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<< Aprile 2004
- Tentativi Di Fuga
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| 31.05.04 |
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| 30.05.04 |
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| 28.05.04 |
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ruote sottili, volume 4 |
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oggi non si parla di storie metopolitane, ma proprio di quanto è bello andare in bici. del senso di libertà, di indipendenza, di autodeterminazione.
ci sono cose che non costano nulla o quasi e forse non assomigliano a nient'altro al mondo.
la discesa di zoagli della scorsa estate con arrivo trionfale a chiavari, la martesana di notte dopo un concerto che si pedala veloci perché si ha voglia di arrivare a casa e di fare l'amore, la salita dell'oltrepo pavese, il capolinea dell'autobus e tu che aspetti di partire e lui che va via con la tua bici.
una critical mass in cui il ponte scarampo diventa proprietà della massa. un libro scritto anche da un'amica. un altro libro che vorrei leggere prima di restituirlo. il solito sogno di andare a genova con bicig8.
le luci che ti vengono incontro di notte. un passaggio in bici seduta sul manubrio mentre saluti i tramvieri o mentre ti baciano sul collo. una milano mai vista. una milano già vista.
i giri dell'isolato di quando hai sedici anni e via nei portici del quartiere frua. andare in biblioteca a studiare con i libri fissati sul portapacchi.
la semifinale di usa94 in giro per la città e dalle finestre spalancate su viale bligny l'urlo di una città quando ha segnato l'italia.
pedalare sotto la pioggia. zigzagare fra i passanti di corso vittorio emanuele. cantare mentre si torna a casa con il walkman a palla. scampanellare per nulla. fottersene delle macchine, le domenica senza macchine, le nanne e i concerti al parco.
una bici viola a pois bianchi legata a un palo.
non c'è nulla come la bicicletta, che ti fa sentire dio. |
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Auro - 09:38
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Commenti (7)
[ dueruote ] |
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| 27.05.04 |
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erboristeria |
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la bardana è una pianta miracolosa.
facendo un giro su internet ho scoperto che fa veramente miracoli. quando il tipo me l'ha propinata ero decisamente più scettica.
e invece su internet, che il nostro grande mezzo latore di verità, ho appunto scoperto che la bardana è utile per:
"Rinforza il sistema immunitario, è antibiotica, è tonica per il fegato, i reni ed i polmoni, purifica il sangue, neutralizza le tossine e ripulisce il sistema linfatico,drena le tossine, ha una azione antimicotica ed antibatterica, ed è protettiva contro i tumori. Si usa sia come rimedio interno che per uso esterno, nelle affezioni cutanee. Ha proprietà diuretiche e stimolante epatobiliare, ha una azione antidiabetica, ipoglicemizzante, per la presenza di inulina e vitamine del gruppo B, che interagiscono sul metabolismo dei glucidi, in oriente la Bardana viene impiegata per le sue proprietà rinforzanti e nutritive, in Cina si usa per le malattie della pelle, la medicina Ayurvedica la impiega per migliorare il tessuto del sangue e del plasma e per le allergie della pelle, per le febbri ed i calcoli renali. E' attiva anche contro il virus HIV dell'AIDS (seguire sempre le terapie mediche prescritte, consultare il proprio medico , sempre), l'inulina stimola la superficie dei globuli bianchi aiutandoli a lavorare meglio. Ha anche attività antireumatica, abbassa il colesterolo, indicata per l'acne, l'eczema, la dermatosi,tutti problemi di pelle, la seborrea, il morbillo e la rosolia, poiché purifica il sangue va bene anche per le affezioni della pelle, come l'acne, gli eczemi la psoriasi, si usa per la congestione epatica, la difficoltà a digerire i grassi, per i reumatismi, l'artrite, la gonorrea, la gotta, l'impotenza, la sterilità e l'ulcera peptica, la sifilide, l'influenza e le vertigini. Per uso esterno la Bardana favorisce la crescita dei capelli. Ha attività antifungine, batteriche e quindi è indicata anche per la gonorrea e le affezioni dell'apparato urinario, polmonite, infezioni alla faringe, raffreddore ed influenza. Decotto per uso esterno nelle emorroidi" (fonte)
e poi... attenzione attenzione... "[Fitoterapia per smettere di fumare] ... Utilizzare anche le piante come il carciofo, la bardana, il tarassaco, prima dei pasti per 3 volte al giorno, hanno una azione cologoga e coleretica, stimolano la produzione della bile e la contrazione della colecisti con un lieve effetto diuretico, e quindi sono piante importanti atte alla depurazione dell’organismo." (fonte)
insomma 'na panacea...
