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<< Ottobre 2004
- Tentativi Di Fuga
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| 30.11.04 |
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precisazioni |
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tanto per essere chiari, non mi sono addormentata al volante (albertaccione non sei stato l'unico ad averlo pensato...), non è stata colpa mia. o meglio non lo sarebbe stato del tutto.
ieri pioveva che dio la mandava, ero sulla vigevanese, un po' presa da pensieri sul lavoro e su menate mie, alternando tuto questo con il pensiero della vacanza cazzara che mi aspetta... vedo che il semaforo diventa rosso. e inizio a frenare. quel pezzo di asfalto bagnato trasversale sembra proprio la linea bianca di arresto. il tir dietro di me non era proprio a distanza di sicurezza e mi ritrovo con i suoi fari piantati nello specchietto retrovisore. due centimetri in più e mi portava a casa lui in direttissima, o più probabilmente mi avrebbe fatto recapitare all'inferno dei giusti e dei puri di cuore. faccio i dieci metri che mancano al semaforo e quando diventa verde riparto e arrivo a casa. senza che nessuno mi dia la spintarella necessaria.
altra precisazione che mi arriva da un diretto interessato: dentro marylin è anche candele, anche nine inch nails (you make me closer to god... i wanna fuck you like an animal...), anche mani intrecciate, anche libri letti ad alta voce. per popolare la lista io rilancio con bologna, con il profiterol, con una bionda stratocaster e con il pensiero che c'è un'altra dietro la porta. chi offre di più? |
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Auro - 19:13
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il nulla che canta |
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stavo lavando i piatti e le nuove posate e ascoltavo la radio. ok, gr. poi nanna.
stavo pensando a alcune cose che sono successe oggi, ad esempio oggi ho rischiato di morire in macchina. a cosa ho pensato in quel momento? a nulla. il nulla. e forse l'ho pure visto.
poi le posate sono finite, le ho asciugate, ho sistemato le spugnette, il detersivo e gli asciugamani e poi ho sistemato i vestiti, che inesorabilmente stanno viaggiando per casa da mesi in attesa che arrivi ("sì, prima di natale le ho detto" ha detto stasera la signorina ikea) l'armadio per cui ho fatto un finanziamento idiota, almeno quanto il fatto che non so se l'armadio ci starà in camera.
e la radio stava ancora parlando. poi, poi la canzone che in assoluto è sesso puro, orgasmo, sudore e lenzuola scosse. e io ferma, e ancora il nulla intorno a me.
lego ricordi assurdi a questa canzone, ricordi che senza contesto, senza quei profumi e quegli odori non hanno più senso, o meglio lo hanno ma non è facile spiegarlo a chi non li ha vissuti.
potrei parlare di concerti, di prati, di fuochi accesi ai confini di milano, di sassi, di mare, di emilia, di toscana, di vasche da bagno, di vestiti corti, di corse a casa, di scale, di magliette lise, di capelli annodati, di scozia, di francia, di scogli delle cinque terre, di lenzuola rosse, di corridoi al neon in un ostello di amsterdam, di calze abbandonate, di cani, di gatti, di cravatte appese alle maniglie della porta, di anfibi slacciati, di cellulari che suonano a vuoto, di treni, di alberghi. ma tutto questo senza contesto non lascia che il nulla. che riempie il vuoto. e che riesco a toccare.
lei è qua falsità come radioattività
che mentre c'è da osare uccide lo spettacolo carnale
e l'anima brucia più di quanto illumini
ma è un addestramento mentre attendo
che io m'accorga che so respirare
che sei il mio sovversivo, mio sovversivo amore
non c'è torto o ragione è il naturale processo di eliminazione
forse se, forse se, porta ad esitare
io vengo dall'errore, uno solo del tutto inadatto al volo
e anche se vedo il buio, così chiaramente
io penso alla bugia affascinante e non mi accorgo che so respirare
che sei il mio sovversivo, mio sovversivo amore
non c'è torto o ragione è il naturale processo di eliminazione
lei è qua, lei è qua come radiottività che mentre c'è da osare
uccide lo spettacolo carnale
cinque pianeti, tutti nel tuo segno
il fallimento è un grembo e io ti attendo mentre ti scordi che sai respirare
che sono il sovversivo, tuo sovversivo amore
non c'è torto o ragione è il naturale processo di eliminazione
(Dentro Maryln, Afterhours) |
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Auro - 01:18
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Commenti (1)
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| 29.11.04 |
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| 28.11.04 |
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| 26.11.04 |
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| 25.11.04 |
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vivo casi ciclici |
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io non credo assolutamente di essere perfetta, ma ciclicamente mi trovo a chiedermi perché la gente non si guardi abbastanza allo specchio.
