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| 28.02.05 |
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gianna |
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m. (che non è che sia scemo, è che gli piace mettermi in difficoltà...) "ma se il papa si becca l'alzheimer? o se va in coma?"
[...]
poi m. si è addormentato. io gli stavo raccontando di auro alle elementari, mentre lui acchiappava il sonno, il suo respiro è cambiato: m. dormiva affianco a me, voltandomi le spalle come al solito quando dorme. e io mi sono ricordata di quando prima di andare alle elementari, nel 1978, ero in giro con la nonna gianna, in piazza de angeli, stavamo andando alla standa a fare la spesa e ci siamo fermate davanti a un negozio che riparava televisioni e poi le esponeva accese in vetrina (adesso quel negozio è un'agenzia immobiliare specializzata su una clientela nipponica) fino a quando non riconsegnavano il sarcofago funzionante ai capoitalisti proprietari.
beh quella sera, la fumata era stata bianca. mia nonna, fervida cattolica che ha accettato di tutto nella vita per il bene della famiglia (fra cui l'amante di suo marito in casa) e per non sfasciarla (e non sfasciare la faccia a quella zoccola), era contenta e si è fatta il segno della croce, davanti a una vetrina unta, con dentro una scatola che trasmetteva (me lo ricordo perfettamente ancora oggi) un comignolo con una bava di fumo bianco come lo zucchero a velo.
la nonna sarebbe morta da lì a poco: le ha scippato la vita terrena un ictus che l'ha distratta per sempre e che poco dopo l'ha portata via, dentro i grigi e crepati muri della baggina.
io di lei ricordo perfettamente il riso giallo che cucinava, le sue zucchine cotte - le uniche zucchine cotte che abbia mai mangiato, i baci che mi mandava dal balcone, le mani nodose e dalle nocche forti come quelle di mia madre e come le mie, il suo uovo di legno per rammendare i calzini, i viaggi verso crescenzago dalle zie e il segno della croce di quella sera, 4 colpi forti, duri, convinti.
se c'è veramente la vita eterna a cui aspiravi, nonna, e se c'è davvero quel dio in nome del quale hai tenuto insieme una famiglia, distruggendo la tua vita e quella di altre persone, ecco se fosse veramente così, saprai già che tua nipote, quella minore, non solo talvolta bestemmia ma non avrebbe manco paura di ricordare a quel tuo dio che alle nipoti le nonne non si scippano così, mentre camminano mano nella mano, per strada, andando ai giardini di mario pagano.
disclaimer: questo post avrebbe dovuito vedere la luce su questo blog venerdì 25 febbraio, ma poi ho fatto altro... |
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Auro - 20:18
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[ intimismo ] |
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dal nord e dal sud li vedevo arrivar (funerali di don galeazzi, volume 2) |
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ale scrive via mail a commento di questo: commento blasfemo(basta cambiare i riferimenti e tutto torna) e però... se tutto fosse stato bloccato per altri motivi, chessò, uno sciopero generale, una manifestazione per la pace, il funerale di qualcuno di cui si condividono idee e azioni, ecco, il passante che avesse osato lamentarsi per il treno da prendere, non so che fine avrebbe fatto...
(sempre che i ferrovieri avessero deciso di lavorare)
risposta della auro: in occasione degli scioperi gli orari di punta sono protetti. le manifestazioni "oceaniche" sono fatte di sabato o in giorno festivo apposta. quando l'atm ha fatto lo sciopero selvaggio tutti (a parte alcuni elementi estremisti... auro ruota l'indice in aria) si sono incazzati come delle bisce. non chiedo che non si facciano i funerali, chiedo solo la lungimiranza di farli alle 11 di mattina.
disclaimer: questo post avrebbe dovuito vedere la luce su questo blog venerdì 25 febbraio, ma poi ho fatto altro... |
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Auro - 20:17
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| 24.02.05 |
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| 23.02.05 |
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chi-paolini-mera |
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io mi chiedo, con il massimo rispetto per la giovine antonia di stasera, che aveva una mimica da paura ed era anche mediamente molto brava, cosa c'è stato prima di paolini nel mondo del monologo storico e civile a teatro.