effetti collaterali... beh, ho la faccia che pare una pizza al salame calabro e per quanto riguarda il lieve effetto diuretico oggi un mio collega mi ha detto che forse era meglio che spostassi direttamente il portatile nell'anticesso. |
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Auro - 18:36
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Commenti (0)
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| 26.05.04 |
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| 25.05.04 |
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vivi ancora dai tuoi? (2) |
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Seymour nei commenti al post dei mammoni (copirait Gonio) dice "Forse chi resta a casa lo sa, sa che poi e una scelta senza ritorno.". Questo implica una seconda ripresa del tema.
Uscendo di casa i rapporti con i genitori cambiano. E non sempre come te lo aspetti.
Non ho dati, né sono una terapeuta per generalizzare, quindi vi parlerò di come sono cambiati quelli con i miei, non sapendo se poi siano tratti comuni a quelli di altri disadattati che se ne sono andati a fare gli alternativi:
mio padre non mi ha più parlato, non che prima lo facesse tanto, ma comunque rimane il fatto che sono sua figlia (quella che non si sposa, quella che non figlia, quella che farà mai carriera,... ma pur sempre la sua unica figlia). ma con me non ci parla più perché tanto non ci sarebbe niente da dire, visto che "adesso tu non vivi più con noi".
mia madre è passata dalla fase PiccolaLavapavimenti a PiccolaFiammiferaia, poi da quella MadreDegenere a quella MadreConFigliaDegenere. per finire attualmente con lo status AnsioGenitrice.
la fase PiccolaLavapavimenti frega sempre all'inizio: la mamma che fa le pulizie di casa fa un sacco gola, poi prima o poi si scopre che avendo le chiavi di casa si può arrogare il diritto di venirci quando vuoi a casa tua (soprattutto se vive nella stessa città). e se nascondi un talebano sotto il letto, lo sgama subito e non pderché lo scambia per un nugolo di polvere. quindi impari a farti le pulizie da sola oppure chiami qualcuno che le faccia al posto tuo, oppure - come ho fatto io - non le fai e basta.
senza lo status di la madre diventa PiccolaFiammiferaia: si sente frustrata e incompresa. mendica momenti di famiglia, inventa scuse per telefonare e per piagnucolare quanto le manchi. se sei minimamente pronta, l'affronti di petto e glielo dici. se no, come me, darai il via alle successive metamorfosi. senza ritorno.
il momento MadreDegenere è il migliore. conscia che può piagnucolare per avere la tua attenzione, diventa degenere, fredda e distaccata. se questo coincide con un momento critico della vita del solingo figlio la fase di avvicinamento alla successiva forma di MadreConFigliaDegenere è immediata, o comunque accellerata. il figlio diventa bersaglio di iatture, insulti e "te lo avevo detto io" che vanno dai piatti sporchi nel lavello, al conto in rosso, dal fidanzato molesto al giornalaio cafone. e non c'è modo che questo cambi. fino al prossimo piagnucolio da MadrePiccolaFiammiferaia.
tadah... eccola. ma visto che il figlio ha imparato, e i piagnucoli non sempre sortiscono l'effetto voluto, ecco che diventa AnsiaGenitrice. non lancia più anatemi e iatture, ma vede pericoli ovunque. nel gas che hai chiuso ma non si sa mai. nei temporali estivi. nei raffreddori che non si sa mai che diventino broncopolmoniti.
al di là dell'ironia, il rapporto coi genitori cambia definitivamente. nel bene e nel male. e non si torna indietro. non solo fisicamente a casa, ma proprio mai più. loro diventano sconosciuti, il figlio solingo anche. è un fatto da tenere bene in conto. diventare figli fuori casa significa staccare quel cordone ombelicale che fa tanto casa, fa tanto sicurezza, fa tanto peter pan. fa tanto figlio che lo rimarrà per sempre, anche se prima o poi - accettandolo o meno - non lo si è più. |
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Auro - 16:28
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vivi ancora dai tuoi? |
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sia chiaro se sento ancora la pubblicità dell'ikea (o vedo ancora una loro affissione idiota in metropolitana) urlo.
