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<< Giugno 2004
- Tentativi Di Fuga
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| 30.07.04 |
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meno... lasciamo stare... |
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tutte le volte che esco a fumare mi fermo un attimo a guardare la ringhiera della casa "d'epoca" che si trova dietro al palazzo moderno del mio ufficio. sulla ringhiera si affaccia l'entrata di una casa con sempre i fiori sul davanzale.
affianco a quell'appartamento ce ne è un altro, alla cui finestra è appesa una campana a vento.
ogni tanto penso che sarebbe bello abitare in uno di quei due appartamenti, in centro città, a due passi dal duomo, ce fra l'altro stanno all'interno rispetto alle vie di grande traffico e quindi devono essere anche silenziosi e tranquilli.
i miei colleghi oggi parlano solo del fatto che è il loro ultimo giorno di lavoro, che stasera o domani al massimo partono per il mare. tutti partono questo weekend, tranne f. che sta per diventare papà per la seconda volta e resta a casa. io settimana prossima sono ancora qui, con 8 ore al giorno, con le gomme della imelda da cambiare, con una sana, ma difficile da gestire, improvvisazione sulle mie vacanze. senza troppe aspettative, senza menate, ma con due desideri che lotterò per vedere realizzati.
sono due settimane che ho la testa incastrata in mille pensieri, in sane incazzature e nel precario equilibrio fra la rabbia di voler comunicare qualcosa e la corretta e sana impossibilità di farlo.
io devo staccare, porco cane. |
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Auro - 09:46
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| 29.07.04 |
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anfame |
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dopo aver letto questo, e aver approfondito alcuni degli argomenti, sono certa: io non faccio parte della gente da evitare, che si definisce appartitica, appolitica, acconfessionale.
stralci (anche se ci sarebbe da commentare tutto il sito, nella sua completa completezza):
Al di là del fatto che è illusorio che la convivenza possa rappresentare un banco di prova del matrimonio, in quanto le due realtà non sono confrontabili né sovrapponibili, essendo l’una basata sulla mancanza del vincolo e l’altra, al contrario, sulla sua esistenza, ciò che invece può veramente garantire la riuscita del matrimonio è, in verità, il saper aspettare – una rinuncia vissuta in due cementa l’unione assai più di qualsiasi immediata soddisfazione – è il sapersi mantenere integri proprio come segno d’amore dell’uno per l’altra, il conservarsi l’uno per l’altra, per potersi poi donare reciprocamente in pienezza quando l’impegno contratto darà il diritto di appartenersi scambievolmente fino in fondo.
E’ credenza diffusa che castità significhi rapporti sessuali zero. Nulla di più sbagliato.
Essendo la castità parte della temperanza, e significando questa, moderazione, cioè regolazione (l’esempio del moderatore in una tavola rotonda…), se ne conclude che la castità è quella capacità che mette la persona in grado di regolare l’attività sessuale in base al proprio stato di vita.
C’è dunque una forma di castità per ogni stato di vita. Ora, gli stati di vita possibili sono tre: pre-matrimoniale, matrimoniale e, diciamo così, a-matrimoniale.
Se ne può concludere, pertanto, che il pudore, lungi dall’essere un tratto accidentale o sorpassato, è invece un’esigenza profonda e universale della natura umana, e che solo il suo modo di manifestarsi può cambiare con le culture o con i fattori ambientali. Ma per recuperare oggi questa preziosa componente dell’essere umano, è necessario rimpossessarsi della propria intimità, prenderne coscienza e coltivarla come un bene di inestimabile valore.
Per una volta, tanto per togliere l’alibi a qualcuno, vi suggerisco 10 buoni motivi per “osare di più” (ndA. stanno parlando dei motivi per fare un figlio) [...] 6. Il popolo italiano si sta estinguendo. Questo è un discorso che dovrebbe riguardare tutta la politica sociale italiana, che finalmente dovrebbe attuare una vera politica di protezione e assistenza alle famiglie. Non possiamo altrimenti protestare sulla crescita degli immigrati in Italia, che vengono a sostituire gli italiani che non ci sono più…siamo un paese che invecchia, dunque…chi pagherà le nostre pensioni? |
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Auro - 14:14
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| 28.07.04 |
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scaldando il mondo essendo sole |
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[reprise] come saprei stupire l'uomo che sei, quando sei lì e non sai che voli prendere... come saprei richiamare gli occhi tuoi, incollarli ai miei, emozionando sempre più ...che la adoro lo ho già detto.
ieri notte, quando all'una mi sono svegliata di soprassalto perché evidentemente sono una persona disturbata che fa sogni disturbati, ho ascoltato il cd in sottofondo fino a quando mi sono riaddormentata, per non volermi più risvegliare stamattina.
all'una ero sul balcone, rannicchiata, con la schiena contro al muro, in canottierina bianca e slip color gelato, che fumavo una sigaretta. la iso era rannicchiata affianco a me e cercava di prendere le margherite gialle (che stanno incredibilmente resistendo).
e canticchiavo a bassa voce, immaginandomi capace di avere quella estensione vocale, capace di quegli acuti, capace di perdonare e di comprendere.
ho pensato che nonostante il volume dello stereo fosse basso, forse qualcuno mi stava maledicendo e forse qualcuno si era svegliato e ne aveva approfittato per fare l'amore.
quanto amore c'è, pronto a scoppiare in me... quanta vita sei da vivere adesso... |
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Auro - 11:53
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| 27.07.04 |
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stupore |
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io sono una con la faccia incazzata sempre. io sono una che a un certo punto della conversazione si ferma e dopo una pausa (a volte interminabile) dice... "no niente". io sono una che se decide che in un posto non ci sta bene, se ne va e non ci torna.
io sono tutto questo, anche se ultimamente meno di prima.
oggi avevo un mezzo sorriso stampato in faccia, mezzo abbastanza da farmi sembrare idiota. avevo portato la macchina dal meccanico e tornavo balzellon balzelloni a casa, sigaretta fra le dita, i capelli da lavare (e ancora da tingere), le scarpe ciabatte della kickers e i pantaloni e la maglietta rossa. la borsa con la renna che ho comprato a torino. mentre attraversavo l'incrocio, canticchiavo ultraviolet degli u2.
e ho avuto la folgorazione: ho sempre detto che adoro essere stupita, talvolta ce l'hanno fatta. l'unica cosa che mi fa sorridere, mi fa rimanere in un posto, mi fa raccontare tutto è lo stupore regalato. è talmente ovvio che ogni tanto me lo dimentico.
e adesso corro a lavarmi i capelli! |
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Auro - 21:09
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[ intimismo ] |
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mens sana... in corpore... vabbé... |
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è comprovato che se devi stare male, non malissimo, ma mediamente male, il giusto per farti preoccupare, perché sei una contro le medicine, contro i farmaci, contro le operazioni, contro i medici, contro lo sclero da "e poi che succede?"... ecco dicevo, è comprovato che se devi stare male, succederà diciamo 10 giorni prima della partenza per le ferie.
