<< Ottobre 2003 - Tentativi Di Fuga - Dicembre 2003>>
29.11.03
 
wishing list

io vorrei solo che ci fosse più bene al mondo, ci fosse piu' rispetto. ci fosse meno "io" e piu' "noi". io vorrei solo che qualcuno ci desse delle dritte per finire il puzzle, per arrivare a una soluzione. io vorrei solo dormire un po', sentirmi leggera e smetterla di lavorare il sabato. buonaserata.

Auro - 13:00 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
28.11.03
 
settimana non ancora conclusa

lista della spesa: manca ancora un giorno di lavoro al mercato, sono stati 4 giorni di lavoro serrato in orario ordinario e 9 ore di straordinario. in compenso ho preso anche otto ore di ferie. sbagli a manetta, una confessione, qualche cazziata da parte di chi puo' farlo, qualche cazziata da parte di chi non puo' farlo, molto shopping.
paranoie, chilometri, odori nuovi. un nuovo modo di dormire, il sottile piacere di non dormire. neanche un brutto sogno. un centinaio di macchie rosse a causa allergica. tre giorni di anticipo (alla faccia di chi ci vuole male). ritrovare i soliti amici e scoprire di volergli ancora più bene di prima. un'incazzatura che vale dieci mesi, ma che sapro' forse perdonare. un mapo in meno nel mondo e chissa' quanta tristezza. migliaia di paletti e mille tentazioni. poco tempo per me, tanto tempo per me.
e luci a sansiro canticchiata sottovoce nel cuore della notte.
Ma il tempo emigra, m'han messo in mezzo
non son capace più di dire un solo no.
Ti vedo a volte, ti vorrei dire
"ma questa gente intorno a noi che cosa fa?"

Auro - 13:00 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
24.11.03
 
la cazzofigaculotette-riffa

mamma, che stanchezza. mentale, intendo. stasera porto il lavoro a casa, dogville aspetterà giovedì.
nel frattempo mi dedico alla nuova invenzione benefica dell'ufficio. da domani fino a natale per ogni cazzo e figa, culo e porcatroia, nonché per ogni facezia del genere, si metteranno 0,30 cent nel salvadanaio. a natale verranno poi donati in bonifico a un'associazione scelta secondo voto democratico (non conta il parere di chi ha messo più soldi). ogni cristone sono 2 euro, ma in ufficio tanto è da un po' che non se ne sente una. la mia previsione è che ci metterò dentro una 40ina di euro, cent più cent meno. abbiamo stabilito che figabanana è una parolaccia e come tale verrà multata, mentre porcaputrella mi verrà emendata (in cambio però ho dovuto accettare che ogni "coglionazza" che mi autodedico devo pagarlo...). gli insulti rivolti ai clienti pagano doppio (customer care), mentre quelli ai fornitori vengono scontati di mezzo (2 al prezzo di uno) perché c'è sempre una buona ragione per avercela sù coi fornitori.
essendo oggi ultimo giorno a gratis, ce la stiamo scialando alla grande: cose tipo "senti potresti cazzo passarmi quel fottuto modulo di registrazione attività, coglione che non sei altro?" (d. a l.) sono all'ordine del giorno.

Auro - 12:57 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
22.11.03
 
blogfest

c'ero, ci sono stata. ho trovato il padre ideale per i miei figli.
contenta.

