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<< Settembre 2004
- Tentativi Di Fuga
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| 31.10.04 |
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| 30.10.04 |
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coincidenze di lavori di pelle |
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lunedì è arrivata la spesa dell'esselunga.
mentre aiutavo (perché io sono scema e io li aiuto) i tipi a portare in casa sacchetti azzurri e sacchetti gialli, uno dei due mi dice "sai che i tatuaggi come il tuo mi fanno impazzire?" (specifichiamo, non ero in bikini, ma indossavo una normalissima maglietta e un paio di normalissimi jeans a vita bassa, ma moooooolto più alta di quella indossata da qualsiasi donna in questo periodo). "ecco, bene, allora diciamo che adesso ti pago la spesa e poi tu impazzisci a casa tua e non casa mia, ok?". isotta aveva già iniziato a ringhiare.
ieri ho notato che un vip televisivo ha un tatuaggio simile al mio (stesso ideogramma, diversa mano, diversa posizione).
oggi t. mi scrive una mail in cui mi chiede se mi ha fatto male fare il primo tatuaggio.
ho capito, ho capito... venerdi' prossimo vado da m. a parlare della mia nuova pensata e a vedere se è fattibile e soprattutto quando.
è ora di prendere sta sana decisione: anche gli eventi me lo urlano nelle orecchie. |
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Auro - 20:16
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[ parole ] |
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| 28.10.04 |
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| 27.10.04 |
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io e lei |
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io e lei che rifacciamo "gorky park": è possibile, improbabile, ma non completamente fuori dal mondo. conoscendoci.
del resto lei è la stessa con cui ho passato ore a litigare con un cavo elettrico. ed è quella che per la prima volta ho visto in stazione centrale più di un anno fa.
non si sa dove andremo, ma se mi fa ridere la metà di quanto ho riso stasera, io e lei potremmo anche andare a chiedere alla luna di suicidarsi, una volta per tutte.
è quella che a parigi non conosceva nessuno e non ha fatto una piega, anzi. e ci avrei scommesso il divano verde di sorema.
è quella che è entrata di pieno diritto nella mia corte degli affetti e delle mancanze.
lei è un abbraccio che copre 400 kilometri, ed è una delle tante persone che vorrei avere sempre con me. ed è una delle poche persone a questo mondo attualmente con cui vorrei fare biscotti e di cui io vado dannatamente fiera che sia mia amica.
così distratta, persa, limpida, così poco beghina, igienista e ipocrita, che vorrei clonarla. |
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Auro - 00:30
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[ intimismo ] |
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| 26.10.04 |
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| 25.10.04 |
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| 23.10.04 |
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| 22.10.04 |
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strana mistura |
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in questi giorni sto provando per l'ennesima volta la sensazione strepitosa della tensione mista a un entusiasmo, che finalmente ha ripreso un senso sempre più chiaro nella mia vita.
sono entusiasta, anche se esausta, di come sta procedendo il progetto, anche se a ritmi lenti. troppo lenti.
sono entusiasta anche quando mi dicono che un mio sogno può avverarsi.
sono entusiasta quando mia madre mi guarda chiedere a un commesso se hanno dei ferri da stiro e non mi dice "tu sei rincoglionita".
sono entusiasta di prendere il mio tempo per fare una spesa online che spero duri per un mese intero e finalmente mettere nel carrello i lacci degli anfibi, che per adesso sono senza lacci e quindi immettibili.
sono stanca di lavorare con questi ritmi e questa aurea di "it's up t you" spinto all'impossibile. ma, quando alzo la testa e c. mi sorride e mi dice "auro, ce la facciamo, dai... dormi stanotte, non ci pensare...", cazzo sorrido. e mi immagino i sogni che farò.
e sono pure entusiasta di conoscere domani persone che non conosco ancora ma che vedono alcune cose come me. e sono anche entusiasta dei fagottini al formaggio e pere che mangeranno (loro).
e poi crollerò, pavida e distrutta, sotto il peso di questa settimana, di un sabato merceologico che si preannuncia freddo. ma tanto domenica dormo e mi sveglierà solo il cellulare quando c. mi dirà, "cazzo, figa, culo, tette, dei tuoi story non si capisce una mazza" e gli risponderò "ti riferisci a quelli che ho scritto fra le tre e le cinque di notte?" |
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Auro - 20:28
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[ salario garantito ] |
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| 21.10.04 |
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considerazione a ritmo dello sferragliare dei tram |
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chi abita in una via vicino a un deposito di tram sa cosa significa... alle 5 cominciano a passare i primi tram che devono raggiungere i capolinea. hanno il vantaggio che non c'e' molto traffico e corrono un po' più veloce del solito, non che ci voglia molto... poi arrivano alla curva (come quella che c'è sotto le mie finestre) e frenano. con quella delicatezza che li contraddistingue. tutto questo fino alle 6 e mezza.
abito qui da due anni e più. il rumore di tram non mi dà fastidio. semplicemente lo ignoro. non appartiene alle mie orecchie, passa veloce e intonso, ignorato e magari offeso perché vorrebbe che lo prendessi in considerazione.
ogni tanto me lo fanno notare, che passano i tram la mattina presto, le orecchie un po' più attente e meno abituate ne soffrono.
sono due giorni che non ignoro il rumore dei tram. siamo passati da 36 ore di veglia a 11 ore di nanna sul divano.