a corollario di questo ovviamente: 1. non c'è un medico che sia uno che ti dia un'occhiata prima della data della partenza 2. nello stesso modo, se ci fosse, non vorresti mai rovinarti le ferie andando a farti sentire dire non si sa bene cosa (da 1 a 10, diciamo 12) 3. il tasso di ipocondria sale a manetta (e quindi, a corollario del corollario, iniziano a farti male gli occhi, senti la cefalea che monta, il gomito che ti sei maciullata più di un anno fa inizia a fare gnicognico e blablabla...).
l'unica persona non medica di cui mi fido in campo sanitario mi ha detto che dal medico ci devo andare il prima possibile.
ho deciso che io non mi fido proprio di un cazzo di nessuno. e che dal medico ci andrò. a settembre. |
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Auro - 20:31
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| 26.07.04 |
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un impegno concreto |
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Nei prossimi giorni, Vergine, t'invito a a rispondere come fece Matisse ogni volta che incontrerai delle persone che stanno affrontando momenti difficili e preoccupazioni. Il miglior dono che puoi fargli è dargli gioia e vitalità. (Brezsny)
okkei... psicopatici, depressi, repressi, maniaci (non telefonici), tristotti, lamentosi, tutti quelli che gli amici abbandonano perché "che palle", incompresi, segaioli... a me... raccontatae tutto a ZiaAuro... che se avete una casa al mare, si acchiappano due piccioni con una fava... e vi va pure bene che sono di ottimo umore...
Internazionale |
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Auro - 12:21
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[ brezsny docet ] |
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comprami... io sono in venditaaaaaa |
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ho passato i primi sei mesi dell'anno a cercare di piazzare un'amica in cambio di soldi. ovviamente scherzando, che se fosse stato vero altro che quella percentuale ridicola...
beh, visto che alla fin fine, al di là di s., il mestiere paga. adesso cerco di piazzare me stessa, che visto che faccio tutto da me non ho manco il pappa da pagare.
attenziò-attenziò-battagliò: cosa non si fa per andare al mare...
offerta sul mercato NON vincolante per entrambe le parti: una notte brava con Auro offresi in cambio di una casa libera per una settimana al mare.
si offre serietà, riservatezza e "mai nessuno si è lamentato" (se serve posso anche recuperare le referenze).
si richiede casa ampia, a 500 metri dal mare, possibilmente scogli, possibilmente con terrazza, possibilmente su levante o in maremma costiera. va bene anche la costa azzurra. no ponente, no adriatico. si garantisce pulizia di fine soggiorno presso la magione marittima e rimborso luce e gas.
eventualmente si può anche solo passare la notte a chiacchierare, ma in ogni caso, no obbligo di dire cose intelligenti.
in ogni caso ci si può mettere d'accordo... ma per più di tre volte, l'usofrutto diventa annuale. |
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Auro - 09:55
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| 25.07.04 |
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domande esistenziali |
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mio padre non vuole, ripeto: non vuole, che sulla sua macchina si abbassino i finestrini. la macchina di mio padre non ha l'aria condizionata. in macchina di mio padre si muore dal caldo. il fatto è che, parole sue, che ripete da 30 anni e passa, non vuole rischiare il torcicollo.
ora se guidasse a 200 all'ora, capirei. ma mio padre rispetta tutti i limiti di velocità (anche quelli che non esistono) e va in macchina come sul triciclo. tanto per dire: non supera gli autobus, anche quelli fermi al capolinea. che sembra un'esagerazione, ma un giorno gliel'ho dovuto dire io che la 72 era ferma al capolinea perché lui era lì, fermo, ad aspettare che ripartisse. e per superarla abbiamo dato la precedenza a tutta la popolazione degli ebrei in marcia verso la terra promessa, approfittando poi di quando si sono separate le acque del mar rosso, per uscire da sto loop in cui io sacramentavo e lui sporgeva il testone per controllare se arrivava qualcuno. tutto questo perché mio padre è così ligio al dovere di automobilista (e non solo) che dà la precedenza anche chi è fermo al semaforo 500 metri prima.
ora, come gli fa a venire il torcicollo se lo superano anche gli apecar? e perché io mi ostino a dire di sì quando quei due sciamannati mi invitano fuori a pranzo?
(vado a farmi venire il torcicollo sulla ciclabile del naviglio) |
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Auro - 14:56
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l'aria ne è stracolma |
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io che non vado al mare quest'anno, esattamente come l'anno scorso, quando al mare invece ci sono andata spesso e volentieri, sono succube di daniele silvestri e del suo meglio.
io rivoglio il cd due che non trovo più del doppio di vecchioni, dovessi anche ricomprarlo (anche se dubito che casa mia se lo sia inglobato). solo che non lo trovo in giro e mi fa incazzare sta cosa che nessun cd che ha fatto è bello come quello. e so anche che magicamente quando avrò speso 20 euro e passa per il cd nuovo, lo ritroverò. come è successo per sergio caputo, i reef e i police.
poi, invece, ci sono i cd che ho prestato e che so che non torneranno. quindi quelli dovrei sì, ricomprarli, senza remore e rimpianti.
la musica mi gira intorno e io non riesco a fermarla.
DanieleSilvestri, Italica, RobertoVecchioni |
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Auro - 11:56
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[ musica ] |
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| 24.07.04 |
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effetto atmosferico |
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lo so che sono buffa.
e sono ancora più buffa quando pedalo sotto la pioggia di un sabato in cui avrei dovuto lavorare al mercato e invece sono stata sotto una tettoia per 4 ore e non se ne è fatto nulla. sono buffa perché sorrido. mi fermo ai semafori e mi passo la mano sulla faccia. e sulle braccia. è una dimensione che sento mia. la maglietta che si appiccica alla pelle e fa le grinze con cui giocare quando puoi staccare le mani dal manubrio.
amo stare sul balcone e sentire l'aria che si muove, perdio, in questo luglio di afa che pare il cellophane attorno al collo.
amo la pioggia che lava le strade, amo l'odore che milano ha quando piove.
amo camminare sotto la pioggia e sentire i capelli che si bagnano, le suole umide e l'orlo dei pantaloni che gocciola.
una volta ho fatto il bagno in una piscina all'aperto mentre pioveva e mi son sempre detta che un bagno così sarà difficilmente replicabile. vedere dal di sotto i cerchi creati dalle gocce a contatto con la superficie che sa di cloro mischiato con la pioggia. uscire dall'acqua e restre lì sul bordo, a prendere ancora pioggia e a non sentire il freddo. vedere le foglie galleggiare sull'acqua e venire spostate dalla corrente che i cerchi concentrici creavano.
sotto la pioggia le lacrime si confondono e forse è più facile dimenticarle. sotto la pioggia le parole sussurrate perdurano e rimangono nell'aria, non cadono pesanti al suolo, ma galleggiano.
sotto la pioggia le urla arrivano in alto, sostenute dalla forza con cui le cose vengono dette e confessate.
sotto la pioggia le mani si stringono di più e non è solo il freddo, talvolta capita che sia amore il collante, talvolta.
stamattina dio era incazzato duro e il cielo alle 7 sembrava preannunciare l'apocalisse. ho mandato un sms a n. per avvisarlo. non si sa mai che lui non se ne fosse accorto. |
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Auro - 12:49
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Commenti (3)
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| 23.07.04 |
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| 22.07.04 |
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il rodeo che non posso rodeare... |
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niente trucchi per favore.
segno, scritta a caso, le mie iniziali, qualche scarabocchio, un altro segno, il disegno del mio prossimo tatuaggio, un'altra firma, una greca come quelle che si facevano sui quaderni alle elementari, un altro ghirigoro. uno schizzo di casa mia, i soliti omini tipo porta del cesso, il verso della canzone dei reef che ascoltavo stamattina mentre facevo la doccia, una spirale, un ideogramma cinese, una spirale. un'altra spirale...
["STOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOP! Buona la prima..."
tra sé e sé: "Prima e ultima volta che accetto di recitare in un film finlandese, che mi toccano tutte ste parti introspettive, in cui aspetto sempre qualcuno... fa un freddo porco e in tutte le scene mi ritrovo sempre a scrivere ghirigori su sto cavolo di quaderno. con la bottiglia di birra.
E come da copione, c'è sempre quello là, sfigatissimo, sullo sfondo di tutte le scene... e stavolta se si accorgono che ho dimenticato sul tavolino il libro che stavo leggendo mentre mi impallidivano al trucco si incazzano duro... madonna che palle... TRUCCOOOOOOOOOOOO!"]
lo avevo scritto poi facendo il refresh della pagina mi sono accorta che miic aveva già postato una cosa molto simile. a meno che non mi venga un'altra idea accettabile, anche questo rodeo mi vedrà in disparte.
Blogrodeo, Miic |
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Auro - 14:10
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Commenti (4)
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delirio estivo |
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sono due giorni che ci penso: i nostri anziani, in questa calura che dicono toccherà nel pomeriggio di oggi i 40 gradi, possono fare due cose: andare nel reparto surgelati degli ipermercati (dove, immagino, le prevvidenti amministrazioni gdo abbiano installato uno schermo al plasma con le sedie o una serie di tavoli per il burraco) o andare dai pompieri.
e io me li immagino, sti ragazzoni prestanti e muscolosi che accompagnano la vecchietta a fare un giro sull'autopompa (pensando alla puntata di s&c in cui samantha fa sesso assatanato con il baldo giovine vigile del fuoco... scatta l'invidia...).
per la cronaca: a milano c'è una sola caserma di pompieri con il bagno "per le signore", perché c'è una sola vigilessa del fuoco in tutta la città. molto spesso alle sale mensa ci si accede con un montacarichi (ad esempio in via messina). i fondi per l'installazione di alcuni (mica tutti) impianti di condizionamento sono stati stanziati a inizio settimana: fine lavori prevista natale. in molte caserme una chiamata di soccorso significa la chiusura della caserma stessa, in cui rimane solo una persona per rispondere alle chiamate telefoniche, nel caso la vecchietta dove la posizioniamo? affianco al guidatore, al controllo della manichetta o le diamo un megafono per allontanare i curiosi?
Peacelink, LaRinghiera, VFM |
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Auro - 10:39
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Commenti (2)
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voglia di andare in vacanza |
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ok, io lo so che sono una rompicoglioni. ok, io lo so che vivo di principi sterili e inutili. ok, io lo so.
ma voi, voi lo sapete di voi stessi? ma voi vi guardate mai allo specchio? avete mai notato quel circolo vizioso che lucidate, alimentate e coccolate mentre vi gira attorno?
io sarò quella matta, quella stronza, quella irriverente, quella irriconoscente una sovversiva una mezza criminal, e forse non ho quello che avete voi, ma mi fate molto più schifo voi, coi vostri preconcetti preconfezionati e la vostra illusione di essere al centro del mondo, magari anche del mio. |
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Auro - 09:52
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Commenti (10)
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| 21.07.04 |
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il porco, la zozza e i lemmings |
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sto archiviando molte mail che stanno lì, nel mailer dell'ufficio. io sono solita non buttare via così dopo 3 anni qui mi ritrovo con più di un giga di posta.
rileggendo le mail che scambiavo con e. sorrido. è stato un capo splendido e stupido. ostico, cattivo, bastardo, in alcuni casi incompetenti, ma è stata la persona più dolce e ironica che mi abbia mai mandato a fanculo, affettuosamente, almeno sul lavoro. identico a me, con il fanculo scritto negli occhi, con la gratitudine fra le dita delle mani e con la voglia di fare bene, fare tutto, non guardando sempre al perché e al percome.
rileggendo quelle mail mi accorgo che un po' mi manca e che io quel modo di lavorare, compagno, anarchico e totalmente fuori di testa, ecco io quel modo di approccio al lavoro, ai cazzi, ai mazzi, alle soddisfazioni e ai clienti non lo userò mai più. |
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Auro - 17:32
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Commenti (0)
[ salario garantito ] |
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| 20.07.04 |
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20072001 |
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oggi ho preso una multa per divieto di accesso perchè, visto che la ciclabile era bloccata da una macchina, ho fatto dieci metri contro mano per raggiungere l'altro pezzo di carreggiata. "divieto di accesso con il velocipide".
"ma lo vede che lo fanno tutti?" ho chiesto al vigile, "sì, ma io ho visto lei". ok, 33 euro e 60 e me ne sto zitta. evidentemente ho l'alone viola.
oggi sarei voluta venire in ufficio con una maglietta ad hoc che ho appena comprato.
oggi ho il tailleur e un sottogiacca figo perchè avevamo una riunione con un cliente. ho la maschera di una donna in carriera, ma dentro il cuore sanguina, il ricordo non si affievolisce, la memoria ricorda.
carlo, le strade di genova, la diaz, bolzaneto.
Artique, TentativiDiFuga |
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Auro - 12:54
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Commenti (2)
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| 19.07.04 |
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| 18.07.04 |
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| 17.07.04 |
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come te nessuno mai, reprise |
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ti ho aspettato per un sacco di tempo. avrei voluto vederti sbucare fuori in mezzo ai pantaloni a righine con un mazzo di girasole e sentirti dire "ricominciamo tutto. insieme." e non l'hai mai fatto. poi ho smesso di aspettarti, di aspettare chiunque. ho solo ricominciato da me, con il timore di non saperlo fare. di non esserne in grado.
oggi sei sbucato fuori dalle gonne a righine, ma cavolo dovevano essere i pantaloni!!!... e soprattutto dove li hai lasciati i girasoli?, e hai solo sorriso. e ho capito che sì, ne sono stata in grado.
