :o)

Auro - 12:16 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
23.09.03
 
coccolite

un'ora al telefono con n. mi ha stremato, ringalluzzito, fatto pensare e fondamentalmente un po' spaventata. ha la leggerezza della persona che sa camminare in punta dei piedi e lasciarti tatuaggi sul cuore. e poi andarsene senza peso e senza dolore. per nessuno.
"io e te saremo sempre così, faccia a faccia, corpo a corpo, nonostante le rughe e i dissapori. dovranno accecarci per farci smettere di guardarci, quando ci guardiamo" [k.a.]
per dirla come la diremmo noi: nessuna buona nuova, ma manco una cattiva nuova. and time goes by...

io e n. ci siamo incontrati in uno dei momenti più bui della mia vita. quando il buio non lo riconosci perché tanto peggio di così, cosa c'è oltre al buio?
ho visto con lui una sera in un cinema dell'oratorio un film che non mi ricordo più come si chiamava. una sera siamo andati a mangiare cinese e ce lo siamo portati via facendoci mettere il cibo nei domopack direttamente dai piatti, a casa, di corsa. pioveva. un giorno mi ha mandato un sms dicendo "e se fossi uno sciamano?". quel messaggio l'ho tenuto in memoria fino a quando non mi e' bruciata la sim. un capodanno ero seduta sul bancone di un locale di milano e mentre lui (ubriaco) recitava a memoria tutta la follia di orlando (e non le smanie della villeggiatura, quella era un'altra sera), io (ubriaca) mi sono addormentata con le braccia attorno al suo collo. mi ha preso in spalla e mi ha portato alla macchina, mi ha portato a casa, mi ha messo a nanna, mi ha caricato la caffettiera e poi ha lasciato un biglietto sul tavolo "ci sentiamo". un giorno ci siamo fatti fighi dei nostri tatuaggi a vicenda e ce ne siamo promessi uno. io non l'ho ancora fatto, lui nel frattempo ne ha fatti altri quattro e non mi pare che nessuno sia fra quelli promessi. un giorno gli ho fatto una domanda personale: non l'ho più sentito per qualche mese. una notte ho corso in una città sconosciuta per fare in tempo e non ho fatto in tempo. una notte mi ha aperto la porta di casa, mi ha fatto entrare e mi ha detto: "adesso tu dormi, che qui niente fa male". non mi ha mai accompagnato alla stazione, ma sempre alla fermata dell'autobus, pagandomi lui il biglietto e controllando che prendessi quello giusto. un giorno mi ha raccontato al verità su i. e io non gli ho detto che già lo sapevo. siamo andati un giorno in giro con la macchina e urlavamo "jacqueline" di rino gaetano, ma così, solo perchè aveva incastrata nell'autoradio una cassetta con registrata solo quella canzone. un giorno mi ha mandato un sms "stasera. da te. scusa il ritardo.", risposta: "sono innamorata. non di te. riprova fra un po'". si e' fatto vivo dopo due anni. qualche mese fa mi ha detto "perché niente cambia mai fra di noi?", risposta: "perché? esiste un noi?". un giorno r. mi ha detto "se lo vuoi, acchiappalo subito. ma per favore smettila di mandare sms, chiamalo, porco cane": non l'ho mai chiamato.
sparirà e sparirò, "ma sarà lieve il passo e dolce il ritorno" [k.a.]

Auro - 12:12 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
22.09.03
 
pensieri sparsi

un mio amico è innamorato. bene. io fossi stata in lui avrei abbandonato la nave molto tempo fa, ma lui ha piu' tenacia di quella che potrei avere io e spero che ripaghi.
un mio amico non è più innamorato e adesso si trova in una situazione imbarazzante perché non riesce a lasciare la persona che (per lui) ha abbandonato moglie, figli e casa.
una mia amica dice che mi vuole bene e che è proprio per questo che non mi vuole parlare più: ho un sacco di numeri di bravi terapeuti da passarle...
ieri sera ho chiamato mia mamma e le ho chiesto la data precisa in cui la nonna è stata male, lei mi ha detto che era inverno, fine 1978. volevo raccontare quel giorno giovedì sera. poi leggo questo post e mi chiedo perché la vita ci mostra non solo istruzioni, ma anche coincidenze al limite dell'imbarazzo. le ho anche cercato di carpire altri particolari sulla nonna... mi ha fatto notare che era a 900 kilometri di distanza e che avremmo avuto tempo di parlarne in altre occasioni... "ti va bene sta domenica?" "ah..." "non puoi?" "no, ma', e' che domenica volevo andare a roma..." "ah..." "mi tieni la iso?".
quando parlo con mia mamma del passato è sempre come camminare su uova appena fatte. è un percorso ad ostacoli fra umiliazioni, tristezze e brutti ricordi. per lei, per me, un po' per tutti. pure per i morti se è per questo. in questo periodo pero' cerco sempre più di capire ad esempio come i miei nonni hanno vissuto la guerra o come il nonno ha aperto lo studio di grafica in via saffi. cosa significasse ai tempi avere un'amante in casa e la moglie a rammendar le calze. tutte le volte faccio fatica a scindere il risentimento dalla mera cronaca. non capisco se la mia è vena masochista o se è proprio la mia famiglia a essere bacata.

