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<< Agosto 2004
- Tentativi Di Fuga
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| 24.09.04 |
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vanilla sky |
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ieri sera ho visto vanilla sky per la terza volta. la prima volta (che non conta però) mi sono addormentata dopo tipo dieci minuti. m. mi ha svegliato, abbiamo spento tutto e siamo andati a dormire.
la vera prima volta invece ero rimasta sveglia. la seconda pure.
che ci volete fare, sono limitata: ci sono dei film in cui mi sembra che manchi un pezzo, che è ovviamente il momento in cui succede tutto ciò che fa svoltare il film rendendolo bello, profondo, gabbia e liberazione. o che tipo io sia andata in bagno o a prendere da bere in cucina. e magari è anche vero: o vinco tutte le leggi dei grandi numeri oppure vado sempre in bagno allo stesso punto. e io ieri non sono andata in bagno. se non durante le pause pubblicitarie.
insomma secondo me a vanilla sky manca un pezzo. l'ho detto e va bene così.
poi lei è gnocca, lui pure (ed è pure bravo), c'e' l'idea dell'amore che va oltre alla morte, di una vita che puoi manipolare fottendotene di qualsiasi principio divino (consciamente o inconsciamente, ma anche per rivoluzione e per sacrosanto diritto ad appropriarsi delle propria vita o comunque di distruggerla a proprio modo).
c'è tutto tranne un pezzo, che secondo me potrebbe essere finito per errore in un taglio del montaggio, ma finché non lo recuperano sto film dal mio punto di vista sarà sempre e soltanto due attori belli, di cui uno bravo, una bionda dalla bocca larga, una casa da urlo, ma arredata con pessimo gusto e un enorme disappunto mio, personale. |
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Auro - 17:58
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Commenti (3)
[ immagini in movimento ] |
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| 23.09.04 |
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si parla di blog, di teoria (forse) dei blog: ma quanto Auro è ingenua? |
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sto lavorando su un progetto. la tecnologia che "abbiamo scelto" (peggio del termine scelto c'e' solo l'abbiamo) prevede l'implementazione automatica degli RSS. visto che si tratta di un progetto informativo che dovrebbe essere aggiornato non dico tutti i giorni ma quasi, sfoggiando una sicumera da intenditrice, dico: "beh, bello! così la gente che usa i reader per leggersi le boiate che i blogger scrivono può inserire il nostro feed e rimanere aggiornata...". risposta che in fatto di sicumera, lèvati: "eh sì... e le statistiche?". ho tacciuto, ma perché non capivo bene la questione.
poi stamattina mi sono chiusa in sala riunione al buio e ci ho pensato. allora, ci servono le statistiche per vedere chi entra nel sito, come ci entra, come trova le info... domanda: se ha il feed è perché è già entrato nel feed, quindi sappiamo già chi è... e allora cosa cambia?
poi, se impostiamo il feed NON come è il mio, ma come sono la maggior parte dei feed, cioè con solo l'intro feedata, unoche e' interessato non fa il click che poi fa attivare le statistiche?
ho chiamato il consulente "tecnologico" gli ho esposto le mie perplessità. "che ne dici?" "insomma, una cosa del genere potrebbe funzionare sì, ma senza scendere nei particolari (ndA. fra le righe era chiaro che mi stava dicendo "visto che non ne capisci nulla") ci sono dei sistemi di storage delle informazioni che gestiscono questa cosa molto più semplicemente della tecnologia che "abbiamo scelto". "intendi dire tipo Movable Type?" "ah, perché, tu conosci MT? e come mai?".
"no, nulla, ne ho sentito parlare... comunque ok, lasciamo stare, niente feed". |
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Auro - 18:30
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[ salario garantito ] |
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delirio ambulatoriale |
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oggi ero lì che aspettavo di pagare il ticket. leggevo il manifesto, in un angolo, visto che lì c'erano una decina di sedie libere e pur aprendo il giornale sulla sedia vicina non avrei disturbato. poco dopo di fronte a me si è seduta una signora che aveva con sè il figlio di, immagino, due o tre anni. dalla borsa la signora ha preso un libro, un'edizione bompiani gli elefanti, non ho letto il titolo, ma riconoscerei quelle edizioni ovunque. ha detto al figlio: "marco adesso siediti per terra e gioca" e lui si è messo a strisciare ovunque. ovunque significa ovunque. e lei stava leggendo il suo libro. loro avevano pescato il numero "serviamo il 22", io il 17. quando sullo schermo rosso è apparso il 16 mi sono alzata, ho ripiegato il mio quotidiano e mi sono diretta verso gli sportelli, giusto in tempo per sentire dire alla madre: "ma come fai a sporcarti sempre?". giusto il lungo beep del mio numero 17 mi ha impedito di voltarmi e dire: "secondo lei?".