qualche giorno fa ho festeggiato (in silenzio e tacitamente) l'anniversario dei dieci anni in cui sono andata a vivere da sola. sì, insomma non sono stata cacciata di casa, la scelta è stata mia: "mà, credo di volermi cercare casa da sola..." "ok, però cerca qualcosa che ti puoi permettere con il lavoro che fai e finisci l'università". mio padre l'ha presa in maniera diversa, ma molto più protattiva: mi ha trovato lui dove andare a vivere. affitto basso (in teoria) e casa bella, molto bella.
"vivo da sola" "ah, di dove sei?" "di milano" "di milano?" ero una studentessa universitaria atipica: fuori sede, anche se in sede.
avevo scelto. a vent'anni poco più ho scelto di vivere in costante rapporto di competizione con l'estratto conto di fine mese, con le bollette, coi pagamenti, con un lavoro sempre a rischio. ho scelto di arrivare a trent'anni senza una lira (e manco un euro) da parte. ho scelto di rinunciare a vacanze di un certo tipo (non mi interessano i villaggi, ma avendo i soldi andrei a nyc volentieri...), ho scelto di non avere la macchina nuova e figa (imelda fa benissimo il suo sporco lavoro, anche se ha le rughe), ho scelto di convivere con il crampo del rimorso ogni volta che compro un vestito.
guardo con invidia gli annunci immobiliari, non mi posso permettere mentalmente un mutuo di trent'anni al 100%. non lo reggerei psicologicamente: un impegno che non mi farebbe avere affezione per qualcosa che dovrebbe essere mio (se non fosse della banca) e che non mi farebbe dormire di notte (trent'anni....!).
non credo che sia stata una scelta giusta tout court o sbagliata tout court.
credo che sia stata per me una scelta giusta. ho imparato a costruirmi i miei ritmi, a prendermi responsabilità, a vivere i miei spazi, a aprire il frigo, sentire l'eco e a inventarmi comunque una cena. a fare la spesa non perché ho la lista, ma perché devo mangiare. mi sono costruita uno stile di vita che pur cambiando quotidianamente però non può prescindere dalla libertà di infilare le chiavi nella toppa come e quando voglio, dal senso di "questa è casa mia" e dalla certezza di avere quello che ho perché l'ho voluto (e pagato) io.
adesso a trent'anni sono però stanca: stanca fisicamente, stanca mentalmente.
però... però continuo indefessamente a non concepire i "mammoni" (termine mediatico assai sminuente sia per chi lo è sia per chi non lo è) italiani. invidio la libertà culturale e sociale della mia generazione (ma anche quella precedente e quella successiva) dell'europa del nord, per la quale uscire di casa a vent'anni è "normale amministrazione" (ora la quadratura del cerchio torna, maledettissima signora ikea, made in sweden!).
invidio chi riesce a dire "non ho soldi per mantenermi" (e ne guadagna più di me, che arrotondo con mille lavori extra, e magari ha genitori che possono o vogliono metterci del loro nell'acquisto di una casa o in un affitto...) e resta dalla mamma, invidio la loro forza, la loro caparbietà, il loro "senso del dovere" familiare, il loro immolarsi per restare in famiglia, la loro comodità, il loro frigo sempre pieno, la loro possibilità di scelta fra andare una settimana in australia o due a sharm.
li invidio ma rifarei tutto. e se mai avrò un figlio forse a vent'anni non lo caccerò di casa, ma gli mostrerò la porta dicendo che secondo me sarebbe giusto che lo facesse, che si mettesse in gioco, che ci provasse. gli direi che mi piacerebbe che si svegliasse la mattina in un letto suo, con una vita sua, da costruirsi e vivere.
comunque in definitiva, devo ammettere che firmerei in calce la pubblicità ikea. se non volete farlo per voi, mammoni, fatelo per me: andatevene di casa, il mercato dell'immobiliare mi scende di costo e forse un monolocale con il bagno cieco zona baggio in 20 anni lo riesco a pagare. |
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Auro - 03:24
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Commenti (4)
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| 24.05.04 |
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copia e incolla |
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ci sono delle cose che non si riescono a scrivere ma che comunque ti frullano in testa, soprattutto se il tuo blog è un blog come questo.
