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- Tentativi Di Fuga
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| 30.06.04 |
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mattina, pomeriggio, sera |
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si fermò un attimo per suggerire a Dio di continuare a farsi i fatti suoi
e scappò via con la paura di arrugginire, il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso fra la gente che si lascia piovere addosso.
[canzone del padre, fda]
la vita è strana. e ogni tanto mette la zampa dove non vorremmo mai che la mettesse.
la calma piatta ogni tanto fa bene, rilassa, ti lascia ascoltare musica bella con il fruscio degli alberi in sottofondo, ti porta a guardare con occhi diversi le cose, ti ricorda le tue responsabilità, ti fa godere quelle cose che non hai forse mai saputo godere, come la casa, gli amici, il tuo corpo, il silenzio, la musica, i libri, il cane e la tua indipendenza.
ogni tanto si inciampa in qualcosa, ma ci si rialza, perché basta dormirci sopra e ricordarsi che l'importante è quello che si vede nello specchio.
poi ricominciano i mezzucci, le minacce, la finta correttezza. e l'inciampo diventa - ancora una volta - rabbia. ci dormirò su stanotte e domani allo specchio vedrò le rughe, i capelli bianchi, gli occhi cisposi, ma sarà comunque Auro, che se ne frega di tutto e fa quello che vuole, indipendentemente dal fatto che gli altri le diano il permesso o meno, se proprio ci tengono a dire la loro.
non ho 8 anni, non ho bisogno che qualcuno decida per me. io faccio quello che mi pare. che ti piaccia o meno. ero convinta - sciocca - che almeno questo tu lo avessi capito. |
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Auro - 14:53
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Commenti (2)
[ intimismo ] |
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| 29.06.04 |
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mi salta tutto il planning... ieppa! |
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prima benni, poi non benni, casa, forse, poi c'è sta storia della presentazione del libro... due posti... mando svariate mail, trovo l'accompagnatore (un signor accompagnatore, ça va sans dire). poi salta. torno a casa. benni, benni, benni, fortissimamente benni.
e vaffanculo finisco all'arena. almeno ci posso andare in bici. però non lo so. ci penso. alle otto decido.
e domani idem, prima l'idea di andare a vedere agata e la tempesta poi una mezza promessa di una serata con amiche, andata a buca, e infine un invito fuori milano per una cena fra amici.
oggi mail di disquisizione per cosa fare il 15 e anche lì, decisione presa.
settimana prossima cena da me con amici.
io adoro l'estate perché faccio quello che mi va. e non sono in obbligo con nessuno. se non con me stessa, che poi è come vorremmo che fosse la nostra vita, no? senza essere mai zavorra, senza mai portare zavorra...
Village, Olinda, ComuneMilano |
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Auro - 19:25
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| 28.06.04 |
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| 27.06.04 |
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la trilogia della citta di m |
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sono ancora un po' stordita... il libro è di una semplicità quasi imbarazzante, se vogliamo. in fondo non si tratta che della storia di un ispettore della squadra omicidi che affronta tre casi (non a caso - AuroDidascalica - è una trilogia...) e li risolve.
semplice, no? no.
il bello del libro è soprattutto il contorno, il dannato contorno, quello che succede non tanto alla vita privata di Bagni, ma proprio intorno a lui. leggendo le pagine, infatti si rivivono fatti e avvenimenti che hanno marchiato a fuoco gli ultimi anni della vita di Milano, e non solo.
Colaprico riesce in una maniera quasi sottile (io me ne sono accorta all'inizio del terzo racconto lungo, ma poi mi sono ripercorsa tutte le pagine precedenti per ricostruire tutti i collegamenti...) a ricucire gli eventi, interpuntando anche cose forse più banali, come mostre (come dimenticare Dialogo nel buio?), libri, visi, persone (chiarissimo e sottilmente incazzato il riferimento ai funerali di Valpreda e alla sua vicenda giudiziaria) e storie di una Milano (ma anche di un'Italia) un po' più vecchiotta, magari più difficile da ricordare... gli anni Settanta, gli anni Ottanta e i primi anni Novanta. il tutto scecherato dal fil jaune conduttore e da un'autoironia di tutto rispetto (Bagni legge i libri Valpreda/Colaprico...).
Milano ne esce ancora ignara vincitrice, sotto gli occhi dei diversi personaggi: ad esempio è distante ma definitiva per Bagni, lontana e crudele per Tris (l'attacco su Milano del secondo racconto è da perderci la testa... ma tutto il racconto vive in questa continua ambivalenza condotta da Tris fra realtà e ricordo). Il cammeo va alla zona Greco Pirelli, chapeau.