no, scherzi a parte me lo chiedo davvero, senza polemica, perché io da un bel po' di anni a questa parte vado a teatro spesso, guardo e vivo sti monologhi (che mediamente preferisco a situazioni con più attori sul palco), spesso scelgo spettacoli storici o civili e conto sulle dita di una sola mano gli spettacoli dove paolini non c'è. cioè non intendo sul palco o in platea (stasera c'era la cancellieri. quella che ha detto a muniz "che tu sei bello dentro..." perché fuori ci fa cagare, vero?), sono pochi gli spettacoli del genere in cui paolini non sia presente con lo spirito, ma pure nel modo di atteggiarsi, nell'utilizzo della voce, nell'uso delle luci, nel dialetto, nella gestualità. e agli intrepidi che ci provano, almeno l'onore di averci, appunto, provato.
e allora, il buon vassalli ne sia fiero, la chimera della giagnoni è cruda, potente, tenera, bella, per un po' mi è stata anche più simpatica perché lei sembrava incinta poi per dirla come mi ha sussurrato m. all'orecchio "è grassa e basta...", però è proprio bello lo spettacolo, ma metti che lei fosse un po' rauca e mi fossi dimenticata gli occhiali a casa... ecco l'avrei scambiata per paolini.
giurin giuretta, croce sul cuore.
mi è venuto in mente che una volta parlavo con n. degli ultimi spettacoli visti (si spera sempre che parlare di teatro con gente di teatro faccia conversazione e anche un po' di intellettualismo da postscopata) fra cui il sergente di paolini (appunto) e lui mi diceva... "che palle paolini". solo ora mi rendo conto che n. va bene solo per incontri scabrosi e da peccatori lussuriosi (bascapé ci colga!) e che probabilmente non vede un paolini a teatro da parecchio tempo, ma solo suoi emuli. e con questo si affranca.
(link a post precedenti e a cose varie su quel libro meraviglioso che è stato sicuramente uno dei migliori 5 del 2004... ale, te li dico un po' per volta, ok? non mi sono dimenticata la promessa...) |
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Auro - 00:06
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[ elsinor ] |
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| 22.02.05 |
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lacrime |
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ci sono delle volte in cui fai dei pensieri, magari li condividi, oppure non li riesci a condividere e poi ti senti una stronza. e guidi veloce, forse troppo veloce. però ti piace e te ne fotti. e vorresti fumare e razionalmente decidi di non farlo. e vorresti avere della musica per sbattere i pugni sul volante. fino a farti male. ed è notte. ma non è tardi.
e forse è troppo tardi.
e comunque hai quei pensieri dentro, che sono una scommessa, una prospettiva nuova, un modo per dire che esisti, che hai delle cose da fare e delle cose da dire. e sai che devi trovare un modo per uscirne perché in fondo è vero che forse non è il modo migliore per fare quello che stai facendo, quello che state facendo, ma è ancora più vero che è giusto che lo stiate facendo.
e quel modo, quello giusto, devi, dovete, trovarlo.
poi dormi, ti svegli e torni in ufficio dopo che non ci sei stata per molto tempo e ti rendi conto che prima di tutti quei pensieri ce ne sono altri, che devi tenere bene a mente, a cui devi dare (purtroppo) priorità.
e a pranzo, mentre gli altri mangiano, tu cammini per strada come claude mentre va al distretto militare e a un certo punto scoppi a piangere e se te lo chiedono perché, ecco tu non lo sai spiegare.
14.02 22/02/2005 |
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Auro - 19:31
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[ intimismo ] |
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| 21.02.05 |
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| 20.02.05 |
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| 19.02.05 |
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per una volta ha ragione la burrona... |
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(e questa oggi è tutta per lei, per loro. e per chi ha voglia di godersi quel tempo...)
Dicono che c'è un tempo per seminare e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte e un altro di giorno teso come un lino a sventolare.
C'è un tempo negato e uno segreto, un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire e quella volta che noi due era meglio parlarci.
C'è un tempo perfetto per fare silenzio, guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando è l'ora muta delle fate.
C'è un giorno che ci siamo perduti come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato.
È tempo che sfugge, niente paura che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo per questo mare infinito di gente.