e sei lì, magari con notepad aperto che metti giù le parole a caso, sperando che prima o poi arrivino anche le congiunzioni, le subordinate, gli avverbi. forse anche che arrivi la rabbia, forse pure la solitudine, forse ci vorrebbe un grammo in più di senso di insoddisfazione.
e sei lì, con l'ansia della pagina bianca, ma vuoi dire qualcosa.
e poi il feeder si aggiorna. e sbuca inaspettato e anche un po' anacronistico questo. ed è proprio quello che volevi scrivere tu. una delle tante cose che volevi scrivere tu.
esteban, caro, non è che potresti scrivere a nche un post sulla mancanza di obiettivo, sulla rabbia dell'impossibilità e sull'invidia della serenità? mi faresti un favore enorme, grazie... |
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Auro - 10:49
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Commenti (1)
[ intimismo ] |
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i diari della motocicletta |
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ne parlavo con m. ormai un mese fa.
avevo appena finito di leggere il libro e gli dicevo "quanto mi piacerebbe andare in sudamerica e rifare quel viaggio... che avrà adesso orizzonti, paesaggi, visi e mani diversi, ma che comunque deve sempre essere un bel viaggio".
e poi c'è la mia ossessione per il personaggio, per quel sorriso che non era mai finto, per quella trasparenza, per quell'egocentrismo che spesso gli e' stato rimproverato, ma che lui non ha mai cercato di dissumulare.
beh, oggi ero lì, all'anteo e aspettavo il film. leggevo cacucci. affianco a me c'era una coppia che parlava e lui diceva a lei: "sai, che guevara non era un comunista. era un rivoluzionario... infatti quando la dittatura di fidel è diventata comunista lui è andato via... a fare altre rivoluzioni". volevo dirgli, raccontargli di quando fidel ha chiesto durante una riunione del direttivo se c'era un economista fra loro e il che ha alzato il braccio perché era convinto che avesse chiesto se c'era un comunista. e così è diventato ministro dell'economia di una cuba da ricostruire. e che però é vero, quando la liberazione e la rivoluzione sono diventate una dittatura, sì, il che è andato a fare altre rivoluzioni.
pero' insomma, il film... fedele al libro, anche nei singoli episodi, con una fotografia da urlo, dei paesaggi che sono quelli che sogno. un ottimo Rodrigo de la Serna (Alberto Granado) e un Fuser (Gael García Bernal) che ogni tanto assomiglia a cledi (dio ce ne scampi e liberi).
con degli inserti in bianco e nero azzeccati e ripresi nella carrellata finale, che lasciano l'amaro in bocca e nello stesso tempo segnano puntuali le chiavi dell'ideologia di una vita che si è proprio formato in un viaggio per un continente che non è formato da stati, ma dallo stesso popolo.
sono stata quasi felice di essere da sola al cinema perché alla fine davanti al viso di Granado di oggi, che porta i segni del machu pichu, di san pablo, di valparaiso, mi si è accapponata la pelle e mi sono commossa, ma io sono una irrimediabile sentimentalona, attaccata a un mito giovanile, utopistico. a quel sorriso, a quella determinazione, al sogno di un qualcosa di possibile che si può toccare, avendone la forza e la volontà.
di un mondo che non è composto da stati, da religioni, da convinzioni, ma di un solo grande popolo e di rispetto reciproco.
vabbé, mi sveglierò, prima o poi. ma spero sia il più tardi possibile. |
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Auro - 01:42
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Commenti (1)
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| 23.05.04 |
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| 22.05.04 |
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il postrodeo in poche e criptiche parole |
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auro è strana. ultimamente è assai cialtrona, distratta, estremista sugli atteggiamenti, acida e assolutamente indifferente alle cose che invece valgono.
auro al blogrodeo ha visto gente, ha salutato facce già note, ha conosciuto nuove facce, ha ignorato molte persone, ma non con intenzione.
ogni tanto, in questo periodo, la folla fa paura a auro che va in crisi di claustrofobia.
però iersera auro era felice delle cialtronate, del casino tecnologico, del rumore di sottofondo. era anche felice di non aver fatto nulla di più che rumore di fondo in tre mesi e più di organizzazione della cosa. anche perché nessuno le ha dato (a ragione) meriti che non aveva...
auro ieri sera ha ballato sui tavoli.