è stata dura, è stato faticoso, lento, ritmato, sincopato, ho inciampato spesso, ma ne è fottutamente valsa la pena. e ho avuto la conferma che - nonostante tutto - il silenzio serve, forse solo per rivedersi dopo due anni e sorridersi, abbracciarsi e esserne sereni.
non posso dimenticare che mi hai portato via le forse migliori cose che possedevo, la fiducia incondizionata negli altri, l'amare senza se e senza ma, la voglia e la forza di non farmi mai fottere dalla paura, non posso dimenticare nulla... l'umiliazione, il dolore, i graffi e le parole, non illudertene e non me ne illudo nemmeno io: ho semplicemente dato dei nomi diversi alle cose e ho iniziato a guardarle con occhi diversi. non saremo mai amici, ma almeno dovesse mai capitare di incrociarci non ci ignoreremo.
...e poi dai, ale, lei è così dannatamente diversa da me, così ben vestita, così ben pettinata, così ben truccata, così sicuramente poco camalla, che sì, meglio così... non so per te, ma per me di sicuro. |
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Auro - 20:49
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Commenti (2)
[ intimismo ] |
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| 16.07.04 |
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saga di paperino |
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[esterno giorno, viale isonzo]
meccanico (sulla quarantina, un bell'uomo, occhio azzurro e capello brizzolato, ma comunque fuori da qualsiasi standard): la macchina va benissimo. funziona, ci ho fatto un giro. non c'è niente che non vada. se vuole la proviamo assieme.
Auro (che appare perplessa, perché non riesce mica a spiegarsi allora tutta la fatica fatta qualche sera fa - lo ammetto, non da me - e perché sia rimasta tre quarti d'ora in mezzo a un incrocio all'una di notte con le quattrofrecce accese): ma è sicuro?
m.: sissì, guardi facciamo il giro dell'isolato...
(Auro sale in macchina e parte, la macchina è un bijou. per fare conversazione il m. chiede a Auro tipo che lavoro fa... Auro sta sul generico che spiegarlo il suo lavoro mica è facile...)
A.: ok, va bene... grazie mille.
m.: si figuri...
(qui il cervello di Auro si intasa e dà alle sinapsi una dritta sbagliatissima...)
A.: beh, speriamo di vederci più tardi possibile... (sorride)
m.: venga a trovarmi, ma mica solo per la macchina... dai che le offro una cena.
A.: beh, arrivederci... (e mette in moto)
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[interno macchina, giorno, molto traffico, circonvallazione esterna]
A. (parla da sola, o meglio con la macchina): dai, tata, portami a casa, ti lascio da s. e lui ti dà una controllata come dio comanda... dai tata, fammi sto piacere...
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[esterno giorno, via conchetta]
A. (pestando i pugni contro il volante): [bestemmia]
imelda è ferma. tutti suonano quei cazzo di clacson su cui sfogano la loro scarsa operosità trombaiola... via conchetta è una via minuscola con senso unico. un cordiale, seeeeeeeeeee, bravuomo aiuta Auro a spostare la macchina sulle strisce pedonali, nel dehors di un locale, in pratica...
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[esterno giorno, via conchetta. Auro è provata e letteralmente spalmata sulla macchina... non pronuncia parola, ma ne pensa un sacco... la sua faccia è una continua centrifuga di pensieri e ipotesi di azione. ha già chiamato il meccanico di prima il quale non ha profuso segni di soccorso]
A. (tra sè e sè): vedi che sei la solita cogliona, avresti dovuto starci, ci sarebbe corso qui...
(pausa)
A. (tra sè e sè, un po' più lucida): ma non diciamo cazzate.
(si avvicina un uomo che indossa un camice bianco)
sconosciuto: se vuole c'è un meccanico qua dietro...
A.: uhm... (perplessa)
s.: se vuole provo a dare un'occhiata al motore
A.: uhm...
s.: beh, io le dò il numero, se vuole lo chiami... ma è sicura che non vuole che le dia un'occhiata al motore?
(Auro ringhia. lo sconosciuto si allontana e entra in un laboratorio di pellicce. associando uomo a negozio Auro ringhia in sterofonia. quando il porco sfruttatore di animali indefesi esce con il post it con su il numero glielo strappa di mano con ringhio triplo, che viene percepito chiaramente anche nei bassifondi di calcutta)
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[esterno giorno, sempre via conchetta. Auro è al telefono]
A: senta, il suo numero me lo ha dato il pellicciaio (espressione di disgusto) di via conchetta. ho la macchina ferma davanti al suo negozio...
(pausa)
A: ok, l'aspetto
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qui comincia una ripresa accellerata in cui si vede Auro che parla con un ragazzotto, un po' in carne con un tatuaggio tribale su tutto il collo, che trambusta nel suo cofano, stacca pezzi e fa i conti in tasca a Auro, che è già abbastanza contrariata e ci manca solo che sto ragazzetto - chiaramente sotto effetti anfetaminici - le faccia i conti nel portafoglio... in tutto questo aventiveloce c'è un'unica cosa chiara: il ragazzetto - sempre più sotto effetti psicotropi - non stacca gli occhi dalle tette di Auro.
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[esterno giorno, via conchetta. Auro ferma un autobus e il ragazzotto sposta imelda in un parcheggio lungo il marciapiede. i due si salutano, dai segni che si fanno si intuisce che si rivedranno da lì a poco. stacco.]
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[esterno giorno, via conchetta. Auro cammina nervosamente mentre è al telefono con uno sparring partner a distanza e elucubra nuove soluzioni. poi mette via il telefono e entra nella libreria conchetta, qui parla velocemente con la ragazza dietro la cassa. esce. riprende il telefono. si dirige verso una via laterale. ogni tanto chiaramente alza gli occhi al cielo e tira giù cristoni, lo si intuisce dal solo labbiale]
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[interno officina, zona via conchetta. sui muri i calendari porno si sprecano. alcuni riportano come in un qualsiasi cesso da stadio o da stazione segni, scritte e ammenicoli vari]
Auro dà i suoi dati a questo ragazzotto che le infonde fiducia zero e che ha l'officina zeppa di motorini presumibilmente truccati.
ragazzotto (che ha sempre e comunque gli occhi sulle tette di Auro): allora, ti chiamo domani e ti dico la cifra.
A.: ok
r.: Auro ma ti vedo stanca oggi... cosa ti succede?
(Auro pensa che stia per vendergli una pasticca, si volta e saluta)
r.: ma adesso che fai, vai a casa?
A.: sì, ma ci vorrei andare con la mia di macchina...
r.: e no, stavolta no, ma la tua macchina è in buone mani... qualsiasi cosa tocco io è in buone mani... (sguardo laguido misto a pupille in chiara crisi atropinica) ma ti dò io un passaggio se vuoi...
(paesaggi di mani ovunque e di occhi perpetualmente sulle tette e poco sulla strada, con sottofondo unza unza, si proiettano davanti agli occhi increduli e disgustati di Auro)
A.: a casa ci vado coi mezzi. grazie. (si volta definitivamente)
r.: uh, ma hai un tatuaggio?
Auro (tra sè e sè): oltre alle tette, che cazzo fai mi guardi pure il culo, coglione?
r.: me lo fai vedere?