poi dopo sono stata un'oretta seduta in un lungo corridoio in attesa che mi chiamassero per fare la visita che avevo appena pagato. ero circondata da un'insieme di donne assai variegato che messe tutte assieme però facevano il campionario completo della garzantina medica. a un certo punto si sono anche messe a fare un quadro comparativo del rapporto qualitativo fra i vari ospedali non solo di milano, ma pure della provincia. ho scoperto che se devo essere operata di prostata mi conviene andare a monza, mentre come curano il diabete a magenta non ce n'e' per nessuno.
esce un medico da una stanza che riporta la scritta "doppler" e dice all'infermiera: "oggi ne abbiamo già fatti 2. andiamo a pausa pranzo" (sono le 10 di mattina). confido in un lapsus.
mi chiamano, entro. la visita che si era preannunciata risolutiva non lo è. "faccia un esame doppler, lo vada a prenotare al piano terra" mi dice il luminare. io sono un po' perplessa ma dico ok... mi viene in mente che quasi quasi esco busso alla porta di fronte e se quelli son tornati dalla pausa prnzo lo faccio subito l'esame. poi ovviamente mi sento scema e vado giù nel salone prenotazioni. ho pescato il 74 e sono al 43. fumo due sigarette, finisco il manifesto e attacco con il libro. che ho in borsa, poi finalmente la sgnorina dello sportello salumeria e gastronomia chiama il mio numero: "deve fare il doppler?" "sì" "siamo pieni fino al 2005".
penso al tipo che è andato a fare pausa pranzo alle 10, dico "fa niente" e me ne vado. |
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Auro - 18:27
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| 22.09.04 |
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atropinaica |
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mi sono persa su un autobus nella periferia di milano, con un biglietto dei mezzi pagato da 2 euro. un viaggio lungo un'ora e mezza.
in macchina si farebbe molto prima, ma al ritorno non vedrei nulla. al ritorno faccio fatica ad attraversare la mia via perché non riesco a capire a che distanza stanno le macchine che arrivano e solitamente come quelli veramente soli aspetto che qualcuno debba attraversare come me e mi accodo.
e così mi sono rotrovata in quello studio a farmi mettere negli occhi lenti con ventose, liquidi trasparenti e blu. a leggere malamente le lettere proiettate sul muro, anche quelle più piccole.
con le mani che mi tremano sempre quando vado quel posto dimenticato da dio, a farmi dire che la cornea sta bene, che la retina per quanto rattoppata, siliconata e ricucita, sta bene, che vedo poco e che mi devo rassegnare. che quando c'è il sole devo portare sempre gli occhiali da sole e che quando vedo sfuocato, anche se non è notte e le luci non sono in forte contrasto, forse è meglio che metta gli occhiali correttivi. e le solite prescrizioni (inutili): niente tennis, niente tuffi, niente sci, niente montagne russe, niente moto, niente raggi uva diretti.
alla fine esco su quel sagrato e guardo quella chiesa di periferia, sento le campana suonare, il tramonto è spezzato da capannoni industriali in disuso, corro a prendere un mezzo che passa ogni tre quarti d'ora anche in orario di punta e riattraverso la città in metropolitana.
seguite con me questi occhi sognare, fuggire dall'orbita e non voler ritornare.
vedo che salgo a rubare il sole per non aver piu' notti
perche' non cada in reti di tramonti l'ho chiuso nei miei occhi
e chi avra' freddo e chi avra' freddo lungo il mio sguardo si dovra' scaldare.
Un ottico, Fabrizio De André |
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Auro - 13:45
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Commenti (1)
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| 20.09.04 |
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onirica |
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della mia teoria dei sogni ho già detto più volte: da due notti io sogno sogni che non mi piacciono proprio per nulla. e mi sveglio, spaventata. e non è bello.
provatevi voi a non svegliarvi sognando un palcoscenico stracolmo di replicanti vestiti come in arancia meccanica (con tanto di pinza per gli occhi, cappello bianco, faccia pallida e labbra viola) e uno di questi che, come in una sequanza filmica, si avvicina alla telecamera e dice: "puoi fare quello che vuoi, ma io comunque torno sempre, sono la tua ossessione".