E, ovviamente, come in tutti i libri gialli non mancano la suspence, il colpo di scena e la voglia del lettore di mangiare il libro. I segni dei miei morsi sono più che visibili. |
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Auro - 01:28
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Commenti (1)
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| 25.06.04 |
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la spiega richiesta |
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d. mi ha chiesto via mail di spiegarle questo post. le ho scritto una lunga mail.
finché è lei, ok, ma visto che me lo hanno chiesto altre tre persone... ecco la spiega.
quando una storia si chiude "non risolta" (perché è così che io vivo la chiusura con m. per tutta una serie di motivi) si fa finta (non so se sia giusto generalizzare, però) che i motivi non esistano, o meglio ce li si scava così profondamente che poi si confondono in mezzo a tutto il resto.
quindi quando qualcuno ti chiede in maniera assolutamente "di cortesia" cosa ha portato alla rottura, devi prima togliere il sudicio dalle motivazioni, vedere se riconosci ancora quello che hai appena pulito dalla polvere e dal resto come reale, cioè conforme a quello che hai vissuto e che comunque ti ricordi molto bene, e poi, in maniera altrettanto "di cortesia", trovare un modo per custodire quello che preferiresti non vedere.
io so perfettamente perché sto pedalando da sola. |
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Auro - 23:38
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Commenti (2)
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| 24.06.04 |
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rassegnablog |
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come mi succede spesso ho in mente un sacco di post che vorrei scrivere. sono tutti lì, dentro un file di testo. di alcuni ho gli incipit, di altri solo il finale, di certi l'idea. ce ne sono alcuni di cui ho segnato solo una frase che così non me ne dimentico. ma poi non li scrivo.
quindi vi faccio un po' una veloce e incompleta rassegna di post che in un certo senso dicono quello che direi io, ma anche no. nb. non sono per forza post recenti.
(a margine: da oggi diventerà sempre più dura, ma anche più veloce, l'attività blog dal lavoro... almeno così dicono...)
lui parla di amicizia, lui di tradimento, lui di amori giovanili, lei di dio e di invidia politica ma anche di odio linguistico, lei di certezze.
IlColonello, LaGatina, Albertaccione, ChicaVQ, Sooshee |
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Auro - 19:49
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addio, cristina |
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ho deciso di non leggere l'ultimo monologo. del resto è "il grigio" e del grigio ho il libro.
quindi la lettura di questo, si interrompe qui e io sono già proiettata nella ricerca di una copia per me. stranita e stracolma di parole. entra di diritto nei migliori 5 letti quest'anno. ma anche per questo ci sarà il suo tempo.
e adesso cambio tono, cambio destinatario, passando al tu, e vi racconto perché per me questo libro è da leggere e da tenere sotto il cuscino...
leggilo, per favore. leggilo. ci troverai l'isteria, la pazzia, la realtà del giorno, la fatica della notte.
leggilo e basta, senza farti domande. vai nella prima libreria che trovi, che sia sul lungo fiume, sul lungomare, un multistore del centro, una libreria imboscata di periferia. chiedilo, leggilo, regalalo.
non è un libro allegro, è un libro amaro, ma è così dannatamente vero che ti ci perdi e lo vedi, lui, sul palco che dice, che urla, che si sbraccia. lo vedi che è Sandro e ne intuisci i tempi, il ritmo e i gesti. chissà se qualcuno potrebbe fare la stessa cosa, farti sentire il vento della spiaggia, il balcone, il prato dove corre Chicco.
leggilo, anche se i tuoi colleghi ti prenderanno in giro perché "stai sempre lì a leggere", ma tu te ne fregherai. loro non capiscono nulla e tu starai leggendo un bel libro. questo ti dovrebbe bastare, anzi inorgoglire.
avrei voglia di avere la pazienza di copiare qui tutte le parti che ho sottolineato, ma sarebbe come riscrivere il libro. e invece devi leggerlo. e sottolineare quello in cui ti ritrovi. io ho consumato la matita.
"sì, sì, è vero. sai quand'è che ti diventi sensibile? quando uno ti abbandona. sì, quando ti abbandonano. quando hai paura del tradimento. allora ti ammutolisci e ti viene la faccina piccola, e dentro ti lavora un dolorino, e non esplodi perché sei attorcigliato, meschino, e così innamorato del tuo dolore da diventare arido, da non avere neanche più la forza di alzare la zampina, poverino"
TentativiDiFuga, CatalogoEinaudi |
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Auro - 00:49
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| 23.06.04 |
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| 22.06.04 |
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carrambauro |
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stasera la palacucco ho visto una specie di congrega di fantasmi: amici, ex amici, conoscenti, ex morosi, ex dei miei ex, vecchi compagni di università, gente della radio, ex colleghi.
quasi tutti e tutte ex, del resto son fantasmi, no?
vabbé... succede. però tipo che come il nostro tifo non ce n'è (massimo rispetto anche a lei)... con la speranza che non mi abbiano ripreso perché quando sono in ansia di calcio (cosa che mi succede una volta ogni due anni ma che comunque mi passa in fretta) sono veramente buffa.
