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<< Marzo 2004
- Tentativi Di Fuga
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| 30.04.04 |
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| 29.04.04 |
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Siamo realisti... esigiamo l'impossibile, Ernesto Che Guevara |
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sto leggendo la biografia del Che scritta da Paco Ignacio Taibo II, Senza perdere la tenerezza.
se non ricordo male è la terza che leggo. la prima che ho letto è "Le battaglie non si perdono, si vincono sempre" di Cormier.
(della seconda non ho grandissimi ricordi)
di quel libro ho dei ricordi molto "preziosi" legati non tanto al libro (ma anche al libro) quanto a tutto ciò che circonda la lettura di un libro: i luoghi, le persone, le parole, le sensazioni, il gusto e il retrogusto.
(fra l'altro quel libro non ce l'ho più)
quello che mi impressiona moltissimo di leggere Taibo adesso sono le intromissioni dell'autore e il fortissimo ruolo degli scritti del Che: ho appena letto il diario del viaggio con Alberto e ritrovo parole e memoria.
l'altra cosa che mi impressiona moltissimo è che Cormier aveva dedicato moltissimo spazio al Che giovane, mentre Taibo sta "correndo" per arrivare a Cuba.
ho un poster del Che che sorride in camera, che mi sorveglia mentre dormo, mentre mangio a letto, mentre digito sulla tastiera. me lo porto "dietro" da quasi dieci anni, difficilmente scenderà dal muro.
cosi' come il poster, la curiosità e la voglia di sapere me le porterò dietro ancora per molto. |
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Auro - 11:14
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Commenti (1)
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| 28.04.04 |
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| 27.04.04 |
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piazza de angeli |
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il fatto che io sia una stordita non è una novità.
il fatto che io da brava stordita sia arrivata davanti alla mia banca proprio nel momento in cui stavano chiudendo per la pausa pranzo, mi sconvolge un po' ma vabbé, facciamoci forza... devo solo aspettare un'ora e un quarto... e del resto la questione conto corrente e' l'unico task improrogabile di queste ferie.
è una delle poche volte che sono nella "zona della mia infanzia" in pieno giorno e in orario lavorativo.
come al solito vado in mondadori. faccio la fila per avvisare che ho un libro mio in borsa. mi dicono di lasciarlo alle casse, alle casse non lo vogliono e dicono che non c'è problema. vabbé.
gironzolo fra i libri dicendomi continuamente che, visto che sto incassando l'assegno di infostrada che corrisponde alla metà dei soldi che dovrebbero darmi e che quindi mi sto arrendendo agli stenti, non devo comprare nulla.
vedo almeno dieci libri che vorei comprare. mi faccio forza e a fatica esco.
incredibilmente non mi fermano per controllare la borsa e così anche se ho il mio libro in borsa non ci sono schermaglie.
sotto il sole, davanti alle finestre a cui mi affacciavo da bimba, mi viene in mente che ieri sera s. mi ha detto che hanno aperto la nuova biblioteca rionale.
spero che facciano orario continuato e vado a darci un'occhiata.
il posto è splendido. chiunque della mia generazione (ma anche di quella di mia sorella) abbia frequentato la scuola elementare di piazza sicilia si ricorda le macerie dalla fabbrica DeAngeliFrua che albergavano davanti ai finestroni.
un coacervo di topi e scarafaggi (mia nonna diceva sempre "è la casa delle blatte", la cosa mi faceva ridere come quando diceva "è veloce come un torpedone elettrico") che attirava qualsiasi ragazzino che correva a casa (senza evitarsi la merenda dal panettiere di via Sacco o dalla signora Emma) dopo la scuola.
e adesso le macerie non ci sono più. c'è un giardino (non ancora aperto) e una splendida biblioteca rionale dove ci sono tutti i machiavelli (introvabili in libreria), ci sono grossissime lacune, ma ci sono splendide vetrate, un divertentissimo angolo bimbi e la bibliotecarie sembrano anche intelligenti...ho fatto la tessera, ho preso tre libri in prestito e ho fatto finta di non vedere quello che mi succede attorno, e che non riesco a gestire.
del resto sono malata e i riflessi lenti sono all'ordine del giorno.
e sono anche andata in banca e adesso sono anche piu' ricca. almeno apparentemente. |
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Auro - 16:44
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Commenti (5)
[ parole ] |
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| 26.04.04 |
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| 25.04.04 |
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resistenza |
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s. f.