vecchi ricordi e vecchie consuetudini. che però stavolta so che hanno puzza di lavoro, scadenze, clienti, corse contro il tempo, responsabilità, autorevolezza, prospect 2005. hanno la puzza di 24 ore di straordinario da sabato a oggi.
e quindi sono tranquilla, o meglio meno spaventata, anzi direi che sto proprio bene.
conosco il motivo, ha un nome e un obiettivo, so che se ci sono io lì è perché sì, sono una cogliona, ma io sto dannatissimo lavoro lo so proprio fare (soprattutto quando il cliente dice "si vede proprio che ci mette esta e cuore, che è un lavoro ragionato, non improvvisato, che ci pensa. è la prima volta che prendiamo il target senza dover fare riunioni di studio con il fornitore" e a te viene solo in mnete che le risponderesti "signò, e chi ce l'avrebbe il tempo di fare, pure, le riunioni di studio?... che andrebbero fatte certo, ma si renda conto anche lei, io ho una cana da pascolare...") e comunque mi piace, mi fa dannare, non mi fa dormire, mi dà tensione, paura, timori, ma mi piace.
ma corre troppo questa volta e io non conosco nessun altro motivo per cui rinuncerei a un pranzo con un amico, a un'occasione splendida proposta da un amico (che ho sentito iersera e mi sembrava di parlare come cristiana f.), a uno spettacolo sulle biciclette, a finire il vassalli che sto leggendo e a un po' di pace interiore.
ho rimesso in ordine la tabella delle priorità: questa dannata scadenza prima di tutto, fare le coccole alla cana (che è quella che ci soffre di più di questo mio ping pong celebrale e fisico) e prestare attenzione a mettere una calza uguale all'altra. poi stasera si penserà a quell'occasione che non voglio comunque lasciare scappare. |
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Auro - 06:42
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[ salario garantito ] |
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| 20.10.04 |
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| 19.10.04 |
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| 18.10.04 |
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| 17.10.04 |
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| 16.10.04 |
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fedeli alla linea e la linea non c'è |
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mi guardava da un po': "stronza non mi ascolti mai".
in effetti gli preferivo il doppio rosso, ma oggi (forse perché lo ha chiamato lei) l'ho messo nel discman e gli ho reso la giustizia che merita. e di cui ogni tanto mi scordo.
e così mi sono ritrovata intabbarrata a urlare come una cretina pedalando in una milano nebbiosa e vuota una dopo l'altra le tracce di uno dei più bei cd che io conosca (lista che comprende almeno 50 titoli): stupita per l'ennesima volta da "sono come tu mi vuoi" ("io cerco centri di gravità permanenti, io sono una pratica evasa, non sono come tu mi vuoi, io sono una vertenza chiusa, non sono come tu mi vuoi [...] non sono un vuoto a perdere, nè uno sporco impossibile, nè un marchio registrato, nè un prodotto di mercato") e ancora una volta divertita da "mi ami?" (non tanto per l'erezione triste, il coito molesto, il coito modesto e gli spermi indifferenti per ingoi indigesti, ma piuttosto per "un grande sogno nitido, chiedendo alla tua pelle, con dita di barbiere, una amorosa quiete, sfiorarti come a caso, con aria imbarazzata").
[CCCP, Compagni, cittadini, fratelli, partigiani/Ortodossia II]
no, questo non è un sabato qualunque, no, questo non è un sabato italiano. |
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Auro - 22:16
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[ musica ] |
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| 15.10.04 |
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| 14.10.04 |
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petulante |
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ci sono dei termini di cui si ignora il preciso significato, che non capita (quasi) mai di incontrare nei discorsi, nei libri o comunque sul cammino.
quando capita di incrociarli, si incontra lo sguardo e si alza la mano con un gesto di reciproco rispetto. "so che ci sei, ma non mi ricordo più bene come ti chiami di preciso...". al di là degli incontri immaginari coi vocaboli, questa è una cosa che mi capita spessissimo anche con le persone: le vedo, incrocio lo sguardo e non mi ricordo più come si chiamano, anche se ho la certezza di aver condiviso tempi e spazi assieme, magari neanche troppo tempo fa. non è raro vedermi dire "ma quello come si chiama?" oppure "cazzo cazzo cazzo, perché non mi ricordo mai i nomi...".
beh, ecco, insomma, tornando agli incontri immaginari con le parole, sicuramente in trent'anni mi sarà capitato più volte di incontrare il Signor Petulante (che e'un signore ermafrodito, visto che mantiene la stesa forma sia al femminile che al maschile) e tutte le volte, sicuramente, avrò fatto ciao ciao con la manina da lontano non ponendomi neanche il problema di scoprire il suo vero significato. l'ho sempre identificato come componente della tribù degli "epiteti cattivelli", quelli che sono più innocui degli aggettivi "riot" (fra cui spiccano sicuramente "viscido", "lurido" e "molesto"). l'urlo di battaglia della tribù degli "epiteti cattivelli" è, tanto per capirci, "non mi hai fatto niente faccia di serpente": sono quelli che li usi quando vuoi offendere, ma mica tanto. che tanto, diciamocelo, nessuno sa il vero significato di petulante. e chi lo sa, beh, se ne vergogni.
ecco, tornando (e due...) agli incontri immaginari con le parole, io in questo periodo il Signor Petulante l'ho incontrato così tante volte che alla fine mi sono documentata:
agg.
1 che chiede e insiste in modo fastidioso e importuno: una persona petulante
2 detto di atti o parole, molesto, noioso: maniere, domande petulanti |
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