Dio, è proprio tanto che piove e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato dentro una sala d'aspetto di un tram che non viene
non essere gelosa di me, della mia vita
non essere gelosa di me, non essere mai gelosa di me.
C'è un tempo d'aspetto come dicevo qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata la sua fotografia.
C'è un tempo bellissimo tutto sudato, una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia che arriva alla volta celeste e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente si tende la mano
è il medesimo istante per tutti che sarà benedetto, io credo da molto lontano
è il tempo che è finalmente o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai accanto a te nuovamente mano alla mano
che buffi saremo se non ci avranno nemmeno avvisato.
Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.
Ivano Fossati, Un tempo pieno di vita |
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Auro - 11:41
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[ musica ] |
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| 18.02.05 |
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| 17.02.05 |
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velocissimo update |
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lo so che sembra assurdo, ma questo blog nel periodo di assenza appena concluso ha ricevuto un po' di mail. sì perché da quando i commenti fanno quel cazzo che c'han voglia di far loro, io ricevo un sacco di mail di lettori che potendo commenterebbero, non potendo scrivono mail.
la cosa mi fa molto piacere, e mi fa sentire un po' una vecchia zia che riceve lettere dai nipotini e dispensa consigli e piccole verità banali quanto l'acqua di rose. a tutti rispondo via mail, talvolta anche senza dirlo sul blog.
stavolta si risponde a qualcosa qui, direttamente alla luce del sole.
- un po' per tutti: non sono stata in vacanza, non sono stata rapita dagli ufo, non sono stata seviziata da aruba. sono stata semplicemente via il weekend e poi mi sono ammalata. io e m. ne abbiamo approfittato per "stare un po' assieme" in senso stretto. e visto che c'era a noi si è unita pure la cana. that's it.
per amor di precisione: sono ancora malata.
- per o.: uh, le sigarette vanno da dio. 120 e passa ore che non tocco sigaretta.
- per g.: capisco che tu non ci stia capendo un cribbio dell'elenco dei libri delle letture. neanche io. il libro di lodoli è stato inglobato non si sa bene da quale delle due case fra cui rimbalzo. elis invece sta viaggiando insieme ad altri 4 libri in giro per il mondo, seguendo le mie svarianze e quelle delle persone a cui affido quel sacchetto. adesso pare che sia in ufficio. cosa ho letto nel frattempo? nulla. ho scritto moltissimo e ho letto molto altro.
- per u.: stella santissima della auro, certo che sto bene.
- per f. e a.: indirizzi per parigi spediti sulla mail farlocca.
- per m.: tuo padre riesce ad andare in ansia solo perché le dici che hai il raffreddore? se sì allora magari è l'uomo ideale di mia madre. facciamoli conoscere.
(la vera phigata è farsi il blog cartaceo vero e proprio. ho due tazebao che manco ve li immaginate. e ci sono scritti post che farebbero da scorta per due settimane. son cose...) |
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Auro - 19:03
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| 11.02.05 |
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| 10.02.05 |
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| 09.02.05 |
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| 08.02.05 |
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so far, so close |
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che poi quando esci, ti è chiaro che non hai punti di riferimento, se non appunto, il portone che hai appena chiuso e quello che il portone nasconde.
perché da una parte hai la nebbia fitta, dall'altra... pure. nebbia ovunque, anche fino a laggiù in fondo dove dovrebbe esserci un palazzo moderno con in alto dei numeri rossi, che dovrebbero segnalare il trascorrere cronico e caotico del tuo ritardo.
non c'è il farmacista che ti augura buona giornata, non c'è il vicino che torna a casa con il bob tail più idiota del mondo, non c'è il ragazzo che fa le pulizie sulle scale. non ti fermi dall'edicolante più storidito della terra per comprare l'abbonamento settimanale. invece inciampi nei gradini dei marciapiedi perché tu il ritmo mentale di quella strada non lo conosci. non potresti leggere mentre vai a prendere la metropolitana perché sbatteresti contro ai pali dei segnali stradali, contro i semafori, contro le fioriere.
e così non sai bene come prenderla sta cosa e ti chiedi un sacco di cose mentre tiri fuori dalla tasca i soldi per pagare il settimanale ad altre mani edicolanti infreddolite e auguri buona giornata e buon lavoro, abbozzando un sorriso che non quelle mani non lo sanno quanto ti costa, quel sorriso, perché sei ancora incartapecorita dal freddo e dal sonno.
