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<< Gennaio 2004
- Tentativi Di Fuga
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| 29.02.04 |
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mailbox e priorità |
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i miei amici si dimostrano sempre splendidi telaptici, anche a distanza di migliaia di chilometri, anche se non sanno che esiste questo blog e non hanno mie notizie da mesi, anzi da anni.
lo ste mi manda una mail lunghissima e assolutamente delirante. a metà dello sfogo dice a se stesso questo: "Se stai ancora chiedendoti dove stai andando, guarda diritto davanti a te: ci sono solo splendide tracce ancora fresche che puoi seguire; le hanno lasciate quelli che, come te, non sapevano dove andare poi hanno deciso che ci sono delle priorità da dare nella vita. Al primo posto ci sei sempre tu, dopo, arrivano le cose che vogliamo di più. Anche se ci costa fatica ottenerle; anzi, quella fatica sarà la testimonianza migliore del fatto che la priorità era alta".
azzeccato.
grazie love. da qui, adesso che sai che esiste anche questo tentativo.
(priorità del momento: Auro, lei, lui) |
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Auro - 20:46
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[ intimismo ] |
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| 28.02.04 |
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passerotto non andare via... |
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fatto nulla, fatto tutto.
comprati i tasselli (ma che bel puzzle!), informata per l'idropittura, comprata caffettiera nuova, fatta la spesa, fatto il tiramisù, poi dormito tanto e a lungo.
fatto un sogno strano, poi ho aperto gli occhi è ho visto il mondo tutto a righine rosse e gialle, arancioni e bianche. potere del copridivano.
adesso doccia lunga, balsamo ai capelli, prova vestiti e poi festa.
passerà anche tutto questo grigio. |
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Auro - 19:51
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| 27.02.04 |
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libri and the city |
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stamattina, reduce dalla nottata insonne, ero un'ameba in metropolitana. lì sospesa con gli occhi socchiusi che cercavo di leggere Antracite, in formato A4 (comodissimo...).
alzo gli occhi per controllare la fermata e vedo ceh il tipo davanti a me sta leggendo un libro che io ho letto recentemente. istintivamente gli ho detto "è proprio un bel libro...". "sì piace anche a me". "non si riesce a staccarsi, vero?" dico io, cercando una via di fuga per tornare a Antracite e evitare di fare la figura della smandruppona. "è molto bello anche quello che stai leggendo tu, hai già letto Metallo urlante?". "no, magari poi lo leggerò". "sì, ti conviene, merita...".
ci ha salvato dallo scambiarci il numero di telefono solo il fatto che siamo arrivati a duomo e mentre io ho guadagnato il tunnel per san donato a passo di rumba, mentre lui ha accennato a una polka solfeggiata in direzione maciacchini.
io il mio numero a quello non lo avrei mai lasciato: rimane il fatto che stava leggendo un bel libro. e mi è venuta voglia di dirglielo. |
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Auro - 10:06
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[ letture ] |
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| 26.02.04 |
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stato dell'arte |
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sono un'equilibrista. a cui prude il naso, ma che non puo' distrarsi un attimo.
forse assomiglio più a una foca con la palla sul naso, che ogni tanto fa cofff cofffff. stavolta però se non altro non sto reggendo il mondo sul mio naso, ma solo un grossissimo punto interrogativo.
coincidenze incredibili oggi mi hanno fatto dividere lo scompartimento della metropolitana con tanti altri lavoratori, con alcuni studenti, con amiche che parlavano fra loro, con morosi che si baciavano fra di loro... e con due bimbi vestiti da carnevale: uno era vestito da ape (come la figlia di r.! avranno comprato anche loro vestito all'euromercato a sei euro?) e l'altra era vestita da una cosa non facilmente individuabile, era una specie di arlecchino ricoperto di punti di domanda... ho pensato "toh, una letterina casta..."... e ho rimpianto i miei vestiti da trottola, da damina, da rossella o'hara, da caramella, da panchina del parco, da peterpan. e soprattutto ho rimpianto il fatto di non aver mandato a quel paese il carnevale prima di compiere cinque anni... |
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Auro - 20:02
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[ intimismo ] |
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| 25.02.04 |
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| 24.02.04 |
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| 23.02.04 |
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24 ore di server giù |
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[ore 17.15] stanotte ho fatto un sogno strano. in realta' forse l'ho fatto nel dormiveglia. il fatto di essermi svegliata di soprassalto e il fatto di non ricordarmi il sogno, mentre mi ricordo perfettamente le persone che ho sognato, mi hanno messo di cattivo umore tutta la giornata.