non che io lo faccia sempre e non che io veda sempre in modo oggettivo quello che lo specchio riflette.
ma sono umana.
credo che l'idiozia abbia comunque un limite.
e io ciclicamente mi chiedo perché esista gente che quel limite non solo lo salta, ma ci balla pure la mazurka sopra, rendendosi decisamente ridicola.
Pensare mi rende pazzo e l'essere pazzo mi fa pensare, mi fa pensare che per pensare bisogna essere pazzi.
Quando penso sono prigioniero di me stesso e sono costretto dal mio povero connettere elementare, elementare il mio misero camminare.
So che non si può vivere se non si sa decidere su ciò che ci capita in certi casi ciclici.
Restare in equilibrio mi rende pazzo e mi fa pensare, mi fa pensare che senza l'obbligo dell'equilibrio il pazzo non cade mai.
Sono stanco di avere mani e piedi legati al cervello, dal cervello vorrei sganciarmi e penetrare tutte le menti del mondo.
So che non si può vivere se non si sa decidere su ciò che ci capita in certi casi ciclici.
Voglio trascinarmi con la testa pesante sotto gli scarponi e uscire volentieri dal mio cervello stretto, e poi cadere malamente con il muso a terra senza farmi male, senza farmi male, senza pensare male e non farmi male senza pensare.
So che non si può vivere se non si sa decidere su ciò che ci capita in certi casi ciclici.
(Casi ciclici, Max Gazzé) - 12.46 25/11/2004 |
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Auro - 19:16
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| 24.11.04 |
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| 23.11.04 |
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agenzia matrimoniale |
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non l'ha presa tanto larga. io g. la conosco da anni e ne apprezzo doti e difetti, fra le doti non c'è la souplesse... quindi davanti a un caffé veloce spara a 200 kilometri orari: "son imbarazzata, ma vabbé, te lo dico: vorrei presentarti un mio collega..."
ho alzato il sopracciglio tipo il dottor Spock... "scusa?".
"sì, dai è un mio collega, è simpatico, carino, intelligente..."
io non sono personaggio che si fa presentare intenzionalmente gli uomini dalle amiche o dagli amici: le teste di cazzo me le trovo in piena autonomia, confidando nella mia cieca capacità di trovare unicamente casi umani. ci manca solo che ci si mettano le mie amiche... però vabbé sentiamo...
"ha più di 40 anni..." "no, ne ha 34" (accettabile...)
"è sposato..." "no" (e per fortuna...)
"è vedovo..." "no" (bene, di fosse qui ce n'è già per un esercito...)
"è separato o divorziato..." "separato" (ehehehehhehh... sgamato...)
"da quanto?" "tre anni, lei abita ad ancona" (abbastanza tempo per aver fatto una buona terapia, lei lontana quanto basta...)
"ha dei figli..." "no" (meglio niente we di corsa giù ad ancona...)
"o ha un cane o ha un gatto..." "no, aveva un cane ma l'ha tenuto la moglie" (potrebbe piacergli isotta...)
"bertinotti o fini?" "più bertinotti di fini, quasi cossuttiano" (ostia!...)
"o suona o canta o recita..." "non credo proprio" (ok, niente groupie time...)
"va in vacanza alle canarie..." "l'ultima vacanza che ha fatto l'ha fatta a praga con altri due nostri colleghi e ti dirò, va pure in bici, non tanto come te, ma si lascia convincere abbastanza facilmente in questa cose..." (vabbé, io a praga non ci sono mai stata... lui sì, checcazzo...)
"avrà uno di quegli hobby deficienti e farà solo cose che io non so o non voglio fare..." "auro lo devi conoscere e frequentare mica tatuartelo addosso" (la fai facile, tu...)