A. (non si volta neanche): no, ci sentiamo domani.
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[esterno giorno, lungo il naviglio. Auro cammina di corsa mentre parla con il suo sparring partner, si sentono solo frammenti della conversazione]
... ma ti pare che sto coglioncello qui debba fare ste scene...
... io a vent'anni ero autistica, ma questo si fa seghe a nastro...
... ma cazzo cos'è? gallina vecchia fa buon brodo?...
... ma com'è che a vent'anni non beccavo un cazzo e mo' arrivo a trent'anni per farmi fare le avances da tutti i meccanici allupati di milano?
... ti faccio sapere...
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[esterno giorno, via vigevano. Auro esce con un nuovo meraviglioso paio di scarpe]
A. (tra sè e sè): ma vaffanculo, và...
Apprentisorcier, Gonio |
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Auro - 20:45
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Commenti (6)
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blogrodeare in ritardo e senza pretese di vittoria, e manco di segnalazione |
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- Ma Lei mangia sempre così tanto a colazione?
- Ma Lei non se li sa fare i fatti Suoi?
- Forse ha avuto una nottata movimentata. E, nel caso, evidentemente ieri notte mi trovavo nel posto sbagliato.
- Non saprei. Di certo ci si trova ora, nel posto sbagliato.
- Guarda che quelle sono due stronze... Lei che scrofa dal frigo da due ore... l'altra Lei che passa ore al telefono... e sta stronza ha passato tutta notte chiusa in bagno con il tipo e io come al solito in cucina...
- Insomma, è fin troppo che sopporto di stare qui. Ma chi ce lo ha fatto fare di rispondere a quell'annuncio...
- Beh, tu. Guarda ce l'ho stampato a chiare tinte quel giorno: io e te sulla panchina del parco e tu che leggi quel trafiletto e dici "è roba per noi".
- Beh tu potevi dire di no, mi pare... e poi scusa... pagano bene...
- Ma hai visto che quella ha mangiato i tuc con la nutella spalmata sopra?
- L'altra scema sta ancora parlando al telefono, chissà che reportage della notte che sta facendo e io non ho visto nulla!... Però effettivamente, dai, pagano bene... e poi è come in quel film che abbiamo visto assieme...
- Era quello il momento di capire che stavamo facendo una cazzata... quel film mi ha fatto cagare...
- Guarda che è una bella responsabilità essere quelli che controllano le routine di utilizzo delle cucine ikea... Poi in casa di una ninfo e di una magnona...
- Sì, ma loro mica ci vedono... non sappiamo manco come si chiamano...
- Controllo a distanza, darling, retaggio della niueconomi... aggiornati...
(non avendo fatto in tempo)
Blogrodeo |
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Auro - 10:23
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Commenti (4)
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| 15.07.04 |
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libri, vento, cartoline |
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(oggi un sacco di post, che ho un sacco di tempo...)
stamattina mi sono svegliata veramente tardi, ho chiamato in ufficio per dire che sarei stata in ritardo di mezz'ora. mi sono fatta il caffé a casa e ho portato giù la iso facendole fare il giro lungo.
mentre la iso pisciava mi sono detta per l'ennesima volta che il problema della sveglia è un problema che difficilmente riuscirò a risolvere nella mia vita.
sono tornata su, ho preso lo zaino e sono andata dal giornalaio a comprare il biglietto poi in metropolitana. la metro stava arrivando e mi sono scapicollata sulle scale: io e un tipo di almeno 60 anni abbiamo tenuto lo stesso ritmo e la stessa andatura. io mi sono fiondata allo sprint come fanno i centometristi che sporgono in avanti il petto per fregare il fotofinish, lui non ce l'ha fatta ed è rimasto fuori. |
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ho aperto il libro e ho iniziato a leggere. come sempre, in piedi, eludendo la regola degli appositi sostegni, facendo ricorso al mio baricentro naturale che ormai controllo con fisica sapienza goniometrica e cartesiana. con la mente solo lì, fra le pagine, l'inchiostratura pesante, violando l'immaginazione e la sintassi di un'altra persona. con l'abitudine che mi sfiora e che non riesco neanche a pensare di abbandonare. con il ritmo interno che regola il fruscio delle pagine.
estranea a tutto, al rumore, alla gente, al silenzio interno, ai brontolii della pancia, ai pensieri.
e poi a duomo ho cambiato linea. con il dito fra le pagine del libro e la cartolina che uso come segnalibro in mano. scale corridoio, scale. 2 minuti al prossimo convoglio. ne approfitto per vedere cosa fa damas e com'è l'annuncio diaciannove. il treno sta arrivando e come al solito si fa annunciare da una fortissima corrente. di inverno ci si stringe nelle sciarpe. di estate si sopporta e poi ci si lamenta. e la cartolina, posizionata fra le pagine, ingabbiata dalla semplice pressione di una rilegatura economica, scappa via. la vedo rutilare lungo la banchina, dove i piedi degli altri sono a metà della striscia gialla. e la cartolina rotola e vola, e corre più forte del mio pensiero. mi accorgo di avere assunto una faccia sorpresa e un sorriso. il sorriso che puzza di invidia per quel pezzo di carta plastificata gratuita che sta veleggiando in direzione missori. e a cui io non terrò mai il ritmo.
ci rinuncio anche solo con il pensiero. anche se faccio due passi di sospensione e tutti si voltano per dare un volto a chi ha aperto la gabbia.
rifaccio i due passi di sospensione all'indietro e mi arrendo, metto la mano in tasca e recupero il biglietto della metropolitana trovando un nuovo modo per graffiare le pagine e non perdere la memoria.
si avvicina un ragazzo di cui avevo notato la borsa da lavoro mentre ero sulla scala mobile. "questa è tua". e mi passa la catolina che adesso ha qualche botta e i bordi smozzicati. io sorrido e dico "grazie". ormai il treno è lì. prendo la cartolina e salgo. scendo poco dopo. rimetto la cartolina in gabbia e vado nella mia, preparandomi a prendere le sbarre fra le mani e a dondolare la testa, incessantemente. |
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Auro - 13:35
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Commenti (3)
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una formazione di uomini in tuta blu |
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che gli italiani siano un popolo di allenatori di calcio si sapeva, che i miei colleghi siano un gruppo di meccanici fai da te... ecco questo mi era ignoto. fino a oggi.
ovviamente ho raccontato l'evento di ieri notte e f. mi ha detto "mica ricomincerà la saga di paperino?" (ovviamente riferendosi a quando mi hanno divelto la macchina, a quando me la sono rubata da sola, a quando la macchina si era impantanata in un fosso, a quando ho tamponato uno mentre ero ferma...).
da lì sono fioccate soluzioni e ipotesi: pompa della benzina intasata, batteria coi morsetti ossidati, batteria da cambiare, iniezione non picindolor, candele da pulire, marmitta, la sonda lambda (oddio, non ne voglio manco sentire parlare!), batteria scarica...
tutti molto bravi... ma alla fin fine stasera dopo il lavoro la stronza che deve andarsi a cercare un meccanico sono io.