1 il resistere; sforzo per opporsi a qualcosa, per contrastare qualcuno: fare resistenza al nemico; incontrare resistenza alle proprie proposte; vincere la resistenza dei familiari | resistenza passiva, opposizione che si realizza come non collaborazione | resistenza all'autorità, (dir.) opposizione ingiustificata a un'autorità affinché non compia un atto proprio del suo ufficio
2 capacità di tollerare, reggere; robustezza, solidità: resistenza alla fatica, al calore, agli urti; la resistenza di una stoffa, di un ponte | capacità di sostenere sforzi fisici prolungati: doti, gare di resistenza
3 (fis.) ogni forza che si oppone a una forza agente; la forza che si vuol vincere in una macchina semplice per mezzo di un'altra forza (detta potenza) ' resistenza elettrica, grandezza caratteristica di un resistore percorso da corrente continua; è definita come il rapporto fra la tensione applicata ai capi del resistore e l'intensità di corrente che lo attraversa; in partic., espressione quantitativa dell'impedimento che la struttura materiale del conduttore presenta al passaggio della corrente ' resistenza specifica, resistività elettrica
4 (elettr.) resistore: cambiare la resistenza del ferro da stiro
5 (biol.) capacità naturale o acquisita di alcune specie o ceppi batterici di sopravvivere a sostanze antibiotiche o a batteriofagi
6 (st.) movimento di lotta politico-militare contro l'occupazione tedesca e le forze filonaziste, sorto durante la seconda guerra mondiale nei vari paesi europei; anche, il periodo in cui tale lotta si svolse: la resistenza italiana, francese, greca; aver fatto la resistenza, avervi partecipato | (estens.) qualunque movimento di opposizione armata a un invasore straniero o a un regime dittatoriale
7 (psicoan.) opposizione inconscia del paziente sottoposto ad analisi psicoanalitica, per impedire che i contenuti psichici rimossi vengano riportati sul piano della coscienza.
[garzanti] |
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Auro - 14:32
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Commenti (0)
[ parole ] |
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| 23.04.04 |
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tra sogno e lavoro |
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Bello, bellissimo.
Alto, altissimo.
Magro, ma non magrissimo.
Jeans strappati, maglietta, abbronzato, polsi sottili, occhi blu. Capelli scompigliati.
Dimmi cosa vuoi che faccia. Io per te faccio tutto.
Io che ti parlo e penso che spero tantissimo che quell'anello all'anulare sinistro, quell'anello d'oro che non e' giallo, ma bianco, come quello che ho portato io per anni, non significhi matrimonio (del resto per me non aveva quel significato, perche' dovrebbe averlo per te?)... accidenti! (eventualmente beata lei)
Tu mi parli e io ti ascolto e penso che scompiglierei i capelli.
Ok, fine del sogno, oggi sono andata da un clente.
E ho fatto fatica a concentarmi sul fatto che fosse un cliente. Ma era un cliente. |
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Auro - 13:10
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Commenti (3)
[ salario garantito ] |
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| 22.04.04 |
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| 21.04.04 |
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| 20.04.04 |
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| 19.04.04 |
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| 17.04.04 |
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dopo il meritato vegeto, il delirio |
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(questa arriva lunga, forse)
sei per me penna, fantasia, giudizio, casa, pioggia, ombra, viaggio, incrocio, guardiano, cacciatore, sacerdote, braccia, labbra.
e non so spiegarmi nulla.
e non so spiegarti nulla.
ho solo cose e carte da decifrare. bello. |
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Auro - 00:42
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Commenti (0)
[ intimismo ] |
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| 16.04.04 |
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| 15.04.04 |
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milano, zona centro |
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succedono cose strane a pausa pranzo: si va a pranzo con gonio che poi entra nella cabina telefonica e si trasforma nell'ispettore clouseau.
e nel mentre si incontrano per caso i maestrini.
tornando indietro in ufficio, visto che la rivoluzione è morta (trad.: l'accendino in stile warhol mi ha abbandonato per mancanza di spirito), fermo un ragazzo che sta accendendosi una sigaretta e gli chiedo se fa accendere anche me.
è un mio compagno del liceo. uno che ho odiato tanto e a lungo. io lo riconosco all'istante: sul collo si vede sopra il colletto e la cravatta la cicatrice che si è fatto durante la gita sciistica sbattendo contro la ringhiera dalla baita. spero che lui ci metta un po' di più, il tempo di scappare via: l'ultima volta che mi ha vista avevo ancora i fondi di bottiglia sugli occhi e i cappelli lunghi e ricci. mentre mi accendo la sigaretta, cercando il favore del vento, cercando soprattutto di fare il prima possibile, lui parla sguaiatamente al cellulare e sistema una borsa da "ingegnere" nel bauletto dello scooter.
"grazie, ciao". e li mi accorgo che mi fissa.
mi allontano e poi, fatti tre metri, mi rivolto: mi fissa ancora. inebetito. mi rendo perfettamente conto che mi sta fissando i polpacci. ok, non puo' non avermi riconosciuto. mi rivolto e come un soldatino mi dirigo verso il corso.
spero insistentemente che non si metta a urlare "auro, auro". non lo fa.
forse lo odio un po' di meno, forse.
o forse è diventato miope. del resto non lo avevo mai fumato, anzi era un integralista salutista.
tutto può cambiare. |
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Auro - 15:22
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Commenti (7)
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| 14.04.04 |
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dove fiorisce il rosmarino... |
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