rimani così, momentaneamente senza punti di riferimento perché poi arrivi a duomo e scopri che è meglio prendere posto sulla prima carrozza della metropolitana, così scendi dove s'affaccia direttamente il tunnel per la linea gialla. informazione essenziale, da tenere a mente. una specie di primo punto di riferimento. |
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Auro - 18:45
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[ intimismo ] |
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parapiglia, scatta il gioco della bottiglia... |
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tutti nella vita dovrebbero andare al carnevale di venezia, almeno una volta. secondo me con amici è meglio, e poi basta vestirsi da imbecilli, spendendo pochissimo e pure divertendosi a costruire i vestiti.
tutti nella vita dovrebbero provare a fendere le calli e i campi urlando e saltellando, magari ballando. ne ho le prove.
tutti nella vita dovrebbero partire non sapendo cosa succederà e scoprire che tutto quello che succede è proprio quello che si voleva: risate, discorsi, mani che si intrecciano, sorrisi e scoperta di nuove persone, nuove facce, nuove possibilità.
m. con quegli occhi azzurrissimi e quella consapevolezza che mi ha colpito moltissimo. m. a cui forse ho mancato di rispetto. ma abbiamo riso un sacco.
s. che sorride con tutta la faccia. la mamma di s. che mi dice "guarda che sei fortunata. e lui più di te".
s. che è più stordita di me. l. che fa l'adulto e si pone troppe domande.
a. che... beh è a. con la sua erre moscia e il suo marketing d'assalto.
e poi t. e donna f. che sono state carinissime e che è sempre un piacere vedere.
e poi, poi io e m. che avevamo solo voglia di divertirci, di fare i cazzari e stare insieme, insieme con noi due e insieme con altre persone.
e il viaggio di rientro, beh... il viaggio di rientro è un flashback di quella che avrebbe potuto essere la mia adolescenza e che invece non lo è stata. e quindi va bene così: io amo le gite delle medie. |
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Auro - 18:44
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[ a forza di essere vento ] |
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| 04.02.05 |
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metà gnagnera, metà scazzo |
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ok, io stasera non c'ho proprio voglia di uscire. eppure avrei proprio voglia di un loro concerto sia chiaro. ma sono pigra e non ho ancora preparato la valigia. distratta, lontana,
uno dei motivi lo conosco molto bene e lo dovrei anche affrontare. gli altri motivi sono solo un lontano ricordo.
io mi sa che stasera non ne ho voglia. porto la cana a casa della mamma e poi torno qui, faccio la valigia e poi vado da m. o lo raggiungo da... (mannaggia, com'è che si chiama?) per poi andare da lui e svegliarmi domani mattina più tranquilla, più serena, meno pigra e con una voglia incredibile di vedere la sore t. e la sua amica atea e materialista f., con il dolce che le ho chiesto di portarmi.
(tata, non quello a forma di merda di mucca, capito? l'altro... poi domani puoi parlare della pasticceria del luogo con m. che ne sa, se non ricordo male...) |
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Auro - 19:48
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gli impegni e lo stomaco |
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e se mi chiamate scema, fatelo.
ma io dovrei fare la valigia, che domani si parte, ma io fino a lunedì sera non metto piede in casa. e invece... e invece sto ascoltando il gr e sto pensando a come mai, perché io sono ignorante e non ci arrivo così... a naso..., questo sequestro mi sembra intimamente molto strano. quasi irreale.
nel frattempo bestemmio liberamente contro la black list che funziona come il mio conto corrente. cioè male. ma sto cancellando gli ultimi 300 commenti di merda automaticamente, despam, rebuild, despam, rebuild, despam... perché io porco cane mi continuo a chiedere perché di questo sequestro. e intimamente, molto intimamente, trattengo i conati.
e questo occupa il 100% della mia mente e il 98% del mio agire.