la giornata sta passando all'insegna del "tiriamo fino a sera". ho un sacco di cose da fare, dovrei ruzzare di brutto e invece ruzzo e basta. sperando che arrivi presto il momento della nanna.
in questo periodo dormo bene e dormo tanto, non faccio fatica ad addormentarmi. e sono quasi sempre (oggi docet, sic) lieta di come dormo.
io pero' devo smettere di essere la solita stronza lunatica. ieri stavo bene, oggi sto di merda.
io non credo di meritarmi questo.
voglio tutto, ora e subito. (domani mi passa)
[ore 21.24] io non so perché mi sto trattenendo. possono dirmi il bene e il male, ma io adesso so cosa vorrei, adesso. poi domani non lo so. aspetto.
[ore 22.55] "se le tue labbra non fanno più male per questa volta non voglio sprecare questo bisogno d'amore che ho nell'unico modo che so
se le tue labbra non fanno più male per questa volta non voglio sprecare il desiderio d'amore che ho nell'unico modo che so" [soltantoamore, lacrus]
[ore 23.15] ho disegnato il mio terzo [s]fregio. |
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Auro - 23:36
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[ intimismo ] |
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| 22.02.04 |
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| 21.02.04 |
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| 20.02.04 |
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| 19.02.04 |
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| 18.02.04 |
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| 17.02.04 |
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questione di cassa |
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oggi avevo appuntamento per la cassa.
un quarto d'ora prima dell'appuntamento mi chiamano per dirmi che non fanno in tempo, poi dopo 5 minuti mi richiamano per dirmi che ce la fanno. io dico che devo essere libera per le sette. sissi', okkei.
sono arrivata li'. conosco bene la zona, velma si e' comportata bene nonostante il traffico.
davanti alla casa avrei voluto andarmene. la zona è cosi' cosi', ma del resto non posso chiedere un mutuo trentennale troppo alto e quindi mi accontento e poi molte case lì in zona sono carine... ma quella no.
insomma, so perfettamente che devo comprare casa. anche se non e' la priorità della mia vita in questo periodo. (qual e' la priorità della tua vita in questo periodo?), ma io in quella casa non ci vivrei.
fatto sta che ero li' e ho aspettato un po', ho letto una dozzina di pagine dell'oggero e poi ho chiamato l'agenzia.
"sono le sette meno un quarto"
"la nostra agente sta facendo vedere l'appartamento ad altri possibili acquirenti, deve avere pazienza..."
scusaaaa? mi chiamate e disdite, mi richiamate e riconfermate, mi dite che per le sette abbiamo finito e alle sette meno un quarto la tipa sta ancora facendo vedere la casa a qualcuno e io devo avere pazienza?
Auro tempo fa avrebbe sbottato.
la mia priorità in questo periodo è stare calma.
"siete poco professionali, vi fate pagare caro e salato per un servizio che non sapete fare, giocando con il tempo degli altri. avessi fatto io una cazzata del genere sarei in giro a cercare lavoro. grazie mille, buon lavoro e buona serata".
ho pensato che tanto quella casa tugurio la vendono lo stesso (spenna il pollo, spenna il pollo, spenna il pollo, spenna il pollo, spenna il pollo, spenna il pollo, spenna il pollo, spenna il pollo, spenna il pollo), ma che protestare in maniera garbata e solerte fa sempre bene. oltre che a me, anche al customer care.
rimetto via il libro, stacco velma dal palo, rimetto i guanti, riprendo il cellulare, rifaccio il numero: "e poi comunque questa casa non mi piace. arrivederci".