Auro - 12:10 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
20.09.03
 
senza condizioni

la mia famiglia e' sempre stata una famiglia strana. poche visite coi parenti, quasi mai un natale allargato, ho delle cugine (tutte femmine e tutte che hanno il nome che inizia per vocale - ma giuro e' solo dovuto al caso) che non ho mai visto (se per questo anche i nipoti...).
se devo pero' pensare a un pranzo di famiglia me ne viene in mente uno, molto nitidamente. prima di mangiare io e mia sorella corriamo nei campi vicino a casa di mia zia al paese, insieme alla cugina elena. mio padre torna coi suoi fratelli da pesca. e loro, nella strada principale di sto paese di provincissima, cantano "fischia il vento". noi corriamo incontro a loro ed entriamo nella sala da pranzo della zia, che sta per mettere i cappellacci nei piatti, quelli buoni con la decorazione dorata. l'amen lo sigla un "alfin liberi siam" e si mangia.
stasera ho visto bel loc chio e domani lo racconto alla mamma.
a me e' piaciuto molto.

Auro - 12:08 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
16.09.03
 
sinonimo la crus

emozione, contusione, frenesia, incertezza, vita, desideri, piacere, sensualità, ritmo, armonia, parole, voce, voce, muscoli, luci, rosso, nero, ocra, poesia, fantasia, sesso, caos, memoria, nevrosi, ordine, morbido, acre, cuore, ritmo, ritmo... l'hai già scritto, lo so, ritmoritmoritmo... significato e senso, significante e non senso. freddo, caldo, sole, mare, silenzio, urlo. corpi, mani, piedi, capelli e dita. ovunque, anche sotto pelle. ma chi cazzo sono gli afterhours se loro rifanno così "tutto fa un po' male".
sinonimo la crus. arrendersi, abbandonarsi, dondolare, abbracciare, coccole, calîn (che è sempre così difficile da tradurre in italiano), grattini, graffi, unghie, saliva e lenzuola. lalalalalaeeeeeeeeeoooooooo lalalalalaeeeeeeeeeoooooooo, birra, acqua, cibo, caffè, nicotina e fumo. gente, sudore, amore, contatto, giacca e sollazzo. velluto e lana. lampada e ikea.
sinonimo la crus. sgabelli, tasti bianchi, tasti neri, tromba, chitarra, basso, campionatore e voce. madonna che voce. presente, passato, futuro. sacramenti e lacrime, utopia e illusione. egocentrismo, altruismo, dubbio, anarchia, potenza, impatto, suono, passione.
io sarò felice per una settimana intera. e questo perchè anche io forse mi sento un po' sinonimo la crus.
ne ho parlato (mai abbastanza) anche, ma non solo, qui: cd nuovo, wishlist estemporanea, appena saputo del concerto di stasera, inventario.

Auro - 20:54 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
14.09.03
 
tranquilla

"vorrei essere tranquilla": è il desidero che esprimo sempre quando vedo una stella cadere, quando dico qualcosa nello stesso momento di un'altra persona, quando accadono tutte quelle cose che ti invitano - è l'abc della vita - a esprimere un desiderio.
mi chiedo spesso cosa significa essere tranquilla. perché del resto io non lo so mica, cioè: com'è Auro tranquilla? solitamente mi complico la vita con un niente, solo perchè le giornate sono noiose, solo perchè ricevo poche telefonate o poche mail. mi adagio sulle mie amicizie e sui miei affetti, solo di pochi so ancora non abituarmi o non darli per spacciati fin dall'inizio. faccio le mie cose, gestisco i miei soldi, la mia casa. faccio moltissime cose senza bisogno di nessuno, quelle che non riesco a fare da sola solitamente non le faccio, e basta.
da qualche tempo mi sveglio riposata, mi faccio il caffè, porto la iso fuori, faccio la doccia, mi passo la crema idratante ovunque, mi vesto in maniera quasi decente, vado a lavoro. faccio quello che devo fare. alle cinque-e-mezzo finisco e torno a casa, porto fuori la iso, vado in palestra o a inglese. se devo andare da qualche parte ci vado, se non ho nulla da fare sto a casa: cazzeggio con il pc, leggo, scrivo, guardo la tv. a un'ora quasi decente vado a dormire, mi addormento facilmente. non ho mire di entrare nella vita di qualcuno, chiamo gli amici quando mi va, quando non mi va di sentire gente stacco il telefono o lo lascio suonare a vuoto, non mi pongo il problema di dover chiedere spiegazioni (anche se so di averne diritto) perché non mi interessano le spiegazioni degli altri. lascio gli altri vivere la loro vita, non permetto loro di vivere la mia.
mi sa che io una vita tranquilla ce l'ho già e non me lo voglio dire.