Repubblica.it, IlManifesto |
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Auro - 18:09
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| 03.02.05 |
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l'erba voglio cresce solo a casa mia |
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sono presa dalla logorrea.
voglio stancarmi fino alla fine, voglio svegliarmi con fatica tutte le mattine del mondo, voglio mangiare la crema di formaggio e di noci che la mamma mi ha portato da parigi fino a stare male, voglio una casa coi doppi servizi e con la lavastoviglie, ma anche no. ma sarebbe bello che sì.
voglio sentirmi dire solo cose belle, voglio che in qualche modo succeda qualcosa per cui questo delizioso ma faticoso altalenarsi di notti finisca, voglio sentirmi piena di cose, piena di stimoli da prendere e da regalare, piena di stanchezza per tutte le cose fatte.
voglio non lamentarmi mai.
voglio essere abbracciata quando ho la gnagnera, essere sopportata quando ho la gnagnera. voglio correre e poi rallentare, abituarmi alla calma. fermarmi al sole e sentirmi bene anche se sono spettinata, con le occhiaie di due giorni. voglio il bene che si meritano le persone a cui voglio bene.
voglio imparare a fare domande.
voglio rispetto, voglio che non sia solo un'impressione, voglio che quest'ottuso ottimismo mi accompagni per sempre, voglio che quelle parole che ha detto prima di farmi un buffetto non siano solo cazzate, voglio non avere paura delle parole.
voglio pace, ossi e nanna per la iso, voglio che i miei trovino una serenità che finora hanno solo accarezzato, voglio accompagnare mio nipote a far navigar le navi nella fontana del luxembourg, voglio portare la brioche alla scuola materna, voglio fare pace con mia sorella. o meglio, voglio una sorella diversa, che possa capire che io sono auro e che del resto non me ne fotte un cazzo.
voglio essere sempre orgogliosa di me, di quello che faccio, di quello che ho. voglio imparare ad accettare i miei sbagli, le mie fragilità, dei miei momenti di panico. voglio sempre essere orgogliosa di dargli la mano, di abbracciarlo, dei sorrisi che mi ruba. voglio che si senta sempre libero di essere un cazzaro. e che non mi chieda mai di non esserlo.
voglio andare in chiapas, voglio tornare ad amsterdam, voglio guidare su una strada americana. voglio pedalare forsennatamente sulle corsie preferenziali di parigi in bici.
voglio non essere mai pietra di paragone, mai giudicata, mai indifferente, mai una donna perfetta, mai compatita, mai troppo forzatamente sexy. voglio continuare ad essere straordinariamente assente da me stessa, ma sempre pragmatica.
voglio essere me stessa sempre. voglio che gli altri si sforzino di ascoltarmi e di ascoltare anche i miei silenzi, che sappiano accettarmi per quello che sono.
voglio saper ammettere a me stessa che tutto questo, i miei pensieri malati, i traguardi personali che sto tagliando, lo sguardo diverso, l'indole più docile, più conciliante nei miei confronti e nei confronti degli altri, non siano frutto di uno sbaglio. ma farina del mio sacco. delle mie convinzioni, delle mie idee e delle mie azioni. |
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Auro - 01:03
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| 02.02.05 |
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a noi ci piace... |
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con un po' di rammarico, ma anche con una buona dose di ragionevolezza, non ci andremo.
ma per chi può, secondo me meriterebbe veramente la pena.
e sarà la voglia di primavera e di estate, saranno i rari ciclisti che incontro in questi giorni che mi fanno solo invidia e un po' di tenerezza, sarà che la pompa per gonfiare le ruote non so ancora dove sia, ma ieri sera leggendo questo... beh, io mi sono emozionata.
a noi ci piace il vento tiepido di maggio che lo prendi tutto in faccia
ci piace la birra fresca con le goccioline sopra
ci piace andare a zigghe&zagghe e pedalare in tondo intorno alle aiuole, ululando, la sera
ci piacciono le traiettorie curve, ben pennellate
ci piace inventarci una nuova città
ci piace milano che diventa come amsterdamme
ci piacciono le vie quando son tutte buie e profumano di verde come in campagna, con le foglie che frusciano
ci piace andare con le ragazze in canna
ci piacerebbe il monte stella al posto del palazzo di giustizia
in generale, ci piace andare in bici la sera
TeatroBlu.org, StradeVarie.org, TentativiDiFuga |
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Auro - 23:26
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[ dueruote ] |
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| 01.02.05 |
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