mi sveglio, abbraccio uno dei 4 cuscini che navigano nel letto, tiro su il lenzuolo per coprirmi le spalle, bevo un po' di acqua, guardo l'orologio, controllo che la cana stia dormendo (almeno lei) e poi ritorno a dormire. |
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Auro - 19:07
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Commenti (5)
[ intimismo ] |
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blessure |
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gli innamorati sono soli al mondo, come si sa, ma in bicicletta lo sono ancora di più. guardiamoli avanzare insieme, fianco a fianco, mano nella mano, noi non esistiamo più, e il sentimento che li unisce in questo momento forma una bolla intorno a loro. il fatto di avanzare, in un certo senso di passare attraverso di noi, accentua il loro isolamento; il fatto di pedalare insieme, nello stesso movimento, li unisce ulteriormente.
due amanti in bicicletta non attraversano la città, la trapassano come una nuvola, sui pedali del vento.
Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia |
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Auro - 19:06
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Commenti (0)
[ dueruote ] |
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| 18.09.04 |
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se non altro non sono scesi tuoni e fulmini dal cielo |
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dopo 5 anni ho rivisto mia sorella, mia madre sostiene che di anni ne siano passati solo 3. io non lo ricordo bene. cosi come fra 5 anni non ricorderò quanti anni saranno passati. ma non mi sembrano mai abbastanza.
il fatto che mia sorella sia a milano mi ha un po' cambiato i programmi del we ma mica tanto. insomma, oggi pomeriggio mia madre mi dice che sarebbe stato taaaaaaaaaaaaaaaaaaanto carino se io comunque ci fossi stata stasera. ho fatto una telefonata e "ok, stasera ci sono" e credo che mia madre in quel momento abbia sorriso, ma amaro, che sa perfettamente che per me è uno sforzo immane.
come è andata? quanti anni erano che io e mia sorella ci evitavamo? e ci sarà pure stato un motivo, no?
e così stavolta non solo ho fatto da piccolo prestigiatore per non far litigare mia madre e mio padre (tecnica nella quale mia sorella non eccelle, anzi su cui comunque rema contro...), ma son anche riuscita a reprimere i 253 vaffanculo che mi sono venuti in mente, sono stata seduta a tavola fino al caffé (la penultima volta me ne ero andata fra antipasto e primo), non ho detto più di 10 parolacce - ne ha dette di più mia madre - e mi sono sucata con assai calma tutte le testimonianze lampanti che sorema ha portato alla sua teoria che io sia una fallita.
poi improvvisamente mi è venuto il mal di testa, le cavallette, le locuste, l'alluvione, forse ho lasciato il gas acceso, la lavatrice che va, il gomito fa contatto con il ginocchio, domani mi sveglio presto, stamattina mi sono svegliata presto, io volevo andare al mare, io volevo andare in libreria, io ho un cane da portare a pascolare e ho sveltito la regolazione del conto. se non ricordo male tutto ciò è avvenuto nel momento esatto in cui sorema con la sua solita delicatezza di un elefante in negozio di argenteria ha detto: "e allora da chi ti sei fatta piantare ultimamente...?". |
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Auro - 22:49
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Commenti (8)
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| 17.09.04 |
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ristrutturazione |
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stanno rifacendo la facciata del cortile interno di casa.
abbiamo avuto una morte bianca prima dell'estate, adesso sembra che abbiano dato il permesso del tribunale e della ASL di ricominicare i lavori.
solo che c'è un problema, anzi due: il primo è che da casa mia sembra che i lavori invece che essere fatti dall'altra parte dell'edificio siano fatti nell'appartamento direttamente sopra il mio. e così per qualche tempo, ma ancora adesso ho il dubbio, ho pensato che stessero ristrutturando l'appartamento del mio vicino silente e dinccolato, che incontro spesso appoggiato allo stipite del bar sport della zona, mentre io porto a pascolare il cane di notte.
il secondo problema è che iniziano a martellare alle sette di mattina. e visto che io dormo su un letto soppalcato è come se mi trapanassero direttamente il timpano.
nonostante questo non è che mi svegli, tutto sto gran trambusto mi disturba solo il sonno.
e così mi sveglio come sempre e comunque in ritardo e oltre a dover pascolare la cana a ritmo di gavotta, sperare sempre di mettere due scarpe uguali (o per lo meno simili), cercare di non dimenticare il pc a casa, sono pure nervosa.