(stasera invece ha passato la sera in libreria... facendo la cretina con a. e riuscendoci alla perfezione) |
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Auro - 23:25
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Commenti (7)
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| 21.05.04 |
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| 20.05.04 |
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ruote sottili (*), volume 1 |
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stamattina ho dato del coglione a un vigile e ho proprio sperato che prendesse il mio numero di targa. della bicicletta.
arranco in mezzo al traffico fino al semaforo. quasi al semaforo. visto che un emerito deficiente ha deciso di parcheggiare non vicino, ma sotto al semaforo. e manco metà sul marciapiede, metà no. proprio sulla strada.
il cartello di divieto di sosta capeggia in bella mostra.
dietro al palo del cartello, dietro al palo del semaforo, c'è un vigile.
le macchine, i motorini, le moto e le bici (ste sfigate) fanno i numeri per svoltare, evitare i tram, il pavé e le bestemmie.
mi fermo in mezzo all'incrocio perché devo svoltare a sinistra (non infrangendo nessun codice della strada), il vigile mi guarda e mi dice "e lei che ci fa qui".
"svolto"
"dovrebbe stare a destra, non a sinistra della corsia"
"scusi, ma come faccio?"
"se non lo sa lei..."
io sono inebetita, frastornata e soprattutto parecchio incazzata, perché mentre io sto dove posso stare, le macchine che fanno i numeri per evitare la macchina parcheggiata alla beduina fanno il pelo al mio pedale destro ogni due secondi.
"scusi, ma perché non dà almeno una multa a sto qui?"
"sono qui per il traffico io, mica per fare contravvenzioni..."
"ma questo non è intralcio del traffico?"
"io non faccio multe, sono qui per il traffico"
"ma se qualcuno passa con il rosso?"
"ha visto qualcuno passare con il rosso?"
"no era un'ipotesi..."
(deve essergli parsa una parola straniera dalla faccia che ha fatto...)
"e comunque noi non siamo tenuti a vedere tutto, qualcosa può anche sfuggirci..."
scatta il verde per me.
"senta se quella cazzo di station wagon le sta sfuggendo, coglione, me lo dica: il mio oculista fa miracoli"
(chiunque in macchina incrocia un critical mass e prova a lamentarsi, deve pensare che ci sono ciclisti che il cm al rovescio lo vivono ogni giorno)
(*) copyright palmasco |
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Auro - 14:15
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Commenti (3)
[ dueruote ] |
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| 19.05.04 |
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un caso interessante e non unico di età dell'oro |
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due anni e un po' fa mi sono presa un esaurimento nervoso di tutto rispetto.
non c'era niente che io riuscissi a vedere con occhi tranquilli. proprio nulla. era una crisi di panico continua. ansie, paure, pianti, urla, insoddisfazione, autocommiserazione, pietismo e tremori.
due anni e un po' meno un po' fa ho fatto uno sforzo immane che si chiama "affrontare le cose". e lo sto facendo ancora adesso, nonostante spesso mi sia capitato di dirmi "è finita, adesso non può andare male...".
non ho nessuna intenzione di buttare via questi due anni. quindi affronto le cose, affronto l'indifferenza delle persone a cui vado bene solo quando servo, di quelle a cui vado bene solo per recriminare, ostentare, dire "te lo avevo detto io". di quelle a cui vado bene solo quando ho da dire solo cose che le compiacciono e quando invece temono il mio giudizio, fanno finta di nulla. affronto loro con la consapevolezza che io merito di più e me le lascio alle spalle, senza neanche più sentire il minimo dolore. perché non ne vale la pena.
affronto il vuoto della mia casa, il pieno della mia testa. il silenzio che non riesco a tollerare, lo sguardo della iso che sembra capire tutto. affronto la gioia di sapere che ci sono persone che mi vogliono bene "a prescindere".
affronto le persone che ci sono state e che non ci sono più e che non ci saranno più. ho perdonato loro i loro errori e ho perdonato a me stessa i miei. mi spiace perché so che non riconoscerei l. se lo vedessi per strada, ma non mi importa molto. non così tanto.