"detesta chi fuma..." "direi di no, sopporta che noi si fumi in ufficio, ogni tanto se ne fa offrire una" (uhmmmmm, probabile, non impossibile, strano in ogni caso)
"non ha la macchina e vive sconclusionato..." "ha la macchina aziendale e vive in un appartamento con box doppio pagato dall'azienda" (ma dove lo hai trovato questo?)
"avrà delle psicosi più o meno latenti... la sindrome di peter pan, il mammismo, il machismo, sarà un individuo bipolare, un esaurimento non risolto, avrà uccisio qualcuno... te lo assicuro..." "cazzo, auro... è una persona normale!"
"tu di me diresti che sono una persona normale?" "no" (porcamerda... g. è tarata bene come metro di valutazione...)
"mangerà soltanto sushi e parmigiana di melanzane..." "è filovegetariano, amante dei formaggi e per giunta filoetnico" (gli piacerà la pastina? il riso al prezzemolo?)
"sarà cecato..." "è un po' astigmatico, porta gli occhiali come i tipi che fanno sesso a te" (che per la precisione sono quelli che portano gli occhiali con la montatura leggera me visibile, possibilmente nera o verde, con le lenti rettangolari)
"sì vabbé ma comunque non mi piace..." "ma non lo hai nemmeno visto..."
"ti ho detto che tanto non mi piace... è poi sarà pure basso..." "1 e 88" (porcamerda...)
"comunque non mi piace..." "auro non l'hai nemmeno visto..."
"te l'ho detto: non mi piace... come hai detto che si chiama?" |
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Auro - 18:42
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Commenti (10)
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| 22.11.04 |
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not yet married |
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sto leggendo un libro che mi hanno regalato k. e d. quest'estate: urban tribes, di ethan watters.
diciamo che sono a due terzi della lettura, quindi più o meno ho capito da che base parte l'autore, dove vuole arrivare e più o meno anche come ci vuole arrivare.
l'autore analizza le dinamiche delle tribù urbane, cioè di quei gruppi di persone, per lo più "mai sposati", con un'età compresa nella maggior parte dei casi tra i venti e i quaranta anni, che vivono le amicizie e i rapporti sociali come appartenenti a una tribù, quindi con regole e dinamiche particolari per ogni gruppo, ma con delle caratteristiche distintive comuni.
io sono una di quelle persone che cambia spesso tribù, ho un diagramma di rete che pare un soffione di quelli che fioriscono all'inizio della primavera: molto espanso, ma molto fragile. non ho mai avuto un'affezione particolare per la mia tribù, credo nelle rotture dei rapporti di amcizia, nella loro messa in "arimo" (o in pausa, come dice o.) temporanea o totale.
attorno a me vedo invece persone che sono in grado di avere il loro soffione ben cementato, insomma loro - in apparenza - sono il porcellino furbo e io il porcellino sprovveduto.
il problema forse è che io sono assolutamente intollerante su alcuni atteggiamenti e non mi scandalizzo se un rapporto "va in vacca" (le cose cambiano, le persone cambiano, vengono prese alcune decisioni rispetto agli altri, quello che succede nel mondo e in noi può incidere sui rapporti con gli altri e via così nella fiera di quella banalità che è la vita).
e io non riesco a concepire il fatto che finché si è tribù tutto debba essere compreso, accettato e compatito - sia un forma attiva che in forma passiva. tutto è dovuto, tutto è normale, non esistono problemi. finché si sta con il culo al caldo si sarà sempre in tribù, secondo watters anche finché non ci si sposa.
sono una "mai sposata" senza tribù, muovo i miei passi nell'universo, viaggio spesso sola tenendomi compagnia canticchiando e leggendo. wtf?