torno a casa, fa, faccio quello che devo fare e fra dieci minuti esco per andare dalla s. a farmi coccolare. |
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Auro - 19:35
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| 16.02.04 |
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"ua, si è rotta la rotella, proviamo ad andare senza, dai..." |
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io facevo le elementari. mio padre faceva un lavoro per cui era a casa nel pomeriggio e poi alle sei e mezza usciva per tornare a lavoro.
io lo aspettavo alle due e mezza, lui si sdraiava sul lettone e io mi accocolavo affianco a lui.
accendevamo la tv, che allora era mastodontica, faceva un casino pazzesco ed era in bianco e nero: non si capiva bene quale fosse la maglia rosa. e manco quella gialla.
la prima volta che ho visto la maglia veramente rosa (e non grigina) è stato nel 1985 ed era hinault: lui passava da piazza conciliazione e io ero sul bordo del prato in mezzo alla piazza.
mi ricordo perfettamente che non c'era tutta quella sicurezza che c'e' adesso, le transenne non le avevano ancora inventate e io davo la mano a mio padre e lui con l'altra ha dato una pacca di incoraggiamento alla maglia nera, quando è passata.
negli anni successivi, ci è capitato sempre più raramente di vedere il giro o il tour in tv insieme: sempre più distanti, sempre più silenzi, sempre meno padre e sempre meno figlia.
l'ultima stagione che abbiamo visto assieme (ancora sdraiati nel lettone nei caldi pomeriggi) è stata quella dell'accoppiata piratesca del giro-tour.
io sono quella che se al trivial capita la domanda che chiede perche' c'e' sempre prima il giro del tour sa rispondere con anche le date precise.
ieri mio padre mi ha detto che pantani era morto.
aveva gli occhi tristi, ma mio padre ultimamente ha sempre di piu' gli occhi tristi, sempre più tristi. sempre più cerchiati da rughe, sempre meno capelli.
io, forse perché è un periodo un po' particolare, in quel momento mi sono sentita figlia dell'uomo che mi ha insegnato a pedalare al parco di trenno con una graziella rossa, che un giorno ha fatto finta che si fosse rotta una rotella per convincermi che ce la potevo fare anche senza rotelle, che mi ha portato come un giovane incosciente in canna per un sacco di viaggi casa-ufficio quando ero piccola e non ha mai bestemmiato perche' gli spaccavo i raggi passando sul pavé di piazzale baracca. |
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Auro - 19:09
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[ parole ] |
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| 15.02.04 |
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| 14.02.04 |
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| 13.02.04 |
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| 12.02.04 |
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| 11.02.04 |
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| 10.02.04 |
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fata morgana |
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io ho già la visione della sottoscritta con la fronte appoggiata sulla sua scrivania, mentre con voce sottomessa e dimessa dice "io non so cosa fare".
zero orgoglio, zero schemi. zero schermi.
la solita Auro che si arrende al fatto che fuori c'è un mondo, lì dentro ce n'è un altro.
e che io non posso stare senza la calma apparente che mi invade davanti al quadro delle maschere e al portapenne rosso.
e so che non avrò risposte da quel quadro, che non ho avrò medicine. e so che l'unica medicina sono io, che non so bene se debba essere omeopatica, o antibiotica, o una semplice eutanasia, o un elettrochoc.
quanto tempo avrò a disposizione? quanto tempo ci vorrà? quanto hanno ragione le mani? quanto le risate? quanto la consapevolezza che non riesco a vedere l'ostacolo eppure so che c'è?
quanto vale il fatto che io sto lottando, sola contro tutti, contro me e contro la realtà dei fatti? |
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Auro - 01:57
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[ i tentativi di clarence ] |
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| 08.02.04 |
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| 07.02.04 |
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insegnamenti del mercato |
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lavorare al mercato (per quella che spero sia stata l'ultima volta) insegna come al solito un sacco di cose, basta osservare le persone:
- è passata una ragazza che mi ha tirato scema con la storia che cercava una borsa da usare come bagaglio a mano per il viaggio che sta per fare in india. "ti devi liberare di tutto, quando parti. lasciare a casa tutto il superfluo e portare solo te". secondo me aveva fumato, ma mi ha fatto venire una gran voglia di andarmene via.