affronto l'idea che voglio migliorare, perché sono umana e so di non essere perfetta.
me ne accorgo quando cedo, quando inciampo, quando la notte resto appoggiata allo stipite del balcone e fumo incessantemente, mentre lo schermo sfarfalla parole e cerco di trovarvi un senso.
me ne accorgo quando mi dicono che non ci metto testa in quello che faccio, quando mi riprometto delle scadenze e le prometto agli altri e invece scivolo sopra assolutamente impermeabile e incosciente.
me ne accorgo quando non me ne è fregato nulla di quello che ieri è morto nel cortile di casa mia, cadendo da un'impalcatura. ho chiuso la porta dietro le mie spalle, ho appeso la borsa al gancio dell'anticamera. e poi me ne sono vergognata e me ne vergogno ancora adesso.
è mah è forse è quando tu voli rimbalzo dell'eco è stare da soli
è conchiglia di vetro, è la luna e il falò è il sonno e la morte è credere o no
è la pioggia di marzo, è quello che è la speranza di vita che porti con te
(ivano fossati) |
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Auro - 16:20
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Commenti (0)
[ intimismo ] |
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| 18.05.04 |
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sporte |
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stamattina sono uscita con nello zaino: il portatile, il cavo di rete, il mouse, la batteria, il portafoglio, gli occhiali da vista, la macchina fotografica, un pacchetto aperto di sigarette, uno ancora chiuso, due accendini, le chiavi della macchina, le chiavi di casa, i ticket, qualche penna, il libro che sto leggendo.
sono tornata a casa da poco.
nello zaino ci sono le stesse cose più: un cazziatone lavorativo che me lo ricordo per il resto dei miei giorni, moltissime domande su quello che sto facendo, una scambio di mail con un amico che iniziava a pensare (dopo il post di ieri notte) che io avessi frainteso tutto, uno scambio di mail con uno sconosciuto che (dopo il post di ieri notte) prima mi ha dato della figa di legno, poi mi ha chiesto di uscire una sera.
(per inciso, io non sono una figa di legno, sono una che è contenta di poter scegliere se vuole o meno "compiere atti che non siano puri, cioè disperdere il seme" e lo fa senza paranoie... e datemi retta non è molto comune sta cosa...)
io stasera resto a casa e dormo. è meglio. |
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Auro - 19:17
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Commenti (4)
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| 17.05.04 |
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| 16.05.04 |
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postmunz |
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weekend caotico e strepitoso.
mi ricorderò sempre un'Auro cazzara che se ne frega dell'opinione degli altri, ma fa quello che ha voglia di fare. un'Auro che canta in mezzo alla stazione "ci son due coccodrilli e un orangotango". un'Auro che aspetta una telefonata che non ha voglia di ricevere perché non saprebbe cosa rispondere. un'Auro sotto il sole, che chiede pace. un'Auro che si stupisce perché non sa cosa fare e invece vorrebbe fare qualcosa, perdio! fare qualcosa.
Auro sostenitrice della phiga libera, Auro che si chiede perché, Auro che si dà pure una risposta.
Auro che spettegola, che fa l'acida e non ha paura di farlo, anzi - fanculo!. Auro che teme la folla e non ce la fa più, ma poi dorme e si rialza.
Auro che è una batteria inesauribile, ma che ha un limite che conosce molto bene.
Auro che cerca con gli occhi. Auro che conta i chilometri.
ci vediamo anche settimana prossima, daiiiiiii... |
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Auro - 22:10
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Commenti (5)
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| 14.05.04 |
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tentativi di imbarazzo |
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ieri sera ho cancellato tutti i messaggi di m. dal cellulare. il fatto che il mio cellulare ne tenga in memoria un centinaio ovviamente ha creato, nell'eliminazione dei messaggi, un misto fra l'effetto "carissima donna carola" e quello "my dear diary"...
beh, insomma ho cancellato le pietre miliari degli ultimi 6 mesi: cosa carucce, cose tenere, incomprensioni, programmi di uscite serali, imbarazzi, ripicche, promesse, tentativi. insomma le solite cose di due persone che stanno assieme. più un certo numero di proposte sconce (ovviamente sempre accettate, di buon grado) e proposte molto sconce (ovviamente sempre accettate, ancor più di buon grado).