Auro - 12:56 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
20.11.03
 
a volte gli stomaci si chiudono

“C’è un teatro che è memoria, tentativo di non perdere le fila di ciò che è avvenuto e ci ha portati ad essere ciò che siamo, collettivamente ed individualmente. Un teatro che è denuncia, scandalo, esibizione del dolore. E si fa testimonianza. Tale è il teatro di Renato Sarti.” Ugo Volli
Sei a teatro e va tutto bene.
Poi le luci si spengono, lo conosci lo spettacolo, lo hai già visto, ma lo hai visto in un altro posto e non c'era la stessa emozione, la stessa atmosfera.
Poi lo spettacolo cambia continuamente, vengono aggiunti nuovi pezzi, con Sarti e Storti il Piccolo rivive i tempi in cui si chiamava Teatro Broletto quando li' dentro non c'erano le sedie scomode della platea, ma gli sgabelli su cui le persone dovevano restare in equilibrio mentre li colpivano ripetutamente con spranghe e bastoni.
Si chiamano spranghe e bastoni, si chiama violenza, tortura, sevizia, si chiama fascismo, adesso lo chiamano anche neofascismo.
In un momento le luci della sala si spengono tuttobuio, passa qualche minuto di silenzio, ci sono degli spari. E la bocca dello stomaco si chiude, ti permette di respirare. Ma si chiude e senti che il panzerotto mangiato di corsa fa a pugni con tutto.
Si chiamavano spranghe e bastoni, adesso si chiamano anche manganelli e lacrimogeni. Sono quelli di Genova che chiudono lo spettacolo, l'immagine ricorsiva di una violenza che speri sempre di riuscire a dimenticare. Lo stomaco adesso non ne vuole piu' sapere di aprirsi, di vivere e di respirare.
Ti ritroverai a casa di un'amica. Gli amici ti hanno lasciato il dessert e tu ti ritrovi li' a mangiare a fatica per non offendere la padrona di casa e perche' comunque non hai mangiato neanche a mezzogiorno. Per fortuna che ci sono i kiwi, che a te fanno impressione, cosi' il dolce diventa mezzo-dolce ed e' più facile.
Si riaprirà solo alcune ore dopo, mentre torni a casa e ti rilassi. E poi ti incazzi. E poi ti incazzi perché è una rabbia sterile, una rabbia che covi, che alimenti, che ti fa ribellare, ma che ti trova sempre impreparata, sempre fottutamente impreparata.
sipario.

Auro - 12:53 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
16.11.03
 
forchette di plastica

le soluzioni si trovano dietro l'angolo. il mio capo dice che non ci sono problemi, ma solo le loro soluzioni "non raccontarmi il problema, raccontami come hai fatto a risolverlo". beh, io non lo so. so che con una forchetta di plastica un riloga regge la tenda. e mi sa che non sia poi cosi' tanto una cazzata, almeno e' meno cazzata di quanto sembra.
io vorrei solo avere una forchetta di plastica per la mia vita che mi insoddisfa sempre, anche se io sono quella che pretende troppo e poi sono contenta della luce della camera, del quadro appeso al muro.
contenta del fatto che esista quella forchetta.
anche se i piatti, le pentole e le posate continueranno per un po' a circumnavigare la casa, dalla cucina alla sala, dal tavolo al lavandino. ancora per un po'. prima che io trovi una forchetta giusta.
grazie!

Auro - 12:51 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
 
cheeeeeseeeee

oddio che figata!
ieri sera mi hanno invitato fuori a cena in un ristorante di (quasi) solo formaggio. cioe' un delirio per i sensi e il mio gusto.
di formaggi ne so pochissimo, se non che mi piacciono da impazzire (mica come il mais!)
e li' ti portano sto taglierino degustazione, te lo spiegano, ti mettono i formaggi in ordine e ti mangi e scopri che ci sono formaggi che pungono sulla lingua, altri che pungono nel naso. altri che pungono il velopendulo.
vabbe' il dessert (crème brulée con chevre) potevamo anche evitarcelo. pero' che figata!
il ristorante è anche ristorante "normale", la versione cheese e' appena stata inaugurata. il tutto e' molto casa, molto ikea, molto simpatico. il cameriere e' simpatico e caruccio. dicono che i vini siano buoni e abbiano anche gusto nel proporli. non ti guardano male se non bevi vino. mica male.
cheese - seven casa dei ciliegi, via Bertelli 4 Milano - consigliato prenotare: 022615190.