e a ogni sacramento tiro giù un altro sacramento: se non ci saranno santi nel vostro paradiso, sappiate che sono tutti in casa mia a giocare a nascondino con isotta. sembra che a san pancrazio piaccia molto nascondersi dietro la porta della sala, mentre santa caterina preferisce il box doccia. una volta ho sgamato san rocco infilato nella cassapanca. |
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Auro - 19:09
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Commenti (1)
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| 16.09.04 |
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| 15.09.04 |
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| 14.09.04 |
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salve, sono portofino |
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feltrinelli piazza piemonte, interno. ore 18.
giro per gli scaffali con qualche idea di acquisto e mi chiedo quanto credito avrò ancora sulla carta di credito perche' quei 4 volumi di bompiani a 16 euro l'uno fanno gola (opere complete di sciascia e di testori, due volumi ciascuno).
vedo dal primo piano che l'aiutante sommelier della granarolo sta ascoltando un cd (con quegli affari che leggono il codice a barre e io non riesco mai a fare funzionare). mi viene voglia di andarlo a salutare, ma poi ci ripenso.
cerco "senza tregua" di pesce, che comunque non c'è.
mi viene in mente che devo staccare i cellulari. stacco quello aziendale. mentre sto per staccare quello privato, vedo un amico. proprio ieri sera ci eravamo scambiati delle mail ed è strano, una delle solite coincidenze che capitano. ci salutiamo, "perché sei qui?" mi chiede
"c'è la presentazione dello spettacolo di storti e sarti..." (quello che non ho visto quest'estate perché colpita dalla sindrome di paperino)
"anche io.." dice
"dai che ti offro un caffé..."
scendiamo al bar. ci sono sarti e storti che stanno prendendo il caffé, insomma, arriviamo lì e piero ci presenta.
"auro, piacere... piacerissimo...". e lo so che gli sto tendendo una mano imbarazzata e sudaticcia.
"bebo, vuoi anche tu un prosecco?"
(e lì viene fuori che ogni tanto è davvero imbarazzante dire - per semplificare - che si è astemia... non perché me ne vergogni, sia chiaro...)
ora si sa che io adoro l'accoppiata sarti-storti. si sa... e adoro ancora di più questa strana coppia quando lui, storti, racconta di lucarelli (il calciatore), delle bandane, del milan, del livorno... piero va via un attimo e prendo il coraggio a due mani e dico a storti di quando ho visto maimorti e non mi è piaciuto e gli dico che mi sono commossa comunque. e lui mi prende la testa con la mano e me la strattona affettuosamente. salgo con loro all'ultimo piano. mi siedo in terza fila, tengo il posto per piero, inganno il tempo leggendo il dottor zivago. poi iniziano.
raccontano come è nato lo spettacolo, perché, per come. e raccontano che faranno due pezzi, in uno chiederanno l'intervento di due persone del pubblico.
cominciano poi i pezzi.
a un certo punto dicono che è giunto il momento che due volontari si offrano per fare la parte una di portofino ("magari una sposata illibata..."), uno di porto palo. silenzio imbarazzante degli astanti.
e a me squilla il cellulare. che è una cosa che odio di principio. che poi in quel momento mi sarei ammazzata da sola. in questo frastuono di polifonica rumorosa tutti si voltano verso di me, che ho la testa infilata dentro allo zaino alla ricerca del trabiccolo argentato e che se non fosse che il pc dentro allo zaino è dell'azienda lo avrei già lanciato nella tromba delle scale.
con il massimo disappunto scopro che è mia madre. rifiuto la chiamata, alzo la testa e ovviamente c'è storti che mi guarda, "ok, ho capito. portofino lo faccio io" dico e mi sorprendo di me stessa. "ma non sono sposata e non sono illibata..." aggiungo. "di entrambe le cose non siamo responsabili noi, comunque..." e così sono lì davanti a una cinquantina di persone a fare portofino... (che ha un senso nella storia e nello spettacolo, sia chiaro...).
alla fine, chiamo mia madre. mi scuso con lei le dico che la richiamerò in serata e torno a vedere la continuazione della presentazione.
poi, quando è veramente finito tutto, anche la presentazione, vado a salutarli e dicono che potrebbero scritturarmi per tutti gli spettacoli che faranno a milano. assicuro una serata, quella a cui parteciperò come spettatrice.
torno a casa, camminando sotto la pioggia, non ho voglia di lella costa stasera. resto a casa, cancello tutti i commenti spam e irradio una playlist di solo de andré.
