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<< Settembre 2003
- Tentativi Di Fuga
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| 28.10.03 |
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il decalogo |
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stasera parlavo al telefono con n. e con lei (anche lei single impenitente a suo/nostro discapito, ma fondamentalmente felice) si decidevano quali sono gli errori masculi per i quali "manco dipinto che ti faccio entrare in casa". i miei:
1. pensare di ficcare lo spazzolino nel mio bicchiere sulla mensola del bagno: lo spazzolino e' tuo, il bicchiere e' mio. il tuo spazzolino entrerà definitivamente in casa mia quando decideremo che pagherai anche metà dell'affitto.
2. aprirmi la portiera: non sono deficiente.
3. regalarmi fiori: io odio i fiori veri, sono cadaveri. mettitelo in testa e bona lì, se vuoi una wishlist o me la chiedi o te la inventi, però fiori no. grazie.
4. volermi presentare i tuoi genitori: scordatelo, ci sarà un momento in cui tua madre o mi odierà (dandomi della troia) o mi dirà "te l'avevo detto io". ho 30 anni e non mi interessa molto collegare un viso a chi ti ha generato.
5. volere che ti presenti i miei: ci sarà un tempo in cui tu sarai pronto a conoscere due psicopatici che si travestono da persone normali. non mi pare che questo sia il momento.
6. aspettarti che io indossi completini intimi: faccio fatica a mettermi le calze accompagnate, figurati se sto lì a controllare che il reggiseno sia in stile con gli slip (o simili).
7. farti volere bene da isotta sperando che io ne rimanga conquistata. il mio cane vuole bene a chiunque, non ritenerti poi così fortunato, non sei più né meno benaccetto che il postino, la portinaia, l'edicolante.
8. pensare che se ti regalo un libro ormai "è cosa fatta": regalo un libro molto più spesso di quanto immagini, e senza secondi fini. pensa che molto spesso li lascio negli uffici postali.
9. fare finta di capire il mio lavoro semplicemente da quello che c'è scritto sul biglietto da visita. se l'hai capito sul serio, spiegamelo che a me invece non è molto chiaro.
10. sperare che io sia coerente. in questo momento non c'è nulla di coerente nella mia vita. ma io sono felice e quindi mi va bene così.
io e n. abbiamo riso per due ore come delle idiote e poi ci siamo dette che ci vediamo domanica sera per l'aperitivo.
"sai auro che io e te ci vediamo la domenica sera a fare aperitivo come due stupide single, vero?"
"certo che lo so..."
"forse il decalogo è un po' troppo restrittivo"
""vabbe', poi ci sono le varie eccezioni. e' un po' come il codice piratesco, sono semplici guidelines..." |
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Auro - 12:40
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[ i tentativi di clarence ] |
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| 26.10.03 |
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| 23.10.03 |
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| 17.10.03 |
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| 16.10.03 |
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la testa rossa, piccola stella mia, calvino |
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come al solito qualcuno mi precede.
ieri sera hanno letto, raccontato e cantato calvino. ieri sera mi sono chiesta per l'ennesima volta come fa, a un certo punto, di punto in bianco - in realtà, a sorpresa, ad ispirare, abbassare gli occhi, appoggiare la testa rossa sul cuore, accoccolandosi sullo sgabello e a tirare fuori quella voce.
quella voce: empatica, calda e seducente. non ha molto senso con calvino lo so, ma comunque ha un suo significato.
gregotti ha delirato a un certo punto incasinandosi sullo scrivere e il progetto, cercando di spiegare che livello di progetto lo scrivere sia. "la scrittura è un progetto o il progetto è una metafora di scrittura?": la Auro a tal proposito pensa che qualsiasi cosa riguardi lo scrivere sia un progetto in divenire. tranne i blog. |
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Auro - 12:30
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[ i tentativi di clarence ] |
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| 15.10.03 |
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| 13.10.03 |
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bicchiere colmo |
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io mi sono sfracellata le palle. io mi sono veramente sfracellata le palle.
io non vivo in una società giusta e eticamente corretta (ciò non è molto distante dalla scoperta dell'acqua calda, lo ammetto), ma mi sono stramaledettamente rotta i coglioni della necessità disfattista del mondo di fare finta che tutto vada bene, alzare le spalle anche quando si ha pieno torto, annuire quando non si è d'accordo, leccare il culo a chiunque riteniamo abbia un minimo di potere ma non vorremmo che lo avesse (non riconoscendo ovviamente che il solo gesto di leccargli il culo alza il suo potenziale di potere di un grado).
io anniusco perché ho deciso che è il momento di annuire, io non dico ok se penso non sia ok, io se il tuo cane del cazzo lo stavo per investire perché tu proprietrio del cazzo del cane del cazzo non lo tieni legato non solo ti spaccherei la tua faccia del cazzo, ma ti denuncerei perché non sei in grado di fare una cosa e la fai lo stesso a scapito del tuo cane che sarà pure del cazzo ma non è colpa sua.
io non mi faccio problemi a dire alla madre (mentre parla al cellulare) del bambino che fa l'altalena sul tavolo che suo figlio rischia di farsi male e che soprattutto potrebbe evitare di parcheggiarlo ovunque perché deve telefonare.
quando sono in un negozio ho sempre un sorriso a disposizone e un "grazie", molto spesso anche un "buon lavoro" e un "cortesemente". e non perché voglio un trattamento migliore, ma perché credo sul serio che le persone che abbiamo davanti ci possano aiutare a vivere meglio.
a me stanno sul cazzo le persone che fanno le grandi coi ragazzi che vendono rose nei locali: non vuoi la rosa, diglielo. sarà insistente ma se ne andrà. non è scemo, stordito o ignorante. nella maggior parte dei casi è una persona che se potesse farebbe qualcosa d'altro, probabilmente meglio di me e di te messi assieme, nonostante il tuo gippone e il tuo vestito costoso.
io mi sono sfracellata i coglioni della televisione che ci fanno vedere, della maionese che fanno con il nostro cervello. mi sono sfracellata i coglioni di maurizio costanzo che mette a confronto la cornuta e la burrona che le ha messo le corna. delle persone che urlano perché le cose che dicono sono così piccole che bisogna fare la voce grossa per cercare di dare loro un senso.
quando ero piccola passavo il mio tempo a non voler ascoltare il mondo esterno. dicevano che avevo dei problemi di comunicazione: no, ero semplicemente molto avanti coi tempi. così avanti che, come va di moda dire adesso, avevo già fatto il giro. |
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Auro - 12:26
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[ i tentativi di clarence ] |
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| 09.10.03 |
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non è mai troppo tardi |
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oggi è il giorno 9 ottobre 2003.
c'e' stato un 9 ottobre 1963. ma lo hanno cancellato. insiema a longarone, casso, erto e altri paesi che nessuno ricorda.
immaginate uno tsunami di 270 milioni cubi d'acqua, che poi sparisce e poi un altro tsunami più piccolo di soli 50 milioni di metri cubi d'acqua. un'inezia. provate a immaginare un cubo di un metro di lato riempitelo di piume, fa un certo effetto. poi immaginatelo pieno di acqua, fa un altro effetto. poi moltiplicate per 50 milioni. ecco bravi ci siete. e adesso immaginate lo tsunami.
cancellato, divelto, sporco, travolto, zittito, ammutolito, violato, seviziato e distrutto. roba che merita un'orazione civile, che se non avete mai visto, non avete mai provato a vivere, mi spiace, con il massimo rispetto, ma siete senza un pezzo.
in stream sul sito della rai. |
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Auro - 12:24
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| 03.10.03 |
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