Auro - 12:50 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
13.11.03
 
psicolabile

io vivo l'impossibilità di chiedere aiuto: e' rarissimo che io chieda aiuto. conosco perfettamente i miei limiti e quando malauguratamente mi trovo a sfidarli inizio ad andare in ansia. anche nelle cose sceme come appendere un quadro troppo pesante per accettare lo stupido sostegno di un chiodino. io il trapano lo temo e quindi il quadro del fenicottero e' li' da un anno. i pensili dell'ikea stanno aspettando. cosi' come i riloga delle tende e lo scolapiatti che mi ha regalato Ale. io preferisco stare senza tende piuttosto che fare un buco nel muro con quel coso che fa rumore e con cui potrei rovinare il muro. o, peggio ancora, che chiedere a qualcuno di farmi sto favore. il trapano mi mette in ansia. pero' ho chiesto a mister trapano (il fidanzato di v.) di venirmi a dare una mano domenica per sistemare i pensili, le tende, il quadro. ho fatto parecchio training autogeno per fare questo e ho sudato freddo mentre glielo chiedevo. e mi sentiro' in colpa tutto il tempo perche' io non sono stata in grado di farlo da sola. e' una sottile metafora che nasconde un titanico problema.

Auro - 12:49 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
12.11.03
 
"in due si ghignava di più"

cosi' piero colaprico saluta pietro valpreda nelle ultime pagine di "l'estate del mundial".
sulla copertina del libro in effetti sembra mancare un nome: pietro valpreda, "anarchico persino per gli anarchici", morto due estati fa, in un luglio caldo che ha sorpreso milano, che trasudava catrame e menzogne.
nello stesso modo, mentre l'italia del calcio ci stava per regalare un indimenticabile sandro pertini, milano viene sorpresa dal ritrovamento del cadavere di una donna sulle scale di casa.
quello che segue è un alternarsi continuo e trascinante dell'italia della p-due, dei primi sentori di mazzette, della riviera romagnola. del mondo della rivista, del teatro senza riflettori, dei lustrini e delle piumiste. della milano delle case minime, dei giardini pubblici e di via moscova. della criminalità e della mala. con un occhio di riguardo per l'ordine costituito.
il lavoro di colaprico deve essere stato difficile e duro: fare in modo che quelle quattro mani diventassero due senza che si sentisse troppo, far parlare i personaggi in un dialetto che non si conosce bene, essere scrittore, ma anche proprio consigliere, singola pietra di paragone, ultimo e unico censore del proprio lavoro.
il risultato è all'altezza delle aspettative, anzi forse di più: il colpo di scena finale c'è e sinceramente non ce lo si aspetta. risultato ottenuto con attenzione, ragionamento e stile.
c'è binda, che è il maresciallo per eccellenza (alla faccia di proietti): sensibile, pratico e fidato, coi suoi difetti e le sue caratterizzazioni. immagine di una polizia di altri tempi, molto più vicina al Duca di scerbanenco che al coliandro di lucarelli, mai banale, così come non è banale decidere, durante la lettura, di stare dalla "loro" parte.
c'è milano, i suoi tram e le sue strade. forse per i non milanesi sarà difficile capirla questa milano bastarda e crudele, che ferisce e lenisce il dolore, che scorre intorno come un'immagine di sfondo e dipinge tutto. la milano che porta a dire "... non possiamo non stare qui, dove stiamo, a Milano". l'effetto di leggere milano senza conoscerla forse assomiglia a quello di passare ogni giorno davanti a un palazzo che sembra anonimo e non sapere che li' dentro ci sono i fenicotteri rosa.
ah sì, poi c'è anche il Loris, l'anarchico (già presente negli altri atti della storia di Binda), dietro la cui "caratteristice andatura di ballerino" non so perchè ma io (mi perdoni l'autore...) ho ritrovato il passo strisciato di un altro ballerino. ma forse questa è davvero una mia personalissima licenza poetica...
non so mica se e' come era stata immaginata. io ho fatto finta di non avere committente e l'ho scritta cosi' come mi veniva, cioe' nella maniera più sincera che io conosca...