(nb. il fatto di stare meglio lo si vede anche da queste cose. il panico c'è stato, ma assai dissimulato)
detto per inciso: se qualcuno conosce un meccanico fidato in zona piazzale lodi/viale isonzo, mi scriva. vi prego. |
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Auro - 11:57
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Commenti (5)
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dialogo surreale |
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- ah, lavoravo alla XXX...
- ma nooooo... ma io ho fatto un lavoro per YYY, dove eravate coinvolti anche voiiii... (e pensi... io il progetto YYY me lo sarei voluto dimenticare per sempre... e ci ero quasi riuscita...)
- ma nooooo... ma nooooo...!
- ma scusaaaaaaaaaa... ma io ho lavorato con Tizio, Caio, Sempronio!
- ma noooooooooooooooooooo...
- ma ma ma (e lì ti appaiono davanti agli occhi le mail che avete scambiato per accordarvi per la serata)... ma noooooooo, ma poi c'era anche XYZ... (adesso capisci tutto ma la sinapsi è rallentata...)
- ma sono io!
- ma sei tu!
ecco, dopo un dialogo del genere sappi che gli aneddoti si sprecheranno.
il progetto per XXX assumerà nella tua mente non solo gli aspetti devastanti di un periodo lavorativo che andare in miniera era meglio, periodo in cui dicevi di essere stanca e lo eri, ma comunque poco è peggio della miniera, forse solo l'attività di eréndira... ma anche gli aspetti positivi, tipo cenare e vedere lella costa con uno, che hai sentito qualche volta anni fa al telefono per lavoro e su cui hai (almeno mentalmente) scaricato qualsiasi responsabilità di malfunzionamento del software, e divertirti. |
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Auro - 10:00
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Commenti (2)
[ salario garantito ] |
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| 14.07.04 |
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| 12.07.04 |
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in my humble opinion |
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la forma. io sono stata battezzata. il prete era assai adirato perché il mio nome non era moralmente adatto, ma mia madre ha dato fuori di matto e il tipo mi ha battezzato, controvoglia.
la sostanza. io sono stata battezzata pur essendo figlia di una separata in attesa di divorzio, non ancora sposata con mio padre (ora che ci penso non so neanche se mia madre abbia sposato a genova il padre di mia sorella in chiesa, e se sì, in che chiesa?). ma di questo il prete (che sapeva perfettamente quanto i miei nonni sovvenzionassero la sua chiesa) non si è mai preoccupato.
la forma e la sostanza. io sono stata battezzata perché i miei avevano bisogno di soldi e mia nonna glieli avrebbe dati solo se sua nipote da brava bambina fosse passata sotto l'acqua santa.
questo è il motivo per cui sono stata battezzata. non che me ne freghi molto, ero piccola, non me lo ricordo, se non fosse per una foto che ritrae la sorella con in braccio sta povera crista (io) infagottata in una roba tutta di trine e crinoline.
insomma sono battezzata, ma in un nome di un dio che non riconosco, sono sicuramente blasfema, per un po' di tempo forse eretica, sicuramente peccatrice e sinceramente se dovessi mai chiedere l'assoluzione per i miei peccati sicuramente non la chiederei mai a dio o a qualcuno che ha deciso di indossare un abito talare.
personalmente non credo in un sistema di colpa e di discolpa che, in forma e sostanza, fa un po' quello che vuole e che però è assai duttile sotto la pressione di ogni singolo che mette a confronto quello che si vorrebbe fare e di quello che non si dovrebbe fare.
quasi quasi mi sbattezzo.
Albertaccione, Village |
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Auro - 11:37
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Commenti (10)
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| 11.07.04 |
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| 09.07.04 |
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la libertà è una matita sempre a disposizione |
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la topten ha fatto moda. e ne sono felice.
ho un meraviglioso quaderno rilegato che mi hanno regalato Ale e Matteo per i libri veramente belli, ho un quadernino francese per tutti i libri (data, titolo, autore, some lines). lo tengo sulla mensola del letto, sempre lì. ho un archivio online. e il libro delle citazione però non lo ho: adoro andare a caccia delle citazioni nelle pagine dei libri, caricarne i bordi e gli spazi vuoti di appunti, riferimenti, punti di domanda, altre citazioni,... sulla prima pagina del libro indico data e momento in cui mi dedico alla lettura delle pagine successive.
mi rimarrà per sempre impressa questa, scritta sul frontespizio di "il socio" di grishman: estate 1999, puglia. spiaggia, mare e libro. perfetto. e la sua naturale continuazione a metà libro, cartolina con una scritta enorme "onda!". ero stata vittima di un'onda un po' troppo alta e il libro con me. ne porta ancora i segni e quando manca sale per l'acqua della pasta basta prenderlo e scuoterlo un po' sopra la pentola.
la libertà e l'anarchia che la lettura lascia a chi legge sono cose per cui ne vale sempre la pena.
TentativiDiFuga, MicroBlogGiallo, Ermocolle, Chettimar, 46emmequ, MyBookcrossingBookshelf |
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Auro - 10:07
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Commenti (4)
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| 08.07.04 |
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| 07.07.04 |
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| 06.07.04 |
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il mio mondo |
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oggi mi ha preso il panico. al supermercato.
mi sono dovuta sedere (per terra, fra cipolle e le banane).
nessun motivo preciso, direi. anzi forse sì, una somma di motivi precisi.
inezie e piccole tensioni, ma dentro a quello spazio immenso era tutto complicato.
insomma mi sono seduta due minuti. ho respirato. ho pensato che facevo la spesa per una cosa bella, che c'era l'aria condizionata, che mi potevo comprare un capriccio per stare meglio. e così, mi sono alzata. tempo di arrivare alla gastronomia che ero tutta un saltellio e un tripudio. nel carrello erano piombati formaggi puzzosi e muffosi per un esercito.
io non so proprio come ho fatto a convivere con le crisi di panico per 6 mesi nel passato. io ho cancellato i pianti isterici, le urla contro il muro, le notti insonni e la tensione perenne nello stomaco. ho cancellato le cause e ho svoltato. una volta per tutte.
"le ricadute son cose normali. se vuole essere una persona deve semplicemente imparare a convivere con questa realtà e a controllare il panico. non può chiedersi cose impossibili, ma può ridimensionarle".
aggiornamento del 7/7: alla luce di tutto questo, per tutti quelli per cui io sono troppo fredda, troppo camalla, troppo egoista, troppo sopralerighe, troppo tutto quello che volete, vale questo (adesso e sempre): "Né per vendetta, né per scortesia, amore. Ma chi ti conosce?" (Alcatraz, D Cugia) |
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Auro - 22:26
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Commenti (9)
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use yr illusion |
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immaginatevi Auro. ok, se mi conoscete non si fa fatica, se non mi conoscete immaginatevi una bassetta, da qualche settimana meno tracagnotta di prima, capelli alle spalle o giù di lì, tinti di rosso con striature bianche.
vestitemi un po' come volete, ma sappiate che mi piacciono un casino i pantaloni di lino, le magliette o le canottiere e le infradito della birkenstock. se volete potete anche immaginarvi tatuaggi e piercing, ve ne sarei grata.
altri optional: occhiali da sole, sorriso idiota stampato, la solita borsa ingombrante (ah ecco! oggi per entrare in banca ho dovuto mettere la borsa negli armadietti. quelli decentemente grandi erano tutti occupati. la mia roba è stata equamente divisa in 4 contenitori medi), un girasole fra i capelli. insomma! siate creativi!
una volta che vi siete fatti questa immagine della Auro mettetici dietro la madonnina, magari un'immagine un po' demodé. non rispettate le proporzioni, una specie di fotomontaggio surreale.
ecco bravi.