LiberOnWeb.com, UrbanTribes.net |
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Auro - 20:21
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[ letture ] |
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| 21.11.04 |
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puramente a caso |
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9 settembre, 16 agosto, 19 novembre, 12 dicembre, 23 luglio, 19 aprile, 17 luglio, 31 ottobre, 13 gennaio. e poi: 21 novembre, 19 gennaio, 15 febbraio, 8 marzo, 30 aprile. |
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Auro - 23:34
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[ intimismo ] |
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| 19.11.04 |
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parent advisory: explicit pictures of war |
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niente, mai, per nessun motivo.
i created this site because I was angry at my country and couldn't understand how we could let this happen. i now believe it is because most americans haven't seen what this war really looks like.
a lot of people have sent me pictures of september 11th. please stop. i lived in lower manhattan on 9/11. i've seen it in real life.
whether the war was worth it or not that is between you and your conscience. if our cause is just then we should not fear witnessing its cost.
leggendo un po' di blog collegati e i suoi commenti, scopri anche che gli americani - quelli che vanno a votare e usano internet (probabilmente in ohio non è ancora arrivata la fibra ottica e manco l'analogico, magari non hanno cavi del telefono abbastanza lunghi) - sanno anche discutere in maniera più costruttiva di noi italiani sulla guerra, le sue cause e le sue conseguenze: cioè scrivono commenti più lunghi di due righe sapendo articolare qualcosa che non sia solo sputo e insulto (alla borghezio), ma che ricordi vagamente soggetto-verbo-complemento. puoi non essere d'accordo con tutti, ma scopri che ci stanno pensando. saranno un diesel dalla carburazione lenta, ma ci stanno pensando.
e per chi si domanda perché "soprattutto" immagini di civili: You see photos of the violence committed by the insurgents on the news already, and there is no need to post them here. This website exists to balance things by presenting photos that don't make it onto the news. The point is that there is loss on both sides. But if you insist that the two-year old with his leg blown off is one of the bad guys, then there is no arguing with you
FallujaPictures via Wittgenstein |
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Auro - 18:18
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[ polis bergères ] |
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| 18.11.04 |
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ritrovarsi dentro all'anagrafe di un libro |
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non ho un cognome molto comune, anzi. non ho un cognome tipico della zona, non mi chiamo brambilla. siamo milanesi da non so quanto tempo e visto che ho ritrovato il mio cognome nel libro che sto leggendo, direi da prima della seconda guerra, molto probabilmente. non ne faccio né croce né delizia. mia madre è nata nel 42 e ha vissuto i suoi primi anni a milano, quasi in centro, praticamente in cantina, la famiglia di mio padre è stata sfollata, lui è nato nel 44 ed è l'unico ***** di quel ceppo a essere tornato a milano, gli altri stanno ancora nella bassa.
attualmente ci saranno 10/12 famiglie che si chiamano come la mia a milano, un migliaio forse in italia. devo chiedere a mio padre se quel ***** lì potrebbe essere uno di famiglia anche se alla lontana, anche se probabilmente me lo avrebbero raccontato la zia teresa o lo zio silvano. comunque se fosse così ne sarei orgogliosa, sul serio. ma anche se non lo fosse, di famiglia.
non sono una che fa "questioni di famiglia e di nome", ma un po' mi spiace che con la mia generazione la "famiglia" si concluda qui: siamo 7 cugine. manco un maschio.
Feltrinelli |
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Auro - 01:36
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[ letture ] |
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| 16.11.04 |
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definitivo |
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"e poi ad un tratto l'amore scoppiò dappertutto" (fda)
ma anche questo, che va un po' contro alla teoria del "in ogni caso nessun rimorso":
Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle
persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per
essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più
riconoscibile, controllabile, ricattabile.
In questi ultimi tempi ho ripreso a studiare la chitarra. Mi ci sono dedicato
praticamente tutti i giorni. Certo, non riprenderò più la mano che avevo a
ventidue anni, però non la voglio mollare più, anche perché in fin dei conti è
una buona compagna, forse una delle più fedeli. Se la molli un attimo ti fa
subito i musi e ti manda a fare in culo, così sei costretto a dei recuperi
umilianti, molto più umilianti di quanto si debba fare con le donne.
Io credo che il giorno in cui avrò paura della morte, e vorrà dire che ci
comincio a pensare, sarà perché sono diventato finalmente adulto e allora
questo significherà che sono prossimo a morire.
Ho più della mia età, ho avuto tempi di invecchiamento più corti della media,
forse perché non ho mai rifiutato nessun tipo di esperienza.
Ho sempre impostato la mia vita in modo da morire con trecentomila rimorsi e
nemmeno un rimpianto. (fda)
FondazioneFabrizioDeAndré |
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Auro - 22:51
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| 15.11.04 |
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| 14.11.04 |
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