Auro - 20:53 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
11.09.03
 
11092003

cosa distingue un morto cileno da un morto americano? fondamentalmente nulla.

da due anni a questa parte mi succedono cose strane: nome? A. cognome? G. (e fin qui tutto bene) nata a? Milano. in che anno? 1973 giorno e mese? 11 settembre. e qui il crollo... qualche esempio: condoglianze, e che si prova?, ommammaaa!, ma che, davvero?,...
la migliore e' stata: oddio, e come si fa?. me lo ha detto una tipa a cui davo i dati per un finanziamento da mille euro, piu' o meno. le avrei risposto "non e' difficile, ma se - intorno a sant'ambrogio - mamma e papa' scopano e non stanno attenti, ci sono piu' possibilita' che accada". però aveva gia' la punta della bic sull'ordine di accettazione del fido. e io del frigo avevo bisogno.
un'altra volta in uno studio medico da 200 euro a visita l'infermiera mi ha detto: "oh, cielo, nascere il giorno in cui son morte tutte quelle persone...". avendo capito il tipo di persona che avevo davanti, ho risposto con fare complice, allungandomi sulla scrivania nella sua direzione... "ah, guardi non me lo dica e pensi che era coinvolta la cia...". "ma dove nelle torri? ma daiiiii, ma loro sono americani, mica le fanno ste cose..."... mi sono ritratta dal bancone, ho preso il mio certificato medico e me ne sono andata.
cosa distingue un morto cileno da un morto americano? fondamentalmente nulla. in realtà c'e' una grande differenza, che puzza di silenzio e parole. troppe parole. e troppo silenzio. che qualcuno (e non solo loro) cerca di spezzare.

Auro - 20:51 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
09.09.03
 
assuefazione

tu sei la mia droga che io non voglio piu'. vorrei alzarmi in piedi davanti al mondo e dire "ciao, io sono a. e sono completamente assuefatta". poi mi chiederebbero a cosa e non saprei dare un nome a sta cosa. e quindi ti porto con me, guardo le foto, ascolto le canzoni, penso penso penso, consumo neuroni, mangio poco o mangio troppo, ogni tanto - come stanotte - prendo la bici e me ne vado in giro anche se fa freddo, anche se piove, anche se non me ne accorgo che piove.
tu sei la mia droga che nessuno sa come si chiama. sono malata di una di quelle malattie rare, che colpiscono una persona su un miliardo, che i medici non sanno riconoscere e dicono che sia raffreddore, cirrosi, epatite (ma come, sono vaccinata!!!?), bronchite, esaurimento. le elencano una dopo l'altra e io li guardo sapendo che invece e' tutt'altro, ma imbosco la mia ipocondria e li lascio parlare.
tu sei la mia droga e io sono una tua dipendente. aspetto la tredicesima e penso a cosa potro' regalarmi a natale.

Auro - 20:49 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
04.09.03
 
zero

non ho voglia di nulla. perche' non ho bisogno di nulla. perche' ho bisogno di tutto.
c'è il sole, c'e' il vento. c'è che fra un po' io esco. fra troppo un po'.
non sto bene, non sto male, sto.
e fondamentalmente, per usare una banalità musicale, io non so come stare.

Auro - 00:20 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]
01.09.03
 
milano, ore 8.03

odio la metropolitana.
odio chi prende la metropolitana.
odio chi prende la metropolitana, si piazza davanti alla porta e dietro c'e' una voragine di spazio... ma no! vogliamo tutti stare attaccati vis-à-vis con la vetrofania dell'omino che casca sui binari.
odio chi pretende di leggere il giornale e mi guarda schifato perche' io invece vorrei leggere un tascabile feltrinelli.
odio chi mi guarda male perche' ascolto il discman, ciondolo la testa a ritmo e i miei occhi non sono ancora completamente aperti.
odio quei deficienti che nel sottopasso dalla rossa alla gialla, mentre la gente intorno a loro corre perche' e' in ritardo (e poi comunque a milano tutti corrono) decidono di: ipotesi a.: allacciarsi le scarpe (ma sei matto???) ipotesi b. (di coppia): dirsi che si amano e baciarsi (siete stronzi, vi invidio vi odio vi invidio vi strozzerei vi invidio vi farei rotolare per le scale mobili cosi' vi rimane la zigrinatura sulla faccia... peynet dei miei stivali). ipotesi c.: di prendersela comoda (se te la vuoi prendere comoda, prendi la metro delle 10.22).
odio questo vento e questo tempo che mi hanno fatto desistere dal prendere la bici.
odio l'idea che sono troppo brava e cattocomunista per fare una strage di coglioni che da bisceglie a duomo a/r mi impestano la vita e l'esistenza.

Auro - 00:19 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ le ferie dei tentativi ]