Tigro, Jorma, Gonio, Chettimar, Conundrum, StandBy |
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Auro - 23:44
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Commenti (4)
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invettiva |
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premessa: oggi ho comprato il nuovo colaprico. l'ho comprato perché voglio leggerlo prima della presentazione. l'ho comprato perché il kola è una persona che ho conosciuto, prima tramite i libri, poi di persona, ed è una persona che mi piace nei gesti e negli scritti.
mettiamola così, questa salinger l'ha scritta per me e per l'effetto che mi fa un buon numero di scrittori, fra cui colaprico: "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamarle per telefono tutte le volte che ti gira".
esposizione: io però il libro di colaprico l'ho pagato 15 euro, e senza offesa all'autore, è un furto. i libri costano tanto e costano cari. troppo cari. 15 euro è un furto di tipo legalizzato. e non è solo l'ultimo di colaprico, ma anche l'ultimo di fred vargas. e io compro "trilogia della città di m." perché ci tengo, ma non compro vargas perché aspetto o l'economica (mai visto un einaudi passare in economica soprattutto un giallo, soprattutto un autore non molto seller) o di trovarlo di seconda mano.
io di libri non ne compro più, a meno che non costino meno di 10 euro. mi spiace ma è così. e so che alle case editrici non gliene può fregar di meno che una sfigata milanese non compri più libri, ma visto che l'anno scorso ho speso in libri un mese di stipendio lordo e che quest'anno mi sono lesta lesta avvicinata alla stessa cifra, e siamo a giugno... forse una buona acquirente la perdono.
IlSaggiatore (sulla cui pagina il prezzo indicato è 12,50...), TentativiDiFuga |
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Auro - 13:42
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Commenti (10)
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| 21.06.04 |
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eccesso di violenza |
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son tornata a casa dopo una serata chiacchiere con l'immancabile s. (potranno cambiare un sacco di cose, tata, ma io e te non cambieremo mai...), accendo la tv e capito su mtv.
Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare e credere di stare bene quando è inverno e te togli le tue mani calde non mi abbracci e mi ripeti che son grande, mi ricordi che rivivo in tante cose...
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale che anche se non valgo niente perlomeno a te ti permetto di sognare e se hai voglia, di lasciarti camminare... scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare, ma vuoi dirmi come questo può finire?
Non me lo so spiegare... io no me lo so spiegare
non ho retto. ho sfasciato definitivamente il telecomando. |
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Auro - 22:15
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| 20.06.04 |
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un 37 pianta larga: e sandalo fu |
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visto che c'ero e che le desideravo, ho comprato un paio di scarpe proibitive e un paio invece assurde. il tutto per 30 euro.
volevo togliermi lo sfizio di dire che in casa ho un paio di scapre anni 60 e un paio di scarpe da passeggiatrice (ho sempre avuto un paio di scarpe da zoccola in casa, ma i sandali con la zeppa e il tacco a spillo li ho buttati via a settembre quando ho fatto ordine nello sgabuzzino, e proprio venerdì - sistemando lo sgabuzzino - ne avevo notato la mancanza).
ipotesi di utilizzo: 1/150 per entrambe. ipotesi realistica (a netto della pazzia): 1/500. ma va bene così.
ho anche avuto la conferma del fatto che, nonostante abbiano su di me un fascino fascinoso, i sandali da schiava non fanno per me: costringono la mia caviglia sottile e il mio polpaccio da calciatore alla rissa.
mi scuso con chi troverà poco adatto la definizione scarpe da zoccola, ma si tratta di una classificazione facilmente comprensibile, che non lascia il minimo dubbio e un sacco di spazio all'immaginazione.
(quasi quasi mi fotografo le scarpe e poi le mando a loro, che sanno cosa farsene, delle foto)
TentativiDiFuga, RealityShoe |
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Auro - 23:03
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Commenti (4)
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insonnia di blues |
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non riesco a dormire e mi rigiro nel letto.
riprendo a leggere. riaccendo la luce, riapro il libro dove ho lasciato il segnalibro, che stavolta è una cartolina pubblicitaria. come al solito poi la lascerò dentro per ricordo e per segnalettura. ci scriverò dietro qualcosa, forse una citazione del libro stesso.
riaccendo la luce, dico. la lampadina spara sul soffitto e io ricomincio a leggere. ogni tanto riaccosto le due parti del libro (quella letta e quella non letta, con uno sguardo a quale delle due è più cicciosa) lasciandoci il l'indice della mano in mezzo per guardare la costa viola, che mi piace moltissimo. mi piace moltissimo anche la fotografia in copertina che la ritrae bellissima. c'è anche un'incongruenza nella foto e come se fosse il gioca dello scova l'intruso della settimana enigmistica la colgo subito.