(è strano poi scoprire che una persona che mi piace molto ne parla sul suo blog)
LiberOnWeb, PozzoliDeAngeli, Feltrinelli, MarcoTropea, TentativiDiFuga, Gazzetta, TeatroDellaCooperativa, CelluleDormienti |
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Auro - 23:00
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Commenti (4)
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mirabilia |
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lo dice lui e io ci credo fermamente fino a sembrare ridicola: "Mentre l'incessante nichilismo dei mass media minaccia di sopprimere la nostra capacità, non dico di esultare per la gloriosa bellezza della vita, ma anche solo di percepirla, abbiamo bisogno di nuove parole per ricordarci di guardare il mondo con i nostri occhi. Io ne ho una: mirabilia, che in effetti è un vecchio termine che non è stato più usato molto negli ultimi quattrocento anni. Il suo significato letterale è "meraviglie che ispirano stupore", ma mi piacerebbe aggiungergli qualche sfumatura: curiosità accattivanti, gioie enigmatiche, cambiamenti che ispirano divertita soggezione, e liberazione improvvisa da mali noiosi. Sono felice di annunciare che voi Vergini, più di ogni altro segno, in questo momento siete pronte a vedere, creare e attirare mirabilia".
in casa Auro volano farfalle, c'è la stessa musica di domenica mattina quando tutto sembrava essere perfetto e nell'ignoranza dei fatti lo era e lo voglio ricordare così, tacciono le voci tranne quella di fabrizio, la cana dorme. e io non ho sonno.
io ho solo mirabilia da regalare. io voglio solo ricevere mirabilia.
e del resto - delle altrui seghe mentali ma anche no, delle bugie, delle scorciatoie, della impudicizia delle coscienze, delle scuse per sentirsi grandi, di quelli che devono presenziare per forza, di quelli che non sanno scegliere, di quelli che si arrendono alla routine di una vita che si lasciano vivere, detto proprio francamente, me ne sbatto alquanto. non sanno quello che si perdono.
Internazionale |
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Auro - 01:42
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Commenti (2)
[ brezsny docet ] |
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| 13.09.04 |
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è quella cazzo di sumproduct cross sheet che mi ammazza |
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nel caso in cui un cliente recuperi un progetto proposto due anni fa, ti telefoni e ti dica: "mi rifai il flusso delle attività, allocandomele con le tariffe aggiornate e ricalibrandole con quello che abbiamo fatto noi nel frattempo?".
ecco, nel caso in cui... tu pensaci proprio bene prima di farti prendere dall'entusiasmo, che tanto basta cambiare solo un po' di cifre sul file di excel.
ecco, tu pensaci bene. a quel progetto avevi dedicato due settimane e ci eri rimasta male quando poi e. ti aveva detto che non se ne sarebbe fatto nulla.
ecco, tu pensaci bene. quei fogli di excel li aveva fatti lui, e., e sarà un bagno di sangue cercare di capire come li aveva costruiti e tu ti ritroverai a doverli rifare tutti, con meno di 40 minuti a disposizione.
ecco, tu pensaci bene. che il progetto ha un monte giorni uomo uguale a 500 e tu devi immettere tutti i dati di previsione a manina perché come cazzo lavorava e. non lo avevi (e non lo hai ancora) capito. |
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Auro - 20:48
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Commenti (0)
[ salario garantito ] |
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| 12.09.04 |
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ho pensato a tutto in un momento, ho capito come cambia il vento |
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qui ci dovrebbe essere una foto che ieri sera s. ha fatto a me, a f. e a c.
prima o poi ci sarà, ne sono certa, ma nel frattempo per ora non c'è, qui.
ieri ho festeggiato 31 anni. adesso f. e c. son di là che dormono, s. è appena andata a prendere il treno per una vita nuova, caffé ce n'è a iosa, acqua pure e infatti oggi ovviamente piove.
e io in silenzio, perché è così che deve essere, ieri sera mentre dondolavo la testa, con la bandiera della pace fra le mani, mentre la voce andava via, poco prima di una cohiba esaltante, con gli occhi pieni di un desiderio realizzato, ho soffiato su una sola candelina e mi sono data una pacca sulla spalla da sola.
che non si festeggiano gli anni, ma si festeggiano le vittorie e le soddisfazioni.
io da oggi volo da sola.
Dico quel che penso e faccio quel che dico l'azione è importante siamo uomini troppo distratti
da cose che riguardano vite e fantasmi futuri ma il futuro è toccare mangiare tossire ammalarsi d'amore
credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell'essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva, la favola di Adamo ed Eva
alla favola di Adamo ed Eva, la favola di Adamo ed Eva |
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Auro - 08:29
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Commenti (1)
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| 11.09.04 |
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| 09.09.04 |
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