è la cartolina che ho appena spedito via sms (nono, non mms... nono no tecnologia 3... giusto un po' di immaginazione e di delirio creativo...) a quell'idiota che sta in romania. |
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Auro - 17:21
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Commenti (6)
[ istantanee ] |
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problemi di ruote |
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è un po' che vado in giro con le ruote della bici sgonfie. un po' significa qualche mese. diciamo da quando velma è andata dal dottore. diciamo un bel po' di mesi.
oggi venendo in ufficio, balzellon balzelloni, pedalando come una forsennata in mezzo al traffico cittadino colpito dallo sciopero di quegli sciamannati e irresponsabili di dipendenti atm (sono ironica... è da quando non gonfio le ruote della bici, che sti cristiani aspettano la promessa ricontrattazione del contratto), mi fermo da un ciclista (uno dei pochi rimasti a milano) chiedendogli il favore di prestarmi la pompa per gonfiare le ruote e dicendogli che ne avrei voluta comprare una, di pompa intendo. questo guarda la bici e mi dice "devo usare il compressore...".
ora io non ricordo che lui abbia usato il compressore, o che m. davanti al cimitero di non mi ricordo più che paesello pavese abbia usato il compressore... gliel'ho fatto notare e lui, il ciclista, mi ha detto "senta, o così o niente...". niente, grazie.
TentativiDiFuga, ZittiAlCinema
aggiornamento del 7/7: ruote gonfie, guadagno tipo 3 minuti sul giro, o almeno 3 minuti da quando ho iniziato a cronometrare. |
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Auro - 12:29
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Commenti (5)
[ dueruote ] |
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sacchi di sabbia e pesci |
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ho finito "pericle il nero" di ferrandino.
mi aveva sorpreso (non stupito, sorpreso) trovarlo nella libreria di un amico proprio il giorno dopo in cui lo avevo preso dallo scaffale delle biblioteca, alla cieca.
beh, insomma... si legge. corre via in fretta (è un classico adelphi, breve e scritto grosso) e con la testa là, fra i bassi e piazza garibaldi: leggerlo con la cartina di napoli spiegazzata sotto mano è meglio ancora.
(da oggi sono un po' più ricca e un po' più povera... ricca parola grossa, povera parola che non rende l'idea... non si capisce... e io credo di aver bisogno di una mano a prendere una decisione... ma poi la decisione è mia e non è che possa sempre delegare ad altri le mie scelte che faranno parlare i miei nipotini... Questo potrebbe essere il punto di svolta di cui i tuoi nipoti parleranno per anni: il momento in cui hai saltato sopra l'abisso per raggiungere l'altra sponda del Grande Divario e hai cominciato a vivere sul serio. non so bene come mai ma se dico nipotini, non mi vengono in mente né m. e p. che miei nipoti sono, almeno anagraficamente. né i figli dei miei figli. nemmeno qui quo qua, ma tip e tap...)
Gonio, Rob Brezsny su Internazionale.it |
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Auro - 10:22
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Commenti (2)
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| 05.07.04 |
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quando ero ragazzina... |
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noi si abitava in via marghera.
quando io ero piccola in via marghera c'erano cose che adesso non ci sono più. adesso ci sono cose che prima non c'erano.
parliamo solo dei duecento metri da via ravizza a piazza de angeli. maxdavoli c'è sempre stato, ma solo al 45, il 47 lo hanno preso quando ha chiuso il negozio di tappeti persiani. adesso al posto dela signora emma c'è una moderna panetteria stile princi. dove c'è l'ottico ora, prima c'era una macelleria. galli c'è sempre stato. anche il fruttivendolo. anche Walter. la Prima pizzeria è stata l'HappyDays, là dove c'era l'Osterietta (che io chiamavo Orsacchiotta). prima della Mondadori c'era Sogaro, prima di Sogaro uno stabilimento Broletti in disuso. abbiamo avuto uno stramilano (adesso c'è midali) e poi c'era OkSport dove si facevano fare le magliette personalizzate "fighe", non con le foto, ma con i colori a mano.
c'era un negozio doppio che si chiamava "la bottega di tronconi", che vendeva bigiotteria. uno alla volta lo hanno fatto fuori. c'era una cartoleria vip: adesso c'è un negozio di scarpe vip.
ultimamente il cinese dall'insegna verde ha chiuso in favore della cucina messicana. c'era all'angolo un negozio di abbigliamento classico da uomo. adesso c'è un posto che vende le camper e le all star. e la moda giovane.
da piccola mi appiccicavo alla vetrina degli abiti da sposa. da grande non me ne frega nulla dei videogames che adesso ci vendono.
c'era morabito (il pentito, intendo..) e il suo garage di copertura. adesso morabito non c'è più. ma forse di copertura ce n'è ancora.
c'era una gelateria che si chiamava GelateriaMarghera. piccola, un po' sfigata. ma poi ha cambiato gestione e probabilmente anche Uomo Marketing. da un giorno con l'altro si sono inglobati l'androne del palazzo ed è apparsa un'insegna blu che illuminava a giorno la notte di noi condomini (anche se noi stavamo a centometri di distanza). "beh, risparmieremo sulla bolletta della luce..." diceva mio padre. e un po' la cosa mi ricordava Marcovaldo.
poi si sono lamentati o forse ci siamo abituati. l'insegna blu non ha più dato fastidio.
il problema è stato il traffico. la via era doppio senso. un delirio.
hanno trasformato la via in senso unico. un delirio lo stesso.
ci si fa l'abitudine, avrebbe detto Marcovaldo. quando iniziavamo a farla, l'abitudine, abbiamo cambiato casa.
- E la luna che ditta l'ha messa?
- La luna non l'ha messa una ditta. E' un satellite, e c'è sempre.
- Se c'è sempre, perché cambia di gobba?
- Sono i quarti. Se ne vede solo un pezzo.
- Anche di Cognac se ne vede solo un pezzo.
- Perché c'è il tetto del palazzo Pierbernardi che è più alto.
- Più alto della luna? |
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Auro - 20:09
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Commenti (7)
[ istantanee ] |
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lunedì di lavoro (iniziamo bene...) |
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amor di chiacchiera
crisi di argomentazioni da pausa caffé. fino a tre settimane fa si parlava di calcio e degli strascichi del campionato. nelle ultime tre settimane si è parlato degli europei.
adesso il vuoto pneumatico riempie questo ufficio, in cui la temperatura media è 18 gradi. chi vi scrive indossa maglietta a maniche lunghe sopra maglietta a maniche corte.
le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi...
un mio collega mi dice (forse perché in sta cella frigorifera sono l'unica che legge almeno un libro all'anno): "sto cercando informazioni su battisti. dove le trovo secondo te?"
a me non si illumina il cervello e quindi sbadatamente gli rispondo: "internet?"