(sono secoli che non faccio un bartezzaghi figlio)
vado avanti a leggere e mi rendo conto che il libro parla di un sacco di cose, molto delle quali non sapevo sarebbero state lì quando l'ho comprato.
forse sarebbe il caso di leggerlo (il libro) con calma al parco. ma io stanotte non riesco a dormire e o decido di mettere a posto la cassettiera rotta o leggo. per amore dei vicini e del loro sonno, preferisco leggere.
scendo dal letto, con ancora il libro in mano e vado in sala dove cerco quel cd che sono anni che nessuno stereo in questa casa suona. lo trovo, lo infilo nello stereo della camera e lo faccio andare, liscio. la luce del display riempie la camera e io torno a letto, il volume è basso, visto che sono le 2 passate, ma in questi sedici metri quadri tutto si riempie. e sui muri bianchi la luce del faretto che spara con il silenziatore alla cieca sul muro si associa alla musica e sembrano che facciano l'amore.
ricomincio a leggere, la iso si rigira sulla poltrona, mugugna come fa spesso quando sogna. io non dormo, ogni tanto bevo una sorsata di acqua direttamente dalla bottiglia che da un po' incastro come faceva m. fra il materasso e la testata del letto per comodità. io fosse per me berrei sempre a canna, che è più comodo, più veloce e più soddisfacente.
domenica niente picnic perché vado al mare, domenica niente mare perché il tempo fa schifo e io non ce la farei comunque a svegliarmi alle sei per prendere il treno. posso ancora leggere, domani posso svegliarmi quando voglio.
e lei mi riprende e mi riporta indietro nel tempo. ricontrollo la sua data di nascita e di morte e mi pongo delle domande, che forse mi troveranno risposte nelle pagine che mi mancano.
squilla la sveglia del cordless. sono le sette. mi sono addormentata con la faccia fra le pagine del libro, la luce accesa e il display dello stereo che ancora spara nel buio. la musica è finita ormai da qualche ora e probabilmente sta fumando ininterrottamente gauloises senza filtro da allora.
mi maledico perché ho dimenticato di togliere la sveglia e scendo dalla scaletta. mi accorgo per l'ennesima volta (ce ne fosse mai stato bisogno) che sotto fa molto più fresco che là sopra. stacco la sveglia, vado in bagno per darmi una sciacquata alla faccia, mi guardo allo specchio e mi rendo conto che ieri sera quando ho messo la testa sul cuscino i capelli non erano ancora asciutti e che ora sono tutti in piedi e tutti scompigliati. senza possibilità di riportarli all'ordine. guardo fuori dalla finestra e mi accorgo che il tempo è veramente brutto. in teoria a quest'ora sarei dovuta essere sul treno, in teoria. e poi mi approprio del divano, su cui mi sdraio. la cana corre a prendere il suo posto fra lo schienale e la mia faccia. io mi dico che è domenica e che dovrà passare in fretta: potrei andare sui navigli a spulciare i libri a metà prezzo del libraccio. potrei.
mi risveglio che ha appena cominciato a piovere. è mezzogiorno. metto su il caffé e litigo con la spazzola e la mia massa di anarchici capelli. prendo la centella e poi il caffé.
davanti alla finestra spalancata con la prima sigaretta che brucia, con la pioggia che inizia a riempire di sabbia le macchine parcheggiate sotto casa, mi sento sussurrare domenica, maledetta domenica. sei arrivata, anche se con il contagocce.
adesso cerco cacciaviti e martello e rimetto in sesto la cassettiera. poi ci penserò. del resto sono solo 12 ore da far passare.
Lady sings the blues She tells her side Nothing to hide Now the world will now Just what the blues is all about The blues ain't nothing but a pain in your heart [Billie Holiday, Lady sings the blues] |
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Auro - 12:54
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Commenti (2)
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| 19.06.04 |
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| 18.06.04 |
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imprese funebri |
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quando convivi con un morto in casa hai due missioni da compiere:
- spingere il feretro il prima possibile fuori di casa, ma senza fretta, senza farsi male e senza far finta di averlo fatto sloggiare mettendolo sotto il tappeto.
- fare i conti con te stessa, ma senza menate. e senza dimenticare quello che ti sta succendendo, i successi che hai raggiunto, senza dimenticare che se stai così è perché un giorno hai preso in mano la tua vita e hai lottato, graffiato e urlato per arrivare dove sei ora. con un morto in casa, certo... con una zavorra pesante, ma dannatamente leggera dentro, orgogliosa, cambiata e serena. perché è il connesso che ti frega. |
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Auro - 15:18
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Commenti (1)
[ intimismo ] |
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| 17.06.04 |
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