a pranzo ho perso il cellulare al parco, o meglio l'ho scordato lì. me ne sono accorta quasi subito, sono tornata indietro e era (per fortuna) ancora lì che squillava nell'erbetta.
mentre pedalavo come una forsennata per andare a caccia della maledetta macchinetta in mezzo al praticello non mi preoccupavo di essere ignara di qualsiasi procedura per il blocco della carta, di qualsiasi costo per un nuovo cellulare... ma mi dicevo "per fortuna che ho cancellato i messaggi di m.! per fortuna che ho cancellato i messaggi di m.! per fortuna che ho cancellato i messaggi di m.!".
non avrei retto l'imbarazzo di sapere che qualcuno avrebbe letto i cazzi miei.
poi mi son detta "cretina! hai un blog, che cazzo di problemi ti fai?" |
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Auro - 14:43
- Scrivi/Leggi
Commenti (4)
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| 13.05.04 |
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| 12.05.04 |
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autoreferenzialismo |
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È l'aurora, è l'aurora.
Non c'è niente di più triste che dormire solo è più facile aspettare sul portone il sole
la mia donna se n'è andata ieri sera e non ritorna ancora ed è già l'aurora.
È l'aurora, è l'aurora poco ancora e la notte se ne va.
È l'aurora, è l'aurora poco ancora e la notte se ne va.
È l'aurora, è l'aurora.
Un rumore qualche voce lontana è poco per me che vivo per non vivere da solo è poco
qui davanti passa un cane vagabondo io lo sento amico vado e glielo dico.
È l'aurora, è l'aurora poco ancora e la notte se ne va.
È l'aurora, è l'aurora poco ancora e la notte se ne va.
È l'aurora, è l'aurora.
Nel silenzio sento solo una sirena ancora non c'è notte che non corra la sirena ancora
sta gridando che le ombre della notte han giocato ancora, ma tra poco è chiaro.
È l'aurora, è l'aurora poco ancora e la notte se ne va.
È l'aurora, è l'aurora poco ancora e la notte se ne va.
È l'aurora, primavera vita vera quante cose mi darà.
È l'aurora, primavera vita vera quante cose mi darà.
[E' l'aurora, Ivano Fossati] |
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Auro - 12:43
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Commenti (0)
[ musica ] |
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| 11.05.04 |
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io non sopporto le persone che fanno i capricci |
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io lavoro con persone che fanno i capricci. io sono circondata da persone che fanno i capricci, amici, parenti, fidanzati e amanti. io sono autolesionista.
questo è uno dei miei tanti difetti, fra i quali non c'è l'essere capricciosa.
non ho mai fatto i capricci da piccola, tranne quando ero in trip del "non voglio andare a nanna" e mi inventavo di tutto per non dormire.
non ho mai fatto i capricci da adolescente, non me lo potevo permettere e non perché i miei fossero autoritari, tutto tranne che autoritari. semplicemente ho avuto modo di capire che c'era poco da fare contro la realtà dei fatti.
da "grande" ho continuato ad accettare questa cosa, prima in maniera assolutamente passiva, adesso in maniera sicuramente più costruttiva e "protettiva". ho prematuramente imparato che data una situazione ce la si può cavare in qualche modo, ma non pretendere l'impossibile: ci sono cose che sono come sono, bona lì.
i bambini e gli adolescenti dovrebbero imparare a fare i capricci (e glielo dovrebbero insegnare) e poi imparare (e insegnare) a non farli più.
questo per dirti che mi spiace che tu stia insistendo, provando, cercando: le cose stanno così, come devono stare.
forse non ti accorgi che è così sia per te che - piccolo particolare - anche per me.
solo che io non faccio i capricci, tu sì. |
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Auro - 17:32
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Commenti (3)
[ intimismo ] |
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appunti pomeridiani |
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- la pausa pranzo al parco sta diventando una bella abitudine. ok, ieri non mi sono fatta l'insalata di riso perché ho visto gli spot pubblicitari inframmezzati da "il collezionista di ossa", però oggi sono ornata in piazza vetra e avevo un libro da finire, uno da iniziare, il pareo per sdraiarmi nell'erbetta, le sigarette e molti pensieri.