"ma noooooo, basta siti, voglio un libro da portare in ferie..." (nb. il suddetto va a misano adriatica)
"beh, battisti. c'è un libro scritto da quelli dei wu ming... non mi ricordo più il titolo esatto, dammi due minuti che lo cerco...". e intanto digito www.ibs.it e inserisco wu ming nella stringa di ricerca.
"wu ming? saranno mica spartiti vero? che io gli spartiti di battisti li ho già..."
Auro chiude la finestra di Explorer, prende le sigarette e se ne va fuori a respirare aria pulita. in rigoroso silenzio.
ferie
il fatto che continuino a rimandare la riunione per ricontrattare le mie ferie mi fa pensare che le mie ferie non verranno ricontrattate.
io ho comprato i biglietti, domani vado a elemosinare il passaggio dei fondi e dopodomani - ringraziando a piene mani tutti i miei colleghi che non hanno mai usato ferie e permessi - brucerò la bustapaga, che, crudele e bastarda, segnerà fino a fine anno 4 giorni rimanenti fra ferie e permessi al netto di agosto. un bicchiere di acqua e bicarbonato ovviamente sarà alzato per onorare degnamente le 39 ore settimanali. poi io e la iso faremo a gara di rutto libero.
NdaPress, IBS |
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Auro - 11:53
- Scrivi/Leggi
Commenti (4)
[ salario garantito ] |
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| 04.07.04 |
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lo spunto è il riciclo |
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io sono una tignosa compulsiva del cazzo. io riciclo tutto.
oggi ho fatto un po' piazza pulita della carta. 7 viaggi da casa alla campana in mezzo alla piazza e mi avanzano ancora due scatoloni.
è una cosa dannatamente compulsiva.
io riciclo tutto: plastica, vetro, carta, pile, fosse per me pure l'umido (quando il tentativo del comune di milano con il famoso pirrottino di plasticona grigia è fallito, io e l. avevamo trasformato l'orribile contenitore in vaso). ma per la carta vado matta. riciclo gli scontrini, le parti argentate dei pacchetti di sigarette, i pacchetti stessi (una volta tolta la pellicola trasparante), le buste delle buste paga, i rapporti che riguardano il mio lavoro che stampo e poi scopro essere troppo vecchie quindi butto (senza averli letti).
solo che accumulo tutto. e poi a un certo punto mi dico: basta. oggi ho buttato via la carta: in casa adesso ci potrei mettere un armadio (ho detto armadio?), una libreria, una cassettiera, un tavolino e un tappeto.
oggi sono andata all'ikea. non ho comprato nulla di tutto ciò, ma, visto che ho deciso (ahimé!) di regalarmi una quattordicesima (visto che non è prevista contrattualmente) rinunciando al copioso accumulo fondi che ho sottoscritto anni fa, sto facendo un'ipotesi di spesa totale. per il finanziamento.
Amsa.it |
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Auro - 20:08
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Commenti (4)
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| 03.07.04 |
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| 02.07.04 |
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top10 primo semestre 2004 |
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Archeologia del presente, S Vassalli
Creatura di sabbia, T Ben Jelloun
Fiori alla memoria, L Macchiavelli
I sublimi segreti delle YaYaSisters, R Wells
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, R Lewis
In ogni caso nessun rimorso, P Cacucci
La campagna elettorale, E Bettiza
La signora canta il blues, B Holiday
La trilogia della città di M, P Colaprico
Questi assurdi spostamenti del cuore, G Gaber & S Luporini
(in rigoroso ordine alfabetico) |
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Auro - 11:11
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Commenti (4)
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| 01.07.04 |
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ansa gialla |
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LIBRI: COLAPRICO E L' ANIMA NERA DELLA MILANO DEL 2000 /ANSA IL MARESCIALLO BINDA CEDE IL PASSO ALL'ISPETTORE BAGNI (ANSA) - MILANO, 30 GIU - Capita anche di vedere un esperto magistrato come il procuratore aggiunto Giuliano Turone che canticchia le canzoni della mala milanese durante la serata per la presentazione dell'ultimo giallo di Piero Colaprico.
'Trilogia della citta' di M.' (Marco Tropea Editore, 377 pagine, 15 euro), presentato in un locale milanese, vede irrompere sulla scena un nuovo personaggio, che sostituisce il vecchio maresciallo Binda dei precedenti libri del giornalista di Repubblica. |
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Questa volta, a consumarsi i tacchi per le vie di Milano, è un poliziotto, l'ispettore Francesco Bagni, sezione omicidi della Questura. E' forse l'unico personaggio inventato nel romanzo a tre episodi, perchè gli altri sono perfettamente riconoscibili e reali, a cominciare dal Questore di Milano, Paolo Scarpis, presente alla serata di esordio di Bagni e anche per lunghi tratti del libro (il questore De Pidis "raffigurazione della certezza della Pena, che lenta ma inesorabile, arriva sempre").
Binda era anzianotto, milanese e 'carabiniere' nel suo non avere dubbi; l'ispettore Bagni, figlio di emigrati in Svizzera, sulla soglia della quarantina, è più combattuto tra il bene e il male. Così come è combattuto tra due donne: una ex modella di biancheria intima e una pm che prenderà corpo nel corso della narrazione, tanto che il poliziotto cercherà anche di farsi assegnare dei casi per starle vicino. Del resto, il vecchio sottufficiale si muoveva nella Milano degli anni '80, quando nell'ex capitale morale erano più netti i confini tra il bene il male.
Bagni, grande lettore di romanzi gialli, cosa che gli attira le battute dei colleghi, è invece usato da Colaprico per un viaggio nella Milano di adesso, con le sue laceranti contraddizioni, l' incomunicabilità, la ricchezza ostentata e la disperazione.
Una 'citta' del lunedi", in cui molti vivono nella perenne attesa del lunedì in cui mettere a segno l'affare che ti cambia la vita. Si vede Bagni, nel primo episodio, alle prese con gli intrighi finanziari tra la stazione centrale e le banche d'affari, per scoprire chi ha ucciso una ragazza di buona famiglia, conficcandole in gola una zanna narvalo. Poi affronta le inossidabili regole della storica malavita del Ticinese, fino a quando è costretto a fare i conti con il suo passato. Nel terzo episodio rischia la vita in una sparatoria e conduce l'indagine salendo e scendendo dal metrò e mette a nudo le sue paure e il suo desiderio di amare ed essere amato. Sentimenti ingombranti in una Milano la cui complessità è spiegata da Colaprico ricorrendo allo strumento della trilogia. Una operazione letteraria che ha già visto impegnati illustri scrittori, da Paul Auster e Aghota Kristof. (ANSA). |
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Auro - 08:45
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