Auro - 12:48 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
 
quello che non ho e' di fregarti a carte

io so una cosa che non devo dire a nessuno.
io ho in serbo una recensione scritta su commissione.
io ho una confessione da fare, una denuncia da esporre e un elogio da ricamare.
io ho una caramella in bocca, un pensiero in testa e una perversione che non si puo' raccontare.
non ho rimorsi, non ho rimpianti. gli sbagli li metto sulla bilancia e fanno pari patta con la cellulite.
ah, ecco. si': io ho fatto pace con la tecnologia.
[mais... ho anche una risposta per te. sii paziente. 'bbraccio]

Auro - 12:47 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
05.11.03
 
affiocchettati

l'uomo con il fiocco (*) è quello che non fa domande a cui è difficile rispondere, è quello a cui non si pongono domande perché ti racconta tutto. è quello che ti fa essere gelosa, non perché sia di moda, ma perché lui è quello con il fiocco e quindi si merita che tu sia gelosa. è quello di cui ti fidi abbastanza da affidargli la borsa. è quello che non ti porta mai a dire "no, niente...".
l'uomo con il fiocco è quello che una mattina a sorpresa decide che ti porta a mare. e non lo dice per dire: lo fa. ti lascia guidare, lui coccola il cane, canticchia con te le canzoni alla radio e ti arruffa i capelli, conta i papaveri di estate e gli alberi spogli di inverno.
l'uomo con il fiocco è quello che fa regali nelle occasioni "non comandate" e i regali che ti fa li capite solo tu e lui.
l'uomo con il fiocco non ti prende in giro per i sogni che fai, la faccia che ti appartiene la mattina presto, i tuoi piedi. magari ne riderà, ma non cerchera' di fartelo notare. non cercherà mai di cambiarti, ma ti indicherà una strada da prendere, dandoti appuntamento alla Locanda del Compromesso, dove ti offrirà un'orzata e un toast farcito.
l'uomo con il fiocco non dorme dalla tua parte del letto, non ti ruba i cuscini e il piumino. mentre dorme, l'uomo con il fiocco vive il letto, quindi si muove. e quando in queste scorribande vi scontrerete e vi sveglierete con la voglia di far l'amore non ti dirà "domani mattina ci dobbiamo svegliare presto...", ma aspetterà mattina con te.
l'uomo con il fiocco ti dice quando ha voglia di te e ti ascolta quando tu hai voglia di lui.
l'uomo con il fiocco quando finirà ti chiederà di restituirgli le sue cose che ti ingombrano la casa e la vita. e ti porterà in cambio uno scatolone con le tue cose che hai lasciato a casa sua. e che poi ti ingombreranno la vita e la casa.
l'uomo con il fiocco ti accoglierà sempre in una casa dove il caffé é pronto, dove ci sarà un tappeto per sdraiarsi per terra e le persiane sono sempre aperte.
(*) copyright di l.l.

Auro - 12:45 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
04.11.03
 
brechinius

sconcezza giustizia.
insomma io la notizia online non l'ho trovata: il link punta a un'intervista di 3 anni fa.
comunque hanno dimezzato la pena (da 30 a 16 anni) perche' hanno deciso che dare fuoco a una persona che temi che ti voglia fottere il lavoro non è poi cosi' grave... secondo me è istigazione a delinquere: solo nel mio ufficio avremmo pire umane per qualche anno.

Auro - 12:44 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]
02.11.03
 
bellocchio ha preso spunto...

chiunque abbia visto "buongiorno, notte" dovrebbe leggere "il prigioniero", libro dal quale il film ha preso spunto. il film non è il libro, perche' il libro parla di tante cose che nel film non entrano. i particolari del libro che entrano da protagonisti nel film sono veramente particolari nel libro.
il libro è duro, bello e assolutamente diverso dal film. il film è bello, duro e assolutamente diverso dal libro. eccheccazzo.

Auro - 12:41 - Scrivi/Leggi Commenti (0) [ i tentativi di clarence ]