- è passato g. che mi ha detto che convive da novembre con a.; la cosa mi ha fatto un sacco piacere anche se poi se ne è andato e io mi sono sentita per due secondi sola.
- è passata una ragazzina che mi ha chiesto consiglio su una gonna da abbinare a un paio di calze autoreggenti rosa fucsia, verde mela, azzurro cielo. "certo che non potevi scegliere cosa piu' ardita" le ho detto io. "sono un regalo di mia mamma". e sticazzi!
- un ragazzo che indossava dei pantaloni da pirata a righe e degli anfibi al ginocchio ha comprato una gonna di velluto a patchwork identica alla mia. mi ha fatto pensare. era (fra le altre cose) molto carino.
- una mamma stava comprando un sacco di roba. non solo ci ha lasciato circa 200 euro, ma poco dopo l'ha raggiunta il figlio (diciamo quattordicenne) che ha urlato "mà, ti ho trovato il vinile che cercavi!": era una cosa assurda con un titolo in cui la parola "orgasmus" era ben in evidenza.
- r. mi ha chiesto di m. e poi mi ha abbracciato.
- e. mi ha detto che in questi due anni il mio sorriso si è allargato e i miei occhi hanno occupato illegalmente la faccia. visto che vivo in un mondo di confusione e orgoglio, gli ho offerto il caffé.
se è veramente l'ultima volta che vado lì, non mi mancheranno la sveglia alle 7 meno un quarto di sabato, il tempo perso, il freddo, il caldo, i piedi che fanno male, gli abiti da togliere dal furgone e da rimettere su a sera tardi, non mi mancheranno le madonne cascate dal cielo e l'isteria di voler andare a casa.
mi mancheranno le facce, le mani, le voci e i sorrisi.
(grazie) |
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Auro - 01:55
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[ i tentativi di clarence ] |
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| 06.02.04 |
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dove la verde milonga tocca il mare |
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stasera ho pensato a un sacco di cose, chiudevo gli occhi e facevo finta di non essere nel teatro (caro) più scomodo del mondo (ho scritto caro perchè, signori miei... almeno l'elfo non costa così tanto).
c'era tra noi un gioco d'azzardo
ma niente ormai nel lungo sguardo spiega qualcosa
forse soltanto certe parole sembrano pianto sono salate
sanno di mare chissà tra noi si trattava d'amore...
paolo conte è un signore e si presenta in scena senza coriste (dani!...) e soli uomini (ma che sax alto!) e ti incanta così tanto che di dove sei non te ne frega nulla.
e mi sono immaginata una cosa fuori dal mondo tipo una rotonda sul mare, ma inteso proprio come "in mezzo" al mare e il pubblico sulla spiaggia. io adorerei questa cosa.
telo, maglietta a maniche lunghe, acqua e solo musica.
ma non parlo di te io parlo d'altro
il gioco era mio lucido e scaltro
io parlo di me di me che ho goduto di me che ho amato e ho perduto
e trovo niente da dire o da fare però tra noi si trattava d'amore
il tipo dietro di noi era anche simpatico e non ho fatto in tempo a ringraziarlo. il tipo affianco a me non era come se lo aspettava r., ma va bene lo stesso.
splendide luci, splendide note.
e un sacco di pensieri che per un po' sono stati zittiti. e se ho sbagliato, scusami.
c'era tra noi un gioco d'azzardo
gioco di vita duro e bugiardo
perché volersi e desiderarsi facendo finta di essersi persi
adesso è tardi e dico soltanto che si trattava d'amore e non sai quanto
grazie signor Conte, mi ha regalato una bellissima serata.
"gioco d'azzardo", paolo conte |
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Auro - 01:54
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Commenti (0)
[ i tentativi di clarence ] |
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