- la gente che mi complica ancora di più cose già complesse si merita il fatto che io mi incazzi, questo vale nella mia vita lavorativa, ma ancor di più nella mia vita privata.
- ho fame.
- non sono incinta (e in questo momento ne sono veramente felice...).
- non ho voglia di stare dietro alle menate della gente, quindi per favore non chiedetemelo. ho voglia solo di dare retta a chi ho voglia di dare retta. accettatelo, bona lì, e basta.
- "stasera sarà una lunga sera"
- voglio il trocabus. |
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Auro - 16:19
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Commenti (7)
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| 10.05.04 |
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pausa pranzo |
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c'e' il sole, la tacita campanella dell'una suona e tutti vanno a mangiare.
io inforco la bici, e vado in piazza vetra, cioè non faccio poi tutti sti chilometri...
mi siedo su una panchina e mi guardo in giro: ho il libro da leggere, ma mi guardo in giro.
due ragazze stanno mangiando insalata di riso da un tupperware sdraiate su un plaid: da domani mi porto la schiscetta e il pareo per occupare un metroquadro di prato.
ci sono i cani che si rincorrono: domani non mi porto la iso, ma so già che si divertirebbe e che lei merita più attenzione.
ci sono dei tipi che corrono, ogni tanto ripassano davanti alla mia panchina. ecco questo magari no, ma mi paicerebbe saperlo fare.
ci sono dei bambini con le nonne o le babysitter...
poi abbasso gli occhi e inizio a leggere, ho ancora quaranta minuti di tempo. leggo molto e bene. il libro mi piaciucchia anche se è un po' complicato, almeno per me, che conosco parigi e ogni volta che viene citata una fermata della metropolitana mi immagino tutto. e così mi perdo fra le bancarelle del mercato delle pulci, i prati di versailles e le petit gavroche.
puttana merda.
mancano cinque minuti al suono della sirena che riporta i fidi operai alle macchine.
chiudo il libro, lo infilo nel portapacchi, inforco nuovamente la bici e rifaccio sto mezzo chilometro di strada.
mentre chiudo la bici bloccando la catena intorno al palo, penso che in fondo milano mi piace molto e che tutti i miei pensieri di "spiccare il volo" sono da cancellare dalla testa. forse.
ecco io non so nulla. so solo che stasera mi fermo al super e mi compro veramente le cose per farmi l'insalata di riso.
puttana merda.
dove sta di casa la tranquillità? |
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Auro - 14:12
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Commenti (5)
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| 09.05.04 |
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| 07.05.04 |
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| 06.05.04 |
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coinvolti, per sempre coinvolti |
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Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti non sta succedendo niente, le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco provate pure a credevi assolti siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso la notte che le pantere ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede massacrare sui marciapiedi anche se ora ve ne fregate, voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri, senza le barricate senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone le "verità" della televisione anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare la paura di cambiare verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti.
[Canzone del maggio, Fabrizio de André]
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Auro - 13:56
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Commenti (1)
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| 05.05.04 |
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| 04.05.04 |
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| 03.05.04 |
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andarsela a cercare... |
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davanti alla macchinetta del caffé, primo giorno in ufficio dopo una settimana di ferie, sono arrabbiata, nervosa e depressa, però sorrido e cerca di far buon viso a cattivo gioco. e quindi faccio conversazione...
A: "sto leggendo proprio un bel libro". lo dico e so già che rischio...
S: "ah cosa?"
A: "la biografia del Che"
F: "ah bello...
S: "uh, interessante" (dalla faccia si capisce che sta facendo fatica a distinguere il che dal cantante dei blur).. "dai, leggilo in fretta... che poi me lo presti..."
A: "sì, l'ho preso in prestito in bilbioteca, vediamo quando lo finisco..."
S: "ma perché? è così lungo?"
A: "sono 700 pagine più o meno..."
S: "ah ero convinto che fosse una di quelle biografie dei personaggi storici che mia nonna trova dentro gente..."
io sono incazzata, depressa, triste e qua dentro non ho voglia di parlare con nessuno.
ma proprio nessuno. |
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Auro - 09:30
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Commenti (6)
[ salario garantito ] |
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